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Intervista a Italo Cassa / Scuola di Pace @RadioTreSuite

Il 28 Gennaio 2012 Italo Cassa della Scuola di Pace è intervenuto alla trasmissione radiofonica “Radio 3 Suite” in merito alle iniziative per la nona edizione del “piccolo carnevale armonico”, il carnevale dei bambini del mondo.

La Scuola di Pace www.lascuoladipace.org

Iniziativa Haiti Emergency:

www.haitiemergency.org/

Un po’ di Haiti alla Festa de l’Unità di Bologna

Evel FANFAN, presidente dell’organizzazione haitiana AUMOHD (associazione di avvocati per i diritti dell’uomo ad Haiti) è arrivato per la seconda volta – il primo viaggio fu in collaborazione con La scuola di Pace –  in Italia per raccontarci la situazione dei lavoratori ad Haiti e della realtà socio-economica vigente nell’isola. Il primo incontro con Evel avverrà questa sera (7 settembre) alle 21 alla festa provinciale de l’Unità di Bologna (sala diritti) in cui interverrà nella conferenza “Haiti. L’isola che non c’è. L’emergenza continua”. Ho conosciuto personalmente l’avvocato Fanfan e ho lavorato un mese con lui nel febbraio 2010, quando mi ospitò ad Haiti presso la sede della sua associazione, l’Aumohd, che rimase miracolosamente in piedi in mezzo alle macerie degli edifici vicini (alcuni diari: videolink 1link 2).

Vi voglio quindi consigliare la partecipazione agli incontri previsti a Bologna, a Roma e nel resto d’Italia. Evel si occupa da anni dei diritti umani, dei problemi delle prigioni e della gestione delle emergenze a Porto Principe e dintorni a partire dall’uragano del 2008 al terremoto del 2010 fino all’emergenza del colera e alle mille altre piaghe che vive il suo paese e la sua gente. Coordina la conferenza Massimo Vaggi  dell’Associazione Nova e introduce Alessandro Alberani, Segretario Gen Cisl Bologna. Intervengono, oltre a Evel Fanfan anche Antonoine Zacharie, Presidente di AIHIP (Associazione internazionale Haiti Integrity Project). E’ prevista la partecipazione di Nexus Cgil e Iscos Cisl locali.

La Befana vola ad Haiti per i bambini


La Befana della Gioia vola ad Haiti per i bambini

La Scuola di Pace di Roma e l’organizzazione AUMOHD di Haiti stanno organizzando una GRANDE FESTA di GIOIA per i BAMBINI di HAITI, che si svolgerà il 2 Gennaio 2011 presso la sede dell’associazione nel quartiere di Delmas a Port au Prince.
Non potendo spedire i giocattoli ed il materiale didattico dall’Italia, perché sarebbe troppo costoso, abbiamo bisogno di inviare soldi per l’acquisto in loco di quanto necessario (giochi e materiale per la scuola).
Cerchiamo sottoscrittori e sponsor che possano aiutarci a realizzare il progetto e portare un aiuto concreto ai bambini di Haiti.

Le donazioni si possono fare dal sito

internet http://www.haitiemergency.org

La Scuola di Pace – Roma

L’iniziativa Haiti Emergency e come aiutare Haiti

bannerhaiti.jpgCon questo post voglio presentarvi un progetto a cui collaboro dal mio remoto rifugio di Città del Messico e che si realizza grazie a tante persone, vicine e lontane, che s’interessano alla drammatica situazione di Haiti ai tempi del colera, a quasi un anno dal terremoto devastante che, solo per un po’, ha suscitato l’attenzione del mondo e dei media. Il progetto, curato dalla Scuola di Pace di Roma, è agli inizi e ha bisogno di diffusione e sostegno. Si basa sulla solida esperienza dei volontari e delle organizzazioni coinvolte e sull’azione congiunta di haitiani e persone volenterose di tutto il mondo che amano Haiti e il suo popolo. Nasce dall’idea che è necessario aiutare e portare solidarietà, ma ogni aiuto deve favorire le possibilità di ripresa e autogestione degli haitiani, per poter uscire dall’impoverimento in cui il mondo li ha messi.

Cicloni, terremoto e ora il colera…1700 morti e oltre 20mila contagi in poco più di un mese. Una tempesta di sventure sembra accanirsi contro Haiti ma i motivi del disastro non sono da ricercare semplicemente nella sfortuna, nell’arretratezza o, come si insinuava in alcuni TG italiani, nella presunta “inciviltà” (sì, in un servizio del Tg3 hanno usato proprio questa parola dalle reminiscenze positiviste e coloniali) del popolo haitiano. Bisogna piuttosto guardare alla storia, alle vicende coloniali e postcoloniali ed anche alle depredazioni patite da questo paese. Insieme possiamo cambiare questa realtà e far trionfare la verità, la giustizia e i diritti per una nuova Haiti.

Chi siamo? Come già accennato, il progetto prende forma per iniziativa della Scuola di Pace di Roma. Già nel 2009 eravamo stati per 6 mesi all’Aquila, gestendo una ludoteca per i bambini del terremoto, nella tendopoli di Piazza D’armi, la più grande tra quelle allestite per l’emergenza del terremoto in Abruzzo.
All’indomani del terribile terremoto ad Haiti del 12 Gennaio 2010 ci siamo attivati con il progetto “Una scuola della gioia per i bambini di Haiti” che ci ha permesso di poter svolgere una prima missione umanitaria ad Aprile. La missione si è potuta attuare grazie ai primi contributi inviati daalcune scuole italiane.

Nel corso della missione abbiamo realizzato un primo intervento di “terapia della gioia” per i bambini di Port au Prince in Haiti. Inoltre è stato stabilito un rapporto di partenariato con l’organizzazione AUMOHD di cui è presidente il Sig. Evel Fanfan. AUMOHD si batte per difendere i diritti civili degli haitiani, delle donne e dei bambini.
Si sono poi stabiliti altri collegamenti con l’Ecole de Théâtre di Delmas a PaP, l’associazione “Adozioni Senza Frontiere” che, insieme a SOS bambini International Adoption Onlus, all’associazione “Lo Scoiattolo ONLUS” e alla “Missione delle Suore Salesiane di Don Bosco – Figlie di Maria Ausiliatrice”, stanno portando avanti un progetto per la ricostruzione di una scuola a Cité Militaire in Haiti, e altre organizzazioni e giornalisti già da tempo impegnati per Haiti. Tra questiFabrizio LorussoMartin Iglesias Silvestro Montanaro.

Abbiamo così potuto inviare altri aiuti ad Haiti per i progetti di scolarizzazione dei bambini, ed è stato stabilito un rapporto di collaborazione tra AUMOHD e Adozioni senza Frontiere, per il progetto di ricostruzione dell’edificio scolastico a Cité Militaire.
Ad Ottobre 2010 altre sciagure incombono su Haiti… Il Colera ha attaccato l’isola delle Antille provocando finora migliaia di morti e più di 50.000 contagi.
In questi mesi, da gennaio ad ora, sono stati tantissimi gli interventi a favore della popolazione haitiana, ma il divario tra la quantità degli aiuti e l’enormità di quanto accaduto è enorme… ancor’oggi un milione di persone, solo nella capitale Port au Prince, vive nelle tendopoli più o meno, o per niente, attrezzate, in mezzo a sporcizia, acqua e fango. L’epidemia di colera è come lo spettro dell’apocalisse su di una popolazione già duramente provata.
La Scuola di Pace, in collaborazione con gli amici e le amiche di Haiti, le scuole e tutti i sostenitori, in Italia e nel Mondo, si sta dando da fare per cercare di cambiare questa realtà. Questo può avvenire nella pratica, sviluppando tutta una serie di microprogetti ad Haiti, con l’aiuto di tutti i sottoscrittori, e può avvenire anche attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione pubblica, facendo uscire Haiti dal silenzio dei Media.

Progetto 2011 Haiti è un paese non povero ma impoverito. Impoverito da tutte le nazioni che, nel corso della storia, si sono impossessate delle sue risorse.
Un intervento nell’isola delle Antille deve tener conto di ciò e muoversi perché ogni aiuto sia una opportunità per recuperare le risorse che le sono state sottratte.
Ci muoviamo partendo dall’Emergenza e dalla Solidarietà, perché Haiti è in una continua emergenza. Vorremmo realizzare una prospettiva di liberazione dalle logiche dell’emergenza, perché gli haitiani possano ritornare ad essere gli attori del loro futuro.bimbo_haiti.jpg
Per far ciò è necessario AIUTARE, stimolando tutte le azioni che realizzano non solo attività nel presente ma costruiscano le fondamenta della casa del futuro.
L’educazione è il primo passo, soprattutto ad Haiti, dove il sistema educativo è disastroso e, data la ritirata pressocchè completa dello Stato, resta in balia di centinaia di istituzioni private, per lo più di origine confessionale e straniero, e inaccessibili per buona parte della popolazione. Per esempio, è attraverso la scolarizzazione dei bambini e la sensibilizzazione all’igiene che si può ottenere una migliore prevenzione del colera.

L’informazione è altrettanto o anche più importante degli aiuti materiali. Non ci sono solo le televisioni e la carta stampata. Nell’epoca della globalizzazione basta diffondere e comprendere le tante verità alternative e le prospettive rinnovate che ci si presentano di fronte quotidianamente affinchè queste pian piano si facciano strada per poter cambiare la realtà.
Ognuno può collaborare come crede: inviando una donazione, diffondendo le notizie, realizzando eventi, partendo come volontario, ecc.
Per l’aspetto culturale Haiti ha molto da dare, e noi possiamo unirci dando del nostro… Con le scuole realizzeremo gemellaggi culturali. Per il Carnevale 2011 faremo in modo che i ritmi e i colori di Haiti siano in tutto il mondo. Lo potremo fare con l’aiuto di tutti e anche con il tuo.

Leggi l’articolo sul nostro blog: Haiti al tempo del Colera

Ascolta l’intervista su Haiti, il colera e i problemi nella gestione degli aiuti: LINK


Il Link alla pagina delle Donazioni:
http://www.haitiemergency.org/dona.htm

PROMOTORE: La Scuola di Pace – C.P. 4096, 00182 Roma
www.lascuoladipace.orgTel.: 0039 + 0695558064 – 0039 + 3400585167
lascuoladipace@gmail.com
emergencyhaiti@gmail.com

AUMOHD – justice pour les pauvresaussi:  http://aumohddwamoun.blogspot.com/

SELVAS.org Osservatorio Informativo indipendente sulle Americhe: http://www.selvas.eu/

Pro haiti 2010: http://prohaiti2010.blogspot.com/

America Latina – Altri occhi e parole: https://lamericalatina.net/

Ecole de théâtre “Petit Conservatoire” Port au Prince: Daniel Marcelin a Radio Bobo
http://www.youtube.com/watch?v=1fJWiXe5-WU

Grazie per l’attenzione e per qualunque opera di diffusione e sostegno che vogliate realizzare!

Aiutare Haiti con Haiti Emergency – Giornata elettorale minacciata dal colera e dalle frodi

Vi voglio segnalare qui un’importante iniziativa umanitaria a cui collaboro e che ha bisogno del supporto e della diffusione da parte di tutti. Viene realizzata dalla Scuola di Pace di Roma in collaborazione con scuole, persone e associazioni della società civile ad Haiti e in Italia.

La situazione Oggi ad Haiti 4,7 milioni di cittadini sono chiamati a votare per uno dei 19 candidati alla carica di Presidente della Repubblica e per 110 parlamentari che li rappresenteranno nei prossimi 5 anni. Ci sono stati 3 morti per violenze durante i comizi elettorali e altri 2 la settimana scorsa  e si parla di ormai oltre 1600 decessi e 20mila ricoveri in ospedali per i contagi del colera che non smettono di aumentare. Nonostante tutto le elezioni si terranno anche se le minacce di violenze, irregolarità e vere e proprie frodi elettorali sono costanti e concrete.

Dalle 6 am alle 16 la gente andrà a votare sperando di poter cambiare qualcosa a quasi un anno dal terremoto che ha distrutto la capitale facendo 250mila morti e un milione e mezzo di senza tetto. Mirlande Manigate, ex first lady alla fine degli anni ottanta, costituzionalista di orientamento politico socialdemocratico, e Jude Celestine, il candidato dell’attuale establishment politico sostenuto dal governo del presidente in carica Renè Preval, sono i due principali contendenti che probabilmente andranno al ballottaggio il prossimo 16 gennaio.

Haiti Emergency

Il progetto prende forma per iniziativa della Scuola di Pace di Roma. Già nel 2009 eravamo stati per 6 mesi all’Aquila, gestendo una ludoteca per i bambini del terremoto, nella tendopoli di Piazza D’armi, la più grande tra quelle allestite per l’emergenza del terremoto in Abruzzo.
All’indomani del terribile terremoto ad Haiti del 12 Gennaio 2010 ci siamo attivati con il progetto “Una scuola della gioia per i bambini di Haiti” che ci ha permesso di poter svolgere una prima missione umanitaria ad Aprile. La missione si è potuta attuare grazie ai primi contributi inviati da alcune scuole italiane.

Nel corso della missione abbiamo realizzato un primo intervento di “terapia della gioia” per i bambini di Port au Prince in Haiti. Inoltre è stato stabilito  un rapporto di partenariato con l’organizzazione AUMOHD di cui è presidente il Sig. Evel Fanfan.  AUMOHD si batte per difendere i diritti civili degli haitiani, delle donne e dei bambini.

Si sono poi stabiliti altri collegamenti con l’Ecole de Théâtre di  Delmas a PaP, l’associazione “Adozioni Senza Frontiere” che, insieme a SOS bambini International Adoption Onlus, all’associazione “Lo Scoiattolo ONLUS” e alla “Missione delle Suore Salesiane di Don Bosco – Figlie di Maria Ausiliatrice“, stanno portando avanti un progetto per la ricostruzione di una scuola a Cité Militaire in Haiti, e altre organizzazioni e giornalisti già da tempo impegnati per Haiti. Tra questi Fabrizio Lorusso, Martin Iglesias e Silvestro Montanaro.

Abbiamo così potuto inviare altri aiuti ad Haiti per i progetti di scolarizzazione dei bambini, ed è stato stabilito un rapporto di collaborazione tra AUMOHD e Adozioni senza Frontiere, per il progetto di ricostruzione dell’edificio scolastico a Cité Militaire.
Ad Ottobre 2010 altre sciagure incombono su Haiti… Il Colera ha attaccato l’isola delle Antille provocando finora migliaia di morti e più di 50000 contagi.
In questi mesi, da Gennaio a ora, sono stati tantissimi gli interventi a favore della popolazione haitiana, ma il divario tra la quantità degli aiuti e l’enormità di quanto accaduto è enorme… ancor’oggi un milione di persone, solo nella capitale Port au Prince, vive nelle tendopoli più o meno, o per niente, attrezzate, in mezzo a sporcizia, acqua e fango. L’epidemia di colera è come lo spettro dell’apocalisse su di una popolazione già duramente provata.

La Scuola di Pace, in collaborazione con gli amici e le amiche di Haiti, le scuole e tutti i sostenitori, in Italia e nel Mondo, si sta dando da fare per cercare di cambiare questa realtà. Questo può avvenire nella pratica, sviluppando tutta una serie di microprogetti ad Haiti, con l’aiuto di tutti i sottoscrittori, e può avvenire anche attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione pubblica, facendo uscire Haiti dal silenzio dei Media.

Leggi l’articolo sul nostro blog: Haiti al tempo del Colera

DONAZIONI: http://www.haitiemergency.org/dona.htm

Grazie per l’attenzione.

Haiti: uragani, colera ed elezioni

di Fabrizio Lorusso

colera.jpgDa qualche settimana a questa parte, l’attenzione dei mass media internazionali è tornata un po’ a intermittenza a concentrarsi su Haiti, a causa dello scoppio di un’epidemia di colera nelle regioni centro settentrionali (nei pressi di Saint Marc) e dell’altissima probabilità che la piaga s’estenda massicciamente fino al cuore della capitale. A Porto Principe, infatti, 1354 campi d’accoglienza, allestiti d’urgenza con tende e teloni di plastica, ospitano in condizioni estremamente precarie e miserevoli oltre un milione e trecentomila di persone che hanno perso le loro case a causa del terremoto del 12 gennaio 2010. Fanno scalpore nei TG italiani anche le notizie delle due vittime rimaste sul campo nella città settentrionale di Cap-Haitien in seguito alle manifestazioni popolari (provocate dall’esasperazione della gente, dalle tensioni preelettorali e dalla convinzione generale che il colera sia stato reintrodotto nel paese dai caschi blu nepalesi) che sono state represse a colpi di mitra dalla Minustah, la forza “di pace” dell’ONU che svolge funzioni di polizia e militari ad Haiti. Si parla nuovamente di morti, più di 1100 in meno d’un mese per l’epidemia, dei primi contagi nella vicina Repubblica Dominicana e le ultime notizie ci riportano in quest’angolo dimenticato dei Caraibi per immortalare l’ennesima crisi umanitaria. Paradossalmente, per l’accresciuta attenzione mediatica dedicata al dramma del colera, è stata interrotta per un po’ la spirale di silenzio e indifferenza che s’era creata sulla situazione del paese caraibico, il più povero dell’emisfero occidentale che solo alcuni mesi fa è stato colpito dalla peggiore catastrofe naturale della storia moderna: un terremoto del grado 7,3 della scala Richter ha devastato la capitale, una metropoli da due milioni d’abitanti, e altri centri urbani limitrofi come Leogane e Carrefour facendo oltre 250.000 vittime e obbligando centinaia di migliaia di sfollati e senzatetto a vivere per la strada o in tendopoli “provvisorie”.

Ancora oggi le cifre relative alle dimensioni del disastro variano a seconda della fonte scelta (governativa, mass media nazionali o esteri, ONG, governi stranieri, organismi multilaterali, ecc…) e cambiano di mese in mese, ma resta comunque la realtà di una tragedia senza precedenti in termini assoluti. Anche se utilizziamo delle stime prudenti, il numero dei decessi rappresenta una cifra enorme che, in termini percentuali, si colloca tra il 10% e il 15% della popolazione dell’area di Porto Principe e del suo hinterland.
Alla tragedia umanitaria del sisma si sono aggiunti i disagi causati dalla stagione delle piogge che è iniziata il maggio scorso e che nei mesi di ottobre e novembre raggiunge il suo momento di massima pericolosità: sebbene sia rientrato l’allarme per l’uragano Tomas, che un paio di settimane fa ha fatto comunque ventuno vittime, trentasei feriti e seimila danneggiamenti di case, resta altissimo il rischio per la popolazione delle tendopoli e per i meno fortunati che s’arrangiano dormendo in strada.
All’incombente minaccia metereologica si aggiunge anche l’emergenza battereologica con il propagarsi del colera che ha già provocato 1110 morti fino ad oggi nel nord e nel centro del paese, soprattutto nei pressi di Saint Marc; c’è stato anche il ricovero in ospedale di oltre 18mila persone affette da questa patologia. Purtroppo il bilancio delle vittime viene aggiornato quotidianamente ed è destinato a crescere dato che i problemi che più di tutti favoriscono il propagarsi delle malattie come quello dell’acqua potabile, una delle peggiori al mondo già prima del terremoto, e quello delle condizioni igieniche in cui versa gran parte della popolazione, esposta quotidianamente alle intemperie e costretta a vivere nel fango o sui marciapiedi, non sono ancora stati affrontati adeguatamente, malgrado il flusso di aiuti internazionali.
Si segnalano anche tra i trenta e i quaranta morti per l’epidemia nel quartiere slum di Cité Soleil a Porto Principe, il che significa che il colera si sta lentamente diffondendo nella capitale. Lo straripamento dei fiumi e dei canali risulta essere un pericoloso e ulteriore veicolo per le malattie proprio ora che la stagione delle piogge sta raggiungendo il suo punto critico.

Il clima politico ad Haiti risulta sempre più teso, come conseguenza delle elezioni parlamentari e presidenziali, previste per il 28 novembre, in cui quattro milioni e mezzo di elettori sono chiamati a rinnovare le camere, scegliendo i novantanove deputati e gli undici senatori che le compongono, e a scegliere il successore dell’attuale mandatario Renè Preval, in carica dal 14 aprile 2006. I partiti politici registrati per la tornata elettorale sono sessantotto e i candidati sono diciannove in totale, ma i quattro favoriti per la presidenza secondo diversi sondaggi sulle intenzioni di voto sarebbero (in ordine decrescente di preferenze): la costituzionalista Mirlande Manigat (RDNP – Riunione dei Democratici Nazionali Progressisti) con circa il 17%, l’ingegnere Jude Célestin (INITE – Unità), il candidato “del potere” sostenuto da Renè Preval, con il 13%; l’industriale Charles Henri Baker (Respect/Rispetto) con il 12,5% e al quarto posto il cantante Michel Martelly (Repons Peyizan/Risposta Cittadina), vicino al rapper statunitense Wyclef Jean, escluso dalla competizione l’agosto scorso.
Incertezza e frammentazione si uniscono alla poca chiarezza circa le proposte e le differenze reali tra i vari contendenti che non sembrano voler prendere minimamente le distanze dalle politiche di abbandono dello stato sociale e di apertura completa al capitale straniero emanate dal governo uscente. L’unico candidato che sembra distinguersi dagli altri e distanziarsi dall’establishment politico ed economico attuale sembra essere la favorita Manigat che ha alle spalle un’importante carriera accademica e politica in ambito nazionale e internazionale.

Come segnalano le Nazioni Unite nei loro rapporti e comunicati dell’agosto scorso riguardanti il mantenimento dell’ordine pubblico, che è poi uno dei compiti affidati ai caschi blu della MINUSTAH (Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite ad Haiti) in base alla risoluzione ONU 1542 del 30 aprile 2004, l’intensificarsi della violenza e degli scontri, prima e dopo le elezioni politiche, è una possibilità concreta in un contesto socio-economico drammatico e potenzialmente esplosivo.
Altri problemi gravi riguardanti il processo elettorale sono senza dubbio la probabile scarsa affluenza alle urne, aggravata dalle disperate condizioni di vita della gente dopo il terremoto, e la difficoltà di reperire personale qualificato per gli scrutini.
gaelle.JPGAl riguardo si sottolineano i pericoli per il processo elettorale e per la stabilità generale del paese rappresentati dalla crescente diffusione di armi nella popolazione, dalla ricostituzione di gruppi dediti al traffico di stupefacenti e al sequestro e dalla eventuale connivenza di questi con le forze politiche in cerca di finanziamenti. Inoltre i movimenti sociali legati al partito Fanmi Lavalas e i gruppi di cittadini fedeli al suo fondatore, l’ex presidente Jean-Bertande Aristide, esiliato nella Repubblica Sudafricana in seguito al colpo di Stato contro di lui del 29 febbraio 2004, sostengono che, ancora una volta, viene negato il diritto degli haitiani a decidere autonomamente il proprio destino.
Infatti, mentre tra agosto e settembre i mass media globali si occupavano ampiamente del caso del popolare rapper statunitense Wyclef Jean, escluso dalla rosa dei possibili candidati alla presidenza per problemi legati al requisito che impone almeno cinque anni di residenza ad Haiti, il partito politico che ha ottenuto i maggiori consensi elettorali negli anni novanta e nel 2000, per l’appunto il Fanmi Lavalas, veniva estromesso dalla partecipazione alle prossime elezioni così com’era accaduto anche in quelle del 2006.
In effetti lo Stato haitiano non ha mai goduto di una reputazione d’imparzialità mentre lo scambio di favori, il clientelismo e le logiche patrimoniali sono stati i meccanismi privilegiati che hanno regolato il funzionamento complessivo dell’apparato politico: le percezioni sulle condizioni della competizione elettorale e il funzionamento dello stato di diritto sono ben esemplificate dai dati forniti da Transparency International sulla corruzione nel mondo che collocano Haiti agli ultimi posti (146esima nel 2010) con un punteggio di 1.4, 2.8 e 2.2 su 10 rispettivamente nel 2008, 2009 e 2010.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le manifestazioni popolari degli sfollati che protestano per l’insufficienza degli aiuti umanitari e la mancanza quasi assoluta di degne opportunità di lavoro data la stagnazione dell’attività economica, soprattutto nelle città, e la scarsa efficienza nell’utilizzo dei 10.194 milioni di dollari stanziati, ma non ancora totalmente versati e impiegati, dalla comunità internazionale. Si annuncia una vera e propria guerra tra i paesi donatori, specialmente gli Stati Uniti, il Canada e la Francia (potenze storicamente coinvolte nella regione caraibica e in particolare ad Haiti), e le relative imprese multinazionali per accaparrarsi le ricche prebende degli appalti pubblici per la ricostruzione del paese e utilizzare, quando sarà arrivato il momento, l’enorme bacino di manodopera a basso costo reclutabile tra le file dei disoccupati e dei disperati dei campi d’accoglienza.

Sotto accusa è finito l’ente che gestisce la maggior parte dei fondi donati dalla comunità internazionale, la Commissione ad Interim per la Ricostruzione di Haiti (CIRH) presieduta dall’ex presidente USA Bill Clinton e dal Primo ministro haitiano Jean-Max Bellerive, cui vengono imputati i ritardi e le colpe per l’inadempimento delle promesse fatte in primavera. La CIRH è stata creata da un decreto presidenziale dello scorso 21 aprile con la missione di organizzare rapidamente la pianificazione, il coordinamento e la messa in atto dei progetti di sviluppo finanziati da enti nazionali e stranieri, pubblici, privati e non governativi, in seguito al terremoto del 12 gennaio 2010. La composizione del suo consiglio d’amministrazione è mista, nel senso che vi siedono sia consiglieri haitiani (14 con diritto di voto) che stranieri (13, incluso l’ex presidente Clinton) (http://www.cirh.ht/). I singoli paesi donatori che più hanno contribuito con capitoli di spesa solo in parte sborsati sono nell’ordine il Venezuela, gli Stati Uniti, la Spagna, il Canada, la Francia e il Brasile, quasi a riflettere gli interessi geopolitici in gioco nella regione dei Caraibi e, più in generale, in America Latina.

Se da una parte non stupisce la forte presenza delle attuali e storiche potenze coloniali o economiche dell’area, come gli USA, il Canada, la Spagna e la Francia, dall’altra sembrano avanzare anche le potenze emergenti come il Venezuela e il Brasile, che è a capo della missione ONU, la MINUSTAH. Ricordiamo pure che il Venezuela partecipa da un decennio a un gran numero di progetti di cooperazione e, insieme a Cuba, è stato il più generoso nell’invio di medici ed elementi della protezione civile un giorno dopo il terremoto, ma è anche il primo paese creditore (il secondo è Taiwan) di Haiti cui fornisce petrolio e gas nel quadro dell’accordo Petrocaribe (il debito di Haiti con Petrocaribe è stato condonato mentre rimane quello con il Venezuela).

In più occasioni la società civile tramite la stampa, le manifestazioni pacifiche e le petizioni ai parlamentari in carica ha denunciato il mancato rispetto del diritto costituzionale alla casa e la mancanza di trasparenza della Commissione per la Ricostruzione le cui riunioni e processi decisionali sono strutturalmente inaccessibili ai più, mass media compresi. I beneficiari teorici dei fondi stanziati dalla CIRH per una buona parte dei 49 progetti approvati finora le contestano ritardi e inadempienze gravi nelle erogazioni dei finanziamenti che bloccano la loro realizzazione (http://www.haitianalysis.com/2010/10/18/donor-money-still-bypassing-haiti-s-homeless-and-jobless). mappa.JPGUn altro punto critico nei rapporti tra la comunità internazionale, lo stato haitiano e la società civile è rappresentato senza dubbio dalle strutture parallele create negli anni dalle circa diecimila organizzazioni governative e non presenti sul territorio nazionale.

Queste hanno conformato una specie di “Repubblica delle ONG” visto che, da una parte, hanno provvidenzialmente supplito alla mancanza di una serie di apparati statali, gestiti da quasi vent’anni secondo i principi più ortodossi dello stato minimo e del Consenso di Washington, in praticamente tutti i settori del welfare, soprattutto istruzione, sicurezza e salute, mentre poi, dall’altra, hanno generato una spirale d’inerzia, paternalismo e irresponsabilità che alla lunga è risultata deleteria per per la società e i governanti haitiani, ormai abituati a dipendere dall’esterno per la risoluzione di qualunque problema. In questo senso la perdita di sovranità politica, militare ed economica così come la scarsa presenza istituzionale sul territorio sono fattori innegabili per spiegare le relazioni esterne e persino l’evoluzione storica complessiva del paese al quale, in base anche a questi elementi, viene applicata la categoria politologica di “stato fallito”. L’esame di coscienza su cause e motivi del fallimento dovrebbe, però, partire da questioni “esterne” e analisi dell’elite nazionale di Haiti che con il grosso del popolo haitiano c’entrano davvero poco (link REPORTAGE “Le guerre dimenticate di Haiti”).

Ad ogni modo le voci più veementi della protesta si levano, paradossalmente, proprio dalla tendopoli più grande, organizzata e visitata dai mass media che si trova attualmente sotto la “protezione” e il patrocinio dell’attore Sean Penn, dell’esercito americano e dell’Ong statunitense Catholic Relief Service. Malgrado questi fattori di “relativo sollievo”, le condizioni di vita nel campo sono pessime sotto tutti i punti di vista: igiene, sicurezza per donne e bambini, micro criminalità, disponibilità d’acqua potabile, tende, strutture mediche e scolastiche, sistema fognario e di drenaggio dell’acqua piovana, salubrità per la conservazione e preparazione di cibi e bevande.
Il tifo, il colera, la diarrea, la salmonella e tutte le patologie legate al consumo di acqua e alimenti contaminati costituiscono pericoli latenti ma sempre pronti ad esplodere in ambienti di questo tipo: le malattie e le epidemie sono sempre state all’ordine del giorno ad Haiti ma l’attenzione su di esse si spegne e s’accende ciclicamente. (LINK video e LINK foto) Questa tendopoli costituisce un’enclave nell’ex quartiere esclusivo Petion-Ville, ridotto in macerie dopo il terremoto, che ospita sessantamila persone stipate in un ex campo da golf, costruito dai marines per lo svago dell’elite capitolina durante la prima occupazione americana di Haiti nel ventennio 1915-1934.

NOTA FINALE e IMPORTANTE
Stiamo promuovendo, insieme all’associazione haitiana di avvocati per i diritti umani AUMOHD e alla SCUOLA di PACE di Roma, varie iniziative umanitarie in favore della popolazione di Haiti e quindi vi chiediamo di dare un’occhiata a questo sito e donare qualunque cifra riteniate opportuna. Basta poco per poter comprare delle cisterne d’acqua potabile o delle medicine per allestire piccole cliniche di quartiere. Grazie per l’attenzione.
HAITI EMERGENCY EMERGENZA HAITI

da www.carmillaonline.com e LamericaLatina.Net

Haiti: C’è chi dice NO! RAI Report 14 nov 2010 & Link su Come Aiutare Haiti

PER AIUTARE CONCRETAMENTE E ARRIVARE NEL MODO PIU’ DIRETTO ALLE VITTIME E ALLE ZONE NON TOCCATE DAGLI AIUTI INTERNAZIONALI (GRAZIE AL CONTATTO CON AUMOHD), PER FAVORE CONTATTATE E CLICCATE il Link QUI sotto oppure CONTATTATE FABRIZIO LORUSSO (IL SOTTOSCRITTO):

Scuola di Pace LINK

Haiti Emergency


Grazie. Merci. Gracias.

 

Video e progetto della Scuola di Pace ad Haiti

ScuolaPace —  La Scuola di Pace ha realizzato nel mese di Aprile 2010 una missione umanitaria a favore dei bambini di Haiti.

La missione si è potuta effettuare grazie alle donazioni ricevute dagli alunni di alcune scuole italiane.
La fotografia della situazione ad Haiti, a più di tre mesi dal terremoto del 12 Gennaio scorso, è desolante. Haiti, e in modo particolare la sua capitale Port au Prince, si può definire un vero inferno in terra. Questo è una conseguenza del terremoto, ma non solo. La situazione sociale era già fortemente degradata prima ancora dellevento sismico che ha reso ancora più apocalittica una realtà già dura.

I bambini che erano già scolarizzati sono tornati sui banchi di scuola, che sono per la maggior parte in sistemazioni demergenza, sotto tendoni, capannoni di lamiera, e in qualche caso anche allaria aperta.
Altri frequentano scuole demergenza nelle tendopoli allestite, dove vive la maggior parte della popolazione.

Altri invece non sono rientrati in nessuna di queste situazioni, mentre i bambini di strada continuano ad essere tali, pulendo i vetri delle macchine, chiedendo lelemosina o lustrando le scarpe degli haitiani, o vendendo quello che capita.

Nel corso della nostra missione abbiamo potuto realizzare attività ludiche presso la tendopoli dellex Petion Ville Golf Club, la più grande della città, con circa 50.000 persone accolte, dove cè anche una scuola dellemergenza.
Abbiamo preso contatto, recandoci in loco su strade altamente degradate e difficili da percorrere, con due scuole della città di Carrefour e una di Leogane. Questultimo centro è stato allepicentro del terremoto e tutto è andato distrutto.

Le tre scuole ci hanno presentato altrettanti progetti di ricostruzione, parziale o totale, degli edifici andati distrutti:
1) La scuola Jacot Bleu di Carrefour ci ha richiesto il finanziamento di un modulo provvisorio per 8 classi, con un impegno finanziario previsto di circa 5.000 dollari americani.
2) LInstitution Mixte Beau Jardin de Jean di Leogane ci ha richiesto il finanziamento per la ricostruzione di un edificio definitivo per 11 classi, con un impegno finanziario previsto di circa 15.000 dollari americani.
3) LInstitution Mixte Splendeur di Carrefour ci ha richiesto il finanziamento per un progetto più complesso, con la costruzione di un edificio definitivo di 14 aule e per 929 mq. con un impegno finanziario previsto di circa 48.000 dollari americani.

La parola ora passa quindi alla generosità di tutti i possibili donatori che vorranno ridare una scuola ai bambini di Haiti.

Per laspetto invece della continuità delle attività umanitarie in Haiti, la nostra idea è che dobbiamo favorire il più possibile una gestione autonoma delle attività stesse da parte di volontari haitiani, perché:

1) E necessario che siano gli stessi haitiani a realizzare il loro futuro. Questo è senzaltro positivo e può garantire anche un minimo reddito di lavoro, attualmente difficilissimo da trovare in Haiti, per quanti ci lavoreranno.
2) Alla segreteria organizzativa si affiancherà il lavoro degli artisti haitiani, che realizzeranno attività ludico-didattiche per bambini, una scuola stabile di clown e teatro di strada, il lavoro per il prossimo carnevale haitiano, ecc.
3) Lassociazione haitiana si occuperà anche di favorire la scolarizzazione e un minimo sostegno economico per i bambini. Verranno quindi realizzate forme di sostegno a distanza (Adozioni a distanza) per cui prevediamo un impegno di donazione di 30 Euro al mese per almeno 10 mesi (il periodo di tempo di apertura delle scuole) per un totale minimo di 300 Euro. In alternativa potranno essere fatte donazioni libere, una-tantum, sempre per questo scopo.
4) Tutte le attività saranno mirate a costruire rapporti di cooperazione e di pace allinterno della società haitiana, e attraverso la Federazione con altri organismi allestero.
Tutte le donazioni potranno essere inviate a: La Scuola di Pace, con uno di questi mezzi:
1) con bonifico bancario intestato a: “La Scuola di Pace”
c/c 0744-000159612 Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Agenzia Roma 3 – Ambra Jovinelli
IBAN: IT49M0604003204000000159612
2) con Paypal o carta di credito, tramite il nostro sito internet http://www.lascuoladipace.org
3) con vaglia postale intestato a: La Scuola di Pace C.P. 4096, 00182 Roma Appio.

Le donazioni potranno essere effettuate con le seguenti causali:

1) Progetto Ricostruiamo le Scuole ad Haiti (nessun minimo per la donazione)
2) Progetto per Una scuola della Gioia ad Haiti (nessun minimo per la donazione)
3) Progetto Adozione a distanza per un bambino/a di Haiti (per 10 mesi = 300 Euro, oppure una-tantum nessun minimo per la donazione)
La Scuola di Pace – Roma
http://www.lascuoladipace.org
http://www.capitangioia.org
lascuoladipace@gmail.com