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Josefina Vázquez Mota en Puerto Escondido

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Las Mejores. Puerto Escondido, Oaxaca, 21 de mayo de 2012. Álbum completo fotos Josefina Vázquez Mota vs AMLO: LINK

1. Cien años de confusión. T-Shirt Zory Ziga e Cachicha Pri-EPN con bandera Pan.

2. Diferente?

Scendimi il cocco dalla palma (video educational)

Una complicata ed “equilibrata” professione spiegata in meno di 4 minuti di video educational dal tropico pacifico e costiero. Galleria foto dell’operazione cocco in giardino qui.

Sotto. Il trailer del film A better life che narra le vicende di un messicano emigrato negli Usa che si dedica proprio a questo lavoro, tirar giù i cocchi. Non ha vinto l’Oscar ma era nelle nomination.

Scendimi il cocco dalla palma (foto gallery)

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Uno dei lavori più pericolosi dell’economia tropicale costiera: tirar giù i cocchi dalla cima di palme di almeno 20 metri arrampicandosi a piedi nudi con solo con un paio di corde e un machete in mano. Costo del servizio: 3-4 euro a palma, mancia inclusa. Vantaggio: recuperare almeno 10-15 cocchi maturi ripieni d’acqua o latte e polpa del frutto che, se non lo si “scende” (si no se baja…), rischia di cadere in testa agli sventurati che passano sotto la palma nel momento sbagliato (e non solo quanto tira vento). Nel film A better life – Una vida mejor, il protagonista (Demian Bichir, nominato all’Oscar 2011 come miglior attore per la sua interpretazione di un messicano emigrato negli USA) fa proprio questo lavoro in California, cioè va di giardino in giardini nei più esclusivi quartieri residenziali della west coast a scalare le palme e far cascare i le noi di cocco.

Bájame el coco de la palma – No Albur, But Reality – (foto gallery @Puerto Escondido – Oaxaca)

Racchetta sterminatrice di insetti ad alto voltaggio

Il post inutile. Ore 23.51 mentre si scrive. In inglese, sulla confezione della racchetta sterminatrice c’è scritto semplicemente Fly-Killer ma in spagnolo c’è il titolo completo e prolisso di 7 parole che non ripeto perché lo avete in italiano in calce. Alcuni le hanno avvistate, a volte, nel sud d’Italia. Sono arrivate anche in Messico le portentose e sadiche racchette anti-zanzare che poi in realtà uccidono tutti e tutto al loro passaggio. E non cresce più l’erba. Le immortalo in quest’istantanea cellulare a 2 MegaPixels tanto per gradire. Data l’alta marea e la luna piena in questi giorni, dicono i locali, sulla costa pacifica messicana non v’è quasi traccia di mosquitos e moscas ma presto torneranno. Lo sappiamo. La pacchia non è eterna. Quella in mezzo, la verde, è made in China ma l’ho acquistata ad Haiti, dove è usatissima e apprezzatissima per la presenza di stormi di zanzare che escono da armadi, tende e case a milioni. Magari a milioni no, ma fino a un centinaio in una botta vi assicuro di sì.

Funziona a batteria ricaricabile mentre le due gemelle messicane a destra e sinistra vanno a pile AA “normali” anche se gliela diamo vinta sull’estetica. Nessun modello presentato va toccato mentre si preme il pulsantino nero e s’accende la luce rossa. In alcune cantine del centro di Città del Messico si offrono a pagamento delle scosse elettriche, tanto la gente è ubriaca e si diverte così, ma non provateci con queste, sono peggio (ammetto di averne sfiorato per errore le maglie metalliche un paio di volte lanciando poi la racchetta lontano lontano per lo spavento e l’intensità della scossa, senza aver bevuto=full pain). E l’alto voltaggio? Tutto fumo e niente arrosto? Nient’affatto. 3 V in entrata e va beh. Però >1000 V in uscita ! Ma come fanno?

PS. Non ho nessuna azienda che produce questi marchingegni e i prossimi post del blog potrebbero essere anche peggiori di questo. Meno male.

Ri-PS. o Nota: dopo il primo elettroshock radicale involontario ho ucciso una formica con lo sguardo per la tensione in circolazione dal piatto al cuore mio. Brutto segno.

Poesia Oceanica a Puerto Escondido

Dalla calda e ridente località di Puerto Escondido, Oaxaca, Messico, ecco alcune foto panoramiche della costa scattate nella vicina laguna di Colotepec e dell’evento di poesia e musica che abbiamo realizzato con la preziosa chitarra di Arnaldo Prete e le poesie di Fabrizio Lorusso, cioè io, all’Universidad del Mar. La presentazione del libro Memorias del Mañana, (Memorie del Domani), fu il 9 febbraio alle ore 11 sulla costa pacifica.

S’è parlato di poesia, di Messico e di Italia. Ma anche di censura in questi paesi coi casi della giornalista messicana Carmen Aristegui licenziata (oggi reintegrata) da Radio Noticias MVS per ordine presidenziale e del rogo di libri in Italia e le proteste del gennaio e febbraio scorsi. I messicani hanno dimostrato un’estrema curiosità e interesse per la situazione italiana, il berlusconismo, la censura e il fascismo storico e attuale per cui è stata una sessione di domande molto animata. La poesia seguente, Plaza de la Danza, è dedicata a una Piazza di Oaxaca divenuta un simbolo della lotta antirepressiva dei movimenti sociali contro il governatore Ulises Ruiz dal 2006 in poi.

 

PLAZA DE LA DANZA

Falta un día a la Guelaguetza
que mañana se danza,
el cencerro atiza los segundos
listos para la paz de la marcha
en esta plaza ritmada de historias
que así aprende a bailar voces
como las deben bailar los iguales
pa’ bailarse la censura y la noche.
Y… ¡Oiga señor!
¡Déjeme escribir mi señor,
déjeme cantar mi fiestita leve!
Aquí Florencia tiene que ser
no Pekín o Moscú
ni un dique de silencios
donde falta aire pa’ lagrimar
si de gases oscurece mis deseos.

 

 

 

 

 

 

 

Arnaldo Prete alla chitarra. Durante una sessione di tamburi stonati e chitarre con una big band di studenti Unam e altri simpatici disperati, nel 2003 scrissi il “Pianto dei Tamburi”, dal profondo di una delle grotte dello Spazio Scultorico universitario, un territorio selvaggio e abbandonato dentro l’università stessa.

IL PIANTO DEI TAMBURI
Ascolta il pianto
dei tamburi sulle mani
la commozione del mare adirato
il risveglio della luna dimezzata
l’inganno di un gioco di parole
morde le righe del mio quaderno
che fuggono senza senso
come l’altra metà della luna
timida e silente
quando gridano i tamburi.

 

 

 

 

 

 

Fabrizio Lorusso si cimenta nella lettura. Nota:: libro al contrario, LeoDaVinci’s Style 2011. Da un errore del tipografo, nasce il mito della lettura capovolta.

 

 

 

 

 

 

 

LA BELLA MEDIANOCHE
Ebrio y amparado bajo el alma negra del cielo
me gané el beso final de la medianoche
allí esperé el encaje de voces crepusculares
el juego clandestino de la malicia vespertina
la pasión de las antiguas páginas carcomidas.

 

 

 

 

 

 

Buonanotte nuvolosa

Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi al sole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.

Le poesie di Memorias del Mañana sbarcano a Puerto Escondido

Ecco il manifesto della presentazione del libro di poesie di Fabrizio Lorusso, il sottoscritto e scrivente. Ormai un classico, Memorias del mañana, Memorie del domani sbarca sulla costa pacifica messicana e si mostra per quello che è presso la Universidad del Mar di Puerto Escondido, Oaxaca. Per chi lo volesse, le copie sono alla Libreria Morgana Sud e Colonia Roma: http://www.libreria-morgana.com/ oppure le chiedete all’autore via blog e mail, come sempre no?

L’autore aderisce a: http://rogodilibri.blogspot.com/

Puerto Escondido. Vita e turismo. I due posti

Per una volta sul blog, un po’ di amenità e passatempi, quindi consigli per le vacanze. Lo so, sono appena finite per molti di voi ma mettete lo stesso questo post tra i preferiti e non sarete delusi per le prossime… Ecco i due posti che consiglio dopo venti giorni passati qua nella ridente località di Puerto Escondido, costa messicana del Pacifico, stato di Oaxaca. Dal video. Perla numero 1. La vita é come un ponte, attraversalo pure ma non costruirci mai una casa sopra… Perla 2.“Io Ti ho ospito, Lo confermo e Puoi stare quanto Vuoi, Ma non è che Sei obbligato a Dire Cazzate, Ti ospito anche se stai Zitto”…Grande…

E’ la mia quarta escursione a Puerto e dopo 9 anni di Messico devo dire che mi sto quasi integrando con i ritmi della vita locale. Un po’ come nel film di Salvatores ma vent’anni dopo e 40mila abitanti in più. Non lo faccio in modo radicale e traumatico ma spizzico poco a poco quando posso concedermi delle pause dalla frenetica vita di Città del Messico. Ma dal 2010 a Puerto Escondido basta centro storico, vie pedonali turistiche e spiagge di surfisti che è poi quello che si trova nella zona nord di Puerto vicino a spiaggia Zicatela e al famoso Adoquìn, la “via della moda” per così dire. Ok, qualche volta ve la concedo ma è meglio spostarsi verso sud, vicino (ma non troppo!) all’aeroporto e scoprire le spiagge di Puerto Angelito, Carrizalillo (un po’ troppo affollate in alta stagione e più care per mangiare) e la remota e bellissima Bacocho, la ultima a sud.

Quasi mi scordavo, i bei posti. Volevo segnalare una delle migliori pizze della costa per quelli che a volte hanno bisogno del carboidrato nostrano e per una sera rinunciano alle meravigliose quesadillas e pescadillas messicane. Quindi per mangiare la pizzeria Mediterraneo su Boulevard Benito Juarez, zona La Rinconada, vicino a spiaggia Carrizalillo e al famoso ostello Shalom. Prezzo d’eccezione, birra casereccia, non pacchiano, pizza da fare invidia, giusto tutto. Per chi si ferma giorni, mesi o anni a Puerto: potete chiedere a Marco, il padrone siculo-toscano-quasimessicano della pizzeria, se volete anche il pane fatto come si deve da portar via, la pasta fatta in casa, i falafel o lo strudel, non sbaglia mai.

L’altro posto bellissimo è un ostello/hotel appena riaperto e rinnovato, il Losodeli, dove mi son fermato i primi tre giorni. E’ gestito da una famiglia messicana, anzi dalle figlie che stanno rilevando i genitori e proponendo innovazioni a una clientela più cosmopolita.

Con piscina interna che fa sempre ambiente e zona lounge con stereo e video, mantiene comunque uno stile tranquillo e messicano al 100%. c’è pure la cucina e le stanze sono per due, tre, quattro persone o camerate grandi. E’ a pochi metri dalle spiagge di cui sopra e dalla zona Rinconada dove, oltre alla pizzeria di Marco, c’è anche una lunga serie di negozietti e anche localini dove non si fa la fila per mangiare e per bere nemmeno a Natale. Prezzi più che decenti anche per chi guadagna in pesos e non in euro. Contattate senza remore Lizeth e famiglia qua  http://www.hostelpuertoescondido.com/contacto.php