Archivi tag: usa

Antecedentes, retos y perspectivas de los programas MBAs (Master in business Administration): del modelo estadounidense a la tropicalización. El caso de INCAE Business School – Fabrizio Lorusso en libro ACACIA La Administración y la Responsabilidad Social Empresarial, 2011

congreso acacia[Capítulo de Fabrizio Lorusso (derivado de las memorias del XV Congreso de la Academia de Ciencias Administrativas ACACIA) en Boca del Río Veracruz: “Antecedentes, retos y perspectivas de los programas MBAs (Master in business Administration): del modelo estadounidense a la tropicalización. El caso de INCAE Business School”, en Olivera Gomez, Daniel Armando (Coords.), La Administración y la Responsabilidad Social Empresarial, Ed. Fundación para la Educación Superior Internacional AC, 2011,103-120 ISBN 978-607-95043-6-6 link al pdf original] link alterno

Continua a leggere

Educación de negocios y americanización: historia y desafíos de INCAE Business School entre Nicaragua y Costa Rica, Fabrizio Lorusso – III Jornadas de Historia Económica de la AMHE, Asociación Mexicana de Historia Económica

Portada AMHE Memorias III jornadas Historia económica[Ponencia de Fabrizio Lorusso, “Educación de negocios y americanización: historia y desafíos de INCAE Business School entre Nicaragua y Costa Rica” en las III Jornadas de Historia Económica de la AMHE, Asociación Mexicana de Historia Económica, desarrolladas en el COLMEX, México DF, 17-20 de febrero 2015 – link al artículo orginallink al libro completo TOMO II con las memorias del congreso]

 

Continua a leggere

El origen del siglo americano y el cambio hegemónico entre el Reino Unido y los Estados Unidos en las relaciones con América Latina – Fabrizio Lorusso – Barbaroi (Brasil)

barbaroi[Artículo académico de Fabrizio Lorusso –  Cita “El origen del siglo americano y el cambio hegemónico entre el Reino Unido y los Estados Unidos en las relaciones con América Latina”, Revista Barbarói. Santa Cruz do Sul (Brasil), n. 27, jul./dic. 2007, pp. 187-210 ISSN 1982-2022 (ON LINE) – 0104-6578 (IMPRESO) – link al original]

Resumo

Este trabajo caracteriza las décadas del despegue industrial de los Estados Unidos subrayando cómo éste se dio muy tempranamente en el siglo XIX y se reflejó, asimismo, en las relaciones dentro del hemisferio occidental. Se analiza la etapa del “paso del testigo” entre las dos hegemonías, Inglaterra y los Estados Unidos, tanto en la economía y la política mundial, como en las poliédricas relaciones con América Latina. Finalmente, se definen los rasgos del periodo de la Gran Depresión y la década siguiente, lo que funciona como marco histórico de la subsiguiente fase alta de la hegemonía estadounidense.

Palavras-chave – Ciclo hegemónico. Paso del testigo. Siglo americano. Relaciones interamericanas. Texto completo:  PDF   DOI: http://dx.doi.org/10.17058/barbaroi.v0i0.142

 

 

 

Management y privatismo. Pilares ideológicos del neoliberalismo y la americanización en América Latina – Fabrizio Lorusso – Revista Política y Cultura – UAM X México

politica cultura uam x[Artículo académico de Fabrizio Lorusso – Cita “Management y privatismo: pilares ideológicos del neoliberalismo y la americanización”, Revista Política y Cultura (UAM X), N. 43, primavera 2015, 95-123  ISSN: 0188-7742]

Revista Política y cultura versão impressa ISSN 0188-7742

Resumo

LORUSSO, Fabrizio.Management y privatismoPilares ideológicos del neoliberalismo y la americanización en América Latina. Polít. cult.[online]. 2015, n.43, pp.95-123. ISSN 0188-7742.

El artículo analiza el privatismo y el management privado como elementos de la influencia ideológica estadounidense en México y América Latina, dentro del proceso de americanización social, económica y cultural que tuvo su auge con las políticas neoliberales de finales del siglo XX. Históricamente, esta influencia se considera de la década de 1980 a la fecha. Para enmarcarla se usa el concepto de soft power (poder blando) y, dentro de éste, se ahonda en los componentes de la formación económica y administrativa, la cual ha conformado culturas y visiones del mundo y del mercado americanizadas como pilares ideológicos del neoliberalismo.

Palavras-chave : americanización; privatismo; managerialismo; management; poder blando; neoliberalismo.

        · resumo em Inglês     · texto em Espanhol     · Espanhol ( pdf )

Abstract

This article analyzes privatism and management as elements of US ideological influence on Mexico and Latin America, inside the process of social, economic and cultural Americanization that had its peak with neoliberal policies at the end of XX Century. This influence is considered historically, from the 1980s to date. To frame this influence, the article uses the concept of soft power and, inside it, the components of economic and business education are explored, for they have been shaping Americanized visions of the world and the market as ideological pillars of neoliberalism.

Palavras-chave : americanization; privatism; managerialism; management; soft power; neoliberalism.

Creative Commons License Todo o conteúdo deste periódico, exceto onde está identificado, está licenciado sob uma Licença Creative Commons

Continua a leggere

Venezuela: sullo sfondo del golpe, le contraddizioni di fondo del modello bolivariano

Da Radio Blackout

L’autoproclamazione di Guaido dà una brusca accelerazione alla crisi venezuelana e ne svela la verità conclamata: un’operazione eterodiretta dagli USA, interessati al controllo di uno dei più importanti pozzi petroliferi del mondo su cui si stava addensando gli interessi cinesi. Nella protesta si mischiano però anche istanze di resistenza di una parte della base storica dello chavismo nonché l’esaurimento di un modello di sviluppo basato sul petrolio che ha reso il Venezuela particolarmente esposto alle congiunture internazionali legate al prezzo del greggio e quindi alle ingerenze della varie potenze imperialiste.

Ne abbiamo chiacchierato con uno dei redattori di lamericalatina.net.

Qui il PODCAST!

 

Vídeo Trailer. Bienvenidos a México: alla scoperta del Messico di Narcos @NetflixIT @Thevisioncom

 

Bienvenidos a México. Un viaggio alla scoperta del Messico di Narcos – Quarta stagione della serie di Netflix ambientata in Messico. Leggi l’articolo legato a questo video qui su The Vision: https://goo.gl/asX9Uc  – Video anche sul Facebook di The Vision LINK

Trascrizione testo video: Il Messico è un Paese di estreme meraviglie e contraddizioni. Il suo nome significa “nell’ombelico della luna”, un crocevia di traffici e popoli, frontiera tra l’America latina e quella anglosassone. Oggi è tra i luoghi più visitati al mondo, sebbene viva un conflitto armato, povertà e disuguaglianze, un terreno fertile per il crimine e i patti narco-politici. Le grandi disuguaglñianze e un conflitto armato per il controllo delle risorse hanno fatto 250mila morti e 37mila desaparecidos, mentre il business della droga resta fiorente grazie alla corruzione a sud e a nord del confine.

narcos mexico

 

Né Trump, né Chávez. Il prossimo presidente messicano AMLO assomiglia a Lula – Rio Bravo Blog @espressonline

amlo2[di Fabrizio Lorusso da Rio Bravo blog de l’Espresso] Domenica primo luglio il Messico affronta le elezioni più importanti della sua storia: sono quasi 89 milioni gli aventi diritto che votano per oltre 3400 funzioni pubbliche, tra cui la presidenza della repubblica, camera e senato, nove governi statali e migliaia di comuni. Nell’aria ci sono sentimenti contrapposti: paura e speranza allo stesso tempo. Per la prima volta è in testa da mesi in tutti i sondaggi un candidato popolare di sinistra, Andrés Manuel López Obrador (soprannominato AMLO per le iniziali). La paura nasce dalle guerre mediatiche sporche delle opposizioni che hanno paragonato Obrador con Chávez e, senza fondamenti, sbandierano lo spauracchio del Venezuela e riprendono antiche campagne di disprezzo contro di lui dipingendolo come “un pericolo” per il Messico. Lascio stare qui la discussione sui limiti e i progressi del Venezuela di Chávez, ma va osservato come in tutta l’America Latina miti e realtà sul Venezuela siano utilizzati da tutte le destre come spaventapasseri propagandistici contro qualunque candidato d’opposizione (come Gustavo Petro in Colombia, per esempio).

Ad ogni modo tanto nei sondaggi come nelle piazze pare prevalere la speranza, l’idea di un orizzonte di rinnovamento democratico e morale della vita pubblica e di cambiamento sociale ed economico che il probabile prossimo presidente ha saputo suscitare. AMLO è stato sindaco di Città del Messico nel 2000-2005 e candidato a presidente nel 2006 e nel 2012 per il partito di centrosinistra PRD (Partido Revolución Democrática). Il PRD ha seguito la parabola del PD italiano e, dopo una svolta centrista e neoliberista e una serie di abbandoni eccellenti che ne hanno sancito il declino inesorabile, è finito nelle mani delle destre e sostiene il giovane yuppy conservatore Ricardo Anaya, dato al secondo posto con venti punti sotto AMLO. Al terzo posto i sondaggi collocano José Antonio Meade, ex ministro tecnico ed economista “Chicago boy” duro e puro proposto dal partito di governo (PRI).  Continua a leggere

Zelaya: «In Honduras la dittatura piace agli Usa» – Intervista con l’ex presidente @ilmanifesto

honduras-proteste[Fabrizio Lorusso, dal quotidiano Il Manifesto del 7 dicembre 2017 – Ascolta qui l’intervista a Giorgio Trucchi nel nostro programma (Avenida Miranda) su RCDC Bologna, corrispondente dall’America centrale che si trova ora in Honduras e spiega tutti i dettagli della situazione] Manuel Zelaya, ex presidente dell’Honduras (2006-2010), venne estromesso dal potere da un colpo di stato nel 2009. Ora coordina «l’Alleanza d’opposizione contro la dittatura», coalizione elettorale di centrosinistra che sostiene il candidato Salvador Nasralla contro José Orlando Hernández, attuale presidente che cerca un secondo mandato col Partito nazionale. Il conteggio finale dei voti espressi il 26 novembre, realizzato dal Tribunale supremo elettorale (Tse), ha dato la vittoria a Hernández col 42,98%, contro il 41.39% del suo rivale, ma dopo una «caduta del sistema informatico» e denunce di brogli, Nasralla, sostenuto dai suoi simpatizzanti nelle piazze, non ha riconosciuto i risultati e ha chiesto di ricontare le schede.

Come interpreta quanto è successo in Honduras dopo il voto del 26 novembre, le falle del sistema, i presunti brogli, le proteste e l’imposizione dello stato di emergenza e del coprifuoco?

Si tratta di un assalto al potere da parte di quelli che già lo hanno assaltato nel 2009, cioè c’è una continuità col golpe.   Continua a leggere