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Santa Muerte, Haiti e Messico a Bologna con Bartleby e Pino Cacucci

Bologna SantaHaitiLatinoAmerica Bartleby

Conversazione con Fabrizio Lorusso e Pino Cacucci

Dalla Santa Muerte messicana ai movimenti in America Latina

Bologna, Piazza Verdi, 1 luglio, ore 19. Con Bartleby e Pino Cacucci parliamo di Messico, Haiti, Santa Muerte e movimenti in America Latina.

Link evento su Facebook QUI

“La guerra tra stato messicano e i cartelli della droga, i movimenti sociali in Messico,cooperazione internazionale e neo colonialismo dietro la ricostruzione di haiti. Questi sono alcuni degli argomenti trattati da Fabrizio Lorusso nei suoi libri (“la santa muerte patrona dell’umanità” e “le macerie di haiti”) o di cui si occupa nel suo lavoro di ricerca e giornalismo free lance in Messico. Si tratta di interessanti punti di partenza per parlare insieme dell’america latina, dei cambiamenti che l’attraversano e dei movimenti politici che ne nutrono le lotte, fino alle rivolte brasiliane di questi giorni”. Firmato: Assemblea BARTLEBY Smaschieramenti, NOA e altre favolose soggettività – http://bartleby.info/

Santa Muerte Patrona a Firenze, Libreria-Caffè La Citè (12 giugno)

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Presentazione del libro: SANTA MUERTE – PATRONA DELL’ UMANITA’

Di FABRIZIO LORUSSO – Edizioni Stampa Alternativa – Prologo di Valerio Evangelisti

Mercoledì 12 giugno – Ore 19 – Evento su Facebook LINK

Come e dove?      Firenze, LibreriaCafè La Citè – Borgo San Frediano 20, (Fi)

Che cosa?                 Santa Muerte Patrona dell’Umanità

Con chi?                      Con l’autore e Giulio Pedani dalla Citè

E sul Web?                    http://www.lacitelibreria.info/

SantaMuertePatrona_copertinamezzaLa morte santificata, tramutata in oggetto di culto, in una sorta di Madonna dei diseredati, dei carcerati e dei “banditi”: è il culto per la Santa Muerte, fenomeno religioso molto diffuso in Messico, ma anche in Argentina e Stati Uniti, con 10 milioni di seguaci.

L’autore di questo saggio ci accompagna alla scoperta della Santa Muerte, il culto che unisce tradizioni antiche dell’America latina, folclore afro-cubano e il cattolicesimo imposto dai conquistatori spagnoli. Andando oltre i luoghi comuni che considerano la devozione per la Santa Muerte alla stregua di una setta satanica o di una religione per narcotrafficanti, si comprendono così aspetti più vasti della situazione latinoamericana, al di là dei pregiudizi.

La cite

Blog dell’autore:

https://lamericalatina.net/la-santa-muerte/

Blog del libro: http://santamuertepatrona.wordpress.com/

http://latinoamericaexpress.com.unita.it/

http://www.carmillaonline.com/archives/cat_osservatorio_america_latina.html

Ave Santa Muerte, Ora Pro Nobis

Santa Muerte tutti in preghiera

“…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”. 

[Dalla canzone “Santa Muerte” del gruppo hip hop messicano Cartel de Santa]*

[Nella foto. Momento dell’innalzamento collettivo delle statue della Niña durante il rosario per la strada a Tepito, Città del Messico]

Da quando, ormai oltre 10 anni or sono, il culto alla Santa Muerte è uscito dalla semiclandestinità in cui è stato relegato per secoli, si sono moltiplicati i breviari, i libri e i siti internet che riportano preghiere, petizioni e rosari dedicati a questa santa popolare messicana che è sempre più globale. I materiali sono soprattutto in inglese e in spagnolo e poco esiste in italiano. “Preghiamo insieme e diciamo: ‘Santa Muerte del mio cuore’. Le preghiere indirizzate alla Santissima” è un paragrafo estratto dal libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità che prova a riempire questo vuoto e che riporto di seguito. Allego anche un PDF con una collezione di preghiere e invocazioni tradotte all’italiano e reperite sul web, su alcuni testi accademici e su altri divulgativi in vendita in Messico. A questo link, per chi non la conoscesse, si spiega chi è la Santa Muerte in un breve video e con qualche fonte bibliografica.

La Hermana Blanca, uno dei soprannomi comuni della Santa Muerte, si occupa di qualsiasi tipo di problema, dall’amore alla legge, dalla salute all’economia. L’elaborazione di preghiere e rosari specifici per la Santa è una pratica piuttosto recente, incoraggiata probabilmente dal boom commerciale e dall’impatto mediatico che l’hanno accompagnata nell’ultimo decennio. Perciò, se prima di fronte all’immagine della Flaquita si recitavano solamente il Padre nostro, il Credo e l’Ave Maria, oggi i devoti possono contare su una lunga serie di preghiere scritte ad hoc e riportate su siti Internet o breviari “fai da te” del culto.

La maggioranza delle preghiere più diffuse parte dalla tradizione giudeocristiana, chiedendo aiuto e permesso a Dio e alla Santissima Trinità per ottenere salvezza e poter invocare la Muerte, oppure ricordando la passione di Cristo, per poi arrivare a richieste proibite dalla Chiesa cattolica poiché rivolte direttamente alla Santissima e non sempre lecite nei contenuti. Riporto qui un paio d’esempi.

Signore, nella tua Divina presenza, Dio Onnipotente
Padre, Figlio e Spirito Santo, ti chiedo il permesso
d’invocare la Santissima Muerte, la mia Bambina Bianca.
Ti chiedo umilmente di rompere e spezzare
ogni maleficio, incantesimo e oscurità che si presenti
nella mia persona, nella mia dimora, nel mio lavoro e nella mia strada.
Santissima Muerte, elimina tutte le invidie, povertà, avversioni e inerzie
ti chiedo per pietà di concedermi…(aggiungere una richiesta)
E che con la tua presenza benedetta illumini la mia casa e
il mio lavoro, e così anche per i miei amati, dandoci amore,
prosperità, salute e benessere.
Benedetta e lodata sia la tua bontà, Santissima Muerte.
Signore, ti ringrazio infinitamente perché vedo la tua bontà
nelle prove cui mi sottoponi, che perfezionano il mio spirito,
Signore, ti rendo grazie, in mezzo a queste prove
avrò la tua Benedetta e Santa benedizione. Amen.

In questa preghiera non mancano le tipiche invocazioni al Padre eterno o allo Spirito Santo, a Gesù e ai poteri speciali concessi alla Morte, oltre alle richieste da completare con un desiderio o il nome di una persona.

In alcuni casi la Niña Hermosa funge da intermediario tra Dio e gli uomini, in altri è la destinataria finale delle suppliche. Spesso si domanda l’adempimento di doveri, inclusi quelli coniugali, il rimborso di debiti, l’espiazione di colpe e l’ottenimento di favori da parte di terzi. Tra tante petizioni non si esclude naturalmente la concessione dell’amore e l’innamoramento provocato da un rituale speciale di amarre o ligue,secondo la tradizione cubana. Purtroppo, però, un amarre non è un diamante e non dura per sempre, soprattutto se la volontà della persona è stata forzata. Ecco una giaculatoria molto comune che auspica a una persona sorti avverse e dipendenza:

Santa Muerte del mio cuore
non lasciarmi senza la tua protezione,
e non lasciare mai tizio(a)… (nome della persona)
un solo momento tranquillo(a), infastidiscilo(a)
in ogni momento, mortificalo(a), inquietalo(a), inquietalo(a)
perché sempre pensi a me. Amen.

Esistono preghiere e rituali per ogni gusto e passione. Servono per risolvere una disputa familiare e proteggere i bambini, per evitare furti e chiamare a sé la fortuna, per perdere un vizio e attrarre una persona. Specularmente si sono creati rituali più complessi, eseguiti da “esperti”, santoni e sensitivi di tutti i tipi per conseguire esattamente gli stessi benefici delle preghiere individuali. L’unica differenza è il potere di suggestione che essi riescono a suscitare grazie a una serie di accorgimenti estetici e atti liturgici, pensati per stupire e convincere sia l’habitué che lo scettico.

La struttura del rosario segue grosso modo quella della tradizione cattolica, con le opportune varianti atte a includervi anche la Santissima Muerte. Può cambiare leggermente a seconda dell’altare callejero, da strada, in cui viene recitato, dato che non c’è una liturgia consolidata e uguale per tutti. Ogni officiante può usare delle varianti e crearne di nuove. Ciononostante il rosario di Tepito è sicuramente un buon punto di partenza per farsi un’idea, anche perché è il più frequentato. La guida spirituale recita la prima parte di ogni preghiera e i devoti rispondono a voce alta con la seconda parte. Si comincia con il segno della croce e poi con la sequenza classica del rosario, cioè un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria al Padre. Questa serie si ripete cinque volte, e tra una decina di Ave Maria e l’altra si dice un Mistero Doloroso, sebbene in alcune varianti possano essere recitati in alternativa i Misteri Gaudiosi, Gloriosi o Luminosi.

[Video con i momenti iniziali di un rosario per la strada a Tepito. La durata totale delle preghiere è di un’ora anche se i devoti spesso passano l’intera giornata a festeggiare la loro Santa presso l’altare]

La ricerca sul campo di Paolo Mossetti [1] riporta con precisione le parole dell’ufficiante. Primo mistero: l’agonia di Gesù nell’Orto di Getsemani (Matteo 26, 39): “Santissima Muerte, Fratello Gesù, ti offriamo questo primo mistero in onore della tua agonia nell’orto di Getsemani, ti chiediamo che per intercessione della Santissima Muerte e della tua Santissima madre, la Vergine Maria, ci concedi un gran dolore e pentimento per tutti i nostri peccati”.

Santa Muerte 1 oct 2010 140 (Small)Dopodiché si dedica una preghiera a una categoria specifica per ogni mistero, per esempio i detenuti, e la guida annuncia “un’orazione per i nostri fratelli che sono a…”. Si prega in silenzio per qualche secondo, poi comincia l’orazione per chi è in carcere. In questo modo si procede per tutti i misteri. L’agonia di Gesù all’Orto dei Getsemani si dedica ai detenuti. Il secondo mistero doloroso (la flagellazione di Gesù alla colonna) si indirizza agli infermi; il terzo (la corona di spine) va ai defunti; il quarto mistero (Gesù viene caricato della croce) risolve i problemi economici; infine il quinto (la crocifissione e la morte di Gesù) pone freno ai vizi.

Oltre alla cerimonia del rosario esistono anche dei novenari che si recitano in ambienti privati. I più noti sono composti da una preghiera d’apertura, una giaculatoria, un sonetto e altre preghiere da recitare durante nove giorni. La novena implica un impegno prolungato e una relativa disciplina, perciò è indicata nella risoluzione di problemi gravi o, secondo alcuni, addirittura nei rituali di stregoneria.

La maggior parte delle miniguide al culto e dei libretti in circolazione, di norma abbastanza autoreferenziali e commerciali (come la famigerata Biblia de la Santa Muerte), puntano a diffondere e cristallizzare alcune consuetudini della devozione. Tendono a consigliare comportamenti e pratiche, suggerendo preghiere, rituali e offerte per gli altari secondo criteri arbitrari o solo in parte recepiti dai devoti. Qualcuno ha addirittura escogitato i dieci comandamenti della Santa Muerte, con un’immaginazione abbastanza fervida. Presi da smania imitativa delle religioni “maggiori”, i creatori della “Bibbia della Santa Muerte” hanno rielaborato i passi su Mosè e le tavole della legge. Anche se non li legge o non li conosce quasi nessuno, li riporto come esempio di inventiva popolare (a volte interessata e non molto spontanea).

Nella “Bibbia”, su Internet e in altri volumetti di rapido consumo si parla spesso di una “religione”, quasi fosse contrapposta al cristianesimo e non di un culto popolare dai tratti folcloristici: la stragrande maggioranza di aderenti e fautori del culto per la Santa Muerte non intendono rinunciare al cattolicesimo né creare altre “religioni” strutturate come tali. Men che meno si può parlare di una setta o, come alcuni giornali cercano spesso d’inculcare, di una “setta satanica”.

Santa Muerte 1 oct 2010 100 (Small)

Inoltre in alcuni libretti si allude a non meglio precisati “fratelli”, mentre nell’uso comune si parla di devoti, simpatizzanti e, al massimo, di credenti. Alcuni torbidi predicatori, con un certo seguito tra masse ingannate a suon di promesse e falsi miracoli, hanno addirittura celebrato matrimoni, messe, pellegrinaggi e liturgie di ogni tipo in onore della Santa Muerte senza rispettare il confine tra la fede di ciascuno, con le sue legittime espressioni collettive, e le iniziative pacchiane e lucrative.

Per i vecchi devoti che da generazioni conservano l’essenza del culto, queste pratiche starebbero dimenticando e mistificando la natura spontanea e discreta, fino ai limiti della segretezza assoluta, che ha dato origine e diffusione al culto molti decenni, probabilmente secoli, or sono. Ecco quali sarebbero i “comandamenti” contenuti in questo libretto in vendita nelle edicole esoteriche o nei negozi specializzati:

Venererai la Morte con totale rispetto.
Non pronuncerai il suo nome invano.
L’adorerai nei giorni a Lei dedicati.
Onorerai tutti i tuoi fratelli nella religione.
Non farai del male a nessuno.
Non commetterai atti che possano pregiudicare la nostra religione che adora la Morte.
Non abuserai delle tue conoscenze spirituali.
Non renderai false testimonianze che La riguardino.
Non avrai pensieri che ti facciano lucrare grazie a Lei.
Non desiderai le ricchezze di altre persone.

Scarica a questo link il PDF con la lista completa delle preghiere per la Santissima Muerte più comuni in Messico (tradotte in italiano).

* Il gruppo rap messicano Cartel de Santa non si chiama così in onore della Santa Muerte ma per il nome del quartiere di Monterrey da dove provengono i suoi integranti.

[1] Cfr. Paolo Mossetti, Economia informale e sub-cultura religiosa: la devozione alla Santa Muerte, Facoltà di economia, Corso di Laurea Specialistica in Economia e Management per le Arti, la Cultura e la Comunicazione, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano 2008, p. 80.

di Fabrizio Lorusso

 

Santa Muerte messicana sulla rivista Punto d’incontro

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Maggio 2013 – Santa popolare o setta satanica? Madonna della mafia o protettrice dei più deboli? Due, forse 5 o 10 milioni sono i devoti della Santa Muerte, una delle figure di culto che più preoccupano la Chiesa in America. Dal Messico agli USA e all’Argentina, una “santa” controversa si sta espandendo tra la gente dopo secoli di clandestinità.

Da santa border line a icona globale grazie al web, la Muerte messicana assume oggi forme nuove e si integra con le subculture giovanili e l’immaginario del narcotraffico.

Quando la morte si fa presente nella società —sconvolta da anni di guerra al narcotraffico— anche il suo culto ritorna.

Importata dall’Europa durante la conquista spagnola, contaminata dalle tradizioni afro-cubane, della santería e dalla postmodernità dei quartierislum di Città del Messico, la morte santificata diventa folclore, cultura e religione. È temuta e amata, venduta e osteggiata, ma resta sempre una realtà ineludibile per tutti. Ed in Messico è già santa.

Il libro Santa Muerte, patrona dell’umanità —che comprende un’introduzione dello scrittore Valerio Evangelisti e un allegato fotografico a colori— è in vendita alla Libreria Morgana di Città del Messico, ibs.it, Amazon e le principali librerie online italiane. L’autore, Fabrizio Lorusso, classe 1977, milanese è residente in Messico da 12 anni. Giornalista e saggista, Lorusso è corrispondente e blogger de L’Unità per l’America Latina, collaboratore e redattore di altre pubblicazioni online e cartacee ed insegnante di lingua e cultura italiana.

BOOKTRAILER !

ARTICOLI CORRELATI
La morte in Messico. Di María T. Vassileva.

(fabrizio lorusso / puntodincontro.mx / adattamento di massimo barzizza)

puntodincontrosantamuerte

Link all’originale.

BookTrailer di Santa Muerte Patrona dell’Umanità

“La morte è così sicura di sé stessa che ci dà tutta una vita di vantaggio”

BookTrailer del libro Santa Muerte. Patrona dell’Umanità, Fabrizio Lorusso, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013 pp. 192. – Libro 

Blog santamuertepatrona.wordpress.com/

Autore del libro: Blog

Musica di Beto Quintanilla – “La Santísima Muerte”

Book Trailer by Giuseppe Spina nomadica.eu SANTA-MUERTE-niño

Santa, Haiti e Sorci alla Libreria Morgana di Città del Messico!

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Con grande regocijo y emoción finalmente podemos anunciar el desembarque intercontinental de mis libros a la Libreria Morgana de la Gran Cd. de México!

¿De qué estoy hablando? La Librería Morgana está en Colima # 143-A
Col. Roma Norte C.P. 06700 – México, D.F. (Tel./Fax: +52-55-52075843).

Y aquí están los libros en las fotos. La botellita de tequila no está incluida, pero seimpre puede haber alguna sorpresa por allí. Los libros son: 

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Santa Muerte Patrona dell’Umanità, Fabrizio Lorusso, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013.  Foto, un viaggio, un diario, un saggio. Alla scoperta della Santa proibita. Guarda il Book Trailer qui.

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Le Macerie di HaitiFabrizio Lorusso / Romina Vinci, Edizioni l’Erudita, 2012. Haiti 2010-2012. STORIE A CUI NESSUNO DARÀ MAI VOCE, PERCHE’ FORSE UNA VOCE NON L’HANNO MAI AVUTA. UN MUCCHIO DI MACERIE FATTE DI UOMINI. Leggi la recensione su ValigiaBlu. 

Gli introiti del libro destinati agli autori saranno devoluti all’associazione haitiana Auhmod (avvocati per i diritti umani).

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sorciSorci Verdi. Storie di ordinario leghismo, AA.VV., Ed. Alegre, 2011. Una bella banda di scrittori e giornalisti raccontano il fenomeno politico e sociale della Lega Nord in Italia e nella “Padania” usando l’arma della narrativa contro ogni censura.

Autori:
Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce.

Gli autori e le autrici di questo libro non hanno voluto alcun compenso. Gli eventuali utili di questo lavoro saranno destinati a sostenere la biblioteca del carcere di Padova.

Choque

Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio, Amara Lakhous, Ed. Elephas México, 2012. Traduzione alla spagnolo di Fabrizio Lorusso. Titolo originale: Scontro di civilità per un ascensore a Piazza Vittorio.

Las lentes de un sinfín de culturas convergen en un solo punto: el ascensor de un pequeño edificio en Piazza Vittorio. Interminables conflictos entre los vecinos, extranjeros la mayor parte, crean un gran escenario en el que se revela la naturaleza oculta de cada uno de ellos. Nadie puede huir de las críticas y de los prejuicios de los otros. Se trata de una novela satírica, llena de polifonías que pone al descubierto el choque de civilizaciones.

Un ascensor, un asesinato ¿cuál de los vecinos de Piazza Vittorio ha sido? ¿Acaso Amedeo?

Autor: Amara Lakhous
Traducción: Fabrizio Lorusso
Género: Novela
Colección: Nómada
Tamaño: 13.5 x 21 cm
Páginas: 160
ISBN: 978-607956674-6
eBook ISBN: 978-607956675-3
Precio: $199.00 MXN

Papa Francesco I vs la Santa Muerte

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Quando due eminenze s’incrociano e favellano, non possiamo far altro che starle ad ascoltare e pentirci, da peccatori quali siamo e saremo. Amaramente. Facciamolo prima che Lei ci porti via per sempre con la sua falce cosparsa avvelenata e piccante. Oppure prima che sia lui a portarci via trasformandoci in desaparecidos o francescani o esiliati gesuiti. Mi correggo, l’eminenza è solo una, è la Santissima Muerte Patrona che dispensa vita e morte su questa Terra troppo globalizzata. Non possiamo certo paragonarla a Jorge Mario Bergoglio, alias F1, che in fin dei conti è un umano come noi altri. Dalla fine del mondo ho carpito questo dialogo tra la Niña Blanca e Don Jorge Mario.

Santa Muerte – Ehi tu, che attraversi la mia strada anche se la tua ora ancora non è giunta… Si può sapere chi sei?

Papa F1 – Santissima, è Lei? Mater Terribilis! Non l’avevo vista nunca in tutti questi anni di carriera, qué espanto! Sono il nuevo Papa, San Francesco Primo l’argentino, d’origini italianissime e arcivescovo di Buenos Aires da qualche annetto ormai. Ma come! Non mi riconosce? Ieri sera stavo affacciato al balcone, c’è stata la fumata, la benedizione, le frasi in latino, il popolo…

Santa Muerte – Mira cabrón, spaventarsi non va con me. Se ti tocca morire, ti tocca e basta. E poi un’altra cosa. Io penso alla gente e al lavoro di mietitura, non alle cerimonie in TV. E il popolo me lo lasci stare, ci penso io y ya, sì? Sono la sua protettrice, scelta spontaneamente dalle masse, altro che conclave e fumi d’oppio. Tutto lo decide il popolo, nonostante voi non mi vogliate riconoscere come Santa, ma poi sai, non è che mi freghi molto. Sono una signora, sotto la mia tunica c’è uno scheletro che pulsa. Se devo portarmi via le persone per sempre, lo faccio democraticamente e senza problemi, però prenderei per primi i più “discoli”, cioè gli stronzi. Peccato che il Supremo Magister non me lo lasci fare, sono solo un’eccellente esecutrice in fin dei conti. Ma scusa, sei già “SAN” F1? Che hai detto?

Papa F1 – San? Ah, no, che lapsus! Togliamo il San davanti a Francesco, io nemmeno parlo con le bestie, cioè gli animali ecco. Ma che intende dire con “i più discoli”, o con quell’altra parola “estronzi“? Lei decide chi si comporta bene o male?

Santa Muerte – Siamo duri di comprendonio, sarà l’età. La tua, non la mia. Io sono ossuta e sana dall’epoca della mela, quella storia del serpente e dei due goderecci Adam & Eva. Riassumendo, non decido io chi se ne va o quando, solo so in che modo vi farò abbandonare questa valle di lacrime e al massimo il momento della giornata, entiendes? Però dico che farei volentieri a meno degli ordini dall’alto e in certi casi farei man bassa, soprattutto con chi si diceva protettore del popolo e dei poveri e poi li mandava al macello durante la dittatura, ne sai qualcosa?

Papa F1 – Ehm, no assolutamente, io sono per l’austerity e la preghiera, ad libidum, cioè ad libitum. Durante la dittatura argentina, facevo solo il mio lavoro pastorale… Con le mie pecorelle, tra i più miseri.

Santa Muerte – Dicono, e io lo so, credimi, che per colpa tua due preti son finiti male, molto male. Stavano coi più poveri loro, ma la chiesa pensava a pararsi le natiche. Me parece… E in America Latina non è stata mica l’unica né la prima volta, ricordi qualcosa?

Papa F1 – Illazioni, con todo respeto. E’ pseudogiornalismoraffazzonato.

Santa Muerte – Ho detto che quando ti tocca, ti tocca, non mi fare innervosire. La falce scalpita. Ricchi o privilegiati, per me non fa differenza. La mia bilancia è giustizia e presto il gufo canterà, ricorda che hai 76 anni, non 10, querido mío. Ci sono documenti belli e scritti sulle vostre boludeces, cioè stronzate. Leggi un po’ qua, alcuni ricordi argentini degli anni settanta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto: «Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma». Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio, che raccomanda che non si dia corso all’istanza. Se ben ricordi, quel prete, Jalics, stava in Germania e “l’istanza” significava fargli avere il passaporto senza dover tornare in Argentina.

Papa F1 – Va beh, ma ormai oggi chi può mettere in discussione la santa parola del santo padre? Ieri si poteva, ora no. Arrivi tu, pezzo di scheletro a farmi leggere vecchie cartacce!

Santa Muerte – Non c’è niente da fare Don, non mi convinci, e in più ti permetti di darmi del tu, così di punto in bianco. E’ finita. Senti anche questa e poi ci penso io. Un mese prima del colpo di Stato del marzo ’76, quando tu eri il capo dei capi dei gesuiti, io stavo sorvolando i cieli dell’Argentina e del Cono Sud, una fetta di mondo dominata da dittatori acefali. Mi risulta che hai chiesto a due sacerdoti di lasciare il loro lavoro comunitario nei quartieri slum: erano Orlando Yorio e Francisco Jalics. Però loro si rifiutarono, non volevano abbandonare la gente povera gente della zona. Tu li hai puniti immediatamente escludendoli dalla Compagnia di Gesù a loro insaputa. Convincesti l’arcivescovo di Buenos Aires a togliergli l’autorizzazione a dir messa. Subito dopo il golpe furono rapiti e loro dicono che quella revoca fu il segnale che i militari aspettavano per agire. La chiesa s’era defilata, via libera alle armi. Se magari non li segnalavi come sovversivi era meglio, no?

Papa F1 – Fandonie, lasciami in pace, vieja sovversiva! Ah! Ma che cazz…carajo.

Santa Muerte – Recuerda, io sono così sicura di me stessa che ti ho dato tutta una vita di vantaggio… Ya basta.

Così come s’incrociarono, si separarono. Con la fronte rivolta al cielo, gli occhi strabuzzanti e il sorriso inespressivo, il capo mozzato del nuovo pontefice giaceva inerme sulla tunica blu della Santissima. Il suo corpo volò altrove. E fumata nera fu. [di Fabrizio Lorusso]

Leggi l’intervista di Terre Madri al giornalista argentino Horacio Verbintsky sulle connivenze Chiesa-dittatura.

VidelaBergoglio

Oggi il quotidiano la Jornada (Messico): Bergoglio, tenaz opositor al matrimonio homosexual en su país http://lajor.mx/13TGuIY

Il giornale riportava anche una foto, vedi qui sopra, che non è di Bergoglio ma insiste comunque sui vincoli Chiesa-Stato-Dittatura.

“Es la pretensión destructiva al plan de Dios”, consideró. También se opuso a una más reciente ley de identidad de género que autorizó a travestis y transexuales a registrar sus datos con el sexo elegido.

Diceva la didascalia originale:

Imagen: Jorge Mario Bergoglio, elegido como nuevo papa, fue señalado por el periodista Horacio Verbitsky de mantener vinculos con la dictadura argentina. En la imagen, Jorge Rafael Videla con Obispo argentino.

Santa Muerte Protettrice del Popolo

Santa VicoloCannery

Questo reportage è uscito sulla rivista LOOP di ottobre/novembre 2011 (che vi invito a visitare qui!) e ora on line sul sito dell’Agenzia Letteraria Vicolo Cannery (e chiaramente vi invito a vistare anche quella!)

Di Fabrizio Lorusso (Nel pubblicare questo reportage, segnaliamo l’uscita di Santa Muerte Patrona dell’Umanità, il libro sulla Niña Blanca e il Messico edito da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri). Leggi anche il prologo e la descrizione su DinamoPress.It

Uno dei fenomeni sociali più interessanti e poco esplorati del Messico contemporaneo è senza dubbio l’emersione pubblica di un culto antico e semiclandestino a una santa popolare con le fattezze di uno scheletro, la Santissima Muerte. Ha una lunga storia che sta lentamente venendo fuori da ricerche sul campo e nelle biblioteche di questo paese. Una cosa è certa. Non va confusa con la famosa tradizione del giorno dei morti, dichiarata dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, che è d’origine cattolica e ha integrato alcuni elementi precolombiani e la cultura pop americana di Halloween.

Quella è una morte addomesticata dallo stato e dalla religione per fare festa e propagare lo stereotipo del messicano che non la teme mai e balla nei cimiteri. Tanti colori, statuette di donne borghesi scarnificate (le famose catrinas dell’artista del primo novecento Josè Guadalupe Posadas), teschi di marzapane, dolci, fiori gialli, e molta promozione turistica ma in fondo poca anima. La Santa Muerte è invece un’immagine più spaventosa, è vero. Ed è associata erroneamente al mondo del narcotraffico e della delinquenza, ai tamarri e ai poveri, come fosse una protettrice di reietti e malfattori. L’immaginario di morte, violenza e guerra al narcotraffico che il Messico esporta da alcuni anni ha contribuito a ingigantireil mito della “Madonna dei Narcos”. La realtà è però un po’ più complicata.

Si tratta di un’iconografia tardo medievale e barocca della morte scheletrica, con falce, mondo e bilancia, carica di simbolismo e mistero. Da decenni, anzi da secoli, è protagonista di un processo clandestino di canonizzazione o santificazione popolare. La Santa Muerte, alias Niña Blanca, Patrona, Señora, Flaquita (i suoi soprannomi sono praticamente infiniti), è un’entità santificata dal popolo. E’ l’idea della morte giustiziera che funge da intermediaria tra gli uomini e Dio e poi diventa oggetto di un culto specifico. La Chiesa non l’accetta. Se non sei vissuto non puoi mica essere Santo! Ma la gente è ormai stufa delle imposizioni delle istituzioni e della fede ufficiale, quella che decine di sette e gruppi cercano di brevettare per far soldi, e si ribella scegliendosi i propri intercessori divini e optando per una libera adesione alla religiosità.

E’ un movimento spontaneo che sorge in Messico, ma esiste anche in Argentina, dove prende il nome di San La Muerte, negli Stati Uniti e in Centro America. La morte santificata nasce nel mondo rurale e nelle comunità marginali di poveri e indios del Vicereame della Nuova Spagna, un territorio che s’estendeva dalla California a Panama, già nel diciassettesimo secolo quando gli spagnoli dominavano le colonie americane con la spada e con la croce. Erano infatti aiutati da eserciti di soldati dell’anima col saio indosso e la Bibbia in mano. La devozione alle figure della morte scarnificata che i religiosi cattolici avevano importato dall’Europa (per esempio i quadri delle Danze macabre e i Trionfi della morte-peste nera) prende in America nuove e inattese direzioni, sgradite alla Chiesa di Roma e malviste dal resto della società.

Quindi nel tempo questa morte fatta santa dai settori marginali si fonde e si confonde con le tradizioni locali, con le credenze e anche le superstizioni spesso legate a quel che resta della visione del mondo degli antichi messicani. Sopravvive clandestinamente alle persecuzioni dell’Inquisizione che accusa i suoi seguaci di “idolatria pagana” e “satanismo”. E sono le stesse espressioni di disprezzo, basate su preconcetti, con cui ancora oggi, dopo un decennio di boom mediatico della Santa Muerte, la stampa scandalistica e le gerarchie ecclesiastiche continuano a etichettare il suo culto senza comprenderlo. I devoti aumentano esponenzialmente da almeno un decennio e sono oltre cinque milioni, forse dieci. Il culto dilaga su Internet, nei mercati, tra i migranti, i poliziotti, i carcerati e ma anche nella classe media, tra i politici e nel mondo dello spettacolo.

Insomma parlare di satanismo e ignoranza non basta più. Ecco allora che emergono studi e analisi più serie e centrate sulla comprensione del fenomeno che non è “un problema” ma l’espressione creativa del sincretismo postmoderno e contro egemonico di settori crescenti della popolazione. Ad ogni modo spiegare esattamente che cos’è e cosa rappresenta la Santa Muerte è abbastanza difficile in poche righe (consiglio questo link https://lamericalatina.net/la-santa-muerte/ e pure Questo che è il SUO blog). Le immagini dei suoi simpatizzanti e dei momenti importanti del culto così come le parole dei devoti di questa specialissima santa messicana possono forse descriverla più di tante analisi e speculazioni. ALBUM LINK

Araceli Morales, casalinga ed estetista di Chalco, Città del Messico.

Sono credente della Santa da 23 anni, da quando ero una bambina. Ho avuto un’infanzia molto brutta, molto forte e lei mi ha aiutato molto e ha fatto sì che non prendessi nessun vizio, non stessi in strada ma imparassi a essere una buona madre e una buona moglie.

Ho quattro figli, tre femmine e un maschio. Ora vengo a ringraziarla perché il mio bimbo, appena nato, stava male e le ho promesso dei fiori e un cero. Mi manca oggi il mazzo di fiori ma intanto le ho portato il cero e i fiori li prenderò presto, glieli devo. Son stata una buona moglie ma mio marito mi ha lasciato in cinta di quattro mesi dopo quindici anni di vita insieme.

Per me la Santa è un sostegno quando sto affondando e lei mi aiuta mentre molti dicono che è cattiva, non è vero, cattive sono le persone che le chiedono cose. A volte chiediamo cose impossibili e sì vengono concesse, ma in cambio di altre cose molto forti che io personalmente non farei.

Ho il mio altare in casa con tutti suoi colori e di fatto, in verità, sono l’unica che crede in lei nella mia famiglia con cui ho discusso varie volte. Anche mio marito se n’è andato perché diceva che io gli facevo del male usando lei, ma era solo un pretesto. Io mai gli ho fatto del male con lei. E’ molto molto miracolosa ed è vero ma non bisogna chiedere cose troppo forti che non si possono concedere.

Armando Maldonado, 32 anni, disoccupato, Città del Messico, Iztapalapa

Sono devoto da dieci anni e prima comunque la rispettavo. L’ho conosciuta attraverso la televisione e quello che si diceva. Mi attirava il fatto che è molto buona, ti aiuta quanto le si chiede, ma è anche molto gelosa quando non mantieni le tue promesse. Sono cattolico, cioè credo alla Vergine, a Dio e tutto ma dicono che, beh, bisogna avere fede in qualcosa e ora veramente questa è la mia Santa. Lavoro, anzi, adesso sto cercando lavoro per questo son passato a vederla perché mi dia una mano. Lei mi ha aiutato varie volte ma quella che mi ha colpito di più è stata quando mi ha aiutato a trovare un buon lavoro e anche a tornare con mia moglie dopo che ci eravamo separati. Ho il mio altare in casa, le metto un cero, dei sigari, la purifico col fumo, le metto acqua, cannella, sale. Vado spesso a un altare a Iztapalapa, il 2 di ogni mese. Fanno il rosario e va il padre, si fa il rosario e le richieste di ciascuno per qualche malato o altro. Io ho prego soprattutto per mia mamma malata.

María, 39 anni, casalinga e commerciante del quartiere periferico Iztapalapa.

Io sto con la Santa da almeno vent’anni, faccio la commerciante in un negozietto di zona ma anche la casalinga in realtà. La Santa mi ha salvato due volte la vita e la devo ringraziare. Fu quando stavo con mio marito, beh il mio ex, il padre delle mie tre figlie. Mi picchiava e mi maltrattava e due volte mi ha rischiato veramente di ammazzarmi. Per fortuna ci siam separati proprio per questo, la violenza. Ho il mio altare e le mie bambine sono devote anche loro. Hanno 10, 12 e 15 anni.

Arturo Salazar, tassista, zona Santo Domingo, Città del Messico.

Conosco l’immagine da cinque anni e non da subito sono diventato un devoto. L’ho conosciuta per la strada, in un altro quartiere, tramite un amico che era in prigione. Per me oggi significa molto, è la tua fede, il tuo sentire e vivere. Le chiedo che ci aiuti ad andare avanti e a vivere. Ho avuto problemi di sicurezza col taxi, son saliti su dei rapinatori e la sua immagine mi ha aiutato e non mi hanno rapinato. Mi hanno detto che non mi avrebbero fatto nulla perché l’avevo lì nel taxi, avevo un’immaginetta e una collana.

Questa è una conversazione che ho avuto il piacere d’intrattenere con Alfonso Hernàndez, cronista di quartiere e direttore del Centro Studi su Tepito (Barriodetepito.Com), sul culto alla Santa Muerte e sulla vita in questa zona. Tepito viene a torto identificato come un covo di narcos e delinquenti, una pericolosa comunità anarchica e fuorilegge, ma che in realtà è uno dei pochi quartieri di Città del Messico ad aver conservato la sua identità culturale e storica malgrado la delinquenza, la droga e le vicissitudini di una modernità tronca e ingiusta.

F.L. – Quali sono le origini del culto alla Niña Blanca in Messico e qui nel quartiere di Tepito?

– Beh, io ho 65 anni e da 50 anni conosco questo culto grazie alle mie zie e le mie nonne che tenevano quest’immagine in qualche angolo nascosto della casa, ma la particolarità di Tepito è che proprio in questo quartiere viene esposta per la prima volta in strada come l’immagine di uno scheletro di dimensioni naturali e questo fenomeno si riproduce in lungo e in largo per tutta la città. Questo è quanto abbiamo visto oggi in via Alfarerìa 12, cioè un santuario in cui si venera quest’immagine che può essere una divinità della crisi, può essere o un’immagine per dei fedeli che ormai hanno smesso di credere alle altre immagini e religioni, ai partiti politici, alle istituzioni e che ricorrono a Lei in un momento di crisi. La Vergine di Guadalupe continua a restare al suo posto come un’immagine che fa miracoli, ma la Santa Muerte ti dà una mano, ti evita lo sgamo, cioè ti fa un “paro”.

– E questa è un’altra cosa. Come spiegheresti questo concetto che è molto messicano?

– Ci son cose che non si possono chiedere alla Guadalupe, le puoi chiedere cose buone ma non che ti tolga un maleficio o un’invidia. Invece la Santa Muerte si muove di più in un altro terreno, più nel campo dell’oscuro, del nero, beh sì le puoi chiedere che ti difenda e che con la sua falce recida le invidie e i malefici che incombono su di te.

– In questo senso sarebbe più potente della Vergine di Guadalupe, che dici?

– Più cabrona [testarda, dura, stronza, n.d.t.], non più potente, più cabrona.

Estratto di un’intervista a Doña Enriqueta (Queta) Romero Romero, guardiana dell’immagine e dell’altare alla Santa Muerte più importante del Messico in Calle Alfarerìa, nel quartiere popolare  di Tepito del centro della capitale.

F.L. – Quando hai cominciato ad abbracciare il culto alla Santa morte?

E. R. – Ho 65 anni e sono devota della Santissima Morte da 54 anni. Sono nata nel centro nella Calle Motolonía e mia zia era una devota. Tutta la vita poi l’ho passata qui a Tepito.

– Avevate un’immagine in casa?

– Sì, ma non c’erano figure di legno, piuttosto immagini di carta.

– Era comune il culto alla Santa quando siete arrivati qui?

– Non tanto ma la cosa era più che altro privata e si svolgeva nelle case di ciascuno. Le gente è iniziata a venire quando io ho messo fuori l’altare. E’ stato il 31 ottobre di 9 anni fa, nel 2001. L’immagine dell’altare me l’ha regalata mio figlio Marcos, il maggiore.

Preghiera alla Santissima Muerte (secondo il testo sul culto di Juán Ambrosio)

Santa Morte del mio cuore,

non lasciarmi senza la tua protezione,

e non lasciare mai tizio(a)… (nome della persona)

un solo momento tranquillo(a), infastidiscilo(a)

in ogni momento, mortificalo(a), inquietalo(a), inquietalo(a)

perché sempre pensi a me. Amen.

(Si recitano tre padre nostro)

Oh Morte Sacra,

reliquia di Dio,

toglimi dalla sofferenza

avendo te.

Che la tua ansia infinita

di voler fare il bene

sia sempre con me

tutta la nostra gioia

senza sapere per chi.

Che la tua bilancia divina

con la tua sfera celeste,

ci ripari sempre

la tua sacra tunica

Santissima Morte.

Per concludere una strofa della canzone del gruppo rap Cartel de Santa, da Monterrey.

“…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, io non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”.