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Colombia, altro che “Accordi di Pace”: intere regioni sono ancora in balia dell’anarchia criminale

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[di Marco Dalla Stella e Simone Scaffidi, da Repubblica] A livello nazionale la violenza diminuisce (-8% rispetto al 2016), ma nelle zone della coca gli omicidi sono aumentati del 12%, soprattutto nel Nariño. Alla fine del 2016 si applaudiva all’inizio di una nuova era, ma ancora oggi gruppi armati di diversa natura si contendono aree di produzione delle foglie di coca e preziose infrastrutture per la distribuzione

BOGOTA’ – Era novembre 2016 quando il Presidente colombiano Juan Manuel Santos e il generale della guerriglia FARC Timochenko firmavano, sotto lo sguardo attento di Raúl Castro, il testo degli storici Accordi di Pace che mettevano la parola fine a oltre cinquant’anni di sanguinoso conflitto interno. Gli osservatori internazionali applaudivano e una nuova era si apriva per la Colombia, celebrata anche dal Nobel per la Pace al mandatario colombiano. La realtà però è che ancora oggi vaste aree del Paese sono in balia di gruppi armati di differente natura, che si contendono sfere d’influenza, aree di produzione della coca e le preziose infrastrutture per la distribuzione.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 23. Colombia, la pace un anno dopo

avenida-miranda-colombia18 gen. – A un anno dalla firma degli Accordi di Pace tra governo colombiano e guerriglia delle Farc – che sono valsi a Juan Manuel Santos il Nobel per la Pace – la crisi nel paese sudamericano è tutt’altro che rientrata. Sebbene i componenti del più longevo gruppo guerrigliero dell’emisfero occidentale abbiano deposto le armi e abbiano avviato percorsi di reinserimento nella legalità, violenza e insicurezza stringono la Colombia nella loro morsa. Tra gruppi paramilitari, narcotrafficanti, combattenti che hanno rifiutato la resa e nuove sigle criminali la polveriera colombiana è ancora lì, mentre i tentativi degli oramai ex guerriglieri delle Farc di ricostruirsi una vita avanzano tra innumerevoli difficoltà.

Simone Scaffidi e Marco Dalla Stella sono stati in Colombia e hanno visitato tre delle zone di transizione e normalizzazione – oggi spazi territoriali di formazione e reinserimento – dove sono inizialmente confluiti gli ex-combattenti delle Farc. Hanno ascoltato le loro storie e sentito dalla loro voce la loro opinione su questo anno che avrebbe dovuto segnare l’inizio di un nuovo corso in Colombia.

Questa puntata di Avenida Miranda ci caricherà quindi sullo scomodo sellino di una vecchia moto Kawasaki che corre veloce fra i panorami mozzafiato e le accidentate strade della Valle del Cauca, del Meta e di Antioquia. Tra diffidenti guerrigliere olandesi, improbabili candidati alle elezioni, critici burocrati della capitale e disillusi fan di Michael Jackson.

Qui il PODCAST!

 

IIRSA, L’infrastruttura della devastazione (SUB ITALIANO)

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(di Coordinadora Antiirsa, traduzione di Perez Gallo)

Vi proponiamo qui il documentario realizzato da Coordinadora Antiirsa e da noi tradotto.

IIRSA (Iniciativa para la Infraestructura Regional de Sur América) é un gigantesco piano di interconnessione logistica del continente, che conta con circa 600 mega-progetti, che colpisce o espropria più di 1300 tra comunità indigene, comunità contadine, comunità afrodiscendenti, comunità di pescatori e raccoglitori, organizzazioni sociali e organizzazioni ambientaliste, e che punta a connettere le enclaves estrattive, minerarie e di soia della regione con i mercati globali [Perez Gallo].

Per accedere ai sottotitoli cliccare su “sottotitoli” in basso a destra nel video di youtube.

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#Colombia sin #Paz – #Columna @Desinformemonos

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De Fabrizio Lorusso – Foto: Oleg Yasinsky –  Desinformémonos

Tras 4 años de negociaciones y 52 de conflicto armado en Colombia, después de 260mil muertos y millones de desplazados, el acuerdo de paz firmado por el representante del estado colombiano, el presidente Juan Manuel Santos, y la guerrilla de las FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) a finales de septiembre no ha sido ratificado y aprobado por la mayoría de los ciudadanos que el domingo pasado expresaron sus preferencias en un referéndum convocado ad hoc. A las urnas acudió sólo el 37% de los empadronados (13 millones sobre 35), quienes decidieron que hay que desechar el acuerdo. De hecho, el No ha ganado con el 50.2% de los votos, lo que significa, en otras palabras, que el Sí ha perdido por unos 55mil votos, una diferencia muy pequeña que ha generado sorpresa en la comunidad internacional y en una parte de la sociedad colombiana, deseosa de cerrar un capítulo doloroso y empezar la reconstrucción de un camino común. Medios internacionales como The Guardian han hablado de “una Brexit” a la colombiana, o sea de un resultado inesperado, abrupto y, de alguna manera, dramático y desolador. Además, el presidente Santos optó por esta vía para dar más legitimación a los acuerdos, aunque no estaba obligado a ello y, finalmente, no se logró una suficiente movilización de fuerzas sociales y ciudadanos a favor del Sí. La campaña por la paz funcionó quizás más en el exterior que en territorio colombiano.  Continua a leggere

#Narcos, #HipHop e #Gangsters a #LosAngeles #Messico #NarcoGuerra: Articolo + #Podcast #Radio @cittadelcapo #Bologna

eazy-e-death-conspiracy.pngPost di Fabrizio Lorusso e Babe (Radio Città del Capo – Programma THIS IS NOT AN EXIT)  – CLICCA QUI Link per ascoltare il PODCAST del programma  – Soundtrack by Eazy E et al. – In collaborazione con This Is Not An Exit Blog

[Intro di Babe] Se ne parla poco, se ne sente parlare tantissimo. E’ anche uscito un film autocelebrativo” Straight outta Compton” che racconta l’epopea dei NWA, Negri Con l’Attitudine, l’Attitudine con l’A maiuscola, l’unica con permesso di soggiorno nell’america Reaganiana, ovverosia la propensione a far soldi e tirarsi fuori dalla Compton del Crack degli anni ’80. Il Crack era una sintesi della cocaina ottenuta con un semplice processo chimico che ne moltiplicava e amplificava gli effetti…e i guadagni per chi la vendeva. Non era più la sostanza d’elezione per le elite bianche in cerca di un “coadiuvante” prestazionale ma uno stupefacente buono per i ghetti neri delle grandi città americane con la sua tendenza ad alimentare l’alienazione sociale e le forme di psicosi.

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I Linguaggi della #NarcoGuerra @Odoyaeditore #Recensione su @MilitantBlog

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[Riproduco di seguito una parte della recensione al libro NarcoGuerra, che è in compagnia di quella dei romanzi di Don Winslow e della serie Narcos, dal blog di Militant] La “guerra alla droga” è lo strumento politico attraverso cui gli Stati uniti mantengono il controllo amministrativo ed economico di alcuni Stati dell’America Latina e centrale. Non è una lotta del “bene contro il male”, soprattutto laddove il primo è rappresentato dagli Usa o, peggio ancora, dalle sue particolari agenzie repressive (Cia, Dea, Nsa); l’obiettivo non è quello di estinguere il problema, sia perché questo è il prodotto di una domanda incontrollabile dei paesi occidentali, sia perché droga e narcos costituiscono privilegiati strumenti di controllo di territori e dinamiche sociali da utilizzare come “agenti di prossimità”; è, infine, una questione eminentemente politica e non semplicemente criminale, d’ordine pubblico, militare o in qualche modo tecnica: è politica perché deriva da specifiche cause sociali che la determinano; perché è prodotto diretto degli accordi neoliberisti di libero scambio tra paesi subalterni all’economia Usa; perché serve ai politici locali per costruire legittimazione che poi riversano controle popolazioni povere dei rispettivi contesti e per facilitare gli accordi di libero scambio di cui sopra. Sebbene scomparsa dai radar dei media occidentali, la lotta alla droga costituisce uno dei più rilevanti ambiti di gestione imperialista dei territori. In questi anni è soprattutto il mondo della cultura di massa ad essersene occupata, con linguaggi e obiettivi differenti, a volte opposti. E’ interessante capire come avviene il racconto della “guerra alla droga”, alla luce di alcuni specifici lavori usciti in questo anno, che contribuiscono a dare una panoramica degli interessi e delle sensibilità sul tema in questione. Continua a leggere

L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán

di Fabrizio Lorusso – Da Carmilla

chapo pensoso[La narrazione viaggia su cinque capitoli, intervallati da alcuni video e foto. Si può pure saltare da uno all’altro in caso di necessità. Indice: 1. Il Cartello  2. Ayotzinapa  3. La terza cattura  4. Estradizione?  5. Triangolo: Kate del Castillo, Sean Penn e “El Chapo” Guzmán]

“A cosa starà pensando El Chapo?” Questa semplice domanda, contenuta in un tweet del giornalista messicano Diego Enrique Osorno diventa virale la sera dell’8 gennaio. Sono passate poche ore dalla cattura, la terza, del narcotrafficante più ricercato al mondo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, capo dell’organizzazione criminale di Sinaloa. Più conosciuto ormai per il suo alias, “El Chapo”, ossia il tozzo o tarchiato, il capo rinchiuso è diventato un numero: prigioniero 3870 del penitenziario di massima sicurezza El Altiplano, prima La Palma. Nel tweet di Osorno è incorporata una delle foto diffuse dalla stampa dopo l’arresto. Continua a leggere

María llena eres de gracia (María Full of Grace #Film Completo) #Colombia #Cocaina #Narcos

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

María, llena eres de gracia es una película en coproducción entre Colombia y Estados Unidos dirigida por Joshua Marston que aborda el tema del drama vivido por las llamadas mula del narcotráfico. Esta película supuso el estreno como director de Joshua Marston y de su protagonista Catalina Sandino, quien por este film logró en 2004 el Oso de Oro a mejor actriz y la nominación alPremio Oscar.

Maria Full of Grace (titolo originale spagnolo: María llena eres de gracia, lett. dalla preghiera in spagnolo “Maria sei piena di grazia”) è un film del 2004, scritto e diretto daJoshua Marston, che vinse l’Independent Spirit Award per la miglior sceneggiatura d’esordio. Anche se il film descrive la vita rurale in Colombia, è stato effettivamente girato in Ecuador. Il titolo è un doppio senso accennato sulla locandina: un doppio riferimento all’Ave Maria, e cosa Maria porta dentro di sé negli Stati Uniti.

L’attrice protagonista Catalina Sandino Moreno ha ottenuto il premio come migliore attrice al Festival internazionale del cinema di Berlino e, con la nomination agli Oscar 2005, è una delle due attrici latino-americane che hanno ricevuto una candidatura all’Oscar alla miglior attrice, assieme alla messicana Salma Hayek per Frida del 2002. Da: wikipedia

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