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Tepito: barrio bravo nel cuore indomito del Messico

di Fabrizio Lorusso

ragazza-di-tepito-e-murale-di-suo-zio-defunto-el-power[Questo articolo è uscito sul numero 27 (luglio 2016) della rivista Il reportage e su CarmillaOnLine – Foto di Fabrizio Lorusso] La sala riunioni del Centro Studi sul quartiere di Tepito, nel cuore antico e dimenticato di Città del Messico, è un vero museo della memoria di una delle zone più famigerate dell’America Latina. Stigmatizzato dai mass media come covo di delinquenti, evitato da messicani e stranieri per la sua presunta pericolosità e considerato il tempio della merce di contrabbando, chiamata fayuca, Tepito è in realtà un’enclave di resistenza e creatività culturale senza pari. E’ formato da 56 isolati e cinquantamila abitanti, i tepiteños, distribuiti su un’area urbana dal tracciato trapezoidale e formalmente è parte del centro storico, dato che si trova solo a una decina d’isolati dalla cattedrale e dal zocalo, l’immensa piazza che è tappa obbligata del turismo tradizionale. Continua a leggere

#Barrio de #Tepito #CDMX: #Historia #Resistencia y#Dignidad @JornadaSemanal @JornadaOnLine

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[Fabrizio Lorusso – Jornada Semanal del 24-25 de diciembre de 2016] La sala de juntas del Centro Estudios Tepiteños, en el corazón olvidado de Ciudad de México, es un museo de la memoria de una de las zonas más afamadas, e incluso temidas de América Latina. Fotos, trofeos, recortes de periódicos, artefactos barriales y pósteres llamativos decoran sus paredes. “En Tepito todo se vende menos la dignidad.” “Es un orgullo ser mexicano, pero es un don de Dios ser de Tepito”, se lee. Estigmatizado por los medios como madriguera de delincuentes, evitado por mexicanos y extranjeros por su presunta peligrosidad y considerado como el reino de la fayuca, Tepito es un enclave de resistencia, identidad y creatividad. El Centro se dedica a preservar y difundir las tradiciones y las labores de hombres y mujeres comerciantes, artesanos, taqueros, relojeros, inventores, vividores, boxeadores y bailarines que hicieron y hacen cada día la historia de este “otro centro” de la capital. Su frontera principal es el Eje 1 Norte, caótica arteria vial que une el poniente y el oriente de la urbe y en donde está vigente el sistema de circulación de triple sentido: coches de oeste a este; transporte público en el carril exclusivo opuesto; diablitos y motonetas tepiteñas en diagonal o en cualquiera de los anteriores.

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Su @DRepubblicait #MessicoInvisibile Casa di riposo delle ex prostitute #CDMX #Foto @Camillo1949 @Ed_Arcoiris

Xochiquetzal

[Tratto da D di Repubblica – Luglio 2016 – Il reportage completo sulle donne di Casa Xochiquetzal a Città del Messico è nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (di Fabrizio Lorusso), edito da Arcoiris (2016). Lo trovi QUI. Fotogallery completa qui: link]

La strada è stata la loro casa per decenni. Vengono dai ghetti della Merced, di Tepito, Loreto, la Lagunilla e Granaditas. Sono nomi che non dicono nulla ai frequentatori occasionali di Mexico City, ma che evocano storie d’emarginazione e insicurezza in chi conosce la topografia socioeconomica di questa megalopoli che sa essere contraddittoria ed escludente, ma anche amichevole e solidale. Casa Xochiquetzal, la “casa di riposo delle lucciole” è nata da un progetto del governo di Città del Messico sollecitato dagli intellettuali  Martha Lamas, Elena Poniatowska e Jesusa Rodríguez, e da alcuni anni presta servizi di vario tipo alle indigenti ex prostitute dei quartieri malfamati del centro della capitale messicana. “Già verso il 2001 nasce l’idea di creare una casa di riposo di questo tipo ed è Carmen Múñoz, leader delle sexo-servidoras della zona, a lanciare la proposta con alcune militanti femministe e con la scrittrice Elena Poniatowska”, spiega Jessica Vargas, la direttrice. “L’amministrazione comunale inaugurò il progetto nel 2006 e il piano prevedeva di ospitare fino a 65 donne, purché avessero più di 55 anni e fossero prive di reti familiari e fissa dimora, ma è stato problematico trovare tutte le risorse e mettere d’accordo tante inquiline così diverse tra loro, così abituate a diffidare delle altre o a competere”. La casa oggi si mantiene grazie al sostegno del comune e dell’Istituto Nazionale delle Donne, ma il grosso dei finanziamenti arriva da donazioni, dalla partecipazione a concorsi e dalla vendita d’oggetti d’artigianato di cui si occupano la direttrice, le associazioni Mujeres de Xochiquetzal e Semillas e i volontari che collaborano al mantenimento e alle attività della Casa. In occasione del primo volo diretto Roma-Città del Messico inaugurato da Alitalia il 16 giugno in collaborazione con l’Ufficio turistico Visit Mexixo e l’Ambasciata di Roma, siamo andati a visitare questo luogo decisamente particolare, per raccontare le storie di chi lo abita.

FOTO GIORGIO DE CAMILLIS, TESTI FABRIZIO LORUSSO

Il quartiere di #Tepito a #CittàDelMessico su @ilreportage n. 27

IL REPORTAGE copertina-27Segnalo il Comunicato per l’uscita della rivista il Reportage n. 27-luglio su cui c’è un mio reportage (foto e testi) dal barrio bravo di Tepito, nel centro di Città del Messico. E ricordo anche che “a Tepito tutto si vende tranne la dignità”, come dicono gli abitanti di questo quartiere orgoglioso e storico della capitale messicana.

Gli scontri di piazza a Parigi per protestare contro la “loi du travail” sono il tema di copertina del numero 27 di Reportage. Le foto del portfolio sono di Lillo Rizzo (con un testo di Paola Vallatta). Il numero si apre, tuttavia, con un’intervista esclusiva alla popolare scrittrice statunitense Joyce Carol Oates a firma di Lorenza Pieri. Il primo reportage è di Valerio Magrelli, che ci racconta la metropolitana di New York (le foto sono di Alfredo Bini). Segue la descrizione di Tepito, uno dei quartieri più difficili e violenti di Città del Messico: foto e reportage sono di Fabrizio Lorusso, che a Città del Messico vive. Il reportage successivo di Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi parla di un caso esemplare a Tunisi, la conquista e l’autogestione di una fabbrica tessile da parte delle dipendenti. Adriano Marzi ci dice invece come cambia Addis Abeba. Il portfolio centrale è di Fabio Bucciarelli, che ha terminato il suo viaggio quinquennale con i migranti a Lesbos.

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Un’altra storia è quella raccontata da Angelo Mastrandrea, il quale ci fa sapere che a Basilea è possibile andare in Francia e in Germania con una semplice corsa in tram. Al di là del confine, gli svizzeri fanno la spesa settimanale a prezzi molto convenienti nei supermercati costruiti all’uopo a ridosso della frontiera. Il destino dei resti degli “schiavi” italiani di Hitler, coloro cioè che lavorarono nei campi di concentramento e nelle fabbriche tedesche dopo l’8 settembre, è il tema di un servizio di Pier Giorgio Danella da Francoforte. Ci spostiamo poi a Praga, dove la scrittrice “abbandonologa” Carmen Pellegrino va alla ricerca del fantasma di Kafka. Nel numero non manca l’Italia, presente con un’inchiesta sul lavoro nei macelli del Modenese di Giulia Bondi (le foto sono di Cristina Panicali) e con un’intervista – rimasta inedita dal ’97 – allo scrittore Daniele Del Giudice, firmata da Roberto Ferrucci. Chiudono, come di consueto, le recensioni librarie, il calendario dei Festival e la rubrica fissa di Magrelli. Il racconto finale è del poeta e scrittore torinese Luca Ragagnine d è intitolato “Dei miei 26 libri scritti da un altro”.

L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni @unitorvergata #Roma @RadioTorVergata

immaginario devoto narco santo

Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società – Teatro di Roma

 UNCOVERING EXCELLENCE – L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni 

Teatro Valle, Via del Teatro Valle, 21 – Roma, 14-15 giugno 2016

Il mondo dell’università, dello spettacolo e della comunicazione riflettono sui punti di contatto tra pratiche devozionali e fenomeni mafiosi. L’occasione è offerta dal convegno “L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni” (Martedì 14 e Mercoledì 15, Teatro Valle) organizzato da Università di Roma “Tor Vergata” e Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Uncovering Excellence”. Vedi il programma: www.facebook.com/events/1088014891258011/?ti=cl

L’evento rappresenta la seconda tappa di un’iniziativa scientifica più ampia, promossa da un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata”, già protagonista, nel novembre 2014, di un convegno internazionale svoltosi presso la Casa della Memoria che ha visto la presenza tra i relatori di don Luigi Ciotti Presidente di Libera. Dopo avere esplorato il fenomeno nei suoi rivolti sociologici e storici, l’attenzione si sposta ora sulle rappresentazioni dell’immaginario devozionale mafioso offerte da linguaggi artistici e della comunicazione, con uno sguardo che si apre a ventaglio su teatro, cinema, romanzi d’indagine, ma  anche televisione, web, fumetti, pubblicisticaContinua a leggere

Video: Compleanno della Santa Muerte di Tepito

Città del Messico, 31 ottobre 2013. I devoti della Santa Muerte, riuniti per celebrare il suo 12esimo compleanno presso l’altare di Alfareria 12 a Tepito, quartiere popolare del centro della capitale messicana, cantano la canzone “Las mañanitas” (tipica dei compleanni in Messico) dopo il rosario.

http://santamuertepatrona.wordpress.com/ & https://lamericalatina.net/
Cd. de México, 31 de octubre de 2013. Los devotos de la Santísima Muerte, reúnidos para celebrar su 12 cumpleaños en el altar de Alfarería 12 en Tepito, cantan “Las mañanitas” al final del rosario.

Santa Muerte Enrique Chimal

 

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Mitos, imposturas y nuevos emblemas (Revista Variopinto)

Variopinto15En los ochenta, las sectas eran consideradas como enclaves de poder; en la década siguiente comenzó a hablarse de las trasnacionales de la fe; pero fue en los pliegues finiseculares donde se dio ese perverso maridaje entre culto y poder que hoy envuelve a políticos, empresarios, estrellas de la farándula y fanáticos, pero también a narcotraficantes. Hoy, la pérdida de sentido está hipotecando el futuro y se alimenta de violencia, lo mismo en México que en los demás países de la región y en Europa, antaño tan proclive al tragicismo de los fascistas y los nazis. Y en medio de esta parafernalia emergen nuevos mitos, acaso impostados, y emblemas como el de la Santa Muerte. El futuro semeja un abismo. Artículo de Fabrizio LorussoRevista Variopinto – Número 15 Septiembre de 2013

Henry Kissinger se hizo famoso con el aforismo: “El poder es un afrodisiaco”. Giulio Andreotti, el padrino de la política italiana del siglo xx solía decir: “El poder consume a quien no lo tiene”. Y hay quienes, con tal de conseguirlo y mantenerlo, entregan su destino a fuerzas ocultas.

Brujos, magos, curanderos, santos prohibidos y ritos esotéricos siempre han estado presentes en las crónicas sobre poderosos y famosos, empresarios, políticos, estrellas de la farándula o mitos de la televisión y el cine. La tentación de buscar favores y vibras, éxito y poder, a través de limpias y “trabajos especiales” atrae a todos, pero quizás más a los políticos.

El ex gobernador de Oaxaca, Ulises Ruiz, la ex líder magisterial Elba Esther Gordillo —recluida en el penal de Santa Martha Acatitla— y el otrora secretario de Seguridad Pública de Calderón, Genaro García Luna, compartían un interés por creencias esotéricas. Todos ellos ejercieron el poder de manera autoritaria.

El periodista José Gil Olmos, autor de Los brujos del poder La Santa Muerte, describió la pasión de Ulises Ruiz por la magia negra, la santería y la Santa Muerte: huesos, figuras caribeñas, talismanes y santeros de cabecera, en calidad de consejeros, lo rodean. Durante el conflicto magisterial de 2006 en Oaxaca, su aparato represivo dejó 25 muertos, decenas de heridos, siete desaparecidos, 500 detenidos y 380 casos de tortura.

Los flujos de esperanzados hacia Catemaco, tierra de brujos y hechiceros, son frecuentes y van de la mano del pensamiento mágico y del misticismo que radican en México. Varios famosos habrían acudido allí en alguna ocasión: Carlos Salinas, José Córdoba Montoya, Pedro Aspe, Cuauhtémoc Cárdenas, Andrés Manuel López Obrador, Marta Sahagún, Beatriz Paredes y Raúl Velasco, el otrora conductor estrella de Televisa, tan proclive a las vibraciones cósmicas.Según los brujos, la magia negra o blanca es lo que más piden los gobernantes; la figura de la Santa Muerte también es usada, junto a otros santos populares para realizar sueños de gloria y planes políticos.

Muchos brujos “trabajan” con la Santísima, aunque la esencia de su culto es otra, ya que es una devoción popular a la figura de la Muerte que lleva siglos en México, pero se popularizó en los noventa, sin el reconocimiento de la Iglesia. Hoy tiene entre cinco y 10 millones de seguidores en el mundo y guarda muchas diferencias con la brujería y la magia.

Éstas son prácticas, no cultos, y se usan para modificar la realidad externa a través de evocaciones, rituales, fórmulas y con la fuerza de voluntad. La Santa Muerte se identifica con una deidad-entidad, la muerte, representada con la imagen medieval descarnada que trajeron los españoles y las cofradías católicas durante la Conquista. Espada y cruz. La Gran Segadora huesuda con la guadaña y el mundo en sus manos se parece a las catrinas de Posadas, pero es distinta; en su versión santificada le dicen Niña Blanca, Bonita o Flaquita.

Beto Quintanilla, El mero león del corrido, decía en su canción dedicada a la Santa: “ya hay millones que le rezan, la iglesia empieza a temblar / Abiertamente ya hay curas que la empiezan a adorar / Mafiosos y de la ley se la empiezan a tatuar / Políticos y altos jefes también le tienen su altar”. En el fondo, los corridos hablan con la verdad y el poder, a veces, unen lo sagrado y lo profano, el espíritu y la carne.

Todo culto tiene aspectos exotéricos, pero sobre todo esotéricos, es decir, ocultos y misteriosos. Son exotéricos los rosarios callejeros a la Flaquita o la veneración del pueblo para el Niño Fidencio, San Pancho Villa o Juan Soldado. Son esotéricas las fórmulas que un brujo usa para amarrar a la persona amada y los rituales iniciáticos de una secta.

 Una alianza non sancta

Históricamente la política, en su sentido de ejercicio del poder, ha mostrado cierta atracción por lo esotérico o secreto.

La cercanía de la médium personal de la esposa de Abraham Lincoln y de la astróloga de Nancy Reagan, Joan Quigley, con sus respectivos maridos-presidentes fue emblemática, así como lo es el ascenso de la Skull & Bones, la sociedad secreta más influyente de América, gracias a la adhesión de los Bush, padre e hijo. En Italia, Letizia Moratti, ex secretaria de Educación y alcaldesa de Milán de 2006 a 2011, quien se sentía la Thatcher italiana, se valió de los servicios de un célebre sensitivo que incluso habría influido en la conformación del gobierno municipal.

El líder político y magnate televisivo Silvio Berlusconi es conocido por su vida excéntrica. La revista L’Espresso mostró que su villa de Cerdeña se inspira en una simbología erótico-esotérica, tal vez porque el empresario perteneció a la logia masónica propaganda due (p2), declarada criminal y subversiva por el Parlamento en 1982.  El Venerable Maestro y fundador de esa logia reaccionaria, Licio Gelli, tejió relaciones con el general argentino Eduardo Massera, miembro de la Junta Militar que instauró la dictadura de 1976 a 1983 en ese país sudamericano.

Mito

En el país austral hubo mezcla entre culto y poder. José López Rega, hechicero manipulador de Juan Domingo Perón, en los setenta era el contacto argentino de la p2 y llegó a ser Ministro del Bienestar Social. Mabel Iam era la pitonisa del “presidente de la crisis financiera”, Fernando de la Rúa, mientras que el mandatario populista Carlos Menem tenía una vidente personal en los noventa. También en África, la brujería no sólo es un legado ancestral y tribal, sino que se integra a la política y al capitalismo de cuño europeo: los gobernantes la usan para ganar elecciones y poder.

Por cierto, América le debe mucho al continente negro en cuanto a religiones como la santería, el vudú y el palo mayombe. Éstas, tal como el culto a la Niña Blanca y la brujería, no necesariamente se relacionan con magia negra o negatividades, al contrario. Sin embargo, todo depende de quién las utiliza y para qué.

Y aquí en México, en la época de Fox, García Luna fue jefe de la hoy extinta Agencia Federal de Investigación (afi) y tenía una estatua de la Flaquita en su oficina. Luego, Calderón lo nombró Secretario de Seguridad. Al parecer, García Luna sustituyó la figura típica de la Santa Muerte, el esqueleto con sayal franciscano, con el Ángel de la Muerte, tal como lo recomendaba el autonombrado arzobispo de la Santa Muerte, David Romo, hoy sentenciado a 12 años de cárcel.  Romo fue quien en vano trató de transformar este culto espontáneo y horizontal en una especie de religión, con una institución vertical, una doctrina oficial, sacerdotes y ceremonias establecidas.

En 2005, Gobernación quitó el reconocimiento legal a su Iglesia Santa Católica Apostólica Tradicional México-Estados Unidos, pero la actividad del Padre continuó hasta su encarcelamiento en 2011. La modelo Carmen Campuzano también es devota de la Santa Muerte y le pidió salir de sus problemas de adicción. Gil Olmos cuenta que hasta María Félix la veneraba. Asimismo, en 2004, la cantante y actriz cubana-mexicana Niurka Marcos y su ex pareja Boby Larios se casaron en la Iglesia de Romo.

También hay altares y creyentes en Alemania, España, Italia, Dinamarca, Centro y Sudamérica, Japón y Estados Unidos, pues la migración, el turismo y el internet concurren a su difusión masiva. Las jerarquías eclesiásticas combaten la expansión del culto que, sin embargo, es imparable y autónomo con respecto a instituciones y sacerdotes. En el mercado de Sonora en la Ciudad de México (gran expendio de productos esotéricos del Distrito Federal) la Santa sólo es superada en ventas por la Virgen de Guadalupe, la patrona nacional. No funcionaron los intentos del Vaticano de “liberar del diablo” a los devotos de la Flaca con amenazas de excomunión, con la siembra de altares de su “rival”, San Judas Tadeo, o con la capacitación de exorcistas especializados. Y es que no hay ningún Satanás que extirpar del alma de los “santamuertistas”.

Lo que hay es la crisis de la Iglesia en América, endémica como la pérdida de fieles frente a la avanzada de pentecostales y protestantes o de multinacionales como la Iglesia de la Cienciología y Pare de sufrir. No obstante, el Vaticano sigue en la cúspide de un poder religioso y temporal, global y milenario.

Entre los poderosos, también narcos y criminales, por lo general, son muy religiosos. La conexión mediática Delincuencia-Santa Muerte surgió tras la captura en 1998 del secuestrador Daniel Arizmendi, El Mochaorejas, quien tenía un altar a la Niña Blanca, mismo que se llevó a su celda en La Palma. Sin embargo, Arizmendi tenía también una imagen de la Virgen que pocos medios mostraron.

En abril de 2001, fue arrestado Gilberto García Mena, El June, lugarteniente de Osiel Cárdenas, jefe del cártel del Golfo. En el jardín de su mansión, el ejército halló un santuario de la Blanca: así nació el mito de la narco-santa. Cada vez más, los operativos de la guerra al narcotráfico arrasan los “recintos sagrados” de la Santa Muerte, sobre todo en las carreteras del Norte del país. No obstante, los santos favoritos de los narcos son muchos más de lo que se cree: la Guadalupe y San Judas son importantes, así como el “Robín Hood” de Sinaloa, Jesús Malverde, y la Santísima. En 1996, hasta el poderoso Señor de los Cielos, Amado Carrillo Fuentes, jefe del Cártel de Juárez, le habría mandado a hacer un altar, pero el fenómeno de las narcolimosnas ha involucrado a todo tipo de santos y santuarios, católicos y alternativos.

 Misticismo impostado

 La investigadora argentina Lía Dansker, quien trabajó en correccionales de menores del Distrito Federal, encontró que San Juditas es el más popular entre los jóvenes detenidos, procedentes en su mayoría de barriadas de la capital; que la Santa Muerte crece y está en segundo lugar; y que todos tienen un trasfondo común católico.

Lía conquistó la confianza de los chavos con sus cuentos sobre el primo argentino de la Santa, San La Muerte, y el Gauchito Gil, otro santo prohibido. Para ellos, no sólo se hacen tatuajes o mandas, sino que los más fervientes se implantan una figurilla suya bajo la piel. Si el cuerpo se infecta y la rechaza, no habrá milagro. Históricamente, culto, misticismo y poder se maridaron en la Alemania nazi: una corte de magos, astrólogos y ocultistas rodeaba a Adolf Hitler que los incluyó en las filas de las SS. El jefe de esta organización militar, Heinrich Himmler, solía retirarse en su alcázar de Wewelsburg para realizar rituales iniciáticos y esotéricos, mientras que el führer consultaba a su astrólogo personal antes de tomar decisiones importantes. Hasta su aliado italiano Benito Mussolini tuvo un consejero-esotérico: Giuseppe Cambareri.

El misticismo nazi se basaba en mitos, leyendas y visiones político-religiosas que justificaban la superioridad de la raza aria y los delirios de potencia de sus creadores. Hoy en día, el nazismo esotérico caracteriza, por ejemplo, un partido político como Alba Dorada, que participa en el gobierno de Grecia, y los neofascistas italianos. Un nazi-esotérico conocido en Latinoamérica fue Miguel Serrano, diplomático e intelectual chileno, amigo del poeta fascista Ezra Pound y autor de Hitlerismo esotérico Adolf Hitlerel último avatar.

La organización Nueva Acrópolis, fundada en Argentina por el poeta Jorge Ángel Livraga en 1957, presente en México y otros 40 países, fue definida por el Parlamento Europeo en 1984 como una “agrupación fascista y paramilitar”. El periodista argentino Alfredo Silletta calificó su ideología como un mix de elementos “esotéricos, teosofía, orientalismo, alquimia, astrología y un poco de filosofía griega”.

Los neonazis suelen mezclar y recrear tradiciones y símbolos, ya sean musicales, religiosos o literarios, apropiándose de los más adecuados para su ideología y para sumar adeptos a causas políticas convertidas en cultos y dogmas. Hasta el icono de la Santa Muerte parece apetecible para estos grupos, ya que es muy llamativa y se presta a instrumentalizaciones fáciles, al recordarles elementos fundacionales de la ideología nazi como el sacrificio, la guerra, el valor y, por cierto, la exaltación de la muerte.

De este lado del charco, en Tepito, dicen que la Santa Muerte “no solapa a pendejos, ni enaltece a cabrones”, y es razonable hablando de cultos, poder e ideologías, pues hay límites a la ambición material y espiritual. Tepito es un barrio de artesanos, comerciantes y vividores donde la Santísima es la Patrona porque es “más cabrona que la Virgen” y “hace paros, no sólo milagros”, según sus seguidores. Finalmente, los devotos piden una vida y una muerte buenas, sin dobles finalidades.

Cuenta Alfonso Hernández, sumo cronista tepiteño, que “los mexicanos desprecian Tepito y no se dan cuenta de que a México lo consideran el Tepito del mundo”. Así que del barrio bravo no se escapa, sino que se aprende, porque la sabiduría barrial puede ser directa y filosa como una navaja o estar escondida entre callejones y albures finos.

En México, la Santa Muerte ha tenido cierto éxito entre los pudientes, pero mucho más entre las clases populares, a menudo excluidas por la Iglesia, el Estado y esos mismos poderosos. La Flaca es un soporte espiritual que da protección, trabajo, salud, dinero y seguridad. Son bienes escasos para esos devotos silenciosos que del poder huyen, más que buscarlo.

Foto de Rodrigo Cruz “Mito”.

Sherwood Festival 2013: Santa Muerte e Haiti

Evento casetta rossa

Giovedi 27 giugno 2013, a Sherwood Festival, non abbiamo smesso di stupirvi. A partire dall’ intervista a Fabrizio Lorusso, autore dei diari-reportage Santa Muerte Patrona dell’Umanità (ed. Stampa Alternativa, 2013) e e di Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso, L’erudita, 2012), viaggiamo fra culture diverse, alla scoperta di nuovi mondi, dal Messico ai Caraibi andata e ritorno. (Qui Link al post originale con foto e video).

Sherwood Ivan Fabrizio WEB TV

Ci siamo trasferiti in second stage, ad ascoltare i Sycamore Age, un progetto giovanissimo che nasce all’inizio del 2010 dall’incontro tra Stefano Santoni(produttore artistico) e Francesco Chimenti. La musica dei Sycamore Age è in cerca di spiriti liberi da corrompere. Connetti su www.globalproject.info

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