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#Messico elezioni: López Obrador resta favorito mentre i tribunali rimettono in gioco “Il Bronco”

candidatos-presidencia-mexico[Parliamo di elezioni e candidati in Messico con Andrea Cegna su Radio Onda d’Urto Fabrizio Lorusso – Federico Mastrogiovanni] (Link alla puntata) Margarita Zavala e Jaime Rodríguez “El Bronco” sono ufficialmente candidati alla presidenza del Messico. Hanno raccolto molte firme, ma moltissime sono state considerate false, truccate, problematiche. Tanto che il Bronco originariamente era stato escluso. Poi un ricorso ad un tribunale ha aperto a lui le porte delle candidatura. In un paese sempre più segnato da violenza e corruzione, la riammissione del Bronco pare una mossa del PRI per togliere voti al grande favorito della tornata del 1 luglio, Andres Manuel Lopez Obrador. I sondaggi lo danno in testa, oltre al 40%. Ma altre due volte i sondaggi davano favorito l’ex sindaco di Città del Messico, poi sconfitto. Nel 2006 AMLO dichiarò di aver subito una “fraude” elettorale come quella che nel 1988 colpì Cardenas. Di fatto il clima nel paese è molto caldo, schiacciato da una parte dalla retorica del narcotraffico e dall’altra dai militari e dal muro anti-migranti che Trump agisce al confine del nord.

Dal 15 al 25 aprile intanto l’EZLN ha convocato una riunione pubblica per analizzare il risultato della “folle proposta” di provare a raccogliere le firme affinchè una donna indigena potesse concorre alle presindenziali del 1 luglio 2018, raccolta firme che non ha dato i risultati sperati, così Marichuy non è tra le candidate alla presidenza. Ogni giorno in diretta Facebook dalle 18.00 ore locali messicane si può assistere alle sedute pubbliche. Il punto della situazione a quasi due mesi dalle elezioni del 1 luglio con i giornalisti Federico Mastrogiovanni e Fabrizio Lorusso ascolta o scarica la puntata LINK [Download

Inizio di campagna elettorale in #Messico @ilmanifesto

amlo[Di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto dell’8 aprile 2018Al via la campagna elettorale più lunga della storia del paese. Nei sondaggi un testa a testa tra il partito Morena (sinistra) e la destra unita, ma si vota a luglio. I candidati promettono di lottare contro il femminicidio e la violenza. Sulle urne pesano anche l’eredità delle politiche neoliberali e la nuova minaccia che arriva da Trump]

Si è aperta in Messico la campagna per le elezioni del primo luglio, quando 88,3 milioni di aventi diritto, su un totale di 128 milioni di abitanti, eleggeranno il nuovo presidente, i membri delle due camere, 9 governatori e altri 2700 rappresentanti locali. L’elezione più ampia della storia per numero di votanti e cariche.

IN TESTA NEI SONDAGGI, con preferenze del 40%, c’è l’ex sindaco di Città del Messico, il sessantaquattrenne Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, fondatore del partito di sinistra Morena (Movimiento de regeneración nacional) che ci prova per la terza volta dopo le sconfitte del 2006 e del 2012.  Continua a leggere