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Presentación del libro #NiUnaMás 40 escritores vs #Feminicidio: #Videos y nota @unamglobal @FFYLUNAM

Video de la presentación (de Diego Tapia) del libro Ni una más. Cuarenta escritores contra el feminicidio en la UNAM, el jueves 17 de agosto de 2017. Presentan los coordinadores de la versión mexicana, Fabrizio Lorusso y Clara Ferri, y la escritora Francesca Gargallo.  El libro: Editorial de la Universidad Iberoamericana León, 2017, ed. italiana de Elliot, Roma, coordinadora Marilú Oliva) – Consigue el libro en la Libreria Morgana CDMX (link) o aquí https://www.facebook.com/commerce/pro… – Lecturas: Alma lee “Fuego amigo” de Laura Costantini y Loredana Falcone; Mariana lee “Amable” de Lorenza Ghinelli; “No elijas el miedo” de Cristina Orlandi; “Sara” de Vittoria A. En seguida el video de Unam Global Tv y link a la nota aquí.

 

Marilú Oliva y Francesca Gargallo: discriminación de género en la literatura @JornadaSemanal @LaJornada

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(De Jornada Semanal del 5 – 11 – 2016 link) Marilú Oliva es una escritora italiana de novela negra, policíaca y ensayos. Su obra narrativa se basa en la introspección psicológica y el develamiento de los estereotipos, en profundas, amargas y catárticas visiones filosóficas sobre el tiempo y la vida y, finalmente, en análisis irónicos y despiadados sobre las contradicciones de la sociedad y los personajes multifacéticos que la pueblan. Pero también es maestra, en la acepción amplia del término: docente en las aulas de las preparatorias de Bolonia, Italia, y luchadora dentro de un entorno social y, en lo específico, de un sector como el medio editorial y literario, en donde la discriminación de género y las prácticas antiéticas son notorias. Lo hace a través de batallas sobre el terreno y de escritos críticos, por ejemplo el publicado en el número 934 de este suplemento, “Feminicidio y barbarie contemporánea”, y muchos más en medios italianos como CarmillaOnLine,Huffington Post, Thriller Magazine, radio, canales televisivos y en Libroguerriero, el blog colectivo coordinado por la autora. En 2013, Oliva también coordinó la colección de cuentos Nessuna più. 40 scrittori contro il femminicidio (Ni una más. 40 escritores contra el feminicidio), una obra coral única en el panorama editorial de Italia, en la cual participan cuarenta narradores y narradoras a partir de un caso defeminicidio reportado por la prensa en los últimos años. El libro, que está siendo traducido al español por un equipo de traductores de la carrera de letras italianas de la unam, es un esfuerzo para dar visibilidad a un fenómeno cultural y social complejo, indignante y deliberadamente ignorado o distorsionado por los medios de comunicación y la clase política.  Continua a leggere

Gli eBook di Carmilla: Malevisione, di Marilù Oliva

di Redazione Carmilla on Line

Cover eBook Marilù Oliva MALEVISIONE (Medium)Dopo l’uscita del primo eBook di Mauro Baldrati, Fuga, Carmilla ci ha preso gusto e il libro elettronico diventa seriale. Pubblichiamo dunque (sempre gratuitamente) il nostro secondo eBook carmilliano: Malevisione di Marilù Oliva. Potete scaricarlo cliccando sui link alla fine del post.
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Marilù intervista Pino: Dialogo con @PinoCacucci1 e @MariluOliva su @libroguerriero

ATTIVITA’:  scrittore e traduttore, sporadicamente giornalista

SEGNI PARTICOLARI:  istintivo bastiancontrario e insana propensione a dubitare di qualsiasi versione ufficiale

LO TROVATE SU: FB e Twitter 

Quando da piccolo ti chiedevano che lavoro avresti voluto fare, cosa rispondevi?

Da piccolo, ma davvero piccolo, rispondevo una cosa senza senso: lo straccivendolo. Non saprei dire cosa mi attirasse di quel mestiere, forse la possibilità di raccogliere roba vecchia quando a casa mia non c’era mai posto per le cose che volevo tenere (stesso problema odierno: accumulo ricordi di viaggio compulsivamente), ma per tanti anni i miei mi hanno preso in giro ricordandomi quale “carriera” volessi intraprendere a tre o quattro anni… Poi, il disegno e la pittura presero il sopravvento, e a un certo punto pensavo che “da grande” avrei voluto fare l’autore di fumetti. E qualcosa ho fatto, ma con risultati poco soddisfacenti. Però emerge dalla memoria un dettaglio inquietante: a circa dieci anni pretesi fortissimamente come regalo di compleanno una macchina da scrivere, che fu una Lettera 32, eppure non avevo nulla da scrivere… Ero attratto da quel marchingegno, pur non essendoci un motivo “pratico”. Che avessi già dentro il virus della scrittura? Be’, con gli anni, quasi altri quindici, quella ormai vecchia Lettera 32 l’avrei usata per i primi racconti, nel ’79. (Continua…) Leggi intervista completa qui: PINO CACUCCI  | libroguerriero

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Marilù intervista Pino: Dialogo con @PinoCacucci1 @MariluOliva su @libroguerriero

Sorgente: PINO CACUCCI  | libroguerriero

Visioni e Suggestioni dallo Zoo di Marilù Oliva

ZOO def_Layout 1Marilù Oliva, Lo zoo, Elliot, 2015, € 15, pp. 190.

Lo zoo di Marilù è un boschetto di fantasie umane e disumane, le sue e le nostre, di tutti. Perché i personaggi che compongono il bestiario più stravagante e inquietante del mondo, in qualche modo, anzi in tanti modi diversi, potremmo essere proprio noi, con le nostre paure e perversioni, con le dinamiche di potere e gli sconquassamenti dei valori che sfasciano le nostre certezze e frammentano le nostre identità, già duramente messe alla prova e al bando da decenni di relativismo e perdita di senso. In un salentino profondo e surreale avviene la trasformazione forzata e (quasi) definitiva di alcuni esseri umani in fenomeni da baraccone, mitologiche procreazioni di Clotilde, una nobildonna di plastica, ossessionata dall’invecchiamento e ritoccata all’inverosimile per mantenere in età senile almeno qualche barlume dell’antica bellezza. Visioni.

Davvero vorrei provare a passare la notte in una delle gabbie di questo zoo: che freak o personaggio sarei? Cosa spingerebbe un’ingrata, annoiata e imbruttita Contessa, ex vedette e stella della TV sulla via del tramonto, a rapirmi e ad espormi come attrazione nel suo circo? Potrei io abbellire la tenuta di Pescolusa, paradiso verde e privato, oltre che scenario principale di questo teatrale e paradossale noir, in cui sono rinchiuse creature come l’Uomo Scimmia, la Donna Anfora, la Sirena haitiana, il Ciclope, una vecchia Strega, una specie di Angelo etereo ed El Pequeño, nano astuto e adulatore prelevato dall’estremo Occidente? Tutti portiamo maschere, ruoli, personalità. L’autrice, sapiente tessitrice di immaginari e racconti, esplora alcuni casi limite, mettendoci in guardia e facendoci riflettere sulla diversità e sull’autoritarismo, sull’essenza umana e le sue contraddizioni.

Loro malgrado questi figuri diventano l’Attrazione. Hanno perso la libertà, rubata loro a tradimento, e presto prendono coscienza della loro condizione. Dunque alcuni desiderano ribellarsi, scappare. Ma senza unione come fare? La forza viene meno. Le celle li separano e li isolano dal resto, e così la fuga s’allontana, come evanescente utopia di liberazione. Ma non tutto è perduto. Da una parte c’è chi fa il servo dei padroni per ingraziarseli, c’è chi degenera e cede alle più infime pulsioni, ma dall’altra c’è chi s’organizza e chi riesce a risvegliare empatie, affetti e solidarietà. Il tempo scorre a modo suo nella visione-lettura de Lo Zoo, ma si ferma del tutto per gli involontari protagonisti della messa in scena. I nostri hanno visto sfigurare la loro identità, rimodellata in base ai sogni e ai deliri della loro nuova padrona e del suo ultimo marito, di vent’anni più giovane e altrettanto bramoso di riconoscimenti e successo. Vivono come miserabili, maltrattati e sorvegliati dal custode-carceriere Quinn Palmer, sintesi visionaria ma realistica di tutto il peggio dell’italiano grezzo, medio e mediocre, in gabbie nascoste dietro un recinto di siepi con soli due accessi: uno dal mare e uno che arriva dal castello della Contessa. La speranza d’evasione è doppia.

Zoo mariluDi passaggio a Pescolusa sceglierei per me una cella attigua a quella della Donna Anfora, l’intelligentissima Martina, ragazza senza gambe e senza braccia che è stata trasformata in un vaso fiorito, coi capelli tinti di verde a riprodurre il fogliame, dalla fantasia perversa della Contessa e del suo consorte, Cristoforo Tommaseo, chirurgo plastico frustrato e perennemente in cerca di gloria. Oppure chissà, cercherei di liberare la Sirena, giovane haitiana a cui il folle medico ha cucito le gambe facendone un tutt’uno per creare una sfortunata coda. E, come se non bastasse, l’ha anche sottoposta a una terapia sbiancante per farle impallidire la pelle. C’è chi pianifica di fare di peggio, molto peggio. L’orrore è tutto da scoprire, ma Oliva riesce a farlo con sottile ironia, senza straripamenti. Martina, l’Anfora o “vaso floreale umano”, ha una sorprendente capacità d’innamorare, pizzica gli appetiti sessuali dell’Uomo Scimmia, il più peloso della Terra, e sa spiegare lucidamente la realtà, anche se ne ha vista poca, dato che vive relegata in casa per la sua difficile condizione e il suo universo è la virtualità del world wide web. Il suo Rafael, carceriere buono, l’apprezza così com’è, dimezzata e completa nel contempo.

E lei non può non chiedersi come faccia Rafael a tenere un piede in due scarpe, quella dell’umanità e quella della disumanità: “Perché lui è complice, inutile farci attorno tanti giri di parole: la sua corresponsabilità lo rende collaborazionista dell’obbrobrio che la Contessa e il suo partner hanno creato. Essere complici ma non artefici non salva dall’assoluzione, anzi, di questo Martina, ormai ridotta a donna-vaso, non ha dubbio alcuno: la complicità rende chi la pratica un attore ancora più spregevole dell’ideatore del misfatto, urla nel silenzio del suo pensiero, per quella parte passiva ma abietta che è insita nel suo favoreggiare”. Sodali, aguzzini, giustizieri e integri sono ruoli le cui etiche s’invertono e si rimischiano nella crisi dei valori dello stato di natura.

andre-derain-golden-age“Gli piace il mare bagnato dal temporale. Valuta di andare sulla spiaggia e sedersi sotto l’ombrellone dei padroni, a rimirare le onde quando accolgono l’acqua pura, loro che sono zuppa di fiumi e pesci e memoria di naviganti. La sera del party, col viso rivolto alle mani della notte sulle acque, la Donna Anfora gli aveva capovolto l’immagine fugace della vita marina, rimandandola dall’alga unicellulare alla ripetizione sempiterna del mare come sistema. E lui si era specchiato dentro al pozzo azzurro di lei, dopo che si era rivelata”. E chi altri potrebbe apprezzarla così, oltre a Rafael?

Forse qualcuno degli ospiti compiaciuti e bizzarri della Contessa, tra cui un Sindaco-boss mafioso e il suo figlio eroinomane, una futile e conturbante aspirante conduttrice TV e un sadico dottore che rivaleggia con Tommaseo. Mentre loro si godono un periodo di riposo ed emozioni nella tenuta e scoprono lo zoo, una delle principali attrazioni scompare e aleggiano sospetti e diffidenze. S’indaga, si scoprono le carte e vengono fuori gli scheletri nell’armadio di ciascun attore di questa tragicommedia costellata di colpi di scena e sferzate di humour nero. Fino alla fine.

Il romanzo è un mosaico, ogni capitolo un frammento che prende il nome da un personaggio all’interno di uno spaccato immaginifico spaventoso e accattivante allo stesso tempo. Lo stile e la scrittura fluiscono eleganti, la scelta delle parole è meticolosa, azzeccata e opportuna. Niente è fuori posto nel bizzarro giardino zoologico di Marilù, le prigionie s’incastrano, e liberano noi dai paraocchi. Il senso delle cose pare uscirne sovvertito, l’estraniamento e il dubbio emergono e la risoluzione delle tensioni non è mai banale. L’afa estiva pervade le sudate pagine dello zoo e il sipario cala sui suoi personaggi lasciandoci felicemente smarriti. Dopo la trilogia sanguinosa, poliziesca e latinamente danzereccia della Guerrera (Tú la pagarás, Fuego e Mala Suerte), Oliva approfondisce la riflessione e l’esplorazione psicologica, letteraria e sociale sulle pulsioni umane e i bassifondi dell’anima, già cominciata con la narrazione delle vicende di tre diaboliche vecchine contenuta nel suo precedente romanzo, Le Sultane.

Leggi un estratto del romanzo qui link – Da CarmillaOnLine – Fabrizio Lorusso

Buone #Letture in corso #Libri #Italia #Suggestioni

Un post di letture in corso o già consumate, felicemente. Sono un po’ dei buoni propositi ma anche delle certezze: le buone letture per queste settimane che passo in Italia prima del ritorno in terra messicana. Niente, le posto qui in una galleria fotografica (clicca sulle immagini sopra per allargare) e le consiglio vivamente.

Lo Zoo della scrittrice bolognese Marilù Oliva (Elliot) link anticipazione

Il sudario di latta. Taccuni di guerra del giornalista Ugo Lucio Borga (I Faggi/Ed. Marco Valerio) link

100 anni a Nordest. Viaggio tra i fantasmi della guera granda di Wu Ming 1 (Rizzoli)

Il sole dell’avvenire (2) – Chia ha del ferro ha del pane dell’intramontabile Valerio Evangelisti (in attesa dell’ultimo volume della trilogia) (Mondadori)

Re/search Milano. Mappa di una città a pezzi, AAVV (Agenzia X)

Rio de Janeiro di Bruno Barba (Odoya)

Le Sultane, nuovo romanzo di Marilù Oliva

le sultane marilu oliva“Perché se non sei niente per nessuno, nessuno sarà niente per te”. Ho appena finito di leggere Le sultane di Marilù Oliva (Elliot Ed., 2014) di cui potete vedere il book trailer nel video che ho inserito sopra. Ma state attenti a non emozionarvi troppo e soprattutto a non sporcarvi di sangue. Alla fine della lettura sono rimasto trasognato, spaventato e ammirato. Ho cominciato un processo mentale di ricostruzione della trama e di riappropriazione dei significati e delle sensazioni. Ho sognato il film delle Sultane. Insomma, il testo ha funzionato. Ripenso al tempo, all’inesorabile scorrere della vita che costituisce l’oggetto delle riflessioni del romanzo, un noir tragicomico e colmo d’umanità profonda, dall’intreccio accattivante e costruito con coerenza e dinamismo dall’inizio alla fine. Tutto s’incastra a regola d’arte, con semplicità e fluidità. Le tre sultane, Wilma, Mafalda e Nunzia, abitano in via Damasco a Bologna, in un condominio popolare e si fanno delle belle partite a carte almeno ogni settimana.

Sono tre vecchine ultrasettantenni all’apparenza innocue, grandi amiche e compagne d’avventura nella fase finale della vita che, però, riserva loro grate e meno grate sorprese. Nunzia è cattolica e superstiziosa. Sopporta la vita con il fratello alcolizzato e la sua unica gioia è la “dolce e perfetta” figlia, Betta. Wilma ha, anzi aveva, due figli: Juri, che è morto in un incidente motociclistico ed è la sua ossessione, e Melania, che invece vive fuori casa con alcuni fanatici di una setta e non sopporta la madre. Mafalda è la persona più tirchia e scaltra dell’universo e cura il marito Giorgio, malato di Alzheimer. Il lato oscuro delle tre donne coinvolge e travolge direttamente i loro vicini di casa, una coppia italo-senegalese: Carmela, ragazza irrequieta e sgarbata, e Bubi, il suo  amante, convivente e complice originario dell’Africa.

Il cielo nebuloso e fosco delle Alpi Orobie si staglia di fronte a me e facilita il divagare della fantasia: mi sono ritrovato a Bologna, sono diventato un vicino di casa delle Sultane, le ho sentite litigare e fare la pace, le ho viste arrancare sulle scale, appesantite dal passato e dai chili di troppo, e ho incrociato gli altri condomini, i loro parenti, le loro terribili inquietudini e solitudini. Di ritorno dalle loro stanze riapro gli occhi e mi gusto la loro saggezza, prima che sia troppo tardi. “Diventi vecchio quando ti accorgi di non avere più forze per impedire che siano gli altri a scegliere per te”. “E’ questa la vecchiaia, il passaggio dalla dimensione dell’infinito alla gabbia del prevedibile”. Con amarezza sorrido, dimentico del tempo e dei suoi inganni.

Marilù Oliva è giunta al quinto romanzo. Dopo Repetita e la trilogia della Guerrera, eroina precaria della salsa a Bologna (¡Tú la pagarás!, finalista al Premio Scerbanenco, Fuego e Mala Suerte, vincitori del Premio Karibe Urbano per la diffusione della cultura latino-americana in Italia), ha curato l’antologia Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio, in collaborazione con Telefono Rosa. Su CarmillaOnLine potete leggere l’incipit de Le Sultane (link).