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2 settimane in #Messico: #SantaMuerte Patrona dei Viaggiatori?

guida-messico[Riprendo dal blog del viaggiatore Roberto Buracchini un mio testo sulla Santa Muerte pubblicato nell’ottima guida express sul Messico (“Due settimane in Messico”) che ha coordinato insieme ad Alessandra Rusticali. Ne approfitto anche per segnalare la recente ristampa del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità e l’uscita dell’eBook (link) per Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri].

Intro di Roberto B.: Oggi voglio presentarvi la Santa Muerte di Fabrizio Lorusso, che ha contribuito con questo articolo alla stesura della guida dei Viaggiautori sul #Messico. Non aspettate troppo, fate come me, prendete un volo per Città del Messico, scendete alla metro di Tepito, dirigetevi verso Calle Alfareria e visitate l’altare della niña blanca. Intanto se siete curiosi date un’occhiata a cosa ha scritto Fabrizio come contributo alla guida.

Santa Muerte, Patrona dei Viaggiatori?
di Fabrizio Lorusso

In Messico la morte ha il privilegio d’essere santa, anzi santissima. Infatti, la Santa o Santissima Muerte, conosciuta anche comeFlaquita (Magrolina), Niña Blanca o Bonita (Bimba Bianca o Carina) o Huesuda (Ossuta), rappresenta il culto popolare non riconosciuto dalla Chiesa più importante e in rapida crescita dell’America Latina e, forse, del mondo intero. La sua presenza, prima clandestina e marginale, è diventata pubblica e capillare in numerosi centri urbani messicani.

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Voto a #Haiti, la parola all’esperto – Intervista parte 1 su @Lettera43

l43-haiti-lorusso-riccio-161005214418_medium[Articolo tratto da Lettera43 Blog Americanos43 di Francesco Giappichini – Foto: Jean – Charles Moïse, candidato presidenziale della formazione Platfòm pitit Dessalines]  Il 9 ottobre a Haiti si celebrano le Elezioni presidenziali e parlamentari, dopo l’annullamento del voto del 2015, causa brogli elettorali. Uragano Matthew permettendo, considerando che il Consiglio elettorale provvisorio sta valutando l’eventualità di un rinvio. Il Paese, che i politologi amano definire uno Stato fallito, non si è risollevato dalle conseguenze del terremoto del 2010 – 230mila le vittime confermate – dall’epidemia di colera – che ha ucciso oltre ottomila persone – e dal neocolonialismo delle organizzazioni non governative. Quello che in un colpo solo ha annullato il settore agricolo nazionale, attraverso l’importazione di riso e altri cereali – a basso costo, grazie ai sussidi pubblici – provenienti dagli Stati uniti. Come spiegano i documentari di Silvestro Montanaro – “C’era una volta”, Rai tre – facilmente reperibili sulweb. E’ difficile interpretare Haiti, un Paese che non lascia basito solo chi proviene dai quartieri residenziali di qualche cittadina nordeuropea; la sventurata Nazione colpisce allo stomaco anche chi conosce a palmo a palmo favela e periferie degradate delle altre Nazioni latinoamericane. Per approfondire le dinamiche haitiane abbiamo intervistato Fabrizio Lorusso (@FabrizioLorusso ), giornalista – segnaliamo le sue corrispondenze dal Messico per l’edizione italiana dell'”Huffington post” – e docente presso l’Universidad Iberoamericana León (Ibero León), con sede appunto nella città messicana di León. Oltre che gestore del blog dal titolo “L’America latina” ( https://lamericalatina.net/ ). Lorusso è, infatti, autore di un libro ormai di culto (“La fame di Haiti”, pubblicato nel 2015 da Edizioni non deperibili – End), reportage scritto a quattro mani con Romina Vinci. Qui non solo si analizza il ruolo delle «multinazionali della solidarietà», ma si offrono chiavi di lettura essenziali per capire il sistema politico ed economico del Paese più povero dell’America latina. Spazio quindi alla cosiddetta «industria della fame», e analisi della «militarizzazione dell’isola da parte di forze straniere, in primo luogo statunitensi». (leggi qui la seconda parte)

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Parliamo di #NarcoCorridos #NarcoGuerra #MessicoInvisibile su @Radio24_news @NessunLuogo24 con @giampaz

narco_corridos

A partire dai libri Messico Invisibile (Arcoiris, 2016) e NarcoGuerra (Odoya, 2015) abbiamo parlato del genere musicale dei narco-corridos, vera e propria colonna sonora della narcoguerra messicana, e della narco-cultura in Messico con il giornalista Giampaolo Musumeci. “Musica in prima linea” è il titolo della puntata del Programma NESSUN LUOGO È LONTANO di RADIO24, Trasmissione del 15 agosto 2016 (Condotto da

Ascolta il podcast della puntata ferragostana qui: LINK

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Il Festival dei Diritti Umani e il Progetto “Behind Zika Virus”

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Segnalo questa iniziativa latinoamericanista di narrazione fotografica promossa nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2016. Si tratta di una raccolta fondi collettiva, cioè un crowdfounding, per sostenere il fotografo Mirko Cecchi sulle tracce dello zika virus in America Latina. 
Guarda. Partecipa. Reagisci.

Il valore del racconto, della testimonianza è fondamentale nella costruzione di una maggiore consapevolezza. Se siamo informati possiamo scegliere e agire.

Ecco perché il Festival dei Diritti Umani in questa prima edizione lancia una campagna di crowdfunding per la realizzazione di un originale reportage fotografico sul tema dei diritti umani.

Partecipare a questa campagna significa far parte della comunità che di fatto ‘commissiona’ questo lavoro e supporta il fotografo che lo realizzerà.

Scopri il progetto “Behind Zika Virus” raccontato da Mirko Cecchi, vincitore del contest #ioalzolosguardo

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Su @fattoquotidiano #Narcotraffico pop, da #BreakingBad a #ElChapo: i nuovi #goodfellas arrivano dal #Sudamerica #NarcoGuerra

(Di Eleonora Bianchini, da Il Fatto Quotidiano Magazine del 22 maggio 2016, un reportage sul mondo della narco-cultura a cui ho partecipato con un’intervista su Santa Muerte, NarcoGuerra e Messico).

Dalla stretta di mano di Guzman con Sean Penn al successo di Narcos, serie tv sulla vita di Pablo Escobar. I signori della droga affascinano Stati Uniti ed Europa, almeno sul piccolo schermo. Ma la loro popolarità va oltre: dalla musica dei narcocorridos fino a ‘narcotacos’ in California

Una stretta di mano col boss del narcotraffico, eterno fuggitivo e latitante. Tutto immortalato su Rolling Stones. Uno scatto che per una casa di moda di Los Angeles ha pagato più di una campagna pubblicitaria. I protagonisti della foto sono Sean Penn e il re messicano della droga Joaquín Guzmán, meglio noto come El Chapo. Indossava una camicia azzurra, modello Fantasy-X Button Down Shirt. Andata a ruba in California, “quasi finita” sugli scaffali dei distributori di Los Angeles insieme al modello Crazy Paisley, scriveva Tmz. Anche quello indossato dal Chapo.  Continua a leggere

Lost in Mexico City: Una vuelta por territorio chilango @LaJornada @JornadaSemanal @lajornadaonline

En la Ciudad Monstruo, alias DeEfe, Chilangolandia o DFctuoso, circulan 6 millones de automotores, dándole gas y fumando por el mofle. Alrededor de 25 millones de almas, en algún momento, transitan a pie, en bici, patineta, transporte público o coche por los enredos de la urbe o en su desbordamiento (anti)natural en el área conurbada del EdoMex.

En lo personal, manejo moto, con gusto y euforia. Hace años lo hago en la capital, consciente de los peligros pero ya adicto al tráfico. Por eso me afectan códigos y prohibiciones, abusos y dependencias automotrices.

2015 pasará a la historia por el nuevo reglamento de tránsito defeño, un código vigente desde diciembre de 2014. Quisiera rememorar aquí viejas reglas y enraizadas costumbres vehiculares que, bajo la asesoría de taxistas, policías, compas motociclistas y esmerados funcionarios públicos, he aprendido en estos años de desencuentros en la jungla chilanga. Quizás nosotros, transeúntes y conductores, ya no seamos testigos de fenómenos de esta naturaleza en el futuro y, por ende, los extrañaremos. No obstante, es sabido que las mejores prácticas nunca mueren, sólo se transforman. El tiempo lo dirá.

La mayoría de los códigos no están escritos, son cultura e incultura, y nos ayudan a adaptarnos a las situaciones de la vida que el derecho no regula. Este breve recuento honra la memoria de todos los maestros de creatividad vial que he tenido por los caminos de México y de la vida.

transporte chilangolandia

La regla de los 50. Un bravo taxista me sugirió un día adoptar esta portentosa conducta: “Legalmente, puedes conducir tu moto o auto en sentido contrario por 50 metros, pero recuerda, no más que eso.” “Sin embargo –dijo–, ya sabes, mijo, cada vez que andes tus 50 metros permitidos, puedes apagar el motor y arrancar de nuevo por otros 50, y así hasta alcanzar tu meta…” Era la regla de los 50… A veces los metros llegaban a ser 100, 150 o hasta 1050. Potencialmente se podía recorrer media ciudad manejando en contraflujo, llevando la contraria cuadra tras cuadra.

De llegar a detenerte un poli, siempre se podía mencionar esta presunta (¿?) regla de los 50, ya que era comúnmente asumida como La Verdad revelada por todos, aunque tal vez nadie la haya podido ver escrita jamás. Todavía siguen la regla de los 50 las bicicletas que andan en sentido opuesto a la circulación y en carriles reservados del transporte público a lo largo de miles y miles de kilómetros. Es la dicha total: ni siquiera tienen que fingir que apagan el motor y arrancan de nuevo por otros 50 metros. Pese a todo, entiendo que lo hacen para subsistir en la selva chilanga y lo respeto.

Saul Lopez

MÉXICO, D.F. FOTO: MARÍA JOSÉ MARTÍNEZ /CUARTOSCURO.COM

Noches anárquicas. Anarquía no significa relajo, ni desorden o falta de respeto hacia los demás. Más bien, la entendemos como desaparición progresiva del Estado. En las noches DFctuosas el Estado se siente y está presente, aun en la soledad de las calles más sombrías. Se esconde en las videocámaras callejeras y en los semáforos, pues sus ojos y luces nos recuerdan que hay alguien allá atrás, en algún cuarto u oficina de los botones, y que estamos bajo observación del big brother, nos guste o no.

TransportePortadaWEBTras pasarse a gran velocidad dos altos y tres cruces semafóricos con su camión DINA iluminado como antro, un chofer de pesero, quizás para justificarse, me aseguró que después de las 11 de la noche en la ciudad estaba permitido el libre tráfico o, mejor dicho, el libre paso. ¿Qué es eso? No hay que respetar la luz roja. Ni la verde. Si los semáforos están prendidos, es como si estuvieran apagados. Y si parpadean en color amarillo, igual se puede pasar. El Estado Gran Hermano duerme o cierra sus ojos un rato. “Nomás fíjate tantito si llega algún borrachín manejando como loco del otro lado y ya está, listo pa’ volar, papá”, me explicó el buen microbusero. Algunos automovilistas y vividores urbanos me aseguraron, además, que el libre paso nocturno vale también de día, “con que nadie te vea y no haya patrullas”. Agilizar la circulación es la prioridad.

Vuelta continua a la derecha. Asimismo, para que los flujos se deslicen a cabalidad, según la jurisprudencia de muchos patrulleros, se puede girar a la derecha llegando a un cruce, aun si se pone el rojo y están llegando hordas empedernidas de carros y autobuses del lado izquierdo. La vuelta sempiterna se debe cumplir incluso si hay peatones atravesando justo del lado derecho, en donde supuestamente pretendemos dar la vuelta. Si bien nadie ha podido indicarme el artículo y la fracción del reglamento que disciplina este carrusel fluidificante del tráfico, sé que sí es legal en uno que otro estado. De todas formas, al presentarse esta coyuntura, cualquier motociclista goza enormemente, ya que tiene más chance de empotrarse en los intersticios de la marejada traficante, con travesuras inauditas, y dar la vuelta primero.

Relatividad del baricentro. Parece que las escuelas de manejo, quizás con base en unas normas reales o imaginarias, recomiendan a sus alumnos, futuros coche-habientes, lo que sigue: si tienen que girar a la izquierda en un cruce entre dos avenidas de doble sentido, dejen a su derecha el centro de la intersección. Pero, superando el semáforo de la avenida de procedencia y ubicándose a la izquierda del “baricentro” del cruce, siempre se tendrán enfrente, en sentido contrario, los autos que vienen de la avenida a la cual se va a ingresar. Sólo cierto tipo de malabares permiten a los conductores más circenses sortear choques y duelos con los coches venideros, zigzaguear y entrar al carril correcto.

Varias y eventuales. De un amigo, chofer psicosomático, asimilé que las direccionales son un mix de Virgen de Guadalupe con San Judas, ya que valen para todo y en todo momento: su irradiación polivalente sirve para paradas y paros, vueltas y bajones, crisis maritales y luz navideña. En fin, la banda me enseñó que las mordidas mejor se llaman multas, que el tope es un invento prehispánico y que al corralón, o sea al depósito en donde remiten los carros más pecadores, sólo llegan los valientes y los pobres

En conclusión Video de la banda argentina Los Auténticos Decadentes sobre la Ciudad de México: Distrito Federal.

#Honduras: Spiriti, Documentario Omaggio a #BertaCáceres @COPINHHONDURAS

Gli autori del documentario hanno reso disponibile la sua visione su YouTube in omaggio a Berta Cáceres, attivista honduregna legata al Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras (COPINH) e a molte realtà sociali del paese centroamericana che è stata assassinata il 2 marzo scorso. Nell’attentato è rimasto ferito anche l’ambientalista messicano Gustavo Castro per la cui protezione ora si stanno muovendo  vari movimenti organizzati e media indipendenti da tutto il mondo. Info in italiano a questo Link.

Dall’ottimo articolo di Paolo Mossetti (qui link): “Berta Cáceres era un’attivista indigena honduregna, di etnia lenca. Una donna forte e coraggiosa, che da anni sfidava apertamente il governo golpista che nel 2009 ha preso il potere nel suo Paese. Un golpe che Hillary Clinton, allora segretario di Stato americano, rese possibile. Cáceres  non c’è più. È stata trovata morta il 2 marzo, crivellata da colpi di pistola, nella sua città natale di La Esperanza, nella regione di Intibuca. Aveva 43 anni”. La richiesta di giustizia e la petizione per Berta è a questo link.
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