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2 settimane in #Messico: #SantaMuerte Patrona dei Viaggiatori?

guida-messico[Riprendo dal blog del viaggiatore Roberto Buracchini un mio testo sulla Santa Muerte pubblicato nell’ottima guida express sul Messico (“Due settimane in Messico”) che ha coordinato insieme ad Alessandra Rusticali. Ne approfitto anche per segnalare la recente ristampa del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità e l’uscita dell’eBook (link) per Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri].

Intro di Roberto B.: Oggi voglio presentarvi la Santa Muerte di Fabrizio Lorusso, che ha contribuito con questo articolo alla stesura della guida dei Viaggiautori sul #Messico. Non aspettate troppo, fate come me, prendete un volo per Città del Messico, scendete alla metro di Tepito, dirigetevi verso Calle Alfareria e visitate l’altare della niña blanca. Intanto se siete curiosi date un’occhiata a cosa ha scritto Fabrizio come contributo alla guida.

Santa Muerte, Patrona dei Viaggiatori?
di Fabrizio Lorusso

In Messico la morte ha il privilegio d’essere santa, anzi santissima. Infatti, la Santa o Santissima Muerte, conosciuta anche comeFlaquita (Magrolina), Niña Blanca o Bonita (Bimba Bianca o Carina) o Huesuda (Ossuta), rappresenta il culto popolare non riconosciuto dalla Chiesa più importante e in rapida crescita dell’America Latina e, forse, del mondo intero. La sua presenza, prima clandestina e marginale, è diventata pubblica e capillare in numerosi centri urbani messicani.

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Il Supremo Segreto del Pizzocchero di Teglio

Pizzoccheri Teglio Valtellina Italia Accademia (1)

In pochi, veramente in pochi, hanno il privilegio di sapere che esiste un’Accademia del Pizzocchero a Teglio, nel cuore della Valtellina. Teglio, paesino di 3000 abitanti che dà il nome all’intera vallata, dato che gli abitanti del borgo sono noti come “tellini”, è la località in cui da secoli sono gelosamente custoditi i segreti del grano saraceno, da cui si ricava la farina per i pizzoccheri, e della preparazione delle eccelse ricette tipiche di questa pasta speciale e indimenticabile.  E c’è pure una rivista trimestrale di informazione gastronomica e di cultura per la “difesa del pizzocchero di Teglio”, che non è del tutto uguale a quello “genericamente valtellinese”. La rivista “La voce dell’accademia del pizzocchero di Teglio” ormai è arrivata al tredicesimo anno di pubblicazioni e questo mese ci presenta una perla d’inestimabile valore (info@accademiadelpizzocchero.it – Direttore responsabile: Rezio Donchi Redazione: Paolo Valenti e Paolo Redaelli). Ecco in esclusiva la copertina del numero più recente, appena uscito, che corrisponde al secondo trimestre del 2015. E di seguito la perla, un piccolo segreto, la ricetta originale del pizzocchero di Teglio, garantita dall’Accademia.

Pizzoccheri Teglio Valtellina Italia Accademia (3)

Perché ne parlo sul blog LamericaLatina.Net? Perché ormai il pizzocchero s’è globalizzato, è conosciuto e apprezzato in decine di paesi europei e oltre. I principali esponenti dell’Accademia hanno viaggiato in lungo e in largo per portare il “verbo” del grano saraceno e dei suoi prodotti alimentari derivati, tra cui anche gli gnocchetti tellini o i maccheroni e gli spaghetti. E ora quindi il pizzocchero di Teglio è anche 2.0, tanto reale come virtuale.

Pizzoccheri Teglio Valtellina Italia Accademia (2)

Infine una cartolina da Teglio, Valtellina, Lombardia, Italia, Mondo. Nella foto sopra un esempio di teglia di pizzoccheri fatti in casa (notare gli altri ingredienti bene in vista come le verze o le coste, le patate, i cornetti o fagiolini, il formaggio Valtellina Casera o pizzoccherina e il grana padano).

Teglio

La NarcoGuerra divide in due il Messico, il Paese dei cartelli della droga

Federal police stand next to a bullet riddled and burned car after a criminal gang ambushed a police convoy near the town of Soyatlan, near Puerto Vallarta, Mexico, Monday, April 6, 2015. According to the Jalisco state prosecutors office, at least 15 state policed officers were killed and five others wounded, the single deadliest attack on Mexican police in recent memory. (ANSA/AP Photo)

Federal police stand next to a bullet riddled and burned car after a criminal gang ambushed a police convoy near the town of Soyatlan, near Puerto Vallarta, Mexico, Monday, April 6, 2015. According to the Jalisco state prosecutors office, at least 15 state policed officers were killed and five others wounded, the single deadliest attack on Mexican police in recent memory. (ANSA/AP Photo)

Che cosa significa NarcoGuerra? Perché ormai si associa questa parola, gravida di immagini inquietanti, al Messico? La guerra alle droghe e ai cartelli del traffico internazionale di stupefacenti risale a vari decenni or sono, all’inizio degli anni ’70, per la precisione, quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, decise di applicare una politica di mano dura e di combattere una war on drugs, posizionando le droghe come il “nemico numero uno” da eliminare. Nixon e Calderón avevano in comune una visione messianica della “guerra giusta”, “costi quel costi”, che con il pretesto e la pretesa di sconfiggere militarmente la presunta piaga delle droghe e del narcotraffico, in gran parte causata da legislazioni proibizioniste e altamente punitive negli Usa e nel resto del mondo, hanno condotto una guerra alla stessa popolazione che dichiaravano di voler proteggere.

Il Messico della NarcoGuerra, un conflitto armato che continua ancora oggi e che ha provocato oltre 100mila morti e 27mila desaparecidos in meno di 9 anni, è sia quello dei narcos e delle gang, dei femminicidi e dei desaparecidos di Ayotzinapa, che poi sono solo la punta dell’iceberg di un problema enorme, sia quello dei movimenti sociali e cittadini di resistenza e denuncia che costituiscono la parte più sana e reattiva della società di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti.

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Il bilancio negativo non è fatto solo dai morti, dai desaparecidos, dai 281.000 rifugiati, ma anche dai danni per l’intera società, per il suo tessuto di relazioni sempre più sfaldato, e per la democrazia imperfetta e incipiente che stenta a decollare in terra azteca. A tre anni dall’insediamento di Enrique Peña Nieto la situazione non è sostanzialmente cambiata, ma il discorso ufficiale ha provato a nascondere la violenza, i vuoti di potere e la strategia di militarizzazione del territorio. L’uso della forza occulta debolezze, non dà i risultati sperati.

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La notte del 26 settembre 2014, a Iguala, nello stato del Guerrero, quarantatré studenti della scuola normale di Ayotzinapa vengono sequestrati dalla polizia, controllata dal sindaco e dai narco-boss locali, e poi consegnati a dei narcotrafficanti. Desaparecidos. Polizia e narcos collusi: la norma in tante città messicane. La notizia rimbalza, l’indignazione è globale. La piazza grida. Giustizia! Che lo Stato ammetta le sue responsabilità. Si riaccendono i riflettori sulla NarcoGuerra, sulle violazioni ai diritti umani, sulla guerra alle droghe come strumento di controllo sociale e delle risorse. La malavita rimane capace di gestire patti e infiltrazioni con la politica e la sua forza sono i mercati internazionali di marijuana, oppiacei, cocaina, droghe sintetiche, armi e persone.

La NarcoGuerra parte dal Messico, ma è globale come lo sono i mercati delle droghe, delle armi, delle persone e di tutto quello che, spinto dalla globalizzazione e dalle politiche di apertura economica, dal Messico deve transitare. E deve farlo passando dalla più lunga frontiera tra un Paese “in via di sviluppo”, piegato da povertà e disuguaglianze sociali, e un Paese “ricco”, potenza mondiale decadente che, però, resta il mercato più grande della Terra anche per le droghe.

Lo scrittore Pino Cacucci parla di due paesi:

“Esistono due Messico. Perché qualsiasi viaggiatore, viandante o lieto turista affascinato dalla sua incommensurabile bellezza, può tranquillamente attraversarne migliaia di chilometri senza mai percepire un clima di violenza sanguinaria. Eppure… esiste anche l’altro Messico, quello che Fabrizio Lorusso sviscera nei suoi reportage, nei suoi approfondimenti giornalistici, nei racconti di vita quotidiana. E lo fa con esemplare giornalismo narrativo, che attualmente è l’unica fonte di informazione attendibile”.

Il Messico resta diviso in due. Non solo tra un Paese turistico e accogliente, tra i migliori al mondo per le sue bellezze e attrazioni, e un Paese di disuguaglianze e abusi, ma anche tra un Paese che pare soccombere ai narcos e alla connivenza tra la politica e la malavita e uno che, invece, si ribella, fa sentire la propria voce e prova a costruire alternative. La storia di questi anni affonda le sue radici nel Novecento, secolo dominato dalle speranze tradite della Revolucion del 1910-17 e il dominio di un partito egemonico e autoritario (il PRI, attualmente di nuovo al governo), e si proietta nelle incertezze del futuro chiedendo a gran voce, ancora una volta, giustizia. Per chi fosse interessato segnalo iniziative, testi e presentazioni relative a “NarcoGuerra” sul portale L’America Latina.

narco_mexico

 

Ska Ska Ska en el Distrito Federal – Los Auténticos Decadentes

La Ska Band e Orchestra Popolare argentina degli “autentici decadenti”, Los Auténticos Decadentes, ha dedicato 3 anni fa questo pezzo alla mostro-metropoli Città del Messico, un posto dove puoi girare per ore e tornare al punto di partenza, come dice il testo della canzone. Siamo a Buenos Aires. Due spaesati musicisti salgono su un maggiolino verde e bianco (così erano i mitici taxi della capitale messicana che a milioni infestavano le sue caotiche strade, e un po’ ancora lo fanno), ma dopo pochi secondi si ritrovano nel vero Distrito Federal, il DF-DiFettoso per eccellenza, la megalopoli da 25 milioni di abitanti che domina l’altopiano centrale messicano e non sprofonda nel lago sottostante per un miracolo della Madonna di Guadalupe o della Santa Muerte, a seconda dei gusti. Ed infatti proprio questa Santa appare al secondo 55-56! I due si risvegliano nel taxi a Buenos Aires dopo poco più di tre minuti di ska, traffico e tequila. Ottima colonna sonora per riprendersi (giustamente) da traffico, smog e tequila in eccesso.

DF skyline

ARTISTA: LOS AUTENTICOS DECADENTES. 

TEMA: DISTRITO FEDERAL.
EXTRAIDO DEL ALBUM “IRROMPIBLES”
EDITADO POR POPART DISCOS EN ABRIL DE 2010.
http://www.losautenticosdecadentes.com/

Los Auténticos Decadentes son una verdadera orquesta popular, sinónimo de fiesta y alegría desde Argentina para toda América Latina y el mundo desde hace más de dos décadas. Comenzaron su carrera en Argentina en 1987, editaron hasta el momento 15 discos y tienen cantidad de grandes canciones cuyas melodías se conocen masivamente y se cantan con fervor en los estadios de fútbol de todo el continente. Este es el video de “Distrito Federal”, canción de amor a la ciudad de México, segundo corte de difusión del disco “Los irrompibles” (2010).

Barrios mágicos de la Ciudad de México: Iztacalco

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Un post dal retrogusto un po’ turistico e natalizio per chi passerà da Città del Messico per il weekend. Il Messico ha creato un programma di inclusione turistica e culturale delle piccole perle nascoste in tutto il territorio nazionale, qualcosa di simile al controverso e celbre “Patrimonio dell’umanità” della Unesco/Onu: sono i pueblos mágicos o paesini magici, in genere antichi, ricchi di tradizioni, con un centro storico ben conservato di origine coloniale e identità locali vive. Da Tepoztlán a Cueztalan e Real de Catorce, da Tlalpujahua a Tequila e San Cristobal, ad oggi ci sono una cinquantina di comuni più o meno noti che hanno ottenuto questo status per entrare nel franchising turistico nazionale. A Città del Messico o México DF (Distretto Federale) esiste un programma analogo  ma legato ai barrios mágicos, le zone o quartieri popolari “magici” con un centro storico antico. Nell’album fotografico che scorre sopra (a questo link tutte le foto) nello slide-show c’è il quartiere dei 7 barrios della zona Iztacalco, a est di Mexico City. Altri quartieri certificati dalla famosa “pergamena” di barrio magico, rilasciata dal Governo della città, sono: Tláhuac, con il paesino di San Andrés Mixquic; Milpa Alta, con San Pedro Atocpan; Tlalpan, con San Agustín de las Cuevas, nel centro della circoscrizione; la zona della Basílica de Guadalupe, col nome di Centro Histórico Norte de la Ciudad–Villa de Guadalupe, in zona Gustavo A. Madero e i sette magnifici di Iztacalco. Il progetto è partito nell’agosto del 2011 e prevede l’incorporazione di una trentina di quartieri in totale. Sono già arrivate le critiche politiche (come e chi viene prescelto?) e quelle relative alle implicazioni economiche del programma che non ha dei fondi ma rappresenta solo uno stimolo per i quartieri che desiderano captare i flussi turistici che quest’estate hanno superato le 22 milioni di visite. Ad ogni modo si stanno aggiungendo a poco a poco anche queste zone: San Ángel, San Juan Tlihuaca (Azcapotzalco), Mixcoac, Coyoacán, Cuajimalpa, Zona Rosa, Garibaldi, Roma-Condesa y Santa María la Ribera, Villa de Guadalupe, Los siete barrios de Iztacalco, Culhuacán, Los Dinamos, Tacubaya, San Pedro Atocpan, San Andrés Mixquic, Centro Histórico de Tlalpan, Los mercados de Mixiuhca y La Merced, Centro Histórico de Xochimilco.

Hotel a Ore di Città del Messico – Guía Hoteles de Paso D.F.

In Italia si chiamano hotel a ore, “alberghetti” o motel e raccontano storie di notti truffaldine, di amanti, di corna o semplicemente di innocenti evasioni e necessarie scappatelle tra amorosi. Possono essere anche piuttosto cari e, sebbene ne esistano vari dentro le città, molti si trovano lungo le statali e le autostrade, eventualmente isolati o poco in vista. A Città del Messico, invece, sono numerosissimi e onnipresenti. Per tutti i gusti e tutte le tasche, una vera panacea per il ricco e per il povero, per il giovane e l’anziano, ma il proliferare degli hoteles de paso (para sexo, amor o simple diversión – volevo dire – sesso, amore o semplice divertimento inteso anche come “diversivo” e uscita dalla routine) li ha convertiti ormai in un vero e proprio fenomeno di costume, oggetto di discorsi aperti e confronti tecnici ed estetici ordinari tanto che se ne sente parlare ovunque: a lezione, in ufficio, sull’autobus, nelle barzellette, sulle riviste specializzate e non. Per questo motivo e per mettere un po’ d’ordine nel marasma è nata una guida on line, una guía de hoteles de paso del DF (cioè del Distrito Federal, il nome amministrativo di Città del Messico). In un’area urbana immensa con 25 milioni di abitanti era necessario un po’ di orientamento e una coppia di messicani, molto dinamica e sperimentatrice, ha escogitato una guida su Internet in cui raccogliere le loro esperienze belle e brutte in questi alberghi cittadini. Le fotografie presentate in questo post sono, per esempio, dell’ormai celebre e super kitsch “Hotel Cuore” che pare sia il favorito per gli studiosi e studiose di antropoloia, i professori di lingua e le coppie (sposate) novelle della classe media. I lettori del blog partecipano inviando anche loro nuove foto, video delle strutture, recensioni di hotel e commenti ai post che permettono un loro aggiornamento costante (coi prezzi per esempio) e la condivisione di opinioni diverse. Ti piace con Jacuzzi o con piscina? In centro o in periferia? Con l’altalena o con il palo per la pole dance? Rustico stile baita o post-moderno? Quanto potete pagare? Dai 10 euro in su, ce n’è per tutti, basta navigare e scegliere. E se ci si perde c’è sempre una cartina da scaricare per ogni hotel e un’applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch. Buon tour e buone vacanze a Città del Messico! [Ah, dimenticavo il disclaimer che qua ci vuole. Questo post non sponsorizza nessuna iniziativa commerciale, sia chiaro, si fa tutto solamente per passione…].

Poesia Oceanica a Puerto Escondido

Dalla calda e ridente località di Puerto Escondido, Oaxaca, Messico, ecco alcune foto panoramiche della costa scattate nella vicina laguna di Colotepec e dell’evento di poesia e musica che abbiamo realizzato con la preziosa chitarra di Arnaldo Prete e le poesie di Fabrizio Lorusso, cioè io, all’Universidad del Mar. La presentazione del libro Memorias del Mañana, (Memorie del Domani), fu il 9 febbraio alle ore 11 sulla costa pacifica.

S’è parlato di poesia, di Messico e di Italia. Ma anche di censura in questi paesi coi casi della giornalista messicana Carmen Aristegui licenziata (oggi reintegrata) da Radio Noticias MVS per ordine presidenziale e del rogo di libri in Italia e le proteste del gennaio e febbraio scorsi. I messicani hanno dimostrato un’estrema curiosità e interesse per la situazione italiana, il berlusconismo, la censura e il fascismo storico e attuale per cui è stata una sessione di domande molto animata. La poesia seguente, Plaza de la Danza, è dedicata a una Piazza di Oaxaca divenuta un simbolo della lotta antirepressiva dei movimenti sociali contro il governatore Ulises Ruiz dal 2006 in poi.

 

PLAZA DE LA DANZA

Falta un día a la Guelaguetza
que mañana se danza,
el cencerro atiza los segundos
listos para la paz de la marcha
en esta plaza ritmada de historias
que así aprende a bailar voces
como las deben bailar los iguales
pa’ bailarse la censura y la noche.
Y… ¡Oiga señor!
¡Déjeme escribir mi señor,
déjeme cantar mi fiestita leve!
Aquí Florencia tiene que ser
no Pekín o Moscú
ni un dique de silencios
donde falta aire pa’ lagrimar
si de gases oscurece mis deseos.

 

 

 

 

 

 

 

Arnaldo Prete alla chitarra. Durante una sessione di tamburi stonati e chitarre con una big band di studenti Unam e altri simpatici disperati, nel 2003 scrissi il “Pianto dei Tamburi”, dal profondo di una delle grotte dello Spazio Scultorico universitario, un territorio selvaggio e abbandonato dentro l’università stessa.

IL PIANTO DEI TAMBURI
Ascolta il pianto
dei tamburi sulle mani
la commozione del mare adirato
il risveglio della luna dimezzata
l’inganno di un gioco di parole
morde le righe del mio quaderno
che fuggono senza senso
come l’altra metà della luna
timida e silente
quando gridano i tamburi.

 

 

 

 

 

 

Fabrizio Lorusso si cimenta nella lettura. Nota:: libro al contrario, LeoDaVinci’s Style 2011. Da un errore del tipografo, nasce il mito della lettura capovolta.

 

 

 

 

 

 

 

LA BELLA MEDIANOCHE
Ebrio y amparado bajo el alma negra del cielo
me gané el beso final de la medianoche
allí esperé el encaje de voces crepusculares
el juego clandestino de la malicia vespertina
la pasión de las antiguas páginas carcomidas.

 

 

 

 

 

 

Buonanotte nuvolosa

Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi al sole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.

Puerto Escondido. Vita e turismo. I due posti

Per una volta sul blog, un po’ di amenità e passatempi, quindi consigli per le vacanze. Lo so, sono appena finite per molti di voi ma mettete lo stesso questo post tra i preferiti e non sarete delusi per le prossime… Ecco i due posti che consiglio dopo venti giorni passati qua nella ridente località di Puerto Escondido, costa messicana del Pacifico, stato di Oaxaca. Dal video. Perla numero 1. La vita é come un ponte, attraversalo pure ma non costruirci mai una casa sopra… Perla 2.“Io Ti ho ospito, Lo confermo e Puoi stare quanto Vuoi, Ma non è che Sei obbligato a Dire Cazzate, Ti ospito anche se stai Zitto”…Grande…

E’ la mia quarta escursione a Puerto e dopo 9 anni di Messico devo dire che mi sto quasi integrando con i ritmi della vita locale. Un po’ come nel film di Salvatores ma vent’anni dopo e 40mila abitanti in più. Non lo faccio in modo radicale e traumatico ma spizzico poco a poco quando posso concedermi delle pause dalla frenetica vita di Città del Messico. Ma dal 2010 a Puerto Escondido basta centro storico, vie pedonali turistiche e spiagge di surfisti che è poi quello che si trova nella zona nord di Puerto vicino a spiaggia Zicatela e al famoso Adoquìn, la “via della moda” per così dire. Ok, qualche volta ve la concedo ma è meglio spostarsi verso sud, vicino (ma non troppo!) all’aeroporto e scoprire le spiagge di Puerto Angelito, Carrizalillo (un po’ troppo affollate in alta stagione e più care per mangiare) e la remota e bellissima Bacocho, la ultima a sud.

Quasi mi scordavo, i bei posti. Volevo segnalare una delle migliori pizze della costa per quelli che a volte hanno bisogno del carboidrato nostrano e per una sera rinunciano alle meravigliose quesadillas e pescadillas messicane. Quindi per mangiare la pizzeria Mediterraneo su Boulevard Benito Juarez, zona La Rinconada, vicino a spiaggia Carrizalillo e al famoso ostello Shalom. Prezzo d’eccezione, birra casereccia, non pacchiano, pizza da fare invidia, giusto tutto. Per chi si ferma giorni, mesi o anni a Puerto: potete chiedere a Marco, il padrone siculo-toscano-quasimessicano della pizzeria, se volete anche il pane fatto come si deve da portar via, la pasta fatta in casa, i falafel o lo strudel, non sbaglia mai.

L’altro posto bellissimo è un ostello/hotel appena riaperto e rinnovato, il Losodeli, dove mi son fermato i primi tre giorni. E’ gestito da una famiglia messicana, anzi dalle figlie che stanno rilevando i genitori e proponendo innovazioni a una clientela più cosmopolita.

Con piscina interna che fa sempre ambiente e zona lounge con stereo e video, mantiene comunque uno stile tranquillo e messicano al 100%. c’è pure la cucina e le stanze sono per due, tre, quattro persone o camerate grandi. E’ a pochi metri dalle spiagge di cui sopra e dalla zona Rinconada dove, oltre alla pizzeria di Marco, c’è anche una lunga serie di negozietti e anche localini dove non si fa la fila per mangiare e per bere nemmeno a Natale. Prezzi più che decenti anche per chi guadagna in pesos e non in euro. Contattate senza remore Lizeth e famiglia qua  http://www.hostelpuertoescondido.com/contacto.php