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Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia de EEUU a América Latina”, Fabrizio Lorusso – Confluenze Rivista di Studi Iberoamericani, Università di Bologna

confluenze nov 2010[Artículo de Fabrizio Lorusso, “Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia de EEUU a América Latina”, Confluenze Rivista di Studi Iberoamericani, Università di Bologna, No 2 Vol. 2, 2010 – link a la revista – LINK AL ARTÍCULO]

RESUMEN

El presente artículo considera las principales críticas que, en las últimas dos décadas principalmente, se han impuesto a la atención de los expertos en sistemas de enseñanza de los posgrados en administración de empresas. El planteamiento principal es que, al tener en cuenta y hacer una síntesis de las principales críticas y debates avanzados por diferentes escuelas de pensamiento y al considerar fundamental la relación de la misma academia con el sector empresarial, es decir con “la práctica” de la administración cada vez más alejada de la teoría, se pueden esbozar los rasgos que, en el peculiar contexto histórico, social y económico de América Latina, resultarán relevantes para una parte sustancial de la futura clase dirigente del subcontinente.

Palabras claves: Administración de negocios, sistema MBA, enseñanza, teoría, América

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Amenazan con desalojar centro social XM24, espacio de autogestión en Italia

xm foto santa maría ribera

[di Perez Gallo da Desinformemonos] Hace algunas semanas apareció, en una calle de la Santa María la Ribera, en la Ciudad de México, una extraña bandera con escrito “I love XM24”. Sucesivamente, una igual bandera fue mirada en el barrio sureño de la Ruiz Cortínes, en la misma capital mexicana. Considerando la sorpresa que debe de haber tomado a los vecinos esa rara e incomprensible bandera, quizás habría que contarles la historia de este extraño lugar con ese extraño nombre, XM24.

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#Video #43 poeti per #Ayotzinapa + Caso #Iguala: Presentazione al Centro Amilcar Cabral di #Bologna 15-12-2016

Video-Intervento dal Messico di riassunto e aggiornamento sul caso Iguala-Ayotzinapa e i 43 studenti desaparecidos della normale rurale Isidro Burgos per la presentazione del libro, a cura di Lucia Cupertino, “43 poeti per ayotzinapa”, edito da Arcoiris in Italia. L’evento si tiene a Bologna, al Centro Amilcar Cabral, con la partecipazione della traduttrice e curatrice e del Prof. Giovanni Marchetti. Leggi la postfazione di Francesca Gargallo link – Evento su facebook: link

Ayotzinapa 25 S 2015 Mexico City (64) (Small)

Su #Radio @cittadelcapo @liberaradio Arresto #ChapoGuzman, nuovo capitolo della #NarcoGuerra

[Audio dell’intervista di Federico Lacche per Libera Radio – Radio Città del Capo a Fabrizio Lorusso – Trasmessa il 13 gennaio 2016 – Qui link originale]

chapo1A sei mesi dalla sua rocambolesca evasione dal carcere, è stato ricatturato il latitante Joaquín Guzman Loera, meglio noto come el Chapo, il re del narcotraffico messicano. Capo del cartello di Sinaloa, uno dei più sanguinari del Paese, el Chapo era scappato da un carcere di massima sicurezza dove era rinchiuso dal febbraio del 2014, grazie a un tunnel scavato da alcuni complici. Il narcotrafficante è stato catturato in un hotel nei pressi di Los Mochis, località vicina alla costa nello Stato di Sinaloa (nord-ovest del Messico), la sua regione natale. Dopo l’arresto, Guzman è stato portato all’aeroporto di Città del Messico e imbarcato su un elicottero militare. “Per il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, è un momento di rivincita e festeggiamenti, mentre le voci critiche parlano di una finzione compiuta, alludendo alle incoerenze nelle narrazioni che si susseguono ora dopo ora, alle filtrazioni premeditate di informazioni e dettagli, secondo un copione occulto, e infine alla pomposità dello spettacolo presidenziale riprodotto dalle Tv. Tra l’altro la ricattura del boss arrivava proprio in un momento delicatissimo, con un timing e una precisione impressionanti. Il 2 gennaio, infatti, veniva uccisa Gisela Mota, neosindaca di Temixco, vicino a Cuernavaca, nella regione del Morelos, da un commando armato di presunti narcos del gruppo dei Los Rojos. Questi, come i tristemente famosi Guerreros Unidos, sono una cellula scissionista dell’ex potente cartello dei fratelli Beltrán Leyva, a loro volta fuoriusciti da quello di Sinaloa nel 2009. La notizia del crudele assassinio, perpetrato nella casa della giovane funzionaria nel secondo giorno del suo mandato di fronte ai suoi familiari, ha fatto il giro del mondo, mettendo nei guai il governo e il presidente, giusto nel mese in cui si preparava la sfilata nella vetrina del World Economic Forum. In terra azteca sono un centinaio i presidenti municipali, come sono chiamati i sindaci nei comuni, ammazzati negli ultimi dieci anni. Gisela non s’era piegata ai dettami della delinquenza organizzata della zona, sempre più confusa e infiltrata nelle polizie locali e statali“. Così sul suo sito scrive Fabrizio Lorusso, scrittore e docente universitario che vive da 13 anni a Città del Messico. A lui, autore anche di NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga, edito da Odoya nel 2015, abbiamo chiesto di offrirci una lettura di quello che appare come un ulteriore e significativo episodio della Narcoguerra che insanguina il paese dal 2006.

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Recensione di #NarcoGuerra cronache dal #Messico su Il Resto del Carlino Bologna

Recensione NarcoGuerra Resto del Carlino

Le Sultane, nuovo romanzo di Marilù Oliva

le sultane marilu oliva“Perché se non sei niente per nessuno, nessuno sarà niente per te”. Ho appena finito di leggere Le sultane di Marilù Oliva (Elliot Ed., 2014) di cui potete vedere il book trailer nel video che ho inserito sopra. Ma state attenti a non emozionarvi troppo e soprattutto a non sporcarvi di sangue. Alla fine della lettura sono rimasto trasognato, spaventato e ammirato. Ho cominciato un processo mentale di ricostruzione della trama e di riappropriazione dei significati e delle sensazioni. Ho sognato il film delle Sultane. Insomma, il testo ha funzionato. Ripenso al tempo, all’inesorabile scorrere della vita che costituisce l’oggetto delle riflessioni del romanzo, un noir tragicomico e colmo d’umanità profonda, dall’intreccio accattivante e costruito con coerenza e dinamismo dall’inizio alla fine. Tutto s’incastra a regola d’arte, con semplicità e fluidità. Le tre sultane, Wilma, Mafalda e Nunzia, abitano in via Damasco a Bologna, in un condominio popolare e si fanno delle belle partite a carte almeno ogni settimana.

Sono tre vecchine ultrasettantenni all’apparenza innocue, grandi amiche e compagne d’avventura nella fase finale della vita che, però, riserva loro grate e meno grate sorprese. Nunzia è cattolica e superstiziosa. Sopporta la vita con il fratello alcolizzato e la sua unica gioia è la “dolce e perfetta” figlia, Betta. Wilma ha, anzi aveva, due figli: Juri, che è morto in un incidente motociclistico ed è la sua ossessione, e Melania, che invece vive fuori casa con alcuni fanatici di una setta e non sopporta la madre. Mafalda è la persona più tirchia e scaltra dell’universo e cura il marito Giorgio, malato di Alzheimer. Il lato oscuro delle tre donne coinvolge e travolge direttamente i loro vicini di casa, una coppia italo-senegalese: Carmela, ragazza irrequieta e sgarbata, e Bubi, il suo  amante, convivente e complice originario dell’Africa.

Il cielo nebuloso e fosco delle Alpi Orobie si staglia di fronte a me e facilita il divagare della fantasia: mi sono ritrovato a Bologna, sono diventato un vicino di casa delle Sultane, le ho sentite litigare e fare la pace, le ho viste arrancare sulle scale, appesantite dal passato e dai chili di troppo, e ho incrociato gli altri condomini, i loro parenti, le loro terribili inquietudini e solitudini. Di ritorno dalle loro stanze riapro gli occhi e mi gusto la loro saggezza, prima che sia troppo tardi. “Diventi vecchio quando ti accorgi di non avere più forze per impedire che siano gli altri a scegliere per te”. “E’ questa la vecchiaia, il passaggio dalla dimensione dell’infinito alla gabbia del prevedibile”. Con amarezza sorrido, dimentico del tempo e dei suoi inganni.

Marilù Oliva è giunta al quinto romanzo. Dopo Repetita e la trilogia della Guerrera, eroina precaria della salsa a Bologna (¡Tú la pagarás!, finalista al Premio Scerbanenco, Fuego e Mala Suerte, vincitori del Premio Karibe Urbano per la diffusione della cultura latino-americana in Italia), ha curato l’antologia Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio, in collaborazione con Telefono Rosa. Su CarmillaOnLine potete leggere l’incipit de Le Sultane (link).

 

Santa Muerte Patrona a Bologna. Libreria Trame, 12 Luglio Ore 12

SantaMuertePatrona_copertinamezzaQUANDO: Sabato 12 Luglio alle 12

DOVE:
alla libreria Trame in via Goito 3/C a Bologna

COSA
: presentazione + aperitivo del libro di Fabrizio Lorusso “Santa Muerte Patrona dell’Umanità” (Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2013).

CHI:
l’autore ne parlerà con la scrittrice Marilù Oliva.

“Santa Muerte”
è un libro sul Messico e sul culto alla Santa popolare più controversa, amata e perseguitata degli ultimi anni nelle Americhe e nel mondo. La Muerte scheletrica, con la sua falce e il mondo tra le mani, è la vera patrona dell’umanità ed in Messico è già santa, nonostante la Chiesa la combatta strenuamente. Questo libro è  un saggio, un diario di viaggio e un testo di giornalismo narrativo. Ci spiega le origini della devozione, la storia e i significati di quest’icona messicana che è diventata globale nell’ultimo decennio e che ormai ha 10 milioni di fedeli.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAFabrizio Lorusso vive a Città del Messico da oltre 12 anni e fa il giornalista free lance per media italiani e messicani, il traduttore e l’insegnante. Ha studiato un master e un dottorato di ricerca in Studi Latino Americani, è redattore della rivista web CarmillaOnLine e autore del libro reportage “Le macerie di Haiti”, scritto con la giornalista Romina Vinci. Attualmente lavora a un nuovo libro: NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga. Ha partecipato con il racconto “Mia” alla collettanea “Nessuna più. 40 scrittori contro il femminicidio” a cura di Marilù Oliva. In Messico ha pubblicato una raccolta di poesie in spagnolo che si chiama Memorias del mañana.
Marilù Oliva vive a Bologna e insegna lettere alle superiori. Ha scritto cinque romanzi, di cui tre dedicati al personaggio della Guerrera: “¡Tú la pagarás!” (Elliot, 2011), finalista al Premio Scerbanenco, “Fuego” (Elliot, 2011) e “Mala Suerte” (Elliot, 2012), gli ultimi due vincitori del Premio Karibe Urbano per la diffusione della cultura latino-americana in Italia. L’ultimo romanzo è “Le Sultane”, appena uscito per Elliot. Ha scritto un saggio su Gabriel García Márquez, “Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo” (CLUEB, 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, L’Unità online.
Blog Santa Muerte Patrona (LINK)
Tepito_30_sett_2011 096 (Medium)

#Hackmeeting 2014 a #Bologna #XM24

di Jacopo Anderlini

hackmeeting logo[Questo articolo è stato pubblicato sul numero 119 della rivista Germinal]

Il prossimo 27, 28 e 29 giugno, a Bologna presso lo Spazio Sociale Autogestito XM24, via Fioravanti 24, si terrà la diciassettesima edizione dell’Hackmeeting: una tre giorni che dal 1998 unisce e mette in relazione i vari soggetti che animano il mondo delle controculture digitali. Certo, non basta questa scarna definizione a dare conto della composizione che caratterizza, e ha caratterizzato, l’evento e l’importanza che questo ha significato, e significa, per i movimenti sociali e controculturali. L’Hackmeeting non è solo l’espressione di diverse soggettività ed esperienze, ma ha allo stesso tempo creato e formato una comunità – ibrida, mutevole, molteplice, anche contraddittoria – che ha attraversato e composto – e continua a farlo – tempi e spazi dei movimenti sociali. Una rete di relazioni e interazioni che ha visto nascere progetti fondamentali come Autistici & Inventati (A/I), collettivo che si colloca nell’intersezione tra hacking e attivismo politico fornendo strumenti e conoscenze orientati alla condivisione, alla tutela della privacy e dei diritti digitali, all’autonomia e alla libertà nelle comunicazioni telematiche.

In un motto, che era quello di Primo Moroni e che è stato fatto proprio dal collettivo, “Socializzare saperi, senza fondare poteri”. E in effetti proprio dalle pagine del libro che A/I ha pubblicato sui suoi dieci anni, +kaos, Agenzia X, Milano, 2012, emerge da diverse voci come l’Hackmeeting sia stato il brodo di coltura, il terreno fertile in cui esperienze diverse si sono intrecciate e contaminate confluendo in progetti esistenti o facendone emergere di nuovi.

Le origini – ECN

Per riuscire a restituire il senso e la portata di ciò che è stato ed è Hackmeeting, non solo per la cultura hacker ma anche per i movimenti sociali in Italia, occorre raccontare come è nata questa esperienza e descrivere in quale contesto si è formata. Una delle realtà – o per meglio dire, reti – che ha più contribuito alla nascita di Hackmeeting nel 1998 è sicuramente ECN – European Counter Network.

ECN è una rete di controinformazione che emerge dieci anni prima dall’esigenza di diversi spazi sociali europei di comunicare ed interagire oltre le forme tradizionali. In Italia questo percorso vede la partecipazione di diverse radio di movimento – Radio Ondarossa, Radio Onda d’urto, Radio Blackout, Radio Sherwood e altre -, di centri di documentazione e/o librerie alternative e di spazi sociali di Bologna, Padova, Milano, Firenze, Brescia, Roma, Torino.

L’obiettivo è mettere in relazione le forme di comunicazione “tradizionali” con i nuovi mondi digitali e le possibilità che questi offrono.

Nei primi anni ‘90 ECN dà vita ad una rete BBS di movimento per scambiare informazioni e dati tra i vari nodi sparsi per l’Italia. Le BBS (Bulletin Board System) si possono considerare dei server con forum, divisi per aree tematiche, in cui è possibile discutere ma anche scambiarsi dati e files. Si creano le prime corrispondenze internazionali per via telematica, con altri spazi in Europa ma anche in Sud America. Le radio di movimento utilizzano questo strumento per aggiornamenti in diretta da altre città, approfondimenti e per scambiare contenuti tra loro. La mole di informazioni raccolte e veicolate dalla BBS di ECN dà vita ad un bollettino periodico cartaceo pubblicato dal gruppo di Bologna e diffuso in tutta Italia.

Negli anni successivi ECN si evolve e continua con rinnovato impegno a sviluppare progetti sempre più basati sulla comunicazione digitale e in particolare sulla diffusione – dalla prima metà degli anni ’90 – di Internet e del World Wide Web. In particolare, nel 1996 viene creata Isole nella Rete, la prima esperienza in Italia a fornire spazi web, email e servizi di rete ai centri sociali e alle realtà antagoniste attraverso la gestione diretta di un server di movimento. All’interno dello stesso progetto inoltre viene creato un portale di controinformazione diviso per aree tematiche.

In questo periodo quindi le contaminazioni e le interazioni tra spazi sociali e nuove tecnologie si moltiplicano e si sviluppano inoltre rapporti con i gruppi artistici cyberpunk, attivi soprattutto a Milano. È questo lo scenario che caratterizza la nascita e realizzazione del primo Hackmeeting in Italia.

Il primo Hackmeeting

«Era il 1998. In lista ECN si discuteva di come in Olanda con “Access for all” e in Germania con il “Chaos Computer Club” fossero stati realizzati dei campeggi hacker. Decidemmo allora di coinvolgere Strano Network e di proporre ai compagni dei CPA [storico centro sociale fiorentino] l’organizzazione di un evento analogo. Quello che poi sarebbe diventato l’Hackmeeting.» (Ferry Byte)

L’idea di Hackmeeting nasce così, in una discussione sulla mailing-list di ECN che riuniva i compagni della rete di diverse città. A Firenze, l’idea coglie subito l’entusiasmo di Strano Network, gruppo di comunicazione antagonista che, assieme a ECN, propone l’evento al CPA. All’inizio c’è un po’ di diffidenza da parte dello spazio rispetto alla tematica, ma dopo qualche tempo si decide la realizzazione di Hackmeeting per il giugno del 1998.

Vengono predisposti gli spazi del Centro sociale secondo uno schema che verrà mantenuto – e arricchito – negli anni: un dormitorio, che all’interno del CPA viene predisposto ai piani alti, e diverse sale per seminari, workshop, laboratori. Il CPA viene “connesso ad internet” e si effettua la cablatura di tutti gli spazi all’interno:

«Io e una compagna siamo stati ore solo a smatassare i fili di rame per cablare il centro.» (Ferry Byte)

Con l’avvicinarsi della tre giorni, da parte dell’amministrazione comunale cresce la paura per “attacchi hacker” alla propria rete dal momento che il CPA in quel periodo lotta per evitare lo sgombero e si trova a contrapporsi più volte con il Comune. Il timore è tale che per tutta la durata dell’evento, la rete di server del Comune viene messa offline per precauzione.

Di ben altro tipo, improntati alla socialità e alla condivisione, saranno i rapporti tra Hackmeeting e il quartiere e in generale la città.

Si svolge quindi l’evento il 5, 6 e 7 giugno con una grandissima partecipazione:

«la cosa sorprendente è la quantità di persone che vengono. In qualche modo c’è rappresentato tutto lo spettro, tutte le sfumature, del mondo legato alle nuove tecnologie che emergeva allora.» (Ferry Byte)

Un contesto eterogeneo in cui vengono realizzati molti seminari e laboratori – alcuni ideati durante lo stesso svolgimento dell’Hackmeeting – in particolare sulla crittografia e la sicurezza digitale. Viene presentato kryptonite, un testo fondamentale per la cultura hacker italiana.

Importante anche la presenza di partecipanti internazionali, come gli spagnoli di nodo50,collettivo hacker e di controinformazione attivo ancora oggi, e gli olandesi di Xs4all.

Temi importanti come la sicurezza delle comunicazioni in rete vengono affrontati in maniera diretta come ricorda in un aneddoto Ferry Byte:

«Un compagno di nodo50 si divertiva ad andare in giro a consegnare dei bigliettini agli altri partecipanti con scritta la password della loro email o di altri loro account. Una sorta di “terapia d’urto” per sollecitarli ad avere una maggiore coscienza dei propri dati.»

L’Hackmeeting è anche questo: un modo di affrontare le innovazioni tecnologiche e ciò che esse comportano con puntualità e allo stesso tempo in maniera non convenzionale, inventando continuamente nuove forme di comunicare assieme. Una sperimentazione costante che caratterizza tutta l’iniziativa e che porta alla creazione, tra le altre cose, di una radio e una tv pirata che trasmettono in tutto il quartiere Firenze Sud.

Con questo primo Hackmeeting nasce quindi non solo un incontro annuale che continua a svolgersi ancora oggi, ma si forma una comunità che influenzerà grandemente i movimenti sociali e il loro rapporto con le nuove tecnologie. Da questa esperienza prendono forma gli hacklab, laboratori comunitari di hacking che andranno a diffondersi in tutta Italia, e diversi collettivi come il già ricordato A/I.

Quello che emerge da questo primo Hackmeeting è la volontà di scambiarsi conoscenze a vari livelli di socialità e di contaminazione. Negli anni questo percorso ha visto cambiamenti ed evoluzioni: «A quei tempi c’era molta più voglia di stare sul piano sociale della comunicazione e ora invece mi sembra che ci sia una tendenza a fare le cose in maniera eccessivamente autoreferenziale. Una volta era più presente la prospettiva sociale. Spero che si ritorni un po’ a questo spirito, vedo troppa autoreferenzialità, che politicamente non porta a nulla.» (Ferry Byte)

Ripercorrendo le origini di questa iniziativa, l’obiettivo è stato quello di trasmettere per quanto possibile la complessità delle istanze che la attraversano, cercando di coglierne la continua mescolanza. “Hackmeeting è quello che ci porti”, un momento di incontro reale di comunità virtuali, in cui socializzare saperi.

Ringrazio per questo articolo Vittorio, storico militante del movimento bolognese e tra i fondatori di ECN con cui ho potuto discutere a lungo e il cui contributo è stato fondamentale per ricostruire il periodo e Ferry Byte, militante di ECN e figura importante della scena hacker e controculturale italiana, che ha voluto ricordare assieme a me il primo Hackmeeting. Da CarmillaOnLine

Audio Spot Hackmeeting 2014 – Link

Diffusione Materiali – Link