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Chi è Tomás Yarrington, politico messicano arrestato a Firenze per narcotraffico? Intervista su @radiondadurto

[Intervista di Andrea Cegna a Fabrizio Lorusso e testo a seguire ripresi da Radio Onda d’Urto] Era latitante da 5 anni l’ex governatore dello stato Tamaulipas, Tomas Yarrington. Ricercato da Messico e Usa per delinquenza organizzata e narcotraffico. La sua fuga si è fermata a Firenze domenica 9 aprile. Dal 2012 era uno dei ricercati internazionali più inseguiti. E’ stato arrestato in piazza Beccaria dalla polizia italiana, le accuse sul suo conto sono quelle di traffico internazionale di stupefacenti tra il Messico e gli Stati Uniti, riciclaggio, nonché frode bancaria.  ASCOLTA il Podcast dell’intervista – LINK Continua a leggere

#Hackmeeting 2014 a #Bologna #XM24

di Jacopo Anderlini

hackmeeting logo[Questo articolo è stato pubblicato sul numero 119 della rivista Germinal]

Il prossimo 27, 28 e 29 giugno, a Bologna presso lo Spazio Sociale Autogestito XM24, via Fioravanti 24, si terrà la diciassettesima edizione dell’Hackmeeting: una tre giorni che dal 1998 unisce e mette in relazione i vari soggetti che animano il mondo delle controculture digitali. Certo, non basta questa scarna definizione a dare conto della composizione che caratterizza, e ha caratterizzato, l’evento e l’importanza che questo ha significato, e significa, per i movimenti sociali e controculturali. L’Hackmeeting non è solo l’espressione di diverse soggettività ed esperienze, ma ha allo stesso tempo creato e formato una comunità – ibrida, mutevole, molteplice, anche contraddittoria – che ha attraversato e composto – e continua a farlo – tempi e spazi dei movimenti sociali. Una rete di relazioni e interazioni che ha visto nascere progetti fondamentali come Autistici & Inventati (A/I), collettivo che si colloca nell’intersezione tra hacking e attivismo politico fornendo strumenti e conoscenze orientati alla condivisione, alla tutela della privacy e dei diritti digitali, all’autonomia e alla libertà nelle comunicazioni telematiche.

In un motto, che era quello di Primo Moroni e che è stato fatto proprio dal collettivo, “Socializzare saperi, senza fondare poteri”. E in effetti proprio dalle pagine del libro che A/I ha pubblicato sui suoi dieci anni, +kaos, Agenzia X, Milano, 2012, emerge da diverse voci come l’Hackmeeting sia stato il brodo di coltura, il terreno fertile in cui esperienze diverse si sono intrecciate e contaminate confluendo in progetti esistenti o facendone emergere di nuovi.

Le origini – ECN

Per riuscire a restituire il senso e la portata di ciò che è stato ed è Hackmeeting, non solo per la cultura hacker ma anche per i movimenti sociali in Italia, occorre raccontare come è nata questa esperienza e descrivere in quale contesto si è formata. Una delle realtà – o per meglio dire, reti – che ha più contribuito alla nascita di Hackmeeting nel 1998 è sicuramente ECN – European Counter Network.

ECN è una rete di controinformazione che emerge dieci anni prima dall’esigenza di diversi spazi sociali europei di comunicare ed interagire oltre le forme tradizionali. In Italia questo percorso vede la partecipazione di diverse radio di movimento – Radio Ondarossa, Radio Onda d’urto, Radio Blackout, Radio Sherwood e altre -, di centri di documentazione e/o librerie alternative e di spazi sociali di Bologna, Padova, Milano, Firenze, Brescia, Roma, Torino.

L’obiettivo è mettere in relazione le forme di comunicazione “tradizionali” con i nuovi mondi digitali e le possibilità che questi offrono.

Nei primi anni ‘90 ECN dà vita ad una rete BBS di movimento per scambiare informazioni e dati tra i vari nodi sparsi per l’Italia. Le BBS (Bulletin Board System) si possono considerare dei server con forum, divisi per aree tematiche, in cui è possibile discutere ma anche scambiarsi dati e files. Si creano le prime corrispondenze internazionali per via telematica, con altri spazi in Europa ma anche in Sud America. Le radio di movimento utilizzano questo strumento per aggiornamenti in diretta da altre città, approfondimenti e per scambiare contenuti tra loro. La mole di informazioni raccolte e veicolate dalla BBS di ECN dà vita ad un bollettino periodico cartaceo pubblicato dal gruppo di Bologna e diffuso in tutta Italia.

Negli anni successivi ECN si evolve e continua con rinnovato impegno a sviluppare progetti sempre più basati sulla comunicazione digitale e in particolare sulla diffusione – dalla prima metà degli anni ’90 – di Internet e del World Wide Web. In particolare, nel 1996 viene creata Isole nella Rete, la prima esperienza in Italia a fornire spazi web, email e servizi di rete ai centri sociali e alle realtà antagoniste attraverso la gestione diretta di un server di movimento. All’interno dello stesso progetto inoltre viene creato un portale di controinformazione diviso per aree tematiche.

In questo periodo quindi le contaminazioni e le interazioni tra spazi sociali e nuove tecnologie si moltiplicano e si sviluppano inoltre rapporti con i gruppi artistici cyberpunk, attivi soprattutto a Milano. È questo lo scenario che caratterizza la nascita e realizzazione del primo Hackmeeting in Italia.

Il primo Hackmeeting

«Era il 1998. In lista ECN si discuteva di come in Olanda con “Access for all” e in Germania con il “Chaos Computer Club” fossero stati realizzati dei campeggi hacker. Decidemmo allora di coinvolgere Strano Network e di proporre ai compagni dei CPA [storico centro sociale fiorentino] l’organizzazione di un evento analogo. Quello che poi sarebbe diventato l’Hackmeeting.» (Ferry Byte)

L’idea di Hackmeeting nasce così, in una discussione sulla mailing-list di ECN che riuniva i compagni della rete di diverse città. A Firenze, l’idea coglie subito l’entusiasmo di Strano Network, gruppo di comunicazione antagonista che, assieme a ECN, propone l’evento al CPA. All’inizio c’è un po’ di diffidenza da parte dello spazio rispetto alla tematica, ma dopo qualche tempo si decide la realizzazione di Hackmeeting per il giugno del 1998.

Vengono predisposti gli spazi del Centro sociale secondo uno schema che verrà mantenuto – e arricchito – negli anni: un dormitorio, che all’interno del CPA viene predisposto ai piani alti, e diverse sale per seminari, workshop, laboratori. Il CPA viene “connesso ad internet” e si effettua la cablatura di tutti gli spazi all’interno:

«Io e una compagna siamo stati ore solo a smatassare i fili di rame per cablare il centro.» (Ferry Byte)

Con l’avvicinarsi della tre giorni, da parte dell’amministrazione comunale cresce la paura per “attacchi hacker” alla propria rete dal momento che il CPA in quel periodo lotta per evitare lo sgombero e si trova a contrapporsi più volte con il Comune. Il timore è tale che per tutta la durata dell’evento, la rete di server del Comune viene messa offline per precauzione.

Di ben altro tipo, improntati alla socialità e alla condivisione, saranno i rapporti tra Hackmeeting e il quartiere e in generale la città.

Si svolge quindi l’evento il 5, 6 e 7 giugno con una grandissima partecipazione:

«la cosa sorprendente è la quantità di persone che vengono. In qualche modo c’è rappresentato tutto lo spettro, tutte le sfumature, del mondo legato alle nuove tecnologie che emergeva allora.» (Ferry Byte)

Un contesto eterogeneo in cui vengono realizzati molti seminari e laboratori – alcuni ideati durante lo stesso svolgimento dell’Hackmeeting – in particolare sulla crittografia e la sicurezza digitale. Viene presentato kryptonite, un testo fondamentale per la cultura hacker italiana.

Importante anche la presenza di partecipanti internazionali, come gli spagnoli di nodo50,collettivo hacker e di controinformazione attivo ancora oggi, e gli olandesi di Xs4all.

Temi importanti come la sicurezza delle comunicazioni in rete vengono affrontati in maniera diretta come ricorda in un aneddoto Ferry Byte:

«Un compagno di nodo50 si divertiva ad andare in giro a consegnare dei bigliettini agli altri partecipanti con scritta la password della loro email o di altri loro account. Una sorta di “terapia d’urto” per sollecitarli ad avere una maggiore coscienza dei propri dati.»

L’Hackmeeting è anche questo: un modo di affrontare le innovazioni tecnologiche e ciò che esse comportano con puntualità e allo stesso tempo in maniera non convenzionale, inventando continuamente nuove forme di comunicare assieme. Una sperimentazione costante che caratterizza tutta l’iniziativa e che porta alla creazione, tra le altre cose, di una radio e una tv pirata che trasmettono in tutto il quartiere Firenze Sud.

Con questo primo Hackmeeting nasce quindi non solo un incontro annuale che continua a svolgersi ancora oggi, ma si forma una comunità che influenzerà grandemente i movimenti sociali e il loro rapporto con le nuove tecnologie. Da questa esperienza prendono forma gli hacklab, laboratori comunitari di hacking che andranno a diffondersi in tutta Italia, e diversi collettivi come il già ricordato A/I.

Quello che emerge da questo primo Hackmeeting è la volontà di scambiarsi conoscenze a vari livelli di socialità e di contaminazione. Negli anni questo percorso ha visto cambiamenti ed evoluzioni: «A quei tempi c’era molta più voglia di stare sul piano sociale della comunicazione e ora invece mi sembra che ci sia una tendenza a fare le cose in maniera eccessivamente autoreferenziale. Una volta era più presente la prospettiva sociale. Spero che si ritorni un po’ a questo spirito, vedo troppa autoreferenzialità, che politicamente non porta a nulla.» (Ferry Byte)

Ripercorrendo le origini di questa iniziativa, l’obiettivo è stato quello di trasmettere per quanto possibile la complessità delle istanze che la attraversano, cercando di coglierne la continua mescolanza. “Hackmeeting è quello che ci porti”, un momento di incontro reale di comunità virtuali, in cui socializzare saperi.

Ringrazio per questo articolo Vittorio, storico militante del movimento bolognese e tra i fondatori di ECN con cui ho potuto discutere a lungo e il cui contributo è stato fondamentale per ricostruire il periodo e Ferry Byte, militante di ECN e figura importante della scena hacker e controculturale italiana, che ha voluto ricordare assieme a me il primo Hackmeeting. Da CarmillaOnLine

Audio Spot Hackmeeting 2014 – Link

Diffusione Materiali – Link

 

 

Old School USB – 3 e mezzo e 5 e un quarto

Dischetti Vecchi 006 (Small)

Una galleria della nostalgia. Ripulendo la stanza milanese di ricordi e vettovaglie, incontrai i miei vecchi dischetti da 5 e un quarto e da 3 e mezzo. Ah, il 5 e un quarto di Doble Dragon II originale non è in vendita! (per ora?)

Dischetti Vecchi 013 (Small)

Faccio notare il vecchio metodo per proteggere da scrittura i dischetti (come quello nero sopra) che consisteva nell’apporre una fascetta adesiva che andava a tappare la fessura visibile in alto a destra. Un po’ come si faceva con le cassettine o audio-tape in cui bisognava  spezzare la protezione se erano originali per poterle incidere o riregistrare o, al contrario, si doveva tappare con lo scotch la parte inferiore in due punti per evitare la riscrittura se per errore ci scappava il dito sul tasto REC. Per dettagli, ecco la galleria fotografica esclusivissima.

Sul fenomeno mediatico Vázquez Sounds, Messico

Foto nostalgia: i tanto amati e gentilissimi Prodigy. Ma intanto… Dal Messico al Brasile, dalla Spagna agli USA un dirompente fenomeno musicale sta impazzando su Internet e sui social network: sono i Vázquez Sounds (vedi video), una band “tutta in famiglia” e piuttosto mielosa formata da tre giovanissimi fratelli che vivono a Mexicali, una città messicana della Bassa California a meno di 200 km da Tijuana e San Diego. Su YouTube il loro video ha superato le 3 milioni di visualizzazioni in dieci giorni, ad oggi va verso la soglia dei 7 milioni, e hanno già ricevuto le prime offerte di contratti discografici. La cantante Angie Vázquez, di soli 10 anni, il batterista Gustavo, di 13 anni, e Abelardo, pianista e chitarrista di 15 anni, stanno facendo il giro del mondo con una cover della splendida Rolling in the deep, uno dei più grandi successi di una delle regine del soul bianco, l’inglese Abele che quest’anno ha vinto di tre premi agli MTV Video Music Award. La rete ha trasformato questi sconosciuti fratellini negli artisti più celebri e più intervistati dai media messicani e statunitensi nel giro di una settimana.

Anche il notiziario più seguito del Messico, condotto dalla giornalista Carmen Aristegui su Radio MVS e sulla Tv via cavo, ha dedicato uno spazio a questa neonata “child o baby band”, cioè una versione più infantile delle boy band che dagli anni novanta invadono le classifiche, le webzine specializzate e le riviste patinate dei cinque continenti. Dagli ormai datati Take That agli Hanson, dai Backstreet Boys a Justin Bieber, sono tanti i possibili accostamenti che il successo virtuale dei Vázquez Sounds sta cominciando a provocare.

I tre fratelli hanno già 70.000 fan su Facebook e quasi 11.000 follower su Twitter, ma i complimenti si concentrano soprattutto sull’intensissima voce di Angie che non ha nulla da invidiare alle professioniste più sperimentate. “Ho iniziato a cantare all’età di 7 anni ma non ho preso mai lezioni: veniamo tutti da una famiglia di musicisti e anche mia madre canta”, ha risposto Angie in un intervista alla CNN. “Continueremo a caricare nuovi video con altre cover di belle canzoni”, ha aggiunto il fratello maggiore Abelardo.

Gli speciali di Tv e portali web internazionali come Milenio Tv, Good Morning America, Univision e Terra hanno da subito sottolineato la presunta spontaneità di questo successo che sarebbe il risultato di un “gioco innocente”, una strimpellata domenicale con chitarra e batteria. Solo che ora non si suona più in uno scantinato o in un garage ma nello studio di registrazione hi-tech di papà.

Basta cercare il video digitando sui motori di ricerca “VázquezSounds” e dargli un’occhiata per rendersi conto che non è certamente frutto di un esperimento o di un gioco come vorrebbero far credere i tre giovani musicisti e i loro genitori quando raccontano ai media la loro storia. L’alta definizione del clip, realizzato con videocamere professionali, la location impeccabile e il sound pulito, masterizzato alla perfezione, non danno adito a dubbi. Il sorriso ammiccante e premeditato di Angie sull’ultima nota della canzone è degno di una Britney Spears o una Cristina Aguilera d’annata.

Infatti, chi ha lavorato più duramente al progetto è stato sicuramente Abelardo Vázquez senior, il padre degli enfant prodige, che è un importante produttore musicale, noto per aver lanciato personaggi molto conosciuti nella scena musicale latino americana come le pop band Reik e Nikki Clan. Il mito del talento naturale e della fama facile, quella che arriva così, per caso, viene rimpiazzato dalla pianificazione a tavolino e da un’arte congelata in strategie di marketing 2.0, senza nulla togliere alla bravura e al futuro dei Vázquez Sounds.

Sito Non Raggiungibile (Petizione: No Censura)

Sito Non raggiungibile

X firmare la petizione: http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non  deciderà  in maniera esplicita  sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Le sezioni della “biblioteca” Internet a cui non potrete più accedere includeranno portali informativi esteri sospettati di violare il diritto d’autore senza che ciò sia in qualche modo accertato, gran parte dei sistemi comunemente utilizzati per avere accesso alle informazioni necessarie  per lo scambio di software libero e per conoscere   le opere disponibili nel pubblico dominio e distribuite con licenze aperte.

I singoli “libri” rimossi includeranno articoli pubblicati da giornali,  banche dati di pubbliche amministrazioni e di privati, documenti riservati finiti in rete ed utili per conoscere fatti che l’opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente,  video amatoriali e fotografie con sottofondo musicale  caricate dagli utenti nelle piattaforme di condivisione, singole pagine di blog amatoriali contenenti anche un solo file in violazione del diritto d’autore.

Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore.

Nessuna nuova regolamentazione dovrà essere adottata finché il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e il pericolo di nuove censure e che porti ad introdurre misure che consentano la tutela del diritto alla conoscenza che la stessa Autorità Garante auspica.

Chiediamo questa moratoria perché sappiamo bene quanto regolamentazioni introdotte senza una corretta valutazione del loro impatto possano avere effetti molto diversi da quelli ipotizzati.

Chiediamo questa moratoria perché temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all’Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità.

Riteniamo inoltre pericoloso che l’Autorità Garante si spinga a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri paesi sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari o, come spesso è accaduto per la rete, di un’autoregolamentazione all’interno dei perimetri che le leggi tradizionali consentivano.

Ci appelliamo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti affinché il Parlamento possa essere sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete e i maggiori esperti internazionali del settore.

In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore ineliminabile  con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato.

DA   http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Il 2010 di questo blog secondo WordPress!

WordPress, la piattaforma su cui viaggia questo blog, mi ha proposto per mail di leggere e riflettere sulle sue statistiche e alla fin mi ha anche chiesto se volevo postarle automaticamente nel blog, Eccole qua, forse l’unico interessato sono io ma mipiacciono tutti questi grafichini, liste e tabelle! Vedo che continua a interessare Martio Benedetti e tira molto il documentario Food Inc sottotitolato in Italia. Evergreen Sesso, droga e salsa tra Cali e Tijuana, un vecchio articolo apparso su Latinoamerica e tutti i sud del mondo. Ma che tags e categorie posso mettere a un post del genere? Aggiungo una cosa, cioè che le parole o frasi utilizzate nei motori di ricerca per arrivare su questo blog sono molte di più e la maggior parte sono quanto meno “curiose” e meritano un post a parte.

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

Featured image

About 3 million people visit the Taj Mahal every year. This blog was viewed about 39,000 times in 2010. If it were the Taj Mahal, it would take about 5 days for that many people to see it.

 

In 2010, there were 185 new posts, growing the total archive of this blog to 421 posts. There were 170 pictures uploaded, taking up a total of 19mb. That’s about 3 pictures per week.

The busiest day of the year was November 30th with 544 views. The most popular post that day was Corteo a Bologna contro la riforma Gelmini – Martedì 30 novembre.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were carmillaonline.com, facebook.com, oknotizie.virgilio.it, networkedblogs.com, and search.conduit.com.

Some visitors came searching, mostly for mario benedetti poesie, mario benedetti, food inc ita, america latina, and fabrizio lorusso.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Corteo a Bologna contro la riforma Gelmini – Martedì 30 novembre November 2010

2

Raccolte di poesie di Mario Benedetti May 2009
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Da vedere: il documentario Food Inc. con sottotitoli in italiano! June 2010
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CHI E DOVE SONO? January 2008
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Sesso, droga e…salsa. Notizie di frontiera tra Cali, Città del Messico e Tijuana April 2008