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#AvenidaMiranda Puntata 25. Elezioni Messico 2018 – Il prologo

mexico-20181 feb. – Il primo luglio 2018 in Messico si vota per eleggere il nuovo presidente e le camere, oltre a centinaia tra sindaci, deputati e senatori dei singoli stati. Fabrizio Lorusso e Pérez Gallo fanno il bilancio delle prime settimane di pre-campagna elettorale tra i principali schieramenti/coalizioni e candidati indipendenti. La campagna inizia ufficialmente in aprile, ma già da dicembre sappiamo quali sono i candidati e le alleanze. La posta in gioco è enorme per il Messico dopo che il 2017 è stato l’anno più violento dell’ultimo ventennio (29mila omicidi dolosi e la cifra dei desaparecidos che ha raggiunto le 35mila persone) e il presidente Peña Nieto (del partito PRI) è ai minimi storici di approvazione. A sinistra le opzioni sono poche: la novità più genuina e dal basso è la candidatura indipendente di Marichuy Patricio, indigena portavoce del Consiglio Indigeno di Governo emanato dall’EZLN e dal Congresso Nazionale Indigeno, mentre a livello di partiti Andrés Manuel López Obrador, in testa nei sondaggi, ci prova per la terza volta con Morena (sua creazione) e con un’alleanza pragmatica e discussa con un partitino di destra legato alle chiese evangeliche (Encuentro Social). Marichuy invece sta facendo i conti con la raccolta delle firme e difficilmente raccoglierà le 864.000 necessarie, ma ha raggiunto lo scopo di mantenere nell’agenda politica e sociale le lotte dei los de abajo e degli esclusi.

Qui il PODCAST!

La verdadera noche de #Iguala, el muro de #Trump y las #drogas: entrevista con la periodista #AnabelHernández

Marcha Ayotzinapa 8 oct 149 (Small)

Anabel Hernández es una de las periodistas mexicanas más reconocidas en el mundo. Es autora, entre otros, de los libros de periodismo narrativo y de investigación titulados: México en llamas: el legado de Calderón, Los señores del narco y La verdadera noche de Iguala: la historia que el gobierno trató de ocultar, siendo ésta la más completa y actual investigación sobre el caso de los 43 estudiantes de la normal rural de Ayotzinapa, quienes fueron desaparecidos en Iguala, Guerrero, la noche del 26 de septiembre de 2014. Esta es la versión completa en español de la entrevista [Fabrizio Lorusso, de Desinformémonos, Entretextos Ibero León, Tamaulipas en Red, Resumen Latinoamericano]

¿Por qué tuviste que salir de México y cómo fue tu exilio en Estados Unidos?

Antes que nada debo explicar que México es uno de los lugares más peligrosos del mundo para ejercer el periodismo. Esto realmente no sólo es una frase. En México han sido asesinados más de 116 periodistas en los últimos diez años. Sólo el año pasado los asesinados fueron 16 y yo, por desgracia, soy uno de estos periodistas que ha sufrido violencia y atentados a consecuencia de mi trabajo. Continua a leggere

Chi è Tomás Yarrington, politico messicano arrestato a Firenze per narcotraffico? Intervista su @radiondadurto

[Intervista di Andrea Cegna a Fabrizio Lorusso e testo a seguire ripresi da Radio Onda d’Urto] Era latitante da 5 anni l’ex governatore dello stato Tamaulipas, Tomas Yarrington. Ricercato da Messico e Usa per delinquenza organizzata e narcotraffico. La sua fuga si è fermata a Firenze domenica 9 aprile. Dal 2012 era uno dei ricercati internazionali più inseguiti. E’ stato arrestato in piazza Beccaria dalla polizia italiana, le accuse sul suo conto sono quelle di traffico internazionale di stupefacenti tra il Messico e gli Stati Uniti, riciclaggio, nonché frode bancaria.  ASCOLTA il Podcast dell’intervista – LINK Continua a leggere

Messico, effetto Trump sulle presidenziali

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(di Perez Gallo) (da Q Code Magazine) Alla fine del 2016 un micidiale uno-due ha sconvolto la politica messicana. Da una parte, l’annuncio a metà ottobre della candidatura di una donna indigena da parte del Congresso Nazionale Indigeno e appoggiata dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Dall’altra, la clamorosa vittoria di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e l’inaugurazione di una politica apertamente anti-messicana da parte del vicino del nord. Entrambi gli eventi, congiunti, parrebbero avere già prodotto un risultato rilevante: l’ascesa di Andrés Manuel López Obrador e, come necessario corollario, la sua svolta “trasformista”.

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Il Messico nell’era Trump

Le reazioni al muro annunciato dal presidente Usa

Messico.jpg(Di redazione) (da Radio Città Fujiko)

Ad un mese dall’entrata in carica di Donald Trump, in Messico regna ancora l’incredulità per i primi atti ed annunci del presidente statunitense. La risposta del presidente messicano Peña Nieto è balbettante e anche la sinistra è confusa. La forte dipendenza dell’economia messicana dagli Usa spunta le armi contro il muro voluto dal tycoon.

Se Trump costruirà effettivamente il muro, i messicani troveranno il modo di aggirarlo, anche scavando tunnel. È questa l’ironia e la caparbietà con cui l’uomo della strada messicano reagisce all’idea espressa dal neo-presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la costruzione dell’ormai famoso muro al confine tra Stati Uniti e Messico.
Ad un mese dall’insediamento del tycoon, però, nel Paese centramericano sembra regnare ancora l’incredulità, da un lato per una vittoria inaspettata, dall’altro perché Trump sembra voler davvero dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale.

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Se Trump minaccia un intervento militare in Messico…

trump-nieto-large570(Fabrizio Lorusso da Huffington post) Sono giorni di tensione per il Messico. Dopo l’ordine esecutivo del neopresidente americano, Donald Trump, firmato la settimana scorsa per realizzare la costruzione del muro alla frontiera col paese latinoamericano (e farlo pagare al Messico attraverso l’imposizione di dazi alle esportazioni messicane negli Usa), arrivano adesso rivelazioni scottanti sulla chiamata di venerdì scorso tra lo stesso Trump e Peña Nieto. Il presidente messicano aveva parlato di una conversazione “costruttiva”, ma è possibile che la verità sia un’altra e che sia molto molto inquietante.

Secondo la agenzia AP (Associated Press) e la giornalista messicana Dolia Estevez, da anni inviata a Washington e collaboratrice dei principali media messicani, fonti attendibili, ma per ora anonime, in Messico e negli Usa hanno fornito una versione alternativa della conversazione con tanto di trascrizioni.  Continua a leggere

#Ayotzinapa #Mexico #VideoMessaggio di Omar García @Omarel44 ai collettivi del mondo vs #EPN #Canadá

Mensaje a los colectivos europeos solidarios con #Ayotzinapa de Omar García el 44.
http://cspcl.ouvaton.org/

In vista della prossima visita del presidente messicano Enrique Peña Nieto in Canada, urge ricordare che la fiamma di Ayotzinapa e dei diritti umani non si spegne.

poster canada' EPN

 

Nella Notte Ci Guidano le Stelle. Ayotzinapa e la Lotta per la Verità

ayotzinapa iguala_normlistas

[Questo articolo è formato da un aggiornamento di Fabrizio Lorusso dal Messico sul caso Iguala-Ayotzinapa e da un comunicato stampa del Collettivo Parigi-Ayotzinapa che ripercorre cronologicamente la vicenda e decostruisce il discorso ufficiale. Il titolo del post è ripreso dal testo del canto della Resistenza “Fischia il vento” e dall’ispiratore titolo del romanzo Il sole dell’avvenire (vol. 3) di Valerio Evangelisti]

In Messico il numero dei desaparecidos ha superato ufficialmente l’impressionante cifra di 27.500[1], anche se ci sono stime che addirittura raddoppiano l’entità di questa catastrofe umanitaria, e la crisi dei diritti umani, che le autorità cercano di sterilizzare e silenziare con una strategia mediatica e diplomatica, è pesantissima su tutti i fronti[2]. Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa è emblematico, metafora terribile della lunga notte messicana, ma è riuscito, a fasi alterne e grazie all’azione della società civile e dei media non allineati col governo, a rompere il silenzio su questa situazione. Continua a leggere