Archivi tag: amlo

Messico: commento all’elezione di AMLO

amlopeña

Enrique Peña Nieto, presidente in carica, e Andrés Manuel López Obrador, presidente eletto, il 3 luglio a Palacio Nacional, Città del Messico

Da Città del Messico intervista a un compagno del Nodo Solidale su Radio Onda Rossa. Commentiamo l’elezione del nuovo presidente messicano Andrés Manuel López Obrador.

Qui il PODCAST!

¡Por el bien de todos, primero los pobres! La prima volta della sinistra con López Obrador

di Fabrizio Lorusso

mapa resultados mexico 2018.jpg[Quest’articolo esce anche sul quotidiano Il Manifesto in una versione ridotta. Per maggiori approfondimenti su López Obrador leggi anche qui] Il Messico cambia direzione dopo una giornata elettorale storica, celebrata per le strade da messe popolari festanti. I partiti conservatori e neoliberisti al potere negli ultimi decenni hanno subito una pesante sconfitta alle presidenziali di domenica scorsa. Per la prima volta la sinistra governerà, guidato da Andrés Manuel López Obrador, noto come «Amlo». «La terza è quella buona», ripeteva Obrador in campagna elettorale, e dopo aver perso nel 2006 e 2012 ora ha vinto col maggior numero di voti della storia. I problemi non sono mancati durante il voto: in alcuni Stati gruppi armati hanno rubato o distrutto le schede e ci sono stati cinque omicidi legati alla violenza politico-criminale.

Durante la campagna elettorale e subito prima sono stati ben 140 i politici o i candidati assassinati. OBRADOR-AMLO era in testa di 20 punti nei sondaggi sugli oppositori – Ricardo Anaya del conservatore Partido Acción Nacional (Pan), José Antonio Meade del centrista Revolucionario Institucional (Pri) e l’indipendente Jaime Rodríguez – ma i conteggi preliminari hanno superato le aspettative e il presidente dell’Istituto elettorale ha comunicato che, con un’affluenza del 64%, Obrador ha il 54% delle preferenze, Anaya il 22%, Meade il 15 e Rodríguez il 5%. La vittoria del suo Movimiento Regeneración Nacional (Morena) si conferma nella capitale, con Claudia Sheinbaum come prima governatrice donna della città, e nei governi di Chiapas, Morelos, Tabasco, Veracruz. Il Pan prende lo Yucatan e Guanajuato, ed è in bilico con il Morena a Puebla. Il Pri perde ovunque. Nel Jalisco vince il Movimiento Ciudadano, partitino di centrosinistra alleato col Pan.  GLI SCONFITTI e lo stesso presidente in carica, Enrique Peña Nieto, hanno subito riconosciuto il risultato, augurando «per il bene di tutto il Messico» che il prossimo presidente abbia successo e garantendo un’opposizione «responsabile e democratica». Amlo, coi suoi 64 anni spesi quasi tutti in politica, è un dirigente navigato.

Continua a leggere

Né Trump, né Chávez. Il prossimo presidente messicano AMLO assomiglia a Lula – Rio Bravo Blog @espressonline

amlo2[di Fabrizio Lorusso da Rio Bravo blog de l’Espresso] Domenica primo luglio il Messico affronta le elezioni più importanti della sua storia: sono quasi 89 milioni gli aventi diritto che votano per oltre 3400 funzioni pubbliche, tra cui la presidenza della repubblica, camera e senato, nove governi statali e migliaia di comuni. Nell’aria ci sono sentimenti contrapposti: paura e speranza allo stesso tempo. Per la prima volta è in testa da mesi in tutti i sondaggi un candidato popolare di sinistra, Andrés Manuel López Obrador (soprannominato AMLO per le iniziali). La paura nasce dalle guerre mediatiche sporche delle opposizioni che hanno paragonato Obrador con Chávez e, senza fondamenti, sbandierano lo spauracchio del Venezuela e riprendono antiche campagne di disprezzo contro di lui dipingendolo come “un pericolo” per il Messico. Lascio stare qui la discussione sui limiti e i progressi del Venezuela di Chávez, ma va osservato come in tutta l’America Latina miti e realtà sul Venezuela siano utilizzati da tutte le destre come spaventapasseri propagandistici contro qualunque candidato d’opposizione (come Gustavo Petro in Colombia, per esempio).

Ad ogni modo tanto nei sondaggi come nelle piazze pare prevalere la speranza, l’idea di un orizzonte di rinnovamento democratico e morale della vita pubblica e di cambiamento sociale ed economico che il probabile prossimo presidente ha saputo suscitare. AMLO è stato sindaco di Città del Messico nel 2000-2005 e candidato a presidente nel 2006 e nel 2012 per il partito di centrosinistra PRD (Partido Revolución Democrática). Il PRD ha seguito la parabola del PD italiano e, dopo una svolta centrista e neoliberista e una serie di abbandoni eccellenti che ne hanno sancito il declino inesorabile, è finito nelle mani delle destre e sostiene il giovane yuppy conservatore Ricardo Anaya, dato al secondo posto con venti punti sotto AMLO. Al terzo posto i sondaggi collocano José Antonio Meade, ex ministro tecnico ed economista “Chicago boy” duro e puro proposto dal partito di governo (PRI).  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 40. #SpecialeElezioni2018 Messico. Andrés Manuel López Obrador ci riprova per la terza volta

amlofest28 giu. – Una puntata speciale di Avenida Miranda a pochi giorni dal voto di domenica, elezioni fondamentali per il Messico. Per la terza volta Amlo, così è chiamato Andrés Manuel López Obrador, candidato della sinistra, ci riprova. Le prime due volte sconfitto da frodi e manipolazioni, Amlo sembra oggi godere di un distacco molto ampio nei sondaggi. Per il paese, da 80 nelle mani prima del Pri e poi del Pan, potrebbe essere una vera svolta? Le voci di Fabrizio Lorusso, Perez Gallo e Nino Buenaventura.

Qui il PODCAST!

Continua a leggere

#Messico elezioni: López Obrador resta favorito mentre i tribunali rimettono in gioco “Il Bronco”

candidatos-presidencia-mexico[Parliamo di elezioni e candidati in Messico con Andrea Cegna su Radio Onda d’Urto Fabrizio Lorusso – Federico Mastrogiovanni] (Link alla puntata) Margarita Zavala e Jaime Rodríguez “El Bronco” sono ufficialmente candidati alla presidenza del Messico. Hanno raccolto molte firme, ma moltissime sono state considerate false, truccate, problematiche. Tanto che il Bronco originariamente era stato escluso. Poi un ricorso ad un tribunale ha aperto a lui le porte delle candidatura. In un paese sempre più segnato da violenza e corruzione, la riammissione del Bronco pare una mossa del PRI per togliere voti al grande favorito della tornata del 1 luglio, Andres Manuel Lopez Obrador. I sondaggi lo danno in testa, oltre al 40%. Ma altre due volte i sondaggi davano favorito l’ex sindaco di Città del Messico, poi sconfitto. Nel 2006 AMLO dichiarò di aver subito una “fraude” elettorale come quella che nel 1988 colpì Cardenas. Di fatto il clima nel paese è molto caldo, schiacciato da una parte dalla retorica del narcotraffico e dall’altra dai militari e dal muro anti-migranti che Trump agisce al confine del nord.

Dal 15 al 25 aprile intanto l’EZLN ha convocato una riunione pubblica per analizzare il risultato della “folle proposta” di provare a raccogliere le firme affinchè una donna indigena potesse concorre alle presindenziali del 1 luglio 2018, raccolta firme che non ha dato i risultati sperati, così Marichuy non è tra le candidate alla presidenza. Ogni giorno in diretta Facebook dalle 18.00 ore locali messicane si può assistere alle sedute pubbliche. Il punto della situazione a quasi due mesi dalle elezioni del 1 luglio con i giornalisti Federico Mastrogiovanni e Fabrizio Lorusso ascolta o scarica la puntata LINK [Download

Inizio di campagna elettorale in #Messico @ilmanifesto

amlo[Di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto dell’8 aprile 2018Al via la campagna elettorale più lunga della storia del paese. Nei sondaggi un testa a testa tra il partito Morena (sinistra) e la destra unita, ma si vota a luglio. I candidati promettono di lottare contro il femminicidio e la violenza. Sulle urne pesano anche l’eredità delle politiche neoliberali e la nuova minaccia che arriva da Trump]

Si è aperta in Messico la campagna per le elezioni del primo luglio, quando 88,3 milioni di aventi diritto, su un totale di 128 milioni di abitanti, eleggeranno il nuovo presidente, i membri delle due camere, 9 governatori e altri 2700 rappresentanti locali. L’elezione più ampia della storia per numero di votanti e cariche.

IN TESTA NEI SONDAGGI, con preferenze del 40%, c’è l’ex sindaco di Città del Messico, il sessantaquattrenne Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, fondatore del partito di sinistra Morena (Movimiento de regeneración nacional) che ci prova per la terza volta dopo le sconfitte del 2006 e del 2012.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 25. Elezioni Messico 2018 – Il prologo

mexico-20181 feb. – Il primo luglio 2018 in Messico si vota per eleggere il nuovo presidente e le camere, oltre a centinaia tra sindaci, deputati e senatori dei singoli stati. Fabrizio Lorusso e Pérez Gallo fanno il bilancio delle prime settimane di pre-campagna elettorale tra i principali schieramenti/coalizioni e candidati indipendenti. La campagna inizia ufficialmente in aprile, ma già da dicembre sappiamo quali sono i candidati e le alleanze. La posta in gioco è enorme per il Messico dopo che il 2017 è stato l’anno più violento dell’ultimo ventennio (29mila omicidi dolosi e la cifra dei desaparecidos che ha raggiunto le 35mila persone) e il presidente Peña Nieto (del partito PRI) è ai minimi storici di approvazione. A sinistra le opzioni sono poche: la novità più genuina e dal basso è la candidatura indipendente di Marichuy Patricio, indigena portavoce del Consiglio Indigeno di Governo emanato dall’EZLN e dal Congresso Nazionale Indigeno, mentre a livello di partiti Andrés Manuel López Obrador, in testa nei sondaggi, ci prova per la terza volta con Morena (sua creazione) e con un’alleanza pragmatica e discussa con un partitino di destra legato alle chiese evangeliche (Encuentro Social). Marichuy invece sta facendo i conti con la raccolta delle firme e difficilmente raccoglierà le 864.000 necessarie, ma ha raggiunto lo scopo di mantenere nell’agenda politica e sociale le lotte dei los de abajo e degli esclusi.

Qui il PODCAST!

Z come Zapatismo. Il colore della terra

[Di Fabrizio Lorusso. Racconto estratto da Nuova Rivista Letteraria (Semestrale di Letteratura Sociale fondato da Stefano Tassinari) n. 15 (n. 5 Nuova Serie) del maggio 2017. Il numero della rivista ha 21 testi letterari, uno per ogni lettera dell’alfabeto, dedicati ai vari tentativi rivoluzionari e di trasformazione sociale della storia. on line su Carmilla e L’America Latina]

Sono il primo di tanti passi degli zapatisti a Città del Messico

e in tutti i luoghi del Messico. Speriamo che tutti voi camminiate insieme a noi.

Comandanta Ramona (1959-2006), EZLN, 1996

Città del Messico, 30 giugno 2018

A ventiquattr’ore dal voto di domenica primo luglio nel quartier generale del candidato AMLO, acronimo che distilla il suo lungo nome completo, Andrés Manuel López Obrador, si respira già aria di vittoria. Sarebbe la prima volta nella storia per un partito di sinistra a livello nazionale. Le bandiere del Movimento di Rigenerazione Nazionale o MoReNa, il partito creatura del leader, sventolano un po’ ovunque nella capitale messicana che, da sempre, è la roccaforte delle varie anime del centrosinistra.  Continua a leggere