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#Video #Foto de la Marcha #25N contra la Violencia de Género en #León #GTO #México #NiUnaMenos #DiaNaranja

Arriba. Video crónica de la marcha en León, Guanajuato, de 1 a 20 horas del 25 de noviembre de 2016. Realizada con smartphone. Abajo: dar clic sobre una foto para zoom. Más abajo: el breve comunicado informativo para el 25N del Programa universitario de mujer y relaciones de género de la la universidad Iberoamericana de León.

programa-genero-ibero-leonEl día de hoy, 25 de Noviembre, conmemoramos el Día Internacional de la Erradicación de la Violencia contra las Mujeres, es un día para hacer un alto y cuestionar las razones por las cuales esta violencia continúa y aumenta. Tres datos:

1. De cada 3 mujeres ha vivido situaciones de violencia física y sexual en todas las regiones del mundo. (Médicos del Mundo. Nov 2016)

2. Cada día mueren en promedio al menos 12 latinoamericanas y caribeñas por el solo hecho de ser mujer”. (CEPAL Oct 2016)

 3. En México 7 mujeres son asesinadas cada día. (ONU, 2015)

Los Estados tienen la obligación de garantizar a las mujeres el derecho a vivir una vida libre de violencia.

Lista documentari #AmericaLatina #Mexico #FilmLatinoamericanisti

tlatelolcoPreso dalla smania di sbarazzarmi di vecchi DVD, ciarpami vari e fotocopie ho deciso di regalare a qualche videoteca comuntaria la mia discreta (e magari obsoleta e orgogliosa) collezione di video e documentari, raccolti negli ultimi 13 anni nei mercatini e nelle bancarelle, che trattano conflitti, lotte e vicende storiche messicane e latinoamericane.

Ne faccio qui una lista e segnalo i link video. Sì, mentre i DVD e VCD (chi si ricorda cosa sono?) invecchiavano, per fortuna molti documenti sono sbarcati su YouTube e li ritroverò lì. Altirmenti vorrei caricarli sul mio canale per mantenerne il ricordo! Il doveroso tag per i post che li raccoglieranno è “film latinoamericanisti”, che in precedenza racchiudeva tutti i post con i film sull’America Latina di mio aggrado. Partiamo (in ordine sparso). In primis il link ai video raccolti da volontari del Canal 6 de julio (documentari di controinformazione messicani): link

La vida loca – Christian Poveda (sobre maras en El Salvador)- link sub ita

Tlatelolco, las llaves de la masacre – Canal 6 de julio (México) – link

EL fraude según Fox – Canal 6 de julio (México) – link      E la lista continua… Continua a leggere

#Video Presentación del #Calendario #Chilero #2016 en #Tepito #Chile #Mexico

Chile en Mexico y Tepito. Corina Salazar presenta la historia del chile (o ají) en México y el mundo y el Calendario Chilero 2016, realizado por ella junto a numerosos artistas que colaboraron en sus diseños, textos y hechuras. 19 de marzo de 2016 – Galeria José María Velasco (Calle Peralvillo), en el ámbito del Tour de Tepito de Alfonso Hernández.

Variedad Chiles México (Small)

#Honduras: Spiriti, Documentario Omaggio a #BertaCáceres @COPINHHONDURAS

Gli autori del documentario hanno reso disponibile la sua visione su YouTube in omaggio a Berta Cáceres, attivista honduregna legata al Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras (COPINH) e a molte realtà sociali del paese centroamericana che è stata assassinata il 2 marzo scorso. Nell’attentato è rimasto ferito anche l’ambientalista messicano Gustavo Castro per la cui protezione ora si stanno muovendo  vari movimenti organizzati e media indipendenti da tutto il mondo. Info in italiano a questo Link.

Dall’ottimo articolo di Paolo Mossetti (qui link): “Berta Cáceres era un’attivista indigena honduregna, di etnia lenca. Una donna forte e coraggiosa, che da anni sfidava apertamente il governo golpista che nel 2009 ha preso il potere nel suo Paese. Un golpe che Hillary Clinton, allora segretario di Stato americano, rese possibile. Cáceres  non c’è più. È stata trovata morta il 2 marzo, crivellata da colpi di pistola, nella sua città natale di La Esperanza, nella regione di Intibuca. Aveva 43 anni”. La richiesta di giustizia e la petizione per Berta è a questo link.
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Miss Bala #Sinaloa #Mexico #Film completo #SubIta

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

Miss Bala è un film drammatico del 2011 diretto da Gerardo Naranjo con Stephanie Sigman, Irene Azuela, Noé Hernández e James Russo.

È stato presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2011.[1]Selezionato per concorrere come miglior film straniero alla 84ª edizione degli Oscar, non ha raggiunto la candidatura finale. Da Wikipedia

Miss Bala es una película dramática mexicana de 2011, escrita por Gerardo Naranjo con Mauricio Katz y dirigida por Gerardo Naranjo. La película se estrenó en la sección Un Certain Regard en el Festival de Cine de Cannes 2011. La película fue seleccionada como la entrada de México a la Mejor Película Extranjera en edición número 84 de los Premios Oscar, pero no llegó a la lista final.

La película está ambientada en la ciudad fronteriza de Tijuana, aunque en realidad fue rodada en Aguascalientes, que se encuentra exactamente en el centro geográfico de México. De esta forma la mayoría de las locaciones de la película son locaciones de dicha ciudad, por ejemplo, la Secretaría de Finanzas se convierte en el consulado norteamericano.

Miss Bala tiene ciertas referencias a casos de la vida real, incluyendo su tema principal, que al parecer esta parcialmente basado en el caso de la Miss Sinaloa, Laura Zúñiga, quién presuntamente estuvo involucrada con el narcotráfico. Además, uno de los personajes de la película, quién interpreta a un agente de la DEA, llamado Enrique “Kiki” Camara, es asesinado por el narcotráfico, dicho personaje parece hacer referencia al agente de la DEA Enrique Camarena Salazar, quien de hecho fue asesinado en los años 80.

miss bala mexico

La Virgen de los Sicarios (#Film completo) #Colombia #Narcos #FernandoVallejo

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a vergine dei sicari (La virgen de los sicarios) è un film del 2000 diretto da Barbet Schroeder e interpretato da Germán Jaramillo, Anderson Ballesteros e Juan David Restrepo, tratto dall’omonimo romanzo di Fernando Vallejo. WIKI

virgen de los sicarios

Pelo Malo: #Film #Venezuela (completo) + Recensione #CarmillaOnLine #AmericaLatina

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

Leggi su CarmillaOnLine la recensione di Pelo Malo e di La Jaula Dorada a cura di Simone Scaffidi L.

PELO MALO

Gênero: Drama
Diretor: Mariana Rondón
Duração: 93 minutos
Ano de Lançamento: 2013
País de Origem: Venezuela / Peru / Argentina / Alemanha
Idioma do Áudio: Espanhol

Pelo malo es una película de dramática venezolana de 2013, escrita y dirigida por Mariana Rondón.1 Grabada en zonas urbanas de Caracas.2

Junior (Samuel Lange Zambrano), un niño de nueve años con el “pelo malo”. Para la foto de la escuela, el se lo quiere alisar, lo que le ocasiona un conflicto con Marta (Samantha Castillo), su madre, una viuda de 30 años.

La abuela paterna de Junior, le propone a su Marta quedarse con el niño definitivamente. Le da igual que sea afeminado, simplemente quiere que él la cuide durante su vejez. Marta no cede y comienza la reeducación de Junior, quién quiere vivir con su madre y que ella lo acepte tal y como es.5

Pelo malo è un film del 2013 diretto da Mariana Rondón presentato al Toronto International Film Festival 2013.

LINK Fonte: 12

Pelo-malo-poster

NO, I Giorni dell’Arcobaleno: #Film #PabloLarrain #Cile #Pinochet #Dittatura #AmericaLatina #GaelGarcia

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

1988. Augusto Pinochet, da quindici annidittatore del Cile, di fronte alle pressioni internazionali è costretto a chiedere unreferendum sulla sua presidenza. I leader dell’opposizione convincono un giovane e sfacciato pubblicitario, René Saavedra, a guidare la loro campagna. Con poche risorse e un controllo costante da parte del ministero della comunicazione, Saavedra e il suo team elaborano un piano audace con lo spot Chile, la alegría ya viene per vincere le elezioni e liberare il loro paese dall’oppressione. (Wikipedia)

“No” es una película chilena de 2012 dirigida por Pablo Larraín y escrita por Pedro Peirano, a partir de la obra de teatro inédita “El plebiscito” de Antonio Skármeta.

Lista de películas para el despertar de la conciencia política: LINK

NO pablo larrain youtube

#Video #Ayotzinapa1año #Mexico #DF #26SMX #Marcha #Ayotzinapa

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Articoli: Ayotzinapa, un anno dopo (Carmilla) e Ayotzinapa un anno dopo “la lucha sigue” (Contropiano)

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Ayotzinapa un anno dopo

Ayotzinapa un anno dopo,

(Articolo di Andrea Spotti sulla manifestazione del 26 settembre a Città del Messico tratto da Contropiano)

Plaza de la Constitución piena di ombrelli sotto i quali si accalcano manifestanti più o meno fradici, e un lungo serpentone umano che nella gigantesca piazza di Città del Messico neppure riesce a mettere piede.
Quest’immagine descrive meglio di tante parole l’ottimo risultato raggiunto dalle mobilitazioni lanciate dai familiari delle vittime a un anno dalla strage di Iguala e dalla sparizione forzata dei 43 normalisti di Ayotzinapa. Un risultato non scontato, considerato il costante sforzo messo in atto in questi mesi da governo e disinformazione main-stream per spegnere il fuoco dell’indignazione popolare attraverso depistaggi, insabbiamenti e criminalizzazioni.
Sotto un cielo plumbeo ed una pioggia insistente, un corteo moltitudinario ha sfilato sabato per oltre sei ore lungo le strade della capitale a sostegno delle esigenze del comitato di genitori e compagni degli studenti della Normale Isidro Burgos, il quale, oltre a verità, giustizia e restituzione in vita dei desaparecidos, esige anche il giusto castigo per le autorità, le quali hanno cercato di ingannare il Paese con la costruzione di una verità ufficiale risultata poi essere nient’altro che una macchinazione che aveva l’unico scopo di chiudere il caso e frenare la protesta.
Aperta dai familiari delle vittime e caratterizzata da un’importante presenza giovanile, la manifestazione è partita dopo mezzogiorno dalla residenza presidenziale de Los Pinos ed ha visto la partecipazione di oltre centomila persone giunte nel Districto Federal da tutta la Repubblica. Centinaia di organizzazioni hanno contribuito al successo della mobilitazione: dai sindacati di docenti, elettricisti e minatori, agli studenti universitari e medi, passando per storiche realtà di lotta come il Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra di San Salvador Atenco o le diverse comunità aderenti al Congreso Nacional Indígena. Dall’imponente spezzone delle scuole normali rurali, a quello rumoroso e battagliero dei collettivi femministi, dagli aderenti alla Sexta zapatista alle realtà LGBT fino ad arrivare alle comunità religiose popolari. Importante, infine, la partecipazione di singoli non organizzati e famiglie, nonché l’attivismo di artisti e musicisti, i quali hanno accompagnato la protesta con canzoni, balli, poesie e performance di vario tipo.
Durante gli interventi finali, i portavoce del comitato hanno ringraziato le persone solidali in Messico e nel mondo, sottolineando che la battaglia iniziata ad Ayotzinapa deve trasformarsi in una lotta per la trasformazione del Paese. Come sostiene Vidulfo Rosales, avvocato dei familiari, le mobilitazioni nell’ambito della Giornata dell’Indignazione non sono servite solo per commemorare i 6 morti della strage e per denunciare le responsabilità delle autorità, “ma anche per chiedere giustizia per gli oltre 25 mila desaparecidos del Paese” e sostenere le comunità che si battono per difendere terra e territorio contro mega-progetti e grandi opere.
1ayo copia copiaSi tratta insomma fare in modo che “nessuna lotta resti isolata” e di unire le resistenze che si agitano sui territori per costruire un movimento di massa che possa andare al di là della protesta per la violazione sistematica dei diritti umani ed iniziare a lavorare alla trasformazione sociale; a cominciare dalla caduta del governo Peña Nieto. Per questo, di fronte alle migliaia di persone che hanno affollato il centro della capitale, Felipe de la Cruz, portavoce dei genitori degli scomparsi, ha invitato tutti e tutte a partecipare alla Convención Nacional Popular che si terrà dal 16 al 18 ottobre ad Ayotzinapa per iniziare a ragionare in questa direzione.
Cortei, sit-in e iniziative di diverso genere si sono tenute su tutto il territorio nazionale, dal Sinaloa allo Yucatán. Nel Guerrero, lo stato in cui si è verificata la strage, ci sono state manifestazioni in diverse località. La più partecipata, con oltre 10 mila persone, ha attraversato la capitale Chilpancingo, dove centinaia di manifestanti hanno lanciato pietre contro il congresso locale scontrandosi con la polizia in tenuta antisommossa. Blocchi stradali ad intermittenza sono stati segnalati sull’Autopista del Sol e sulla statale Tixtla-Chilpancingo.
In Chiapas sono state diverse le mobilitazioni solidali. Nel caracol di Oventik e in altre comunità autonome zapatiste, migliaia di basi d’appoggio hanno ricordato le vittime ed espresso il loro sostegno ai familiari a partire dalle 7 di mattina. Fuori dai loro territori, con striscioni, cartelli, altari e ceri si sono manifestati per oltre cinque ore, ribadendo che le comunità indigene ribelli sentono come propri il dolore e la rabbia dei genitori e dei compagni dei normalisti. Intorno alle 12, come raccontato da Regeneración Radio, gli zapatisti sono rientrati nei caracoles per portare avanti un evento in cui continuare “a ricordare Ayotzinapa, e anche le altre Ayotzinapa che hanno ferito il Messico de abajo” nel corso degli ultimi anni. A Tuxla Gutierrez, capitale dello stato, 10 mila tra maestri e studenti hanno affollato le strade della città; mentre si sono tenute iniziative anche a San Cristobal, Ocosingo e Tapachula.
Anche nello stato del Michoacán e in quello di Oaxaca sono state segnalate proteste assai partecipate. A Ciudad Juarez, nello stato di Chihuahua, è stato invece inaugurato un presidio permanente di fronte alla Procura Generale della Repubblica (PGR), capofila con Jesus Murillo Karam del tantativo di imporre una versione ufficiale di comodo su quanto avvenuto esattamente un anno prima a Iguala.
L’anniversario della strage è stato ricordato anche in decine di Paesi del mondo con eventi e attività di fronte a consolati ed ambasciate messicane, confermando così la natura ormai globale del movimento. Il successo della Giornata dell’Indignazione è stato sancito anche in rete, dove l’hashtag #DiaDeLaIndignacion è diventato trending topic a livello mondiale.
1ayo1 copia copiaLa mobilitazione è giunta alla fine di una settimana assai intensa per i genitori dei normalisti. Questa, infatti, era iniziata con la militarizzazione di Tixla, il municipio in cui si trova la Normale di Ayotzinapa, dove 3 mila agenti della polizia statale hanno ridotto il diritto alla libera circolazione degli abitanti con l’obiettivo di impedire al comitato di alunni e familiari di uscire dal municipio per raggiungere la capitale dello stato. I fatti più gravi si sono verificati il 22 settembre quando centinaia di celerini hanno interrotto con violenza la carovana di pullman diretta a Città del Messico ferendo sei persone.
Malgrado il cordone poliziesco, i familiari sono riusciti ad arrivare comunque nella capitale, dove, una volta piazzatisi nello Zocalo, hanno iniziato uno sciopero della fame della durata simbolica di 43 ore, accompagnato da diverse organizzazioni e persone solidali e seguito in diretta dallo streaming online di decine di radio libere e indipendenti in tutto il continente latinoamericano.
In pieno digiuno, al collettivo di Ayotzinapa è toccato l’incontro con il presidente e diversi funzionari del governo e dello stato. L’incontro era stato imposto dai familiari al governo in seguito alla pubblicazione del rapporto degli esperti indipendenti della Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH), il quale aveva smentito punto per punto gli elementi a sostegno della ricostruzione dei fatti presentata dalla PGR dando un serio colpo alla credibilità di governo e autorità inquirenti.
Il rapporto del Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI) della CIDH mette in luce innanzitutto le molte irregolarità che hanno caratterizzato le indagini, come – per fare solo qualche esempio – la cancellazione di alcuni video che avevano ripreso l’aggressione ai normalisti da parte di poliziotti e pistoleros, la perdita e la distruzione di prove importanti, l’uso sistematico della tortura durante gli interrogatori dei narcos arrestati, nonché il veto posto dalle autorità perché i periti potessero interrogare i membri del XXIV battaglione fanteria di Iguala, reparto dell’esercito di stanza nella località di cui si sospetta il coinvolgimento.
Il documento, inoltre, concede sostegno scientifico alle critiche che sin dall’inizio il movimento in solidarietà con Ayotzinapa e diversi accademici avevano mosso contro quella che l’ex-procuratore della repubblica Murillo aveva definito la verità storica sul caso. Secondo questa versione, i 43 normalisti, dopo essere stati sequestrati da agenti municipali, sarebbero stati consegnati ad alcuni sicari del clan dei Guerreros Unidos, i quali avrebbero proceduto all’uccisione dei ragazzi ed alla loro successiva cremazione all’interno della discarica di Cocula, per poi gettare i resti nel vicino fiume San Juan.
1ayo2 copiaIl GIEI fa praticamente a pezzi questa ricostruzione dimostrando la presenza sul campo dell’esercito e di diverse forze di polizia (statale, federale, ministeriale) oltre a quella municipale alla quale è stata accollata la responsabilità dei fatti, e negando scientifivamente la possibilità che i giovani siano stati inceneriti nella discarica in questione. Insomma, la “verità storica” che per otto mesi le autorità hanno brandito come una clava contro chiunque la mettesse in discussione, è senza fondamenti scientifici, per cui viene immediatamente ribattezzata “menzogna storica”.
Un ultimo elemento da segnalare rispetto al rapporto ha a che fare con un quinto autobus che, per quanto fosse parte delle testimonianze dei sopravvissuti, è stranamente rimasto fuori dai documenti e dalle ricostruzioni ufficiali, e che potrebbe aprire una nuova pista sul movente dell’assalto armato. Il pullman in questione, secondo l’ipotesi dei periti, era pieno di droga e doveva essere utilizzato dai narcos per il trasporto della sostanza. I normalisti, a loro insaputa, avrebbero occupato il mezzo sbagliato nel momento sbagliato e per questo sarebbero stati attaccati da criminali e forze dell’ordine.
Alla luce di tutto questo l’incontro con il Presidente ovviamente non poteva che svolgersi in un’atmosfera tesa. A tutto ciò va aggiunto l’atteggiamento freddo e unilaterale del governo, il quale non ha preso posizione rispetto ai risultati offerti dallo studio del GIEI ed ha semplicemnte proposto di fare una terza perizia per vedere quale tra le ipotesi formulate finora sia la più corretta. La rabbia dei familiari si deve anche al fatto che il governo non ha preso sul serio le otto richieste presentategli dal comitato, le quali vanno dal riconoscimento pubblico da parte delle autorità della legittimità della loro ricerca di giustizia, alla permanenza a tempo indeterminato del GIEI nel Paese con accettazione piena del suo rapporto e delle sue raccomandazioni, fino alla richiesta della creazione di un’unità specializzata che si occupi di riformulare le indagini con l’obiettivo di trovare gli studenti scomparsi e di fare luce sulla costruzione della “verità storica” e dei responsabili del massacro.

Dopo un anno di mobilitazione costante ed instancabile, genitori e compagni dei 46 normalisti vittime dell’operazione narco-poliziesca del 26 settembre 2014 hanno scoperchiato la situazione di violenza e impunità che regna in Messico nell’era delle riforme strutturali ad uso e consumo del grande capitale interno e internazionale, diventando un esempio di dignità e di lotta e trasformandosi in una sorta di catalizzatore del diffuso scontento che circola da anni nella società messicana.

La bella giornata di sabato ha rilanciato le ragioni del movimento, il quale ha dato così un’importante dimostrazione di forza a chi sperava che il tempo e la propaganda potessero diluire la rabbia e l’indignazione generate dalla strage. La lotta nata a partire da Ayotzinapa ha iniziato l’autunno con il piede giusto e sembra avere tutte le carte in regola per continuare a rappresentare una fastidiosa spina nel fianco per il governo, il quale, al contrario, anche a causa del rapporto del GIEI, appare sempre più in crisi di legittimità.

* Corrispondenza da Città del Messico

Ayotzinapa, un anno dopo

WP_20150926_015 (Small) (2)La manifestazione del 26 settembre 2015, a un anno dalla strage di Iguala e dalla desapariciondei 43 studenti di Ayotzinapa, è stata un successo. Nonostante la pioggia oltre 100.000 persone hanno riempito le piazze e le strade del centro storico di Città del Messico e di decine di altre città per tutto il pomeriggio. Il corteo, lunghissimo e animato da bande musicali improvvisate, cori, performance teatrali e striscioni di centinaia di collettivi, facoltà, associazioni e gruppi organizzati, con in testa i genitori dei ragazzi di Ayotzinapa, ha raggiunto la piazza centrale della capitale verso le cinque del pomeriggio, dopo cinque ore di marcia. La polizia, seppur presente nelle strade intorno alle principale in cui sono passati i manifestanti, è rimasta in disparte e non ci sono stati né attacchi né incapsulamenti, come invece era accaduto praticamente in ogni manifestazione del 2014. Più che le mie parole, descriveranno meglio la giornata alcune fotografie (foto-galleria alla fine dell’articolo) e alcuni video (inseriti nel testo e in fondo). Il sostegno per il movimento che chiede giustizia e chiarimento delle responsabilità, oltre che la “restituzione in vita” degli studenti e la realizzazione di indagini trasparenti e complete, ha mostrato la sua forza e vitalità dopo alcuni mesi di relativo declino nelle piazze (ma non nelle iniziative politiche e nelle pressioni in Messico e all’estero per smascherare le complicità e le menzogne del governo e della procura). Anche dall’estero arrivano messaggi di solidarietà e prese di posizione decise. I collettivi e le associazioni che formano “La Otra Europa, Abajo y a la Izquierda” (L’altra Europa, dal basso e a sinistra) sul blog EuroCaravana 43 hanno pubblicato un comunicato che rinnova il sostegno alla lotta dei genitori dei normalisti, dichiara che “non dimentichiamo” e che va fatta chiarezza sul crimine di stato del 26 settembre dell’anno scorso.

Il 24 settembre, per la seconda volta, i genitori dei desaparecidos di Ayotzinapa e il presidente messicano Enrique Peña Nieto hanno sostenuto una riunione. E per la seconda volta, subito dopo l’incontro, la delusione campeggiava sui volti dei parenti delle vittime di quella che è ormai nota in tutto il mondo come “la notte di Iguala”. A un anno dall’operazione delle polizie messicane, dell’esercito e dei narcos del 26 settembre 2014, in cui 43 studenti della scuola normale “Raul Isidro Burgos” di Ayotzinapa vennero rapiti e fatti sparire, sei persone furono uccise e almeno 40 ferite dalla polizia di Iguala e di Cocula e dai narcotrafficanti del cartello dei Guerreros Unidos, nel meridionale stato del Guerrero,la “verità storica” costruita dalla procura è stata smontata pezzo per pezzo e le proposte del presidente paiono evidentemente insufficienti agli occhi della società e delle vittime.

I genitori dei ragazzi scomparsi hanno indetto l’iniziativa 43×43, uno sciopero della fame simbolico di 43 ore per i 43 studenti, e hanno montato un accampamento nello zocalo e su Avenida Reforma, la piazza centrale della capitale in cui hanno ricevuto il megacorteo organizzato dai movimenti e dai cittadini solidali a un anno esatto dalla strage di Iguala. Il 26 settembre a mezzogiorno per “il giorno dell’indignazione” il ritrovo dei manifestanti è presso la residenza presidenziale de Los Pinos. Poi la camminata nelle strade del centro, l’Avenida Reforma e il Zocalo, lenta e scandita ancora una volta dal grido “Justicia” e da un assordante e ricorrente richiesta: “Vivos se los llevaron, vivos los queremos”.

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (207) (Small)Un anno dopo Iguala l’Azione Globale per Ayotzinapa ridà fiato a un movimento che s’era cominciato a sgonfiare all’inizio del 2015, ma che strenuamente ha continuato a portare avanti le rivendicazioni che oggi in tutto il mondo, di nuovo, accompagnano il risveglio della protesta contro le sparizioni forzate e contro gli apparati del narco-stato: in decine di città del Messico e di altri paesi si moltiplicano i cortei realizzati, le attività e le iniziative, siano esse informative, accademiche, culturali, cinematografiche o di sensibilizzazione: per seguirle si possono consultare gli hashtag e account twitter:#AccionGlobalPorAyotzinapa #MexicoNosUrge @Eurocaravana43 @43Global #Ayotzinapa@MasDe131@ParisAyotzi, tra gli altri. Nel week-end in una ventina di città (vedi lista) è stato proiettato il documentario, sottotitolato in italiano da Clara Ferri, Ayotzinapa. Crimine di Stato. Nell’ambito delle presentazioni de La macchina sognante, nuova rivista “contenitore di scritture dal mondo”, è stata data lettura alla traduzione italiana dei poemi dal volume Los 43 Poetas por Ayotzinapa. Di seguito il trailer del documentario, diretto da Xavier Robles e proiettato in questi giorni in Italia.

“Questa gente ha il sangue ghiacciato, il loro sguardo dice tutto, dall’incontro con Peña Nieto e il suo governo usciamo con molta rabbia, davvero, non abbiamo ottenuto nulla”, ha spiegato Carmen Mendoza, madre del normalista desaparecido Jorge Aníbal Cruz. Il collettivo dei familiari di Ayotzinapa aveva elaborato un documento con otto punti che hanno consegnato al presidente. “Di fatto il governo non s’è impegnato a dare risposta a nessuno di questi, ma ha presentato unilateralmente altri sei punti che non sono fondamentali per le vittime, secondo quanto riporta il loro avvocato del Centro per i Diritti Umani Tlachinollan.

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (209) (Small)Il documento dei genitori dei normalisti scomparsi esige che si rispettino le principali raccomandazioni del Gruppo di Esperti Indipendenti (GIEI) della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, che si riassumono nel mantenimento dei processi di ricerca dei ragazzi e in una reimpostazione generale delle investigazioni sul caso.

Gli esperti, infatti, hanno mostrato l’esistenza di cinque autobus, e non quattro come sosteneva, occultando informazioni, la procura, che sono stati sequestrati dagli studenti. Proprio il quinto bus era forse carico di eroina, a insaputa dei ragazzi, e potrebbe aver causato la reazione violenta dei narco-poliziotti di Iguala e dei Guerreros Unidos. Com’è possibile che le indagini ufficiali abbiano “tralasciato” questi elementi per un anno?

I genitori chiedono due garanzie, cioè che come rappresentante dello stato messicano, il presidente si comprometta a stare dalla parte della verità e non della menzogna, com’è stato finora, e che il GIEI possa continuare il suo lavoro d’indagine finché non vengano raggiunta la verità e giustizia non sia fatta. Al riguardo Peña Nieto ha prolungato il mandato del GIEI per altri sei mesi, un periodo giudicato insufficiente dai genitori e da varie ONG che seguono il caso. Sono otto le petizioni o esigenze manifestate nell’incontro col presidente.

  1. Riconoscimento pubblico della legittimità della loro ricerca di giustizia e del fatto che il caso è ancora aperto
  2. Permanenza del GIEI, accettazione piena della relazione del GIEI e delle sue raccomandazioni
  3. Riformulazione delle indagini in una unità specializzata per le investigazioni, con supervisione internazionale, composta da due istanze: una che indaghi a fondo dove si trovano i loro figli e un’altra che indaghi sul montaggio con cui s’è preteso di ingannarli
  4. Rilancio e concentrazione della ricerca a partire dall’uso immediato di tecnologia
  5. Attenzione degna e immediata ai feriti e ai familiari dei loro compagni uccisi extragiudizialmente. Trattamento degno alle vittime
  6. Rispetto per la Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa e fine dei tentativi di criminalizzazione dei normalisti
  7. Meccanismi di comunicazione permanente, degna e con rispetto per i loro diritti e privacy
  8. Riconoscimento e azioni di fondo dinnanzi alla crisi d’impunità, corruzione e violazioni ai diritti umani che vive il Messico.

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (1) (Small)Peña Nieto ha offerto poco. Per esempio, si prevede una terza perizia che cerchi di riconciliare le grosse contraddizioni tra le conclusioni della procura sulla sparizione dei giovani, che sarebbero stati assassinati e bruciati nella discarica di Cocula, e quelle del GIEI, che invece ha stabilito che è impossibile che i 43 siano stati cremati nella discarica. Il gruppo di periti argentini che accompagnano le ricerche considera, inoltre, che non ci sono prove del fatto che i resti dei due studenti identificati a Innsbruck grazie a prove mitocondriali del DNA provengano dalla discarica di Cocula, come sostiene invece la procura. Questa non ha dimostrato che i resti rinvenuti in sacchetti di plastica provengono dalle ceneri della discarica o dal sottostante Rio San Juan, dove l’ex procuratore Murillo Karam sostiene che sono stati trovati. Se le cose non stanno come dice la procura, ed è probabile che così sia, allora dove sono stati bruciati gli studenti? Chi ha potuto cremare 43 corpi? Forse l’esercito, che era a conoscenza degli spostamenti dei ragazzi e che ha partecipato a varie fase della notte di Iguala? Oppure i 43 sono ancora vivi?

Il governo ha proposto anche la creazione di una commissione speciale interna alla procura della repubblica per proseguire con le ricerche dei ragazzi e degli altri desaparecidos, ma non è questo che viene richiesto dai genitori e dai loro difensori: non si tratta di creare un gruppo nella procura, che come istituzione dall’inizio ha cercato di chiudere il caso frettolosamente, ha torturato i presunti responsabili per estorcere confessioni e ha creato una “verità storica” ridicola e compiacente, quanto piuttosto di rifare l’investigazione con supervisione internazionale.

WP_20150926_009 (Small)Qualche ora prima della riunione Eduardo Sánchez Hernández, portavoce del governo, ha ribadito che, secondo la volontà del presidente, l’investigazione non verrà chiusa, s’indagherà senza guardare in faccia a nessuno e si seguiranno le raccomandazioni del GIEI. “Stiamo dalla stessa parte e lavoriamo con lo stesso obiettivo: cioè sapere che cosa è successo ai vostri figli e castigare i responsabili, cerchiamo insieme al verità”, ha detto Peña. Retorica, di fronte alle richieste concrete e politicamente significative dei genitori di Ayotzinapa che, giustamente, pretendono anche un riconoscimento degli errori commessi dal governo. La PGR, dal canto suo, risponde solo con cifre che poco dicono e ribadisce che ci sono 111 persone incarcerate per i fatti di Iguala e, di queste, 71 sono poliziotti e 40 sarebbero narcotrafficanti. Il resto è silenzio, o bugie.

Inoltre vanno investigate le responsabilità a tutti i livelli, cioè si deve passare a processare o indagare l’ex governatore del Guerrero, Ángel Aguirre, il suo ex procuratore, Iñaky Blanco, l’ex procuratore federale, Jesús Murillo Karam, l’attuale titolare della Agencia de Investigación Criminal, Tomás Zerón, e la responsabile dei servizi periziali, Sara Mónica Medina. Al riguardo né il presidente, né la procuratrice attuale, Arely Gómez, e il ministro degli interni, Osorio Chong, hanno detto una parola.

Nella conferenza stampa dopo l’incontro, il portavoce Sánchez, interrogato sulla possibilità di aprire indagini su alcuni membri dell’esercito e della polizia federale, una domanda del movimento per Ayotzinapa che ora diventa più forte visto che è stata provata la partecipazione di questi corpi all’aggressione contro gli studenti, ha risposto come un burocrate, cioè non ha risposto: “La procura generale ha un mandato costituzionale per portare a termine le investigazioni senza restrizioni e limitazioni salvo quelle stabilite dal diritto”. Non ci sono quindi aperture rispetto a quanto già dichiarato in passato dalle autorità sul ruolo delle forze armate e della polizia federale nella notta di Iguala.

Quest’anno di sofferenze e lotte, sigillato a inizio settembre dal rapporto degli Esperti e dalla ripresa delle manifestazioni di piazza, ha significato uno spartiacque per Peña Nieto e per il Messico: prima di Ayotzinapa un presidente riformatore si presentava al mondo come il leader modernizzatore che avrebbe traghettato il paese tra le grande potenze e le nazioni sviluppate, ai vertici planetari, mentre oggi, a tre anni dall’inizio del suo mandato, i problemi dell’insicurezza, della corruzione, dell’impunità e del patto criminale vigente in Messico sono ancora sotto gli occhi di tutti e fermano qualunque cambiamento. I poveri sono due milioni in più e le disuguaglianze crescono insieme al debito pubblico. Su tutto questo risposte e proposte da parte del governo non ce ne sono. Le reazioni provengono da settori organizzati o da nuove realtà in resistenza che si formano in una società sfiancata ma viva, che cerca di articolare proposte di rifondazione profonda e di unire le forze per tranciare i vari tentacoli che la criminalità organizzata e il potere politico, sempre più confusi e collusi, allungano su di essa per soffocarla e addomesticarne le esigenze.

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (92) (Small)In questo contesto lo scorso 15 giugno il primo ministro italiano Matteo Renzi (link video) ha ricevuto con queste parole, surreali per chi ascoltava la conferenza stampa dal Messico con un minimo di senso critico, il presidente messicano Peña Nieto, in visita ufficiale in Italia:

“Sono molto lieto, perché Enrique è il Signor Presidente, il caro amico Enrique è sicuramente un leader riformatore, capace di avere una visione importante per il proprio paese, sta realizzando risultati significativi grazie al processo di riforme, perché nel mondo della globalizzazione si va avanti soltanto se si ha il coraggio di fare riforme coraggiose, si può proseguire soltanto se si ha la capacità di investire sul futuro…non vivere di ricordi.

E il Messico questo sta facendo, e credo che da questo punto di vista la visita del presidente Pena Nieto, la visita di Enrique, sia molto  importante….[…] abbiamo fatto un business council, un incontro di aziende di altissimo livello, di grande qualità,  per dire le principali aziende italiane erano presenti, sono presenti, in questo rapporto con il Messico: un’economia nella quale il mondo delle imprese Italiane ha voglia di investire e noi allo stesso tempo diciamo che siamo pronti ad ospitare ogni tipo di investimento che viene dall’economia Messicana[…]

Sono in corso di firma accordi significativi sul campo energetico, sia per il governo[..] sia per ciò che riguarda la collaborazione di ENEL che già si concretizza in un progetto sulla geotermia ma che in questo caso lavora sulle reti intelligenti sulle reti smart…e come sapete ENEL è leader mondiale nei contatori intelligenti e nella distribuzione tecnologicamente all’avanguardia”. (Di seguito video del Collettivo Bologna Per Ayotzinapa “Renzi e Peña Nieto-La complicità italiana su Ayotzinapa)

Ayotzinapa un anno dopoL’appello #MexicoNosUrge, circolato di recente in mass media e reti sociali, poi presentato al Parlamento UE dopo l’uccisione a inizio agosto del giornalista Rubén Espinosa e dell’attivista Nadia Vera insieme ad altre tre persone in un appartamento a Città del Messico, chiedeva proprio all’Europa di sospendere i trattati commerciali, che prevedono clausole di questo tipo, e le relazioni diplomatiche col Messico per via delle gravi violazioni ai diritti umani e della libertà di stampa. Il documento è stato anche presentato presso l’ufficio stampa della Camera dei Deputati lo scorso 24 settembre. Mentre si creano a livello globale una sensibilità, un’opinione e un’attenzione precise e critiche, costruite passo dopo passo per contrastare le falsità ufficiali, nei confronti delle drammatiche vicende messicane, del conflitto interno e della narcoguerra nel paese, gli affari devono seguire il loro corso, senza fermarsi mai, nemmeno di fronte a uno scempio senza precedenti e a quella che, parlando del caso degli studenti di Ayotzinapa e degli altri 30.000 desaparecidos, anche la Commissione nazionale per i Diritti Umani definisce come il più grave insieme di violazioni dei diritti umani del Messico in epoca recente e che Amnesty International descrive come “la maggiore atrocità commessa dalle forze di sicurezza dello stato che abbiamo visto in Messico in molti anni”. Da CarmillaOnLine – Twitter @CarmillaOnLine

FOTOGALLERIA SLIDESHOW 26 09 2015 AYOTZINAPA MEXICO DF

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Cortei per #Ayotzinapa: #Video del Centro #Prodh “Vivos se los llevaron, vivos los queremos”

Il video convoca alla manifestazione per Ayotzinapa il 26 settembre 2015 alle ore 12:00 dalla residenza presidenziale de LOS PINOS al ZOCALO della capitale.

Da: LINK / Lista Proiezioni italiane del documentario Ayotzinapa: cronaca di un crimine di Stato-LINKAggiornamenti Ayotzinapa settembre 2015: LINK Video – Articolo #InformeGIEI

Videoclip que recopila imágenes de las diferentes marchas por Ayotzinapa.
Agradecemos a Cumbia Che’ por permitirnos usar su tema “Vivos los llevaron, Vivos los queremos.
MUSICA: En base al tema “La Subienda”, de Senén Palacios Cordoba, con arreglos de Cumbia Che.
LETRA: Cumbia Che
Cumbia Che’ está en Facebook: https://www.facebook.com/CumbiaChe?fr…

Ayotzinapa donde estan
También agradecemos a quienes nos permitieron utilizar fragmentos de sus videos, para ver los videos completos, puedes dar click en los siguientes enlaces:

AYOTZINAPA RESISTE
por fuegosmusica
https://vimeo.com/109846625

AYOTZINAPA FUE EL ESTADO
por fuegosmusica
https://vimeo.com/111171235

Marcha por desaparecidos en Ayotzinapa
” – México D.F. 08/10/14, ”
por Azeneth Farah
https://vimeo.com/108466293

Adiós Peña; La Marcha que no transmitieron los medios.
(Ayotzinapa)
por fuegosmusica
https://vimeo.com/112619912

Marcha del 20 de noviembre de 2014
por Alicia Segovia
https://vimeo.com/112520978

Ayotzinapa en LA
por Malaespina Producciones
https://vimeo.com/112476772

AYOTZINAPA-SME 16599
por Transmedia
https://vimeo.com/120865651

Articiclo – Ayotzinapa
por Articiclo
https://vimeo.com/134511331

MARCHA 22 DE OCTUBRE / AYOTZINAPA
por Opus Social Media
https://vimeo.com/110423268

Conciencia vs Miedo #YaMeCansé #Ayotzinapa
por Salt d’Aigua // LaTele.cat
https://vimeo.com/112285020

Mexico lindo y….Ayotzinapa?
por paulgraph
https://vimeo.com/111975601

Vivos se los llevaron, vivos…~ – Testimonios
por El Claustro – UPA
https://vimeo.com/108846866

43
por Encinal
https://vimeo.com/125946907

A la Calle!
Por Andrés Villela
https://vimeo.com/126276514

El dolor no se olvida
por Más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=q1xzS…

Fragmentos de una jornada de solidaridad y protesta
por Subversiones
https://www.youtube.com/watch?v=xh96O…

Ocho meses, una elección: Justicia
por Más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=TmvZB…

1DMX 2014
por más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=lz6pF…

Versión de 10 minutos-
La marcha del 20 de noviembre con un dron
por Animal Político
https://www.youtube.com/watch?v=GlHWb…

Nosotrxs no nos cansamos. Ayotzinapa esta de pie HD
por Todos por Ayotzinapa
https://www.youtube.com/watch?v=e62HB…

Marcha Una luz por Ayotzinapa México DF
por Alfredo Sanchez Rodarte
https://www.youtube.com/watch?v=qcX_C…

CUMBIA CHE – Vivos los llevaron, Vivos los queremos!
por En Movimiento Tv
https://www.youtube.com/watch?v=na9Ru…

Aggiornamento #Ayotzinapa #Messico Settembre 2015 #InformeGIEI

Video realizzato per la presentazione della nuova rivista on-line “La macchina sognante” a Bologna: il 18 e il 19 settembre, al Giardino del Guasto a partire dalle ore 19 e il 25 settembre allo Spazio Centotrecento dalle 18,30. http://www.lamacchinasognante.com/ che contiene un estratto dal libro NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga https://lamericalatina.net/narcoguerra/

La presentazione ufficiale avverrà invece l’8 ottobre alla Biblioteca Casa di Khaoula dalle 18,30. Aggiornamenti Ayotzinapa e America Latina: http://www.carmillaonline.com/categorie/osservatorio_america_latina/

Retrato-Jhosivani-Guerrero-de-la-Cruz-Ayotzinapa-43