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Santa Muerte, Haiti e Messico a Bologna con Bartleby e Pino Cacucci

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Conversazione con Fabrizio Lorusso e Pino Cacucci

Dalla Santa Muerte messicana ai movimenti in America Latina

Bologna, Piazza Verdi, 1 luglio, ore 19. Con Bartleby e Pino Cacucci parliamo di Messico, Haiti, Santa Muerte e movimenti in America Latina.

Link evento su Facebook QUI

“La guerra tra stato messicano e i cartelli della droga, i movimenti sociali in Messico,cooperazione internazionale e neo colonialismo dietro la ricostruzione di haiti. Questi sono alcuni degli argomenti trattati da Fabrizio Lorusso nei suoi libri (“la santa muerte patrona dell’umanità” e “le macerie di haiti”) o di cui si occupa nel suo lavoro di ricerca e giornalismo free lance in Messico. Si tratta di interessanti punti di partenza per parlare insieme dell’america latina, dei cambiamenti che l’attraversano e dei movimenti politici che ne nutrono le lotte, fino alle rivolte brasiliane di questi giorni”. Firmato: Assemblea BARTLEBY Smaschieramenti, NOA e altre favolose soggettività – http://bartleby.info/

Santa Muerte e Le macerie di Haiti: prossime presentazioni

Haiti e Santa insiemeEcco i prossimi appuntamenti con la presentazione del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità e con Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso). Ma prima un book trailer. La recensione del libro su Haiti dal sito Valigia Blu.

Domenica 30 giugno – Ore 17.30 / 19.00

Come e dove?                     Novate Milanese (MI), Circolo Rifondazione Comunista Sempre Avanti, Via Bertola 11

Che cosa?                             Santa Muerte Patrona dell’Umanità + Haiti

Con chi?                                Con l’autore e Nino Demeo dal Circolo S. B. Rif. Com.

E sul Web?                           http://rifondazionenovate.it/

Copertina mecerie di HaitiRifo..in..festa 2013 – DOMENICA 30 giugno ORE 17,30 c.a

INCONTRO CON FABRIZIO LORUSSO E I SUOI LIBRI

“Sono di Milano, Bovisa, dall’estate ‘77. A un certo punto ho preso la laurea alla Bocconi con tesi in storia economica messicana. Nuovo millennio, fuga a sud: dal Texas a Cali e Buenos Aires. Son da anni in esilio volontario a Città del Messico dove ho studiato master e dottorato in Latino-Americanistica. Sono uno dei redattori di Carmilla On Line, insegno italiano, faccio il free lance (giornalista?), traduco il traducibile e sono autore dei libri Le macerie di Haiti e Santa Muerte Patrona dell’Umanità oltre alla collaborazione nell’ultimo libro Nessuna Più di cui sarò lieto di venire a parlare con voi.”

Santa Casa Malasangre

Domenica 30 giugno – Ore 20 – CONFERMATO – Vai all’evento su FACEBOOK (LINK)

Come e dove?                     Seregno, Arci-Circolo culturale Malasangre – Via Milano, 8 – Seregno (MB)

Che cosa?                             Santa Muerte Patrona dell’Umanità + Concerto della band “Santa Muerte”

Con chi?                                Con l’autore e la band “Santa Muerte”

E sul Web?                           http://www.facebook.com/events/563431900388701/

E INFINE CON BARTLEBY A BOLOGNA IL PRIMO LUGLIO:

bartleby

Lunedì 1 luglio – Ore 18.30 / 21.00 – CONFERMATO !

Come e dove?                     Bologna – Piazza Verdi (open air)

Che cosa?                             Santa Muerte Patrona dell’Umanità + Haiti

Con chi?                                Con l’autore + Assemblea BARTLEBY Smaschieramenti, NOA e altre favolose soggettività

E sul Web?                           http://bartleby.info/

Per saperne di più sul culto alla Santissima Muerte, ecco l’articolo Santa Muerte for Beginners con video finale.

Bartleby deve morire. Battaglia per la libera cultura

[A Bologna, gran parte della cultura nasce dal basso. Dai centri sociali, dalle osterie, dalle realtà autogestite. Tra queste si colloca Bartleby, un polo culturale indipendente che in tre anni ha prodotto una massa impressionante di eventi di alto livello, gestiti a titolo gratuito da un gruppo di giovani. Forse è a causa di questa autonomia dalle istituzioni che Comune e Università vogliono, in perfetto accordo, che Bartleby smetta di esistere. Pubblichiamo volentieri, e condividiamo, la loro protesta (original link)]. 

In questi ultimi giorni si è riaperto il dibattito sull’assegnazione di una sede per il progetto Bartleby. Lo ribadiamo ancora una volta: Bartleby non sono quattro mura in via San Petronio Vecchio, ma un progetto politico e culturale, che nasce all’interno delle lotte contro la dequalificazione dei saperi e vive all’interno di una composizione sociale fatta di studenti e precari, musicisti e lavoratori della cultura.
Tre anni fa occupammo con la scommessa che a Bologna ci fosse un potenziale inespresso. Che gli studenti della città non fossero solo spugne a cui spremere soldi, di cui farsi vanto nelle statistiche d’Ateneo, ma che, nella crisi dell’università, potessero spingere per creare un modo nuovo di immaginare l’università al di fuori dei vincoli e delle gerarchie che la prendono in ostaggio. Abbiamo visto moltiplicarsi gli esperimenti, abbiamo favorito il nascere di nuove collaborazioni che abbattessero le barriere fra le discipline.

La scommessa di Bartleby non riguarda solo l’università, ma la produzione di arte, cultura e saperi nello spazio cittadino: musicisti di diversa estrazione e formazione si sono incontrati nei nostri spazi e hanno cominciato a lavorare insieme. Scrittori, attori e studiosi hanno trovato nel nostro progetto una possibilità di sperimentazione. Esattamente quella capacità propulsiva di cui le istituzioni Bolognesi si fanno vanto (“Bologna città della cultura”, “Bologna patrimonio dell’Unesco per la musica”, “Bologna polo universitario”), salvo poi tarpare le ali a questi esperimenti. Tutto questo ci sembra assurdo.

Ancora più assurdo perchè, dal momento che la nostra volontà di dialogo non è mai venuta meno, una soluzione era stata trovata, nei locali di via San Felice 11. Soluzione che però è sfumata per volontà dell’amministrazione comunale. Forse perchè dietro al “caso Bartleby” si celano tensioni di una maggioranza che deve operare scelte in tempi di crisi e scopre le divisioni al proprio interno? Forse perchè l’università vede in Bartleby una minaccia piuttosto che una ricchezza? Forse perchè le idiozie securitarie dei comitati “antidegrado”, che considerano la socialità di studenti e precari una mera questione di ordine pubblico, stanno prendendo in ostaggio il dibattito cittadino?

Adesso l’amministrazione universitaria minaccia lo sgombero estivo con la città vuota: una mossa da cuor di leoni. L’amministrazione comunale sembra tentennare. Una soluzione per Bartleby era stata trovata e su questa si stava costruendo un accordo, qualcuno si è messo di traverso. A questo punto è il caso di chiederci: perché parte di chi governa questa città, tanto in comune come in università, vuole soffocare questa esperienza? Chi si oppone al fatto che studenti, artisti e precari si organizzino in autonomia e facciano liberamente (e gratuitamente!) circolare saperi, cultura, socialità? Invitiamo tutte le forze politiche, sociali, sindacali e culturali di Bologna ad esprimersi e a prendere posizione in merito. Bene che tutti prendano parola e dicano chiaramente a quale progetto di città stanno lavorando.

Noi le nostre scelte le abbiamo fatte e le portiamo avanti ogni giorno a viso aperto, senza nasconderci dietro paraventi. Centinaia di persone insieme a noi hanno sostenuto e sostengono ogni giorno quest’esperienza.

Bartleby sin dalla sua nascita lavora perchè si dispieghi quella forza trasformativa data dalla scommessa dell’incontro fra i tanti e diversi che Bologna la vivono e la rendono un luogo ancora capace di attrarre intelligenze e creatività. Bartleby è parte di una Bologna che vive il presente come possibilità, l’autogestione come ricchezza, la contaminazione come forza collettiva.