L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni @unitorvergata #Roma @RadioTorVergata

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Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società – Teatro di Roma

 UNCOVERING EXCELLENCE – L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni 

Teatro Valle, Via del Teatro Valle, 21 – Roma, 14-15 giugno 2016

Il mondo dell’università, dello spettacolo e della comunicazione riflettono sui punti di contatto tra pratiche devozionali e fenomeni mafiosi. L’occasione è offerta dal convegno “L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni” (Martedì 14 e Mercoledì 15, Teatro Valle) organizzato da Università di Roma “Tor Vergata” e Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Uncovering Excellence”. Vedi il programma: www.facebook.com/events/1088014891258011/?ti=cl

L’evento rappresenta la seconda tappa di un’iniziativa scientifica più ampia, promossa da un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata”, già protagonista, nel novembre 2014, di un convegno internazionale svoltosi presso la Casa della Memoria che ha visto la presenza tra i relatori di don Luigi Ciotti Presidente di Libera. Dopo avere esplorato il fenomeno nei suoi rivolti sociologici e storici, l’attenzione si sposta ora sulle rappresentazioni dell’immaginario devozionale mafioso offerte da linguaggi artistici e della comunicazione, con uno sguardo che si apre a ventaglio su teatro, cinema, romanzi d’indagine, ma  anche televisione, web, fumetti, pubblicistica

È noto infatti come la cultura mafiosa abbia attinto e continui ancora ad attingere al repertorio devozionale cattolico. È una pratica che alla mafia serve per la costruzione di ritualità interne all’organizzazione, per imporre la propria presenza sul territorio attraverso la gestione di culti locali e feste patronali, ma anche per promuovere un’immagine pubblica del capomafia fondata su un presunto rapporto privilegiato con il sacro. Un uso di tale repertorio non è solo strumentale, ma è parte viva della cultura mafiosa. La figura del “mafioso devoto” è d’altronde uno stereotipo che trova precisi riscontri nel vissuto quotidiano di molti affiliati e facilita la creazione di ampie zone di permeabilità tra le gerarchie ecclesiastiche e le organizzazioni criminali.  Parallelamente però importantissimo è da tempo il ruolo svolto dai media (soprattutto televisione, web, fumetti, pubblicistica) nel sottrarre terreno all’immaginario devozionale mafioso, attraverso la formazione di modelli di carattere civile e attraverso la promozione dei “martiri vittime di mafia”.

Il convegno “L’Immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni” affronta questi temi attraverso un’indagine su tre direttrici.

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Gio 14 mattina si affrontano le Scritture Teatrali, ovvero le narrazioni e le rappresentazioni cui ha dato e sta dando voce il teatro. Da quello popolare e primo novecentesco della compagnia di Giovanni Grasso (di cui parla Gabriele Sofia), alle narrazioni epiche dell’opera dei pupi (affrontato nell’intervento di Alessandro Napoli), al teatro siciliano contemporaneo di impegno civile di Vincenzo Pirrotta (affrontato nell’intervento di Stefania Rimini) e di  astrazione poetica Franco Scaldati (affrontato nell’intervento di Viviana Raciti). Già da mafiusi de la Vicaria di Giuseppe Rizzotto (1863), portati in tournée internazionali dalle compagnie italiane, il teatro ha infatti incrociato non solo il tema delle organizzazioni mafiose ma anche tutta la ritualità ad essa collegata. Questo ineludibile contatto è però nel teatro di impegno civile, come quello dei siciliani  Vincenzo Pirrotta e di Franco Scaldati, al centro di nuove direttrici di riflessione. Vincenzo Pirrotta riesce a coniugare con rara intensità scenica l’intreccio di devozione e violenza nella denuncia dell’orrore, mentre Franco Scaldati conserva nel suo teatro, una tensione verticale che guarda insieme alla sfera sacra ma contemporaneamente anche a quella più triviale, bassa, violenta, velatamente o dichiaratamente mafiosa, mettendo in scena un conflitto dove la risoluzione – drammatica – parla ancora di un sacrificio cristiano e salvifico, come nel testo dedicato al martirio di Don Giuseppe Puglisi.

Gio 14 pomeriggio sono di scena Cinema e Televisione, osservati anche nelle loro rispettive dinamiche di scambio. Fra i temi trattati, l’ambiguo ruolo storico del cinema nel dare vita a forme mitiche e pratiche cultuali dell’immaginario contemporaneo collegato alla mafia (argomento dell’intervento di Peppino Ortoleva); il modo con cui, la televisione, nell’immediatezze degli eventi e anche in seguito, tramite l’incessante storytelling proposto da telegiornali, documentari televisivi e fiction, ha promosso dinamiche cultuali legate alle vittime dell’antimafia (argomento che è al centro degli interventi di Sila Berruti, Diego Gavini e di Giovanna Galvagno); la capacità infine di un regista contemporaneo come Franco Maresco di interagire in modo dialettico con questo immaginario (tema affrontato nell’intervento di Emiliano Morreale).  Di grande rilievo la presenza nella sessione del produttore cinematografico ed editore Rean Mazzone (Ila Palma Produzioni e Dream Film) –  che ha prodotto, fra gli altri, i film di Franco Maresco, Belluscone – Una storia siciliana e Gli uomini di questa città io non li conosco (sul teatro di Franco Scaldati) –, con un intervento e una testimonianza.

Gio 15 mattina l’attenzione si sposta infine sulle produzioni discorsive legate alla Carta e Web, fra approfondimenti colti, diffusione popolare e trasmigrazioni di temi da un medium all’altro. Nel cartellone della mattinata dunque: riflessioni sull’archetipo del sacro nei romanzi d’indagine italiani dedicati alla mafia (tema dell’intervento di Cristiana Lardo); uno studio di caso sulle rappresentazioni, tra santità cattolica e religione civile, del Giudice Livatino (al centro dell’intervento di Lucia Ceci); una mappatura aggiornata del fenomeno in costante crescita delle graphic-novel dedicate all’anti-mafia (obiettivo dell’intervento di Tommaso Caliò) e due interventi dedicati, l’uno alla mafia italiana, l’altro alla mafia messicana nel web (dovuti rispettivamente a Marcello Ravveduto e Fabrizio Lorusso).

Nei mesi seguenti, il progetto continuerà, dando vita ad un sito dedicato al tema http://www.cultiemafie.it, ad una collana di ebook per l’editore Viella e ad una retrospettiva cinematografica in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale.

Il progetto “L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni”, animato da un gruppo di ricercatrici e ricercatori dell‘Università di Roma “Tor Vergata”, composto da Tommaso Caliò, Lucia Ceci, Luca Mazzei, Donatella Orecchia, Sila Berruti, Diego Gavini, Viviana Raciti, si avvale del finanziamento “Uncovering Excellence 2014”, bandito dallo stesso ateneo romano per stimolare idee innovative e “bottom up”.

Info: convegnocultiemafie@gmail.com

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