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#Messico, un giornalista al mese viene assassinato @ilmanifesto

valdez breach periodistas mexico[Fabrizio Lorusso da Il Manifesto del 4 maggio 2018 che ha dedicato una pagina alla Giornata Mondiale della Libertà di Stampa] Sulla home de La Jornada, storico quotidiano messicano, affianco al nome della testata campeggia un fiocco nero in segno di lutto. “Il tempo scorre e gli omicidi di Miroslava Breach e Javier Valdez non sono stati chiariti: 408 giorni, 355 giorni”, recita il testo del banner fissato a metà pagina. Le foto di Miroslava e Javier, corrispondenti dagli stati del Chihuahua e Sinaloa ammazzati con colpi d’arma da fuoco l’anno scorso, ricorda ai lettori che la violenza e l’impunità sono sovrane in Messico. Sono oltre 130 i giornalisti assassinati dal 2000 ad oggi, in media uno al mese nel 2016 e 2017, e sono almeno 24 quelli desaparecidos. Solo Siria e Afghanistan mostrano cifre peggiori. Le autorità criminalizzano le vittime, attribuendo di default i delitti a bande criminali, spesso senza investigare. Miroslava e Javier, come gli altri, sono stati uccisi perché scomodi, invisi ai poteri forti che gestiscono le risorse nei territori: la politica, i militari e le polizie in contubernio con il crimine organizzato, che ha diversificato le sue attività dal narcotraffico al traffico di armi e persone, dall’estorsione alla protezione delle multinazionali e la formazione di guardie paramilitari. (Aggiungiamo che il 3 maggio è stato assegnato il Premio Breach-Valdez di Giornalismo e Diritti Umani, recentemente creato e organizzato da  Centro de Información de las Naciones Unidas (CINU), Programa Prensa y Democracia (PRENDE) y del Subsistema de Periodismo del Departamento de Comunicación de la IBERO, la Agencia France Presse (AFP), l’ambasciata di Francia in Messico e Oficina en México del Alto Comisionado de las Naciones Unidas para los Derechos Humanos (ONU-DH), alla giornalista messicana Daniela Rea – Leggi Link nota in spagnolo)

Su @Radio24_news parliamo di #Narcos #Messico #Violenza #Tijuana #Cartelli con @Giampaz di @NessunLuogo24 #Podcast

tijuana no cruzar

[di Fabrizio Lorusso] “Messico: il paese del cartello”. Nella puntata (link) di Nessun luogo è lontano (blocco iniziale o primi minuti) di Radio24 del 23 agosto abbiamo affrontato il tema dell’escalation di violenza che, di nuovo, vive il Messico e soprattutto la città di Tijuana (1000 omicidi dolosi in 7 mesi nel 2017).

“In Messico, terra di frontiera e di commercio di trafficanti.Per i giornalisti lavorare in questo paese sta diventando sempre più difficile e a rischio di morte, com’è successo ieri a Candido Rios. Dall’inizio di quest’anno sono morti 9 giornalisti e il mese di giugno è stato il mese più sanguinolento degli ultimi 20 anni con più di 2200 vittime causate dalla guerra tra narcotrafficanti e polizia”. Ascolta la puntata qui. O qui in MP3.

“Javier no murió, el narcogobierno lo mató”. Fotogallery della veglia per denunciare l’assassinio di giornalisti

P1160125Foto di Dardo Neubauer e Caterina Morbiato

La sera del 16 maggio diverse centinaia di persone si sono riunite per ripudiare il vile assassinio di Javier Valdez e le tante morti di giornalisti che in Messico non fanno che crescere anno dopo anno. Valdez, tra i piú noti giornalisti messicani, per anni ha raccontato con serietá e dedizione il fenomeno del narcotraffico messicano e le sue interconnessioni con lo Stato. Il suo assassinio si è consumato nello stato del Sinaloa, sede dell’omonimo cartello criminale, tra i più forti al mondo, e che fu governato da “El Chapo” Gùzman. Di tutto questo ci ha parlato due giorni fa Fabrizio Lorusso in questo post.

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Vile assassinio di Javier Valdez, giornalista messicano che raccontava la terra del Chapo

javier valdez[Fabrizio Lorusso, da Huffington] Messico – Sono sei i giornalisti assassinati in Messico nei primi cinque mesi dell’anno. E ancora non scoppia nessuna rivoluzione. Certo è che il 15 maggio diventerà per tanti uno spartiacque, un po’ come lo è stata la notte del 26 settembre 2014, data della sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa.

Javier Valdez era un giornalista coraggioso, autore di libri come Gli orfani del narcotraffico, Mala-erba, Sequestri: storie reali di desaparecidos e vittime del narcotraffico e Narco-Giornalismo. Era stato tra i fondatori del noto portale Río Doce nel suo stato natale, il Sinaloa, ed era collaboratore dell’agenzia internazionale Afp e del quotidiano nazionale messicano La Jornada, tra gli altri.

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Miroslava e gli anni di sangue del giornalismo messicano

el norte juarez adiosLa giornalista d’inchiesta messicana Miroslava Breach aveva 54 anni ed era madre di due figli. Viveva nello stato settentrionale del Chihuahua, quello di Ciudad Juárez, frontiera col New Mexico e il Texas. La mattina del 23 marzo scorso la sua auto è stata affiancata da un altro veicolo e un gruppo di sicari ha fatto fuoco contro di lei uccidendola. Era conosciuta in Messico per la sua rettitudine ed etica professionale e per aver sempre esercitato le funzioni di critica del potere che la sua professione richiede. Aveva fondato un’agenzia di stampa, la MIR, e collaborava da oltre trent’anni coi principali media messicani, specialmente con La Jornada e El Norte de Juárez. Quest’ultimo giornale ha annunciato il 2 aprile scorso la chiusura con un messaggio in prima pagina: ¡Adios! Il direttore ha spiegato in una lettera che sono stati costretti a chiudere perché il governo locale non ha saldato i debiti che aveva col quotidiano, ma soprattutto perché non ci sono più le minime condizioni di sicurezza per operare.

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Parliamo di #Messico: #MiroslavaBreach e gli altri giornalisti uccisi su @vocidelmattino @Radio1Rai

Giornalisti messico

“La strage dei giornalisti in Messico” a Voci del Mattino, Radio Uno, un programma propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali.

Scarica l’intervista a Fabrizio Lorusso – link download diretto – Ascolta l’intera puntata di voci del mattino del 3 aprile 2017 – link – L’intervista sul Messico e sul caso miroslava Breach, giornalista uccisa il 23 marzo scorso nello stato di Chihuahua, dal minuto 6 circa.

Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice – In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri – Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santo e Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito.

Programa de análisis #TrotamundosPolítico todos los lunes en Web-Tv de @ZonaFrancaMx #Revistadela1

[Segnaliamo la collaborazione settimanale, live i lunedì alle ore 14 (fuso di Città del Messico) di F.L. con il programma #RevistaDeLa1 della web TV di Zona Franca, quotidiano on line di León, stato del Guanajuato, Messico. In studio Arnoldo Cuéllar e Fabrizio Lorusso. In questa trasmissione del 13 marzo parliamo di sparizioni forzate e la mostra Huellas de la memoria. Puntate precedenti a questo link. Per altri link utili vedi sotto!]

trotamundos politico zona franca[Señalamos la colaboración semanal, en vivo los lunes a las 14, hora del centro en este enalce o en FaceBook Streaming, de F. L. con el programa #RevistaDeLa1 y la sección “Los especialistas” de la web-TV de Zona Franca, medio digital de León, Guanajuato. En el estudio Arnoldo Cuéllar y Fabrizio Lorusso para el espacio llamado #TrotamundosPolítico (en twitter link). En esta transmisión del 13 de marzo hablamos de desaparición forzada y de la exposición Huellas de la memoria, a la luz de la reciente actualización de los datos del Registro Nacional de las Personas Desaparecidas-RNPED que arroja cifras cada vez más preocupantes, pues el número total de desaparecidos en México ascendía a 30942. 545 en el Estado de Guanajuato, en donde la mayoría son menores de edad, como lo reporta este artículo de Kennia V.]  Para ver las colaboraciones precedentes de Trotamundos Político ver aquí: link.   Zona Franca en Twitter y Canal de YouTube

Video-1 del 20 de febrero de 2017 (Globalización y oposiciones globales, Trump oportunidad para México?): link.    Video-2 del 27 febbraio. Trump y la relación México-EEUU tras la visita de Tillerson y Kelly: link    Video-3 del 6 de marzo. Modelos de desarrollo para México, modelos alternativos y emergentes frente a Trump: link Video del 27 de marzo sobre la Unión Europea link

Strage di #PlayadelCarmen: tragica quotidianità in #Messico

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[Da Huffington post] Il 16 mattina, pomeriggio in Italia, ci siamo svegliati in Messico con l’ennesima notizia di una strage, questa volta in un importante centro turistico dei Caraibi messicani, Playa del Carmen: una sparatoria all’entrata di una discoteca tra diversi soggetti armati, 5 assassinati (una messicana e quattro stranieri, di cui uno italiano, Daniel Pessina), 15 feriti e la notizia che rimbalza immediatamente su internet e sui media tradizionali.

All’inizio le autorità hanno escluso il movente terrorista e ipotizzato il (solito) regolamento di conti o l’estorsione, quindi la pista “narcos” che, va detto, viene spesso utilizzata come pass-partout, valido per qualsiasi situazione e adatto, in molte occasioni, a criminalizzare le vittime o a far passare l’idea che “si ammazzano tra di loro”. Non è il caso perché qui ci sono vittime straniere e pare che non ci siano poliziotti coinvolti da “giustificare”. Oggi il governatore del Quintana Roo ha parlato di un litigio tra due persone, cercando di liomitare ancor di più le possibilità di analisi e interpretazioni che possano spiegare meglio il contesto.  Continua a leggere