Archivi tag: carmilla

Lit-blogs y blogosfera literaria en Italia: relevancia en el sistema literario y debate actual, Fabrizio Lorusso en libro: Longhitano, S. (Ed.), La Italia del siglo XIX al XXI: literatura, crítica, historia, cultura, México, FFYL-UNAM

logo unam[Capítulo de libro de Fabrizio Lorusso: “Lit-blogs y blogosfera literaria en Italia: relevancia en el sistema literario y debate actual”, en Longhitano, S. (Ed.), La Italia del siglo XIX al XXI: literatura, crítica, historia, cultura, México: FFYL-UNAM-catedra Extraordinaria Italo Calvino, 2017, 187-197. ISBN 978-607-02-9948-3 978607029948 PDF download – link al libro entero]

En seguida texto del artículo en Pdf y texto completo

Continua a leggere

En @ZonaFrancaMX hablamos de #Migración #Italia, #SantiagoMaldonado y #CoreaDelNorte @realDonaldTrump

Fabrizio Lorusso habla con el periodista Arnoldo Cuéllar, director de Zona Franca, de temas internacionales en Revista de la 1: Corea del Norte y Estados Unidos; luego se da lectura a un texto (“The High Castel“, inspirado en la novela de Philip K. Dick de 1962 en que se imagina un mundo en que los nazis ganaron la II Guerra Mundial) de la escritora Alessandra Daniele que salió en CarmillaOnLine en italiano y habla de la falsa “crisis migratoria” en Italia y en una Europa cada vez más encerrada y ensimismada; se lee también una parte del texto de Raúl Zecca Castel “Señores Benetton, ¿dónde está Santiago Maldonado?” que bien conecta la desaparición forzada del militante argentino el 1 de agosto pasado con la lucha de lo mapuches en la Patagonia y la posesión (despojo) de tierras por parte de la compañía italiana Benetton.

Segnali di Fumo: #NarcoGuerra di Fabrizio Lorusso / Venti mesi dopo #Ayotzinapa

Di Nicola Gobbi e Simone Scaffidi – Da Carmilla  – La notte tra il 26 e il 27 settembre 2014, 43 studenti della scuola rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa, Messico, venivano sequestrati dalla polizia di Iguala e scomparivano nel nulla. A venti mesi da quella notte, la strage di Stato resta impunita e gli studenti tuttora desaparecidos.Fabrizio Lorusso ha sviscerato il tema sulle pagine diCarmilla e ha scritto un libro fondamentale e documentatissimo per capire il contesto che ha permesso Ayotzinapa. Si intitola NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga (Odoya, 2015) e si tratta di una piccola enciclopedia narrativa sul Messico di oggi: la violenza quotidiana che lo attraversa, le sparizioni forzate, i Narcos e il loro rapporto con lo Stato, con la cultura popolare e il sistema economico.

Con Nicola abbiamo deciso di recensire NarcoGuerra a fumetti. Le tavole che seguono sono state pensate e disegnate pochi giorni prima della spettacolare evasione dal carcere di massima sicurezza de El Altiplano del Chapo Guzman, fra i più leggendari narcotrafficanti della storia del narcotraffico, avvenuta in sella a una moto lanciata a tutta velocità in un tunnel sotterraneo scavato sotto le docce della prigione in cui era recluso. Alla notizia della corsa in moto in una galleria sotterranea abbiamo sorriso, ma non ci siamo sorpresi, la realtà in Messico supera di gran lunga la fantasia, la ribalta e la fa a pezzetti, senza chiedere permesso. Continua a leggere

«Segnali di Fumo»: la nuova rubrica a fumetti di @CarmillaOnLine

Segnali di Fumodi Redazione Carmilla

Partirà venerdì 19 febbraio, anniversario della nascita del calciatore brasiliano Sócrates e avrà cadenza bimensile. Si chiamerà «Segnali di fumo» e si proporrà di segnalare e recensire, con gli strumenti del fumetto, libri che riteniamo degni di attenzione.

Nicola Gobbi, autore dei fumetti In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer (Comma 22) e Come il colore della terra (Eris Edizioni) curerà i disegni, mentre le parole saranno affidate a Simone Scaffidi, redattore di Carmilla e curatore di una raccolta di racconti illustrati sull’evasione, di prossima uscita per Eris Edizioni.

Le tavole e le sceneggiature saranno il risultato dello scontro tra lettere e immagini, significati e immaginari; fumi e nuvole di un conflitto in cui siamo vogliosi d’immergerci e ci guardiamo bene dal voler sanare. Continua a leggere

Una Vampira s’aggira per l’Europa @CarmillaOnLine al Caffè Letterario Primo Piano di #Brescia

Manifesto Carmilla Brescia 27 feb 2016

 

 

I più importanti blog letterari: intervista a @CarmillaOnLine di @sulromanzo #LitBlog

Carmill Testata

Il lit-blog Carmilla, risposte al blog Sul Romanzo del direttore editoriale Valerio Evangelisti.

Gli ambiti in cui Carmilla opera sono «letteratura, immaginario e cultura d’opposizione». Può illustrare ai nostri lettori quali sono i vostri intenti per ognuno di questi ambiti?

Noi riteniamo che il lavoro culturale, e nello specifico quello letterario, possa avere sostanza duratura solo se contrapposto ai valori dominanti, imposti da poteri economici, di mercato, politici, massmediatici. All’immaginario che questi creano a livello collettivo, facendone strumento di dominio, vogliamo opporne un altro privo di vincoli, e liberare in questo senso sogni, fantasie, utopie opposte alla standardizzazione. Riempire di senso critico anche un campo di solito catalogato tra quelli di puro svago.

carmillaCosa significa fare “cultura d’opposizione” oggi? E in che misura Internet può risultare un supporto adeguato?

Significa “decolonizzare” un immaginario tenuto sotto controllo, e dunque svuotato di tensioni antagonistiche. Se un tempo chi comandava lo faceva in ambiti specifici, come per esempio le ore di lavoro, adesso ha imparato a farlo anche nelle ore di riposo. Le ha riempite di fantasie guidate, di modelli conformistici di distrazione. Per fortuna è arrivata Internet, che ha in parte scardinato le forme del comunicare. Senza farsi troppe illusioni, rimane una trincea in cui si riescono a coltivare, nel frastuono generale, visioni alternative.

Occuparsi di letteratura sul web: quali sono, secondo lei, i punti di forza e i rischi da evitare?

I punti di forza risiedono nella facilità di comunicare le proprie idee, e nel costo quasi nullo dei mezzi necessari. Il rischio è di disperdersi in una cacofonia priva di efficacia, in cui predomina la mediocrità. L’unico rimedio è condurre un discorso culturale coerente, con un profilo preciso e difeso con le unghie e con i denti. Anche a costo di farsi dei nemici, o di non essere compresi.

Fuga Mauro Baldrati copertinaDa poco avete lanciato una collana di ebook con l’obiettivo di dare spazio a testi che sviluppino creatività, analisi politica, reportage, recensioni e opposizione. L’editoria digitale può rappresentare un cambiamento non solo nel medium ma anche nel contenuto?

Per il momento l’editoria digitale non sostituisce quella cartacea. L’affianca, però, in posizione minoritaria. È valida per la narrativa, in cui si legge dalla prima pagina all’ultima. Meno per la saggistica, in cui si salta al capitolo o al paragrafo che interessa (operazione laboriosa sugli e-books). Per ora, dunque, il digitale non sta apportando una vera rivoluzione, e resta ai margini. Il suo futuro è affidato alle evoluzioni tecniche e – aggiungerei – anche al costo dei “reader”.

Gli e-book di Carmilla non pretendono di sconvolgere il mercato librario. Permettono tuttavia di offrire testi lunghi, che non sarebbe possibile pubblicare o raccogliere on line. Nessuna variazione al contenuto. Ecco un caso in cui il medium non è il messaggio. Parliamo di semplici questioni pratiche.

carmilla_book_cover_by_bizarropress-d4r99dySi parla sempre più spesso di debolezza della critica letteraria. Quale potrebbe essere il ruolo dei blog letterari rispetto a un recupero di credibilità da parte della critica?

Esistono varie forme di critica letteraria: quella accademica, quella dei quotidiani, quella delle riviste specializzate. Quest’ultima è seriamente in crisi, come dimostrano la scomparsa di «Pulp» e il passaggio de «L’indice» dal cartaceo al digitale. Ma anche quella giornalistica è oggi scarsamente influente: solo poche firme famose la svolgono col necessario rigore. Molto è affidato invece alla televisione. La partecipazione a un programma seguito può determinare la fortuna di un libro.

L’alternativa parziale alla televisione è Internet. Certo, è contaminata da un accesso indiscriminato, in cui il peggior lunatico ha modo di esprimersi. La sfida è, allora, scavarsi con pazienza la propria identità.

Autorevolezza e influenza sono i due parametri di riferimento che di solito si usano per discutere di blog letterari. Li ritiene adeguati e sufficienti? Oppure, quali altri parametri si potrebbero utilizzare per definire la qualità dei blog letterari?

Aggiungerei l’onestà intellettuale. È importante che il lettore intuisca che il sito non persegue fini personali, editoriali, di consorteria, di rientro monetario. Tutti i lit-blog più noti obbediscono a questo criterio. Chi li segue non è stupido. Sa riconoscere la banconota falsa.

Gli #eBook di #CarmillaOnLine: Fuga, di Mauro Baldrati

cover.ridCarmilla apre nuove strade, propone nuove letture, mentre offre nuove scritture. Contestualmente al sito infatti, accanto agli articoli, ai saggi, alle inchieste e ai testi letterari, abbiamo deciso di esplorare altri percorsi dell’editoria web. Raccoglieremo testi che, per la loro natura e il loro stile, hanno una carattere di consequenzialità, o di serialità, già pubblicati su Carmilla oppure parzialmente o totalmente inediti. Li “editeremo”, cioè li sottoporremo a un lavoro di revisione e adattamento, per farne dei testi che sviluppino alcune caratteristiche che qualificano Carmilla: creatività, analisi politica, reportage, recensioni, e opposizione. Opposizione, attraverso diversi linguaggi, a un Pensiero Unico che, con la disinformazione, e la “coltura” di sentimenti bassi sta devastando l’immaginario di questo paese.

Saranno eBook da scaricare direttamente dal sito, gratuitamente secondo la licenzacreative commons. Alcuni ritroveranno articoli o testi di narrativa già letti, talvolta in fretta, o parzialmente, in nuove versioni e con inserimenti inediti, che si potranno leggere sul pc o scaricare sul reader, oppure stampare, per chi preferisce questa modalità. Sarà quindi una integrazione del flusso di lettura che ogni giorno scorre sul sito, ma con sviluppi inediti e una ritrovata “lentezza”, oggi quanto mai utile per invertire il meccanismo perverso di consumo-spreco che, attraverso il continuo susseguirsi di annunci confusi e bugiardi, contribuisce a distruggere la riflessione e la volontà di cambiare il mondo.

Inauguriamo la serie con Fuga, del nostro redattore Mauro Baldrati, un thriller avventuroso di fantapolitica che, se corrisponde al vero la teoria di William Gibson secondo cui la fantascienza parla del presente, getta una luce nerissima e paradossale sul nostro tempo attuale. E’ un testo che nasce da cinque racconti pubblicati su Carmilla (e ripubblicati sul sito Una montagna di libri contro il TAV), che l’autore ha revisionato e collegato a una seconda parte inedita che ne fa un romanzo compiuto. Due militanti NO TAV, in fuga da una condanna a trent’anni per avere bruciato un compressore d’aria, attraversano un paese devastato dalla speculazione e dalla dittatura, braccati dagli sgherri del Partito Unico, il Partito Democratico, verso l’ultima forma possibile di resistenza, quella della battaglia e dell’amore. Link al post originale

Scarica l’ebook: Mauro Baldrati, Fuga, 2015 Carmilla Ebook epub , mobi , pdf.

Visioni e Suggestioni dallo Zoo di Marilù Oliva

ZOO def_Layout 1Marilù Oliva, Lo zoo, Elliot, 2015, € 15, pp. 190.

Lo zoo di Marilù è un boschetto di fantasie umane e disumane, le sue e le nostre, di tutti. Perché i personaggi che compongono il bestiario più stravagante e inquietante del mondo, in qualche modo, anzi in tanti modi diversi, potremmo essere proprio noi, con le nostre paure e perversioni, con le dinamiche di potere e gli sconquassamenti dei valori che sfasciano le nostre certezze e frammentano le nostre identità, già duramente messe alla prova e al bando da decenni di relativismo e perdita di senso. In un salentino profondo e surreale avviene la trasformazione forzata e (quasi) definitiva di alcuni esseri umani in fenomeni da baraccone, mitologiche procreazioni di Clotilde, una nobildonna di plastica, ossessionata dall’invecchiamento e ritoccata all’inverosimile per mantenere in età senile almeno qualche barlume dell’antica bellezza. Visioni.

Davvero vorrei provare a passare la notte in una delle gabbie di questo zoo: che freak o personaggio sarei? Cosa spingerebbe un’ingrata, annoiata e imbruttita Contessa, ex vedette e stella della TV sulla via del tramonto, a rapirmi e ad espormi come attrazione nel suo circo? Potrei io abbellire la tenuta di Pescolusa, paradiso verde e privato, oltre che scenario principale di questo teatrale e paradossale noir, in cui sono rinchiuse creature come l’Uomo Scimmia, la Donna Anfora, la Sirena haitiana, il Ciclope, una vecchia Strega, una specie di Angelo etereo ed El Pequeño, nano astuto e adulatore prelevato dall’estremo Occidente? Tutti portiamo maschere, ruoli, personalità. L’autrice, sapiente tessitrice di immaginari e racconti, esplora alcuni casi limite, mettendoci in guardia e facendoci riflettere sulla diversità e sull’autoritarismo, sull’essenza umana e le sue contraddizioni.

Loro malgrado questi figuri diventano l’Attrazione. Hanno perso la libertà, rubata loro a tradimento, e presto prendono coscienza della loro condizione. Dunque alcuni desiderano ribellarsi, scappare. Ma senza unione come fare? La forza viene meno. Le celle li separano e li isolano dal resto, e così la fuga s’allontana, come evanescente utopia di liberazione. Ma non tutto è perduto. Da una parte c’è chi fa il servo dei padroni per ingraziarseli, c’è chi degenera e cede alle più infime pulsioni, ma dall’altra c’è chi s’organizza e chi riesce a risvegliare empatie, affetti e solidarietà. Il tempo scorre a modo suo nella visione-lettura de Lo Zoo, ma si ferma del tutto per gli involontari protagonisti della messa in scena. I nostri hanno visto sfigurare la loro identità, rimodellata in base ai sogni e ai deliri della loro nuova padrona e del suo ultimo marito, di vent’anni più giovane e altrettanto bramoso di riconoscimenti e successo. Vivono come miserabili, maltrattati e sorvegliati dal custode-carceriere Quinn Palmer, sintesi visionaria ma realistica di tutto il peggio dell’italiano grezzo, medio e mediocre, in gabbie nascoste dietro un recinto di siepi con soli due accessi: uno dal mare e uno che arriva dal castello della Contessa. La speranza d’evasione è doppia.

Zoo mariluDi passaggio a Pescolusa sceglierei per me una cella attigua a quella della Donna Anfora, l’intelligentissima Martina, ragazza senza gambe e senza braccia che è stata trasformata in un vaso fiorito, coi capelli tinti di verde a riprodurre il fogliame, dalla fantasia perversa della Contessa e del suo consorte, Cristoforo Tommaseo, chirurgo plastico frustrato e perennemente in cerca di gloria. Oppure chissà, cercherei di liberare la Sirena, giovane haitiana a cui il folle medico ha cucito le gambe facendone un tutt’uno per creare una sfortunata coda. E, come se non bastasse, l’ha anche sottoposta a una terapia sbiancante per farle impallidire la pelle. C’è chi pianifica di fare di peggio, molto peggio. L’orrore è tutto da scoprire, ma Oliva riesce a farlo con sottile ironia, senza straripamenti. Martina, l’Anfora o “vaso floreale umano”, ha una sorprendente capacità d’innamorare, pizzica gli appetiti sessuali dell’Uomo Scimmia, il più peloso della Terra, e sa spiegare lucidamente la realtà, anche se ne ha vista poca, dato che vive relegata in casa per la sua difficile condizione e il suo universo è la virtualità del world wide web. Il suo Rafael, carceriere buono, l’apprezza così com’è, dimezzata e completa nel contempo.

E lei non può non chiedersi come faccia Rafael a tenere un piede in due scarpe, quella dell’umanità e quella della disumanità: “Perché lui è complice, inutile farci attorno tanti giri di parole: la sua corresponsabilità lo rende collaborazionista dell’obbrobrio che la Contessa e il suo partner hanno creato. Essere complici ma non artefici non salva dall’assoluzione, anzi, di questo Martina, ormai ridotta a donna-vaso, non ha dubbio alcuno: la complicità rende chi la pratica un attore ancora più spregevole dell’ideatore del misfatto, urla nel silenzio del suo pensiero, per quella parte passiva ma abietta che è insita nel suo favoreggiare”. Sodali, aguzzini, giustizieri e integri sono ruoli le cui etiche s’invertono e si rimischiano nella crisi dei valori dello stato di natura.

andre-derain-golden-age“Gli piace il mare bagnato dal temporale. Valuta di andare sulla spiaggia e sedersi sotto l’ombrellone dei padroni, a rimirare le onde quando accolgono l’acqua pura, loro che sono zuppa di fiumi e pesci e memoria di naviganti. La sera del party, col viso rivolto alle mani della notte sulle acque, la Donna Anfora gli aveva capovolto l’immagine fugace della vita marina, rimandandola dall’alga unicellulare alla ripetizione sempiterna del mare come sistema. E lui si era specchiato dentro al pozzo azzurro di lei, dopo che si era rivelata”. E chi altri potrebbe apprezzarla così, oltre a Rafael?

Forse qualcuno degli ospiti compiaciuti e bizzarri della Contessa, tra cui un Sindaco-boss mafioso e il suo figlio eroinomane, una futile e conturbante aspirante conduttrice TV e un sadico dottore che rivaleggia con Tommaseo. Mentre loro si godono un periodo di riposo ed emozioni nella tenuta e scoprono lo zoo, una delle principali attrazioni scompare e aleggiano sospetti e diffidenze. S’indaga, si scoprono le carte e vengono fuori gli scheletri nell’armadio di ciascun attore di questa tragicommedia costellata di colpi di scena e sferzate di humour nero. Fino alla fine.

Il romanzo è un mosaico, ogni capitolo un frammento che prende il nome da un personaggio all’interno di uno spaccato immaginifico spaventoso e accattivante allo stesso tempo. Lo stile e la scrittura fluiscono eleganti, la scelta delle parole è meticolosa, azzeccata e opportuna. Niente è fuori posto nel bizzarro giardino zoologico di Marilù, le prigionie s’incastrano, e liberano noi dai paraocchi. Il senso delle cose pare uscirne sovvertito, l’estraniamento e il dubbio emergono e la risoluzione delle tensioni non è mai banale. L’afa estiva pervade le sudate pagine dello zoo e il sipario cala sui suoi personaggi lasciandoci felicemente smarriti. Dopo la trilogia sanguinosa, poliziesca e latinamente danzereccia della Guerrera (Tú la pagarás, Fuego e Mala Suerte), Oliva approfondisce la riflessione e l’esplorazione psicologica, letteraria e sociale sulle pulsioni umane e i bassifondi dell’anima, già cominciata con la narrazione delle vicende di tre diaboliche vecchine contenuta nel suo precedente romanzo, Le Sultane.

Leggi un estratto del romanzo qui link – Da CarmillaOnLine – Fabrizio Lorusso