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#AvenidaMiranda Puntata 40. #SpecialeElezioni2018 Messico. Andrés Manuel López Obrador ci riprova per la terza volta

amlofest28 giu. – Una puntata speciale di Avenida Miranda a pochi giorni dal voto di domenica, elezioni fondamentali per il Messico. Per la terza volta Amlo, così è chiamato Andrés Manuel López Obrador, candidato della sinistra, ci riprova. Le prime due volte sconfitto da frodi e manipolazioni, Amlo sembra oggi godere di un distacco molto ampio nei sondaggi. Per il paese, da 80 nelle mani prima del Pri e poi del Pan, potrebbe essere una vera svolta? Le voci di Fabrizio Lorusso, Perez Gallo e Nino Buenaventura.

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La nuova vita delle FARC

di Marco Dalla Stella

Quando la oramai ex guerrigliera olandese si presenta lo fa usando il suo vero nome, Tanja. Quello di battaglia, Alexandra, per il momento giace in disparte, assieme alla tuta mimetica e agli AK-47 incrociati sulla bandiera colombiana. Tanja Nijmeijer, classe 1978, ci accoglie nello Spazio Territoriale di Formazione e Reincorporazione (ETCR) “Carlos Patiño” di La Elvira, una delle 26 aree create per favorire il reintegro degli ex combattenti delle FARC. Raggiungere una qualsiasi di queste zone significa avventurarsi in lunghi viaggi in minibus fra i monti colombiani, prima di dover affittare una motocicletta – o un fuoristrada – e lanciarsi in tortuose strade sterrate fra paesaggi che tolgono il fiato e posti di blocco dell’esercito. Non di rado ci si trova ad attraversare appezzamenti verdissimi di una pianta autoctona che a questi climi cresce rigogliosa: la coca.

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Messico, effetto Trump sulle presidenziali

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(di Perez Gallo) (da Q Code Magazine) Alla fine del 2016 un micidiale uno-due ha sconvolto la politica messicana. Da una parte, l’annuncio a metà ottobre della candidatura di una donna indigena da parte del Congresso Nazionale Indigeno e appoggiata dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Dall’altra, la clamorosa vittoria di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e l’inaugurazione di una politica apertamente anti-messicana da parte del vicino del nord. Entrambi gli eventi, congiunti, parrebbero avere già prodotto un risultato rilevante: l’ascesa di Andrés Manuel López Obrador e, come necessario corollario, la sua svolta “trasformista”.

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