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Elezioni presidenziali ad #Haiti su @Radio1Rai @vocidelmattino @END_Edizioni

haiti-elections-2010A Voci del mattino, programma di Radio Uno Rai del 21 novembre, abbiamo parlato delle elezioni ad Haiti (dopo il minuto 6:30 ascolta a questo link il podcast). In studio Paolo Salerno.

Ecco gli argomenti della puntata: Sarkozy fuori nel primo turno delle primarie del centrodestra francese. Le elezioni presidenziali ad Haiti. Rischio genocidio in Burundi. La prima settimana della cucina italiana nel mondo, vetrina del made in Italy. Il punto sulle indagini della magistratura sulla xylella nel Salento. Il programma: Voci del Mattino propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali. Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santoe Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito

Santa Muerte in 3 minuti a Rai Radio Uno

Intervista di Cecilia Rinaldini a Fabrizio Lorusso sul culto alla Santa Muerte in Messico e sul suo libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013). Programma Voci dal Mondo di Rai Radio 1: Responsabile: Gaetano Barresi – Conduce: Gabriella Lepre
Sito del libro Santa Muerte Patrona: http://santamuertepatrona.wordpress.com
PODCAST originale RAI: http://www.rai.it/dl/radio1/2010/prog
Libro sul sito di Stampa Alternativa: http://www.stampalternativa.it/libri/
Sito dell’autore: http://lamericalatina.net

Prossime presentazioni di Santa Muerte Patrona dell’Umanità: LINK.

Alla lista del link qui sopra va aggiunta la presentazione in Piazza Verdi a Bologna prevista per il primo luglio dalle 18.30 organizzata da BARTLEBY !

Inifne due suggerimenti:

Articolo di Marco Dalla Stella sulla Santissima Muerte da ThePostInternazionale

Intervista (sempre di M.D.S.) a Fabrizio Lorusso sul culto alla Santa Muerte: LINK

Adriano Celentano – Spot ritirato dalla RAI Sanremo 2012

Riemergono i vecchi ricordi degli anni 80 e ci accorgiamo che sono ancora qui, attuali nel bene e spesso nel male… (link a Svalutation – 1976).

Ecco il promo di Adriano Celentano per il Festival di Sanremo 2012, ma la Rai lo censura perchè “contiene un danno oggettivo per l’azienda”. Nello spot si riprende la provocazione del Molleggiato ai tempi di Fantastico, quando invitò tutti a guardare Canale 5 per un minuto. Da qui link.

E infine la Cumbia di Chi Cambia …e siamo nel 2011

Spot Rai sul Referendum 12-13 giugno

Mandato in onda a tarda notte dalla Rai…conviene diffonderlo dal basso a questo punto, visto il nostro servizio “pubblico”…

AH, I Referendum del 12 e 13 giugno 2011 ci sono ancora!!

Libertà di stampa: Messico e Italia bocciati

Come ogni anno Freedom House ha pubblicato i risultati della sua inchiesta globale sulla libertà di stampa (consultabile qui LINK) in contemporanea con la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa dell’Onu che cade il 3 maggio e ha per tema “Mezzi di comunicazione nel secolo XXI: nuove frontiere, nuove barriere”. Per il 2011 la cartina qui sopra (eccola qui ingrandita) ci spiega perché l’Italia e il Messico vengono “bocciati”: entrambi i paesi hanno subito una retrocessione. Il Messico è passato a far compagnia al Venezuela, all’Honduras e a Cuba tra i paesi Non Liberi di colore viola mentre l’Italia, al pari dell’Argentina, il Brasile, il Perù, l’Ecuador, la Colombia, la Bolivia, il Guatemala e la Repubblica Dominicana, tra gli altri, è tra i paesi solo Parzialmente Liberi in giallo. Certo, i ranking sono solo degli indicatori, non dicono tutto e vanno presi con le pinze però intanto parliamone…

Insomma se fossimo in America Latina ci collocheremmo anche abbastanza bene ma in Europa e nella UE proprio no. Siamo una macchia gialla nel verde, il colore dei paesi con una stampa definita Libera. In America Latina la Costa Rica, l’Uruguay e il Cile ci superano e si collocano con i “migliori” dell’emisfero americano insieme agli Usa e al Canada. L’Italia resta in basso a causa della forte concentrazione mediatica e delle ingerenze politiche nei mezzi d’informazione statali  secondo il rapporto. Il ranking ci colloca al 75esimo posto nel mondo su 154 paesi analizzati (l’anno scorso eravamo al 72esimo) dietro al Benin e alla Guyana e al penultimo posto in Europa davanti alla Turchia.

Cambiamo fronte. La Comissione Nazionale dei Diritti Umani messicana (CNDH) ha informato che dal 2005 almeno 68 giornalisti sono stati uccisi e 13 restano “desaparecidos” rendendo il Messico uno dei paesi più pericolosi, al livello dell’Irak per intenderci, per l’esercizio della professione. Intanto Freedom House per la prima volta ha declassato il paese nella categoria dei “Non Liberi” a causa dell’incremento della violenza legata al narcotraffico, alle “strategie” governative per “combatterlo” e alle ingerenze indebite esercitate da “attori non governativi” contro i media.

Il rapporto speciale sulla Libertà d’Espressione in Messico nel 2010, presentato dalla CIDH (Commissione Interamericana dei Diritti Umani) sottolinea come il paese resti il più pericoloso per i giornalisti nel continente americano. Si evidenziano tre preoccupazioni: l’impunità generalizzata dei crimini contro i giornalisti, sia omicidi che altri delitti gravi; l’alta concentrazione nella proprietà e nel controllo dei media soprattutto in radio e Tv; la tendenza emergente a restringere l’accesso all’informazione pubblica.

A questo link : l’evoluzione storica 1980-2010 della libertà di stampa secondo Freedom House.

Haiti: C’è chi dice NO! RAI Report 14 nov 2010 & Link su Come Aiutare Haiti

PER AIUTARE CONCRETAMENTE E ARRIVARE NEL MODO PIU’ DIRETTO ALLE VITTIME E ALLE ZONE NON TOCCATE DAGLI AIUTI INTERNAZIONALI (GRAZIE AL CONTATTO CON AUMOHD), PER FAVORE CONTATTATE E CLICCATE il Link QUI sotto oppure CONTATTATE FABRIZIO LORUSSO (IL SOTTOSCRITTO):

Scuola di Pace LINK

Haiti Emergency


Grazie. Merci. Gracias.

 

Parla di Noi. Appello per un’informazione diversa

PARLA DI NOI
Un tempo straordinario di crisi e grandi cambiamenti planetari, dagli assetti geopolitici, alla formazione di nuovi poteri, alla definizione di nuovi territori di crisi e potenziali guerre, alla scrittura di nuove geografie produttive e di divisione del lavoro, all’emergere di modelli di vita e costume, all’irrompere di nuove scienze, rischia di passare sulla testa dei telespettatori italiani lasciandoli del tutto fuori ed ignari, impoverendo cosi’ tragicamente cultura liberale e capacita’ democratica del nostro paese.

Come e’ pensabile far sindacato, difesa dei posti di lavoro o impresa, far crescere qualita’ della vita, del territorio e dell’ambiente, immaginare una seria lotta alle mafie ed alla corruzione, ragionare di immigrazione o di sviluppo, ipotizzare un governo dei poteri finanziari, politiche dell’acqua e dell’energia, senza poter accedere e conoscere concretamente i nuovi territori di definizione, tutti globalizzati, su cui si muovono tali problemi?
A fronte di tutto cio’, il mondo raccontato dal servizio pubblico, dalla Rai, si fa sempre piu’ piccolo. Negli ultimi anni sono scomparse voci importanti dell’approfondimento giornalistico sui grandi temi internazionali e ben poche novita’ e’ stato possibile registrare nel racconto dei telegiornali sempre piu’ stretti invece in una vecchia, angusta, davvero provinciale, logica nazionale. Mentre sempre piu’ stancamente ci si professa europei, niente si e’ mosso verso prime forme di racconto ed informazione continentale, capaci di promuovere, nel conoscersi e nel sentire comuni i problemi, una coscienza comune europea.

Si annunciano inoltre scelte che, in nome di difficolta’ di budget, contraddette dal perpetuarsi costosissimo di logiche lottizzatorie, porteranno alla riduzione delle sedi di corrispondenza all’estero, per altro gia’ del tutto inutilizzate nel loro ruolo di terminali nel mondo, senza che pero’ venga minimamente immaginato un meccanismo produttivo ed editoriale capace di racconto coerente e critico della vicenda internazionale ed ancor piu’ delle dinamiche del mondo globalizzato. Rai News24, l’unica ad aver tentato e sperimentato in questo campo, non ha certezza di gruppi dirigenti e di risorse credibili. L’unico programma impegnato nella narrazione dello stato dei diritti umani, dei processi di globalizzazione e dei punti di crisi internazionali, C’era una volta, e’ ad un passo dalla chiusura.
Essere cittadini globali, consapevoli delle reali dinamiche su cui si giocano i nuovi poteri e i loro conflitti, e’ l’unico vero, possibile ed urgente terreno di moderna democrazia. Essere informati a questo livello e’ il piu’ grande dei diritti democratici a cui questo servizio pubblico sta totalmente abdicando nel suo racconto, invece, di un mondo sempre piu’ piccolo, vecchio, falsamente gaudente dal quale i veri problemi, la quotidianita’ del nostro paese e del mondo in cui vive e si relaziona, sono sistematicamente espulsi.
PARLA DI NOI e’ una campagna, aperta a tutti i contributi possibili, che si prefigge l’apertura di un grande dibattito nazionale e tutte le iniziative che si riterranno necessarie sui destini del servizio pubblico televisivo italiano per posizionarlo all’altezza dei tempi che viviamo, per liberarlo dall’abbraccio soffocante dei partiti e restituirlo alla missione culturale ed informativa per la quale e’ nato. Innanzitutto una grande raccolta di firme da inviare al Parlamento italiano e al Consiglio di Amministrazione della Rai chiedendo l’immediata apertura di un dibattito pubblico sui destini futuri del servizio pubblico.
Allo stesso tempo Parla di noi offrira’ quotidianamente una rassegna delle notizie di interesse pubblico ignorate dai mass media televisivi

Le adesioni si raccolgono sul sito face book Parladinoi, inviando una mail a
parladinoi@yahoo.it
o scrivendo a
Parladinoi, via Courmayeur,35, 00135 ROMA