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Parliamo di #Ayotzinapa 4 anni #Messico a #Esteri di @radiopopmilano con @chawkisenouci

A questo link potete ascoltare il podcast (dal minuto 6:50 al minuto 14) della puntata di Esteri del 26 settembre 2018, a 4 anni dalla sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella cittá di Iguala, Messico. Link alternativo alla puntata di esteri.

Verità e giustizia per i 43 studenti di Ayotzinapa…Il Messico si mobilita nel giorno del quarto anniversario della loro sparizione nel nulla. L’incontro tra il presidente eletto, in carica dal 1 dicembre, Andres manuel lopez Obrador, e i genitori dei 43 ragazzi (Fabrizio Lorusso – Riccardo Noury)

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Ricerca di vita: Ayotzinapa 4 anni e i familiari dei desaparecidos in Messico

Ayotzinapa Mexico DF (Small) (2)(di Fabrizio Lorussocarmillaonline) Attualmente in Messico ci sono oltre 22.000 corpi non identificati nelle fosse comuni del servizio medico forense. La Commissione per i Diritti Umani ha registrato la presenza di 1.306 fosse clandestine con circa 4.000 corpi sepolti dentro. Sono oltre 37.000 i desaparecidos, la maggior parte dei quali sono vittime di sparizione forzata, cioè di un crimine commesso da funzionari pubblici direttamente o da altri criminali con la connivenza o l’acquiescenza di questi.  Il 2017 è stato l’anno più violento della storia recente, superando il 2011 con oltre 30.000 omicidi dolosi, e il 2018 non promette bene dato che da gennaio ad agosto gli omicidi sono stati 21.857, il 20% in più rispetto all’anno prima. Viene ucciso in media da tre anni un giornalista ogni mese e sono almeno 360.000 i rifugiati interni, cioè decine di migliaia di famiglie che sono dovute fuggire in altri stati o emigrare all’estero. La cifra accumulata delle vittime di omicidio e femminicidio è di quasi 250.000 grazie a 12 anni di militarizzazione e paramilitarizzazione della sicurezza pubblica con il pretesto di una presunta guerra alla droga, che in realtà è funzionale alla protezione del capitale privato e finanziario e agli investimenti stranieri, durante le presidenze di Felipe Calderón (2006-2012) ed Enrique Peña Nieto (2012-2018). Questo bollettino di guerra non ha tolto la speranza a migliaia di persone che da anni, e in alcuni casi da decenni, lottano per la verità, la giustizia, la riparazione e la non ripetizione dei crimini e per sconfiggere corruzione e impunità.

Tra questi sicuramente ci sono i genitori dei 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa che da 4 anni lottano incessantemente per riavere i loro figli e sapere cosa è successo veramente perché “Vivi li hanno portati via, e vivi li rivogliamo”, come recita il lemma che dagli anni ’70 accompagna la lotta dei familiari dei desaparecidos in America Latina. Ne ha scritto molto bene Luis Hernández sul quotidiano messicano La JornadaContinua a leggere

Bugie e torture in #Messico, «doppia ingiustizia» per i #43 studenti #desaparecidos

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (118) (Small)[Di Fabrizio Lorusso, dal quotidiano italiano IL MANIFESTO del 17/03/2018] Con un rapporto presentato il 15 marzo a Ginevra l’Onu ha dato il colpo di grazia alla cosiddetta “verità storica” costruita dalla Procura Generale della Repubblica (PGR) messicana sul caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, vittime di sparizione forzata nella città di Iguala la notte del 26 settembre 2014 e tuttora desaparecidos.

Il documento “Doppia ingiustizia: relazione sulle violazioni ai diritti umani nell’indagine sul caso Ayotzinapa” dell’Ufficio dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani analizza i casi di 63 dei 129 detenuti nell’inchiesta sulla sparizione degli studenti che, lungi dall’essere “chiusa”, presenta una lunga serie di inconsistenze e piste tralasciate deliberatamente dagli inquirenti.

Jan Jarab, rappresentante del Commissariato Onu in Messico, ha spiegato che, in base ai referti medici della stessa PGR, si può affermare che dopo il 5 ottobre 2014, quando il caso diventò di sua competenza, almeno 34 persone, che “presentavano lesioni multiple”, sono state torturate dalle autorità messicane e, inoltre, l’ex direttore dell’Agenzia per le Indagini Criminali, Tomás Zerón, s’è comportato “in modo fraudolento” nei confronti della stessa Onu.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 11. #Ayotzinapa tre anni dopo

avenida-miranda-Ayotzinapa-foto-flickr-CIDH-CC-BY-2.028 sett. –  La decima puntata di Avenida Miranda, condotta da Fabrizio Lorusso con l’intervento telefonico da Città del Messico di Nino Buenaventura, è dedicata ai tre anni dalla strage di stato di Iguala e la sparizione forzata dei 43 studenti della Scuola Normale Rurale “Raul Isidro Burgos” di Ayotzinapa, nello stato messicano del Guerrero.

La “verità storica” costruita ad hoc dall’ex procuratore generale Murillo Karam sulla notte di Iguala del 26-27 settembre 2014 è stata smantellata dai giornalisti e dagli esperti internazionali che hanno svolto indagini indipendenti, ma il governo continua a sostenerla. Vediamo quali sono i punti principali della lotta attuale dei familiari dei 43 ragazzi e com’è andata la manifestazione silenziosa nella capitale convocata dai genitori di Ayotzinapa in solidarietà con le vittime dei terremoti dell’8 e 19 settembre. Foto:  #Ayotzinapa+43 Marcia silenziosa, fotogallery #26S   – Segnaliamo infine una raccolta fondi per i terremotati aperta da italiani residenti in Messico al di fuori dei canali ufficiali per chi volesse donare dall’Italia a comunità devastate dal sisma e meno coperte dai mass media e dagli aiuti in generale. Qui il PODCAST!

Link utili: Raccolta fondi per i terremotati in Messico – Facebook
Articolo su CarmillaOnLine – Articolo su Il Manifesto-L’America Latina  – Tutte le puntate di Avenida Miranda.

 

#Ayotzinapa+43 Marcia silenziosa, fotogallery #26S

Foto di Alessandro Parente/Gonzalo Guerrero El Grillo

Uscito contemporaneamente e in versione leggermente diversa su elgrillobus.wordpress.com

 

ps: a causa dei tragici terremoti delle ultime settimane, la manifestazione si è svolta in forma silenziosa, per cui vi offriamo semplicemente le immagini senza accompagnarle da parole.

#Ayotzinapa: tre anni di menzogne storiche e ingiustizie in #Messico @carmillaonline

“Vorrei che le scarpe di mio figlio mi portassero fino a lui”

“Per una madre è molto difficile vedere l’alba, il tramonto e vedere che tuo figlio non c’è”

Genitori dei 43 desaparecidos della scuola di Ayotzinapa

[di Fabrizio Lorusso da Carmilla] “Sono passati tre anni e non abbiamo nessuna risposta concreta, questo vuol dire che il governo non ha interesse ad arrivare alla verità sui nostri figli e punta a stancarci, ma non ci arrenderemo”, esordisce per telefono, Cristina Bautista, madre di Benjamín, uno dei 43 studenti desaparecidos della scuola di Ayotzinapa, nello stato messicano del Guerrero. La notte tra il 26 e il 27 settembre 2014 un gruppo di studenti della Scuola Normale Rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa, che si trovava nella vicina città di Iguala, subì una serie coordinata di aggressioni dalla polizia e da membri dell’organizzazione criminale Guerreros Unidos. I giovani erano andati a Iguala per raccogliere fondi, occupare temporaneamente alcuni pullman e così poter partecipare alla manifestazione che si tiene ogni anno a Città del Messico per ricordare la strage del 2 ottobre 1968 in cui l’esercito aprì il fuoco su migliaia di studenti riuniti in Plaza Tlatelolco e fece oltre 300 vittime. L’attacco, preceduto da un’attività di supervisione dei movimenti dei ragazzi da parte delle autorità mediante il Centro di Controllo C4, durò più di quattro ore e vi presero parte direttamente la polizia locale, la federale, quella statale, la ministeriale e l’esercito, le cui unità presenziarono i fatti, non intervennero mai in difesa degli studenti e invece si dedicarono a vessarli e minacciarli.  Continua a leggere

Messico: 3 anni dopo #Ayotzinapa e la notte di #Iguala da @ilmanifesto

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Alla scuola “Isidro Burgos” di Ayotzinapa, nello stato messicano del Guerrero, si vivono giornate concitate. I due terremoti dell’8 e 19 settembre che hanno sconvolto il centro e il sud del Messico, facendo in totale 450 vittime, hanno obbligato i genitori dei 43 studenti desaparecidos a rivedere i piani e le attività previste a tre anni dalla sparizione forzata dei loro figli.

“Capiamo il vostro dolore perché da tre anni non sappiamo nulla dei nostri 43 figli e sappiamo che i nostri fratelli a Città del Messico ci hanno teso la mano e aperto le porte della città per la nostra battaglia per cui abbiamo deciso di ristrutturare il nostro piano d’azione e sospendere alcune attività che erano state programmate”, recita il comunicato inviato in solidarietà coi terremotati dal Comitato dei genitori di Ayotzinapa. Da un mese a questa parte in tutto il paese i solidali del movimento realizzano attività culturali e di protesta in vista della fatidica data del 26 settembre in cui è prevista la XXXVI Giornata d’Azione Globale per Ayotzinapa, ma l’intensità delle iniziative è diminuita in seguito al sisma che ha paralizzato centri importanti come Puebla, Cuernavaca e Città del Messico e ha catalizzato gli sforzi della gente sulla solidarietà e gli aiuti per le vittime.  Continua a leggere

La Strage Silenziosa dei Genitori dei Desaparecidos in Messico

Attivista uccisa in Messico[di Fabrizio Lorusso da Huffington Post] Nel Messico dell’ipocrita guerra al narcotraffico il valore della vita umana s’avvicina drammaticamente allo zero. Il 10 maggio, giorno della Festa della Mamma, Miriam Elizabeth Rodríguez Martínez, una delle fondatrici ed esponente in vista della Collettivo dei Desaparecidos nello stato del Tamaulipas, è stata ammazzata dai sicari di un commando armato che, arrivati fuori da casa sua, hanno gridato il suo nome e poi hanno fatto fuoco. Qual era la sua colpa? Fare l’attivista? Denunciare? Parlare troppo con la stampa? Avere avuto una figlia sequestrata, fatta sparire nel nulla e aver condotto da sola le indagini fino a ritrovarla, morta, per poi continuare comunque la lotta per la giustizia affianco ad altre madri come lei?

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