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Parliamo di #Ayotzinapa 4 anni #Messico a #Esteri di @radiopopmilano con @chawkisenouci

A questo link potete ascoltare il podcast (dal minuto 6:50 al minuto 14) della puntata di Esteri del 26 settembre 2018, a 4 anni dalla sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella cittá di Iguala, Messico. Link alternativo alla puntata di esteri.

Verità e giustizia per i 43 studenti di Ayotzinapa…Il Messico si mobilita nel giorno del quarto anniversario della loro sparizione nel nulla. L’incontro tra il presidente eletto, in carica dal 1 dicembre, Andres manuel lopez Obrador, e i genitori dei 43 ragazzi (Fabrizio Lorusso – Riccardo Noury)

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Il #Messico trema ancora. Una cronaca dalle strade della capitale @napolimonitor

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[Foto di Stefano Morrone, salvo i due ritratti di Caterina Morbiato – Testo di caterina Morbiato da Città del Messico – Da Napoli Monitor] Appena pochi giorni di tregua e in Messico la terra è tornata a tremare. Dopo il terremoto del 7 settembre scorso – che ha colpito in particolare gli stati meridionali di Oaxaca e Chiapas, provocando gravi danni soprattutto nella cittadina di Juchitán – questa volta la scossa sismica ha investito la zona centrale del paese. All’una e un quarto del pomeriggio (le otto di sera in Italia) di martedì 19 settembre diversi stati messicani – specialmente il Morelos e il Puebla – e Città del Messico sono piombati nel caos. L’epicentro del sisma, che ha raggiunto 7.1 gradi nella scala Richter, è stato localizzato nei pressi di Axochiapan, nello stato di Morelos, a centoventi chilometri da Città del Messico. Al momento in cui si scrive le morti confermate dalla Protezione civile sarebbero trecentodue: centoquarantadue a Città del Messico, novantasette nello stato di Morelos, quarantatré nel Puebla, tredici nell’Estado de México, sei nel Guerrero e una nell’Oaxaca (aggiornato alle ore 16:00 del 21 settembre, Ndr). Le cifre sono purtroppo in continuo aumento.  Continua a leggere

Cronache dal terremoto a Città del Messico #CDMX

edificios-afectados-tras-sismo-del-19-de-septiembre-en-cdmx.png[di Perez Gallo da Città del Messico] Scrivo a caldo. Perché non riesco a dormire. O forse perché solo così riesco a tenermi nella mente le cose più orribili che ho visto in vita mia.
19 settembre 1985: un terremoto devastante distrugge Città del Messico.
19 settembre 2017: 32 anni esatti dopo, un altro terremoto devastante distrugge Città del Messico. La ricorrenza è stata la prima cosa notata e sottolineata da tutti dopo che per un minuto, o forse un minuto e mezzo, in ogni caso un tempo che ci è sembrato un’eternità, ci ritroviamo in strada, spaesati, confusi, spaventati.
Proprio per la ricorrenza, in mattinata, c’è stata una prova antisismica: dei miei amici che studiavano in biblioteca, all’UNAM, sono stati fatti uscire.
Nemmeno 3 ore dopo, alle 13.15, ci stavo per andare anch’io all’UNAM, mi stavo giusto preparando. Alle 14 avevo un’assemblea degli studenti di posgrado (master e dottorato) in preparazione per la manifestazione per Ayotzinapa del 26 settembre (sì, settembre è un mese funesto per questo paese disgraziato); alle 16.30 era previsto, a scienze politiche, un incontro con Raúl Zibechi…
E invece, d’un tratto, le finestre di camera mia sbattono forte, fortissimo. “Cazzo, ma oggi tutto sto vento non c’è…”. D’improvviso mi precipito fuori, in cortile. Dall’altro lato della casa fanno la stessa cosa i miei coinquilini Hektor e David: “no mames, lo sentiste?”. Schizziamo in strada. Le case della via ondeggiano, si aprono e chiudono a fisarmonica. Tutto il vicinato è in strada. Mando immediatamente un messaggio vocale ai miei, per avvertirli che c’è stato un terremoto, che riceveranno presto la notizia dai giornali, e che sto bene. Un messaggio identico lo avevo mandato la sera del 7 settembre, ma stavolta non si invia, non c’è linea. I cellulari non vanno, non va internet, è saltata l’elettricità, in tutta la città. Una città da 20 milioni e passa di abitanti è totalmente al collasso.

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