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Lampedusa, 3 0ttobre 2013: Un Documentario sui Giorni della Tragedia

Il 3 ottobre del 2013 a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti. Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato in larga maggioranza al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue con uso di droni. In pochi mesi veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale avrebbero fatto seguito le missioni Triton e Mos Maiorum.

Da quella data, le istituzioni ed i media con la RAI in testa, stanno cercando di occultare quello che e’ accaduto veramente in quei giorni costruendo una narrazione dei fatti che tende ad assolvere le forze preposte ai salvataggi e a screditare i soccorritori. Inoltre, come ogni anno, il 3 Otobbre 2015 Lampedusa sarà teatro di una nuova commemorazione finanziata da istituzioni italiane ed europee e dalle forze militari italiane.

Come ogni anno saremo in piazza, per opporci all’ennesima passerella istituzionale che ha lo scopo di occultare i crimini europei in materia di migrazione, per denunciare la progressiva militarizzazione di Lampedusa e del Mediterraneo e per aprire le indagini per mancato soccorso per la strage del 3 ottobre 2013.

PROPONIAMO che il 03/10/2015 si organizzino delle proiezioni del film inchiesta di Antonino Maggiore sul 3 ottobre 2013 e che il film (on line dal giorno 03/10/2015 con sottotitoli in inglese) venga diffuso il più possibile: per chiedere di aprire un’indagine per mancato soccorso sulla strage del 03/10/2013 e aprire una discussione sulle connessioni tra gestione delle migrazioni e militarizzazione.

SCARICA IL COMUNICATO IN PDF >> 3 Ottobre Volantino per proiezione (1) – EVENTO SU FB >> https://www.facebook.com/events/579546615517008/

Per avere il film con sottotitoli in inglese e organizzare una proiezione scrivete a askavusa@gmail.com. La lista delle proiezioni sarà resa nota sul blog di Askavusa https://askavusa.wordpress.com e di PortoM https://portommaremediterraneomigrazionimilitarizzazione.wordpress.com

Titolo: Lampedusa 3 ottobre 2013 i giorni della tragedia – Autore: Antonino Maggiore – Produzione: Libera Espressione – Anno: 2013 – Durata: 55 min – Musica: Achref Chargui / Giacomo Sferlazzo

LampedusaIl Comunicato (link): Il 3 ottobre del 2013, a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea. L’affondamento provocò 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, i superstiti furono 155. I sopravvissuti dicono che tra le 3.00 e le 3.30 due imbarcazioni, di cui una con un faro molto potente e simile ad una vedetta militare, si avvicinarono alla loro barca puntandogli i fari addosso. Dopo questa operazione le due barche si allontanarono lasciando nel panico le 540 persone.

Una di loro, per fare dei segnali di aiuto, diede fuoco ad alcune coperte che, cadendo a terra, provocarono un incendio. Le persone, impaurite, si mossero bruscamente e la barca si ribaltò. Verso le 6.30 un gruppo di persone che si trovava in barca nella zona della Tabaccara per una battuta di pesca notò i naufraghi e diede l’allarme, mentre altre barche civili e pescherecci si portarono sul posto caricando a bordo la maggior parte dei superstiti.

Secondo le testimonianze dei soccorritori la Guardia Costiera arrivò in ritardo di un’ora circa sul luogo del naufragio, a meno di un miglio dal porto. La Guardia Costiera non ha mai rilasciato comunicazioni sul 3 ottobre del 2013. Non e’ stata aperta un’indagine per mancato soccorso e il 36enne tunisino Khaled Bensalem è stato condannato a diciotto anni di reclusione e una multa di dieci milioni di euro per naufragio colposo e “morte provocata come conseguenza di un altro reato”, ma egli si è sempre dichiarato un semplice passeggero.

Inoltre il comune di Lampedusa e Linosa si è costituito parte civile nel processo e i soccorritori, unici testimoni oculari, sono stati da subito estromessi dalle indagini. Da quella data le istituzioni ed i media stanno cercando di occultare quello che e’ accaduto veramente in quei giorni costruendo una narrazione dei fatti che tende ad assolvere le forze preposte ai salvataggi e a screditare i soccorritori.

Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato in larga maggioranza al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue. In pochi giorni veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale ha fatto seguito Triton. Quindi, ancora una volta, le migrazioni fornivano un pretesto per aumentare il livello di militarizzazione del Mediterraneo e di Lampedusa.

Il 3 ottobre 2015 si ripeterà la vergognosa farsa organizzata dal Comitato 3 Ottobre in collaborazione con diverse associazioni “umanitarie”, il comune di Lampedusa e Linosa, e forze militari. Tra i partecipanti si trova anche la cooperativa Auxilium, che da anni gestisce centri di detenzione per migranti facendo profitto e malaffare sulle persone già in fuga da guerre e carestie.

Se l’anno scorso tra i finanziatori c’era Soros e la sua Open Society, quest’anno a farsi promotori del 3 ottobre a Lampedusa ci sono tutte quelle ONG, associazioni umanitarie e culturali che attraverso la retorica dei diritti umani, della bontà e dell’accoglienza fanno da apripista e spesso giustificano gli attacchi imperialisti (NATO, USA, UE), come quello in Libia del 2011 o quello in Siria di oggi.

Lampedusa diviene sempre di più un palcoscenico e la sua “vocazione” turistica si trasforma, sotto la pesante influenza esterna, in “vocazione” all’emergenza e alla militarizzazione. Ogni giorno di più si vedono lampedusani in divisa (Croce Rossa, Misericordie), aumentando la dipendenza economica dell’isola rispetto alla gestione dei flussi migratori. Lampedusa e il mediterraneo diventano quindi il terreno di prova per gli apparati militari, come ci dimostra l’imminente esercitazione Trident Juncture (la più imponente dopo la caduta del muro di Berlino) che partirà proprio il 3 ottobre da Italia, Spagna e Portogallo.

Uno dei temi scelti dal comitato 3 ottobre per questi giorni è la memoria. La memoria è però un atto politico: si sceglie cosa ricordare e spesso i ricordi vengono creati per finalità politiche. Quello che sta accadendo attorno al 3 ottobre è proprio questo: la creazione di una memoria completamente slegata dalla realtà e funzionale ai piani imperialisti di NATO, USA ed UE; una memoria creata insieme ai governi che sfruttano queste persone, chiamate “migranti”, nei loro paesi di origine; memoria creata insieme a chi provoca le migrazioni (Apparati militari – fondazioni – banche – multinazionali); memoria creata insieme a chi gestisce i centri di detenzione per migranti come le Misericordie.

Noi lampedusani dobbiamo chiederci cosa vogliamo fare, se riprenderci in mano le sorti di questa comunità o se vogliamo abbandonare l’isola a questo manipolo di personaggi arroganti, viscidi e menzogneri che la stanno rendendo una base militare, un carcere e un palcoscenico sul quale creare immagini e narrazioni. A cosa aspiriamo? A divenire carcerieri? A cucinare per le forze armate? A fare le comparse sui film di propaganda dello Stato?

Chiediamo a tutti i lampedusani di essere in piazza Brignone il giorno 3 ottobre 2015 alle 21.30 per guardare insieme il film inchiesta di Antonino Maggiore “Lampedusa 3 Ottobre, i giorni della tragedia” e dare un segnale di dissenso contro tutto quello che stanno facendo alla nostra isola.

Chiediamo a tutti coloro che condividono la nostra analisi e le nostre proposte di condividere il film inchiesta di Antonino Maggiore sul 3 ottobre 2013 (in onda dal 3 ottobre 2015 > https://www.youtube.com/watch?v=IvYCa-hEqYM) e partecipare alle proiezioni che abbiamo organizzato in diverse città (qui troverete la lista https://askavusa.wordpress.com/3-ottobre-2013- 3-ottobre-2015/)

• Contro la militarizzazione di Lampedusa e di tutti i territori; • Per lo smantellamento dei radar (8 a Lampedusa) e delle antenne ad uso militare e la regolamentazione delle antenne ad uso civile; • Per lo smantellamento del centro di detenzione per migranti e la creazione di un ospedale attrezzato sull’isola; • Per aprire un’inchiesta per mancato soccorso sulla strage del 3 ottobre 2013; • Per mettere al centro della discussione pubblica le connessioni tra migrazioni, militarizzazione dei territori e sistema economico; • Per i diritti negati dei Lampedusani e dei Linosani. Collettivo Askavusa Senza Paura! _______________________________________________________Blog Askavusa > https://askavusa.wordpress.com/ Mail Askavusa > askavusa@gmail.com Canale You Tube di Libera Espressione-Lampedusa on line > https://www.youtube.com/user/lampedusaonline Per contattare Antonino Maggiore > liberaespressionelampedusa@gmail.com Campagna raccolta fondi per Askavusa > https://www.produzionidalbasso.com/project/portom-spazio-di-lottamemoria-e-storie-di-mare/ Evento FB Proiezione simultanea 3 ottobre 2015 > https://www.facebook.com/events/579546615517008

Trailer del documentario:

Indice del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità

Santa Indice

A grande richiesta (??) riporto l’Indice del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità di Fabrizio Lorusso (ed. Stampa Alternativa, 2013)

Trovi il libro anche qui (IBS) e qui (Feltrinelli)

Prefazione

La Santa proibita di Valerio Evangelisti ……………………………. 113

Introduzione …………………………………………………. 117

Una Santa un po’ speciale ……………………………………………………… 112
Mille nomi nella terra dei nessuno…………………………………………… 112
Dove cominciò la schiavitù…………………………………………………….. 115
Mito e realtà, la Santa está presente ………………………………………….. 117
Diario messicano…………………………………………………………………… 123
Quella che non si scorda mai e il bis ……………………………………….. 123
Guerre di religione ……………………………………………………………….. 124
L’altare di Alfarería a Tepito …………………………………………………….. 128
Il rosario per la strada …………………………………………………………….. 135

Colori, altari, simboli, offerte ………………………………………………….. 140
Simbologia: il mondo stretto in una mano……………………………………. 140
I vestiti e i colori della Morte …………………………………………………… 148
Gli altari e le offerte dedicati alla Niña Blanca…………………………… 152

La Madonna dei narcos? ……………………………………………………….. 159
La Santa fotogenica e il “mozza orecchie”………………………………….. 159
Narcosanta?………………………………………………………………………… 162
Corridos e narcocultura………………………………………………………….. 165
Santa Muerte vs Jesús Malverde, San Giuda e la Guadalupe……………. 168
Un culto “sovversivo” ………………………………………………………….. 170

Le origini della Santísima Muerte………………………………………………. 174
Antefatto. La portentosa vita della morte ………………………………….. 174
La storia. Origini del culto per la Santísima Muerte ……………………… 177
Europa in America ………………………………………………………………… 179
Santa Inquisizione contro la Morte …………………………………………. 184 (continua…)

SantaMuertePatrona_copertinatutta

L’eterna fuga di San Pascualito Rey ………………………………………… 186
Africa in America …………………………………………………………………. 189

Da clandestina a Santa globale …………………………………………….. 194
Il giorno dei morti………………………………………………………………….. 194
Da Catemaco a Tepito ………………………………………………………….. 196
Santa crisi …………………………………………………………………………….. 197

San Bernardo a Tepatepec, Hidalgo…………………………………………….. 199
La Santa Muerte a La Noria e a Yanhuitlán………………………………… 100
El Niño de las Suertes, San La Muerte l’argentino e il Gauchito Gil …… 103
Donna Sebastiana…………………………………………………………………. 106

Lotte per il potere …………………………………………………………………. 110
L’autonominato arcivescovo della Santa Muerte ………………………….. 110
Santa Esperanza e Martín George ……………………………………………… 112
Il collasso della Iscat Mex–Usa ………………………………………………….. 114
Potere o morte ………………………………………………………………………. 117

Edicole ……………………………………………………………………………….. 120
La cattedrale…………………………………………………………………….. 124

Il Comandante Pantera……………………………………………………….. 125
Santa Prigione…………………………………………………………………….. 127

Santa Martha e le baby gang …………………………………………………. 128
Narcosatanici ………………………………………………………………………. 131
Ciudad Juárez………………………………………………………………………. 133

Tratti del culto per la Santísima Muerte ……………………………………… 135
Caratteristiche del culto………………………………………………………….. 135
Trasformazioni ……………………………………………………………………… 137
La Muerte e i diritti dell’uomo……………………………………………………. 139

Santa in rete e sulla pelle (tatuaggi Santa Muerte) ………………….. 141

Inserto fotografico ……………………………………………………… 145

Appendice …………………………………………………………………….. 161

La guardiana

Colloquio con Doña Enriqueta Romero Romero ……………………….. 162

Silenzio, parla Tepito

Colloquio con Alfonso Hernández………………………………………….. 171

Preghiamo insieme e diciamo “Santa Muerte del mio cuore”

Le preghiere indirizzate alla Santissima …………………………………. 177

Riferimenti bibliografici ……………………………………………. 182

FINE E… HASTA PRONTO !

Diario Latino Semanal – Rassegna Blog Italo-Latino-Americani

Nasce oggi una nuova iniziativa informativa molto importante: raccogliere settimanalmente in un video, commentato e illustrato da Alex Giaco di Diario Latino, i post più interessanti dei blogger italiani “latino americanisti”, cioè appassionati o studiosi dell’America Latina (vedi blogroll a destra qui su questo blog). Alcuni autori vivono in Italia mentre altri scrivono dalle Americhe  (sono i “famosi” italiani all’estero, registrati o no, non importa…) raccontando le loro avventure e quelle dei paesi in cui hanno deciso di stabilirsi o di viaggiare. Ecco la presentazione che ne fa Alex: col mese di dicembre Diario Latino diventa un videoblog, proponendo contenuti multimediali oltre ai classici posts. Nasce così Diario Latino Semanal, rassegna web di blogs latinoamericanisti. Ogni settimana selezionerò una serie di articoli sia miei sia provenienti da blogs che si occupano prettamente di America Latina, con l’obiettivo di dare maggiore visibilità ai contenuti e di portarli fuori dai confini dei blogs stessi. Ovviamente ciascuno di voi può proporre articoli sia suoi che di altri, che poi valuterò per un eventuale inserimento nella rassegna. Questa è la prima puntata di Diario Latino Semanal.

Documentario sul Rogo di Libri in Veneto

Mentre si tirano le somme sulla vicenda dei tentativi di censura in Veneto ed esce il primo documentario sul caso, alcuni dei protagonisti, Elena Donazzan e il sindaco di Preganziol, Sergio Marton, tornano alla ribalta delle cronache locali. La prima ha infatti contestato la decisione di alcuni insegnanti padovani che hanno dedicato un minuto di lezione per sottolineare il valore della scuola, in risposta alle parole pronunciate da Silvio Berlusconi sabato scorso, come riporta il Mattino di Padova. L’assessore veneto all’Istruzione, Donazzan, ha risposto in questo modo, in pratica cambiando tema : “Avrebbero fatto meglio a commemorare Massimo Ranzani, l’alpino morto in Afghanistan”. Sì, certo, ma anche no. Dipende. E chi lo decide? La sfuriata s’è conclusa con un invito a farla finita con la politica in classe e nelle scuole. Cambiamo tema. La Giunta comunale di Preganziol ha, dal canto suo, diffuso un avviso firmato da Marton in cui si stabiliscono regole molto strette per il festeggiamento del Carnevale, già penalizzato dalla forte carenza di fondi. In pratica verranno vietate le maschere che “offendono il buon costume, la religione e le istituzioni dello Stato.  Costumi e simulacri dovranno rispettare il prestigio della pubblica autorità e degli agenti della forza pubblica”, cioè niente satira e maschere di politici (vedi Tribuna di Treviso).


Reportage Video di http://acmos.net/

Licenza Video: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/legalcode

Cesare Battisti e l’accanimento: rassegna stampa

BattistiLibero.jpgDopo una settimana di titoloni, servizi dei Tg, speculazioni, mezze verità, sit-in e sit-down in piazza e in Tv, abbiamo raccolto il meglio della blogosfera sul caso Cesare Battisti aggiornato al 2011. Almeno fino a febbraio, quando il Tribunale Supremo riconsidererà la decisione dell’ex presidente Lula di non restituire Battisti all’Italia, sembra che Berlusconi, l’Italia e la gente abbiano ben altre cose cui pensare, ma conviene cogliere e riassumere con un post l’evoluzione delle opinioni e dell’ambiente intorno a questo caso. In attesa che anche i palazzi s’accorgano col consueto ritardo che qualcosa si muove…

UniNomade – Perché stiamo con Lula

Gli sviluppi recenti tra Brasile e Italia sul caso Battisti visti da un gruppo di ricercatori italiani all’estero. Come molti altri osservatori e contrariamente a quanto affermato da Omero Ciai di Repubblica in un collegamento video, sono convinti che la decisione di Lula di non estradare Battisti, presa durante l’ultimo giorno del suo mandato come presidente, non sia stata affrettata o basata su incomprensioni e fraintendimenti. Cito “Stupisce, in particolare, una tale perseveranza “giustizialista” da parte di un esecutivo tragicamente incapace di far luce sulle stragi degli anni sessanta e settanta, unanimemente considerate dagli storici come le « madri » di tutti i terrorismi”. Non solo alcuni italiani all’estero o il Brasile la pensano così. Leggi tutto.

Leonardo 2010 – Un latitante troppo fotogenico

Battisti come simbolo “fotogenico” e mostro di un’epoca che in realtà diventa un capro espiatorio dell’incapacità nazionale e politica di chiudere il capitolo degli anni settanta in Italia. Inoltre una nota sulla giustizia italiana che ci ha permesso di “uscire” dai cosiddetti anni di piombo. E ce n’è anche per l’approccio berlusconiano ai problemi: “Perché risolverli, quando li si può trasformare in spettacolo? Vedi l’emergenza rifiuti: dopo le elezioni Berlusconi aveva gli strumenti e il consenso per risolverla in modo strutturale, anche con misure impopolari; ma gli conveniva davvero? Che altro avrebbe promesso alle elezioni successive? Lo stesso con Battisti. Forse, con un’azione diplomatica più ponderata, Berlusconi avrebbe potuto averlo indietro. Ma ne valeva davvero la pena? Non era meglio mandare in vacanza il solito ministro Frattini, rilasciare una dichiarazione insolente nei confronti di Lula, e liberare il ministro delle chiacchiere moleste, on. Ignazio La Russa? Si sventola il ghigno del mostro al tg delle venti, si mobilitano i parenti delle vittime (che hanno tutte le ragioni per sentirsi presi in giro), e se non si ottengono risultati, si può sempre lamentare l’esistenza di un complotto radical chic contro l’Italia”.
Sul sito web de L’Unità.

Leonardo 2009 – Proletario, proprio

Un articolo della fine del 2009 ma sempre attuale perché ci spiega in breve i motivi per cui cesare Battisti meriterebbe di scontare (o meglio, di non scontare!) l’ergastolo. Non trovandoli nelle sentenze e nei 4 casi di omicidio che gli vengono in qualche modo appioppati, allora l’autore prova a fare un’elegante speculazione su altre possibilità finora non considerate. Leggile.

Battisti, una storia per nulla criminale, di Marco Bascetta, Il manifesto

Partendo dal presupposto che si sono dati dei toni nazionalisti ed esagerati al caso Battisti, toni bacchettati prontamente dal Brasile, si propongono alcune considerazioni importanti su come interpretare gli anni settanta e i gravi conflitti sociali che laceravano la società. Quindi anche nel caso di Battisti “non si può sorvolare sulla mancata ratifica da parte italiana di importanti trattati internazionali che riguardano diritti e garanzie in ambito penale (ne ha riferito accuratamente Mauro Palma qualche giorno fa su queste stesse pagine) e che recano invece la firma del Brasile. Qui non si tratta dell’ infatuazione degli intellettuali francesi, con cui polemizza Barbara Spinelli sulla Repubblica di ieri, ma di puntuali argomentazioni tecniche e giuridiche”.
Qui l’articolo.

Perché lo schiaffo all’Italia, di Mauro Palma, Il manifesto

Ben spiegati i motivi politici e “tecnici” della decisione di Lula fuori da speculazioni. “Una decisione politica, presa dopo aver ricevuto il parere dell’avvocatura di stato e motivata non sulle vicende di ieri – le modalità emergenziali dei processi – bensì sulla situazione attuale: il rischio di atti discriminatori o persecutori verso Battisti, una volta in Italia. Di certo nell’opinione dell’avvocatura hanno avuto peso due elementi rispetto ai quali la sensibilità del Brasile si è andata molto raffinando negli anni recenti.”
Quindi non è che loro non abbiano capito bene le conseguenze di quello che facevano.
Anzi come riporta Palma “In primo luogo il rifiuto della pena perpetua, essendo l’ergastolo non previsto nell’ordinamento di quel Paese, e dall’altro il non aver aderito l’Italia al sistema di controllo internazionale dei luoghi di privazione della libertà, introdotto dalle Nazioni Unite nel dicembre 2002 è il secondo elemento.”
Inoltre ci viene chiarito com’è vista dall’estero (non solo dal Brasile ma anche da Francia, Gran Bretagna e Nicaragua per esempio) la legislazione d’emergenza degli anni ’80 e anche la situazione attuale dei rapporti politica-magistratura. Per non parlare del sistema carcerario.
Leggilo qui.

L’Unità, La guerra di Frattini e La Russa di Umberto De Giovannangeli

Così comincia “Scende in campo «la banda degli smemorati». Quelli che «spezzeremo le reni ai protettori di Battisti», quelli che, col Cavaliere silente, dichiarano la «guerra commerciale» al Brasile. La «banda degli smemorati »: quella di chi fa finta di non capire, o non sapere, che il Brasile non è, quanto a diritti e libertà garantite, assimilabile alla Libia del Colonnello Gheddafi o alla Russia di Vladimir Putin”.
Di fronte alle minacce italiane di rescindere trattati e accordi commerciali, ecco una lista delle situazioni concrete (i rapporti commerciali con la potenza brasiliana e la rivalità francese) e le imprese coinvolte, da Finmeccanica a Fincantieri al Ministero della Difesa. Ma a chi conviene veramente tagliare i ponti? Nessuna impresa (o cittadino) sosterrebbe misure di ritorsione contro un’economia, la brasiliana, che ci scavalcherà presto nella classifica del PIL, tanto per essere pragmatici e tecnici.
Qui.

Non solo Battisti… Ma quanti e quali altri l’hanno fatta franca?
Una rassegna dei latitanti italiani più noti che sono all’estero per fatti politici. Dal Nicaragua al Giappone, dalla Svizzera al Sudamerica ma anche da destra a sinistra al centro…
Su Giornalettismo

Battisti e il teatrino della politica. Blog de Il Fatto Quotidiano, Lidia Ravera
Le considerazioni su quanto succede in Italia col caso Battisti e le relative strumentalizzazioni di una blogger. La sua nota appare su un quotidiano schierato contro la decisione di Lula affinché “giustizia sia fatta”. Cito “Tutto c’è, in Italia, fuorché una garanzia di rispetto, quando un essere umano diventa un simbolo, un oggetto significativo nello scambio di colpi bassi. La maschera del terrorista rosso, snob infingardo e tracotante, nel sanguinoso teatro della politica”.
Qui.

Analisi di come Il Fatto Quotidiano tratta il caso Battisti, Blog Mappe di Subecumene
Si comincia con una sana dose di modestia nel rivelare le logiche ambigue di potenza che muovono da (quasi) sempre la politica estera italiana.
Come italiani per la verità – e fortunatamente – non abbiamo ambizioni di potenza, e la nostra politica estera mira soprattutto a creare una rete di buone relazioni all’interno delle quali fare buoni affari (filosofia pregevolissima, che non ha impedito in passato alla nostra diplomazia di godere di simpatia e apprezzamento da parte della comunità internazionale). Detto questo sentiamo di dover ribadire continuamente la nostra appartenenza al circolo delle potenze “occidentali”, nozione questa che interpretiamo con una notevole dose di stupidità e retorica. Far “parte del club” è il nostro sostituto delle ambizioni di potenza che paesi come Francia e Regno Unito continuano a coltivare”.
Poi l’articolo ci conduce a una lucida analisi di come Il Fatto Quotidiano tratta il caso e la sua visione di politica estera tra incoerenze e dubbiose prese di posizione Ci sono anche interessanti considerazioni di geopolitica, storia e relazioni internazionali che sottolineano i doppi standard sui diritti umani e in politica estera utilizzati in Italia.
Ancora su Battisti “non ci furono ondate di indignazione quando nel 2008 Nicolas Sarkozy non concesse l’estradizione in Italia per l’ex brigatista Marina Petrella. E qui comincia a delinearsi il quadro che vorrei dare della questione: Sarkozy “appartiene al club”, mentre Lula è un outsider che ci possiamo permettere di trattare a pesci in faccia. E nella politica estera italiana – anche quella raccontata e accettata dal Fatto — “appartenere al club” è molto importante. Le nostre indignazioni dobbiamo riservarle ai parvenu della politica internazionale, come Lula”.
Qui.

Sulle relazioni Italia-Brasile – Esteri – Lula, Genro, Battisti

Blog di Emmanuel Negro

Ottimo contributo sui dettagli della relazione Presidente-Corte suprema in Brasile e perché sono possibili dei gravi conflitti istituzionali tra questi organi. Ci aiuta a capire anche come e perché la Corte, presieduta da un oppositore del presidente Lula e della nuova mandataria Dilma Roussef, continua a lasciare spiragli per riservarsi un’ultima parola sulla decisione e a voler mettere mano nelle prerogative presidenziali. Si parte dalla prima decisione del 2009 fino ad arrivare alle vicende di questi giorni.
“Il punto centrale sembra essere la “conformità” o meno della decisione di Lula di non concedere l’estradizione con le tre (sì, tre) sentenze del STF (Tribunale Federale Supremo, la corte suprema brasiliana): le due “originali” del novembre 2009 e quella oscuramente passata sottobanco solo un mese dopo, frutto delle manovre di presidente e vicepresidente, la coppia destrorsa e anti-lulista Gilmar Mendes/Cezar Peluso (molti osservatori brasiliani hanno qualificato Mendes negli ultimi due anni come “il maggior oppositore politico di Lula, pur non essendo ufficialmente in politica”, per dire).”
A voi la lettura.

Blog Mazzetta. Menzogne del nostro governo, 2010

Un ottimo elenco delle menzogne, “imprecisioni” e incoerenze di Frattini e Berlusconi sul caso Battisti dopo la decisione di Lula contraria all’estradizione. Le polemiche in seguito alle frasi offensive di La Russa. Riporto un estratto che contiene dei link utili “Quello di Frattini è quindi un falso clamoroso che va di pari passo con la minaccia di far leva sugli accordi commerciali con il Brasile, visto che il Brasile è nel ruolo dell’acquirente e che a rimetterci sarebbe esclusivamente l’Italia. Una buffonata senza eguali, che va di pari passo con l’ipotesi di rivolgersi al Tribunale Penale Internazionale, che non ha nessuna competenza su casi del genere, solo la Corte dell’Aja ha competenza sul caso, ma è molto lenta a decidere e sicuramente non riuscirà ad impedire il rilascio di Battisti”.
Leggi tutto qui.

Blog Mazzetta…e nel 2009

Un lucido commento in seguito alla decisione della Corte suprema del 2009 che sostenne la legittimità di un’eventuale estradizione di Battisti facendo salva, però, l’ultima decisione da parte del presidente. Per l’Italia rappresentò una “vittoria” utile più che altro per strumentalizzazioni e per riaffermare che per Battisti si tratta solo di delinquenza comune e non di politica. Poi le cose non seguirono proprio il corso auspicato dal nostro governo.
Qui.

Luca Baiada sulla rivista Il Ponte. L’Italia vista dal Brasile

Un articolo accademico e di analisi giuridica e politica. Si parte dall’analisi del diritto brasiliano e della legislazione italiana chiamati in causa per il caso di Cesare Battisti. Si definisce la posizione e la storia personale di Tarso Genro, ministro della giustizia nel 2009 e 2010, e dei principali integranti del governo di Lula da Silva. L’articolo cerca anche di rispondere alla domanda: ma com’è visto, in Brasile, il rispetto dei diritti fondamentali in Italia?
Ecco un estratto.
Il ministro propone un’inconsueta insiemistica storica. Chiama «anni di piombo» i settanta e gli ottanta. In Italia, si tende a contrapporre ai settanta, «anni di piombo», cioè della colpa, gli ottanta, «anni di fango», cioè del castigo. Dai proiettili, alla zolla. Dai chiodi, al sepolcro. Dopo, la Repubblica risorge, trasfigurata in versione 2, e oggi parla per mezzo dei suoi chierici bipartisan. Unendo i due decenni si costruiscono due diversi estremi: da un lato la fine del 1968 e l’inizio della strategia della tensione e del compromesso storico, dall’altro la fine del blocco comunista in Europa.
Il ministro brasiliano prende atto che in Italia c’erano organizzazioni rivoluzionarie di carattere insurrezionale e banditesco. Lo Stato italiano, dice, reagí con la legislazione d’eccezione, e con l’illegalità di Stato, persino rispetto alla legislazione d’eccezione. Il ragionamento è acuto: in Italia, si è rimasti imprigionati nella discussione sulla legislazione ordinaria e su quella emergenziale o eccezionale. Ma anche l’eccezione è stata una regola, e accanto a essa si sono sviluppate nuove eccezioni, per esempio le norme sulla tortura, formate per via di testo invisibile, soprattutto al tempo del sequestro del generale Usa Dozier
”.
Qui, ma anche ristampato su UniNomade.

Fabrizio Lorusso, Carmilla. Brasile: la decisione di Lula sul caso Battisti

Politica di potenza, rispetto della sovranità, consenso interno, latino americanismo, storia e politica nella decisione di Lula su Battisti. Qui se ne delineano i motivi e le origini a partire dai fatti della fine del 2009.
In Brasile così come in altri paesi dell’America Latina è molto forte e sentito da sinistra a destra, anche se con toni e strumentalizzazioni differenti, il discorso della sovranità nazionale. L’idea e l’esercizio di una politica di potenza da sud a nord passano anche attraverso queste rivendicazioni, reali o retoriche che siano. Esistono trattati e accordi internazionali, esistono le regole e la diplomazia, però esistono anche le facoltà sovrane e le decisioni unilaterali che alcune figure politiche e alcuni paesi da sempre esercitano, dosano, sfoderano e impongono a seconda dei casi, dei rapporti di potere in gioco e delle circostanze interne ed internazionali. Alcuni segnali chiari di questo atteggiamento sono stati evidenziati anche recentemente nel caso della crisi in Honduras durante la quale il presidente deposto illegalmente, Manuel Zelaya, s’è rifugiato proprio nell’ambasciata brasiliana, o anche nella gestione delle relazioni con i vicini del Mercosur”.
Qui.

Archivio sempre prezioso da CarmillaOnLine

LA SUA BATTAGLIA. Il dottor Cruciani, l’impunito Battisti e le menzogne del culturame

Le domande assurde di Panorama cui Battisti non risponde

Tutto il dossier sul caso Battisti, le FAQ e i dubbi

Di Serge Quadruppani

Derive Approdi
Blog

Altre fonti

Le micro manifestazioni e i mini sit-in contro la decisione di Lula

Foto dei manifesti pro Battisti affissi a Roma

E anche…

Sentenza sui PAC

Foto di Berlusconi durante l’incontro con Alberto Torregiani

WWW.CARMILLAONLINE.COM

Alla radio: Bucanero. Tracce e passaggi dal continente latino americano

Ricomincia Bucanero! Vuelve Bucanero!

Tutte le domeniche alle 12.30 per ben mezz’ora! Torna domenica 10 ottobre sulle frequenze di Radio Popolare Roma (103.30) e in streaming sul sito www.radiopopolareroma.it “BUCANERO. TRACCE E PASSAGGI DAL CONTINENTE LATINOAMERICANO” con un nuovo orario e una nuova collocazione.Potrete ascoltare le nostre interviste, riflessioni, le voci, i protagonisti, la musica del continente dove i movimenti stanno costruendo un ‘altro mondo possibile’; uno spazio aperto anche per farci contaminare dagli echi del sud america che arrivano nella nostra città. Come sempre i ‘bucaneros’ della redazione Rachele Masci, Nadia Angelucci, Gianni Tarquini vi aspettano per viaggiare insieme nella ‘nuestra america’. Per contattare la redazione: bucanero@radiopopolareroma.it

Todos los domingos a las 12.30 para media hora! Regresa al aire desde domingo 10 de octubre en Radio Popolare Roma (103.30) y en streaming en el webwww.radiopopolareroma.it “BUCANERO. TRACCE E PASSAGGI DAL CONTINENTE LATINOAMERICANO”. Escucharàn nuestras entrevistas, reflexiones, voces, protagonistas, musica del continente donde los movimientos sociales estan construyendo ‘otro mundo posible’; un espacio abierto también para las contaminaciones que llegan desde América latina en nuestra ciudad. Como siempre los ‘bucaneros’ Rachele Masci, Nadia Angelucci, Gianni Tarquini les esperan para viajar juntos en ‘nuestra américa’. info: bucanero@radiopopolareroma.it

 


Parla di Noi. Appello per un’informazione diversa

PARLA DI NOI
Un tempo straordinario di crisi e grandi cambiamenti planetari, dagli assetti geopolitici, alla formazione di nuovi poteri, alla definizione di nuovi territori di crisi e potenziali guerre, alla scrittura di nuove geografie produttive e di divisione del lavoro, all’emergere di modelli di vita e costume, all’irrompere di nuove scienze, rischia di passare sulla testa dei telespettatori italiani lasciandoli del tutto fuori ed ignari, impoverendo cosi’ tragicamente cultura liberale e capacita’ democratica del nostro paese.

Come e’ pensabile far sindacato, difesa dei posti di lavoro o impresa, far crescere qualita’ della vita, del territorio e dell’ambiente, immaginare una seria lotta alle mafie ed alla corruzione, ragionare di immigrazione o di sviluppo, ipotizzare un governo dei poteri finanziari, politiche dell’acqua e dell’energia, senza poter accedere e conoscere concretamente i nuovi territori di definizione, tutti globalizzati, su cui si muovono tali problemi?
A fronte di tutto cio’, il mondo raccontato dal servizio pubblico, dalla Rai, si fa sempre piu’ piccolo. Negli ultimi anni sono scomparse voci importanti dell’approfondimento giornalistico sui grandi temi internazionali e ben poche novita’ e’ stato possibile registrare nel racconto dei telegiornali sempre piu’ stretti invece in una vecchia, angusta, davvero provinciale, logica nazionale. Mentre sempre piu’ stancamente ci si professa europei, niente si e’ mosso verso prime forme di racconto ed informazione continentale, capaci di promuovere, nel conoscersi e nel sentire comuni i problemi, una coscienza comune europea.

Si annunciano inoltre scelte che, in nome di difficolta’ di budget, contraddette dal perpetuarsi costosissimo di logiche lottizzatorie, porteranno alla riduzione delle sedi di corrispondenza all’estero, per altro gia’ del tutto inutilizzate nel loro ruolo di terminali nel mondo, senza che pero’ venga minimamente immaginato un meccanismo produttivo ed editoriale capace di racconto coerente e critico della vicenda internazionale ed ancor piu’ delle dinamiche del mondo globalizzato. Rai News24, l’unica ad aver tentato e sperimentato in questo campo, non ha certezza di gruppi dirigenti e di risorse credibili. L’unico programma impegnato nella narrazione dello stato dei diritti umani, dei processi di globalizzazione e dei punti di crisi internazionali, C’era una volta, e’ ad un passo dalla chiusura.
Essere cittadini globali, consapevoli delle reali dinamiche su cui si giocano i nuovi poteri e i loro conflitti, e’ l’unico vero, possibile ed urgente terreno di moderna democrazia. Essere informati a questo livello e’ il piu’ grande dei diritti democratici a cui questo servizio pubblico sta totalmente abdicando nel suo racconto, invece, di un mondo sempre piu’ piccolo, vecchio, falsamente gaudente dal quale i veri problemi, la quotidianita’ del nostro paese e del mondo in cui vive e si relaziona, sono sistematicamente espulsi.
PARLA DI NOI e’ una campagna, aperta a tutti i contributi possibili, che si prefigge l’apertura di un grande dibattito nazionale e tutte le iniziative che si riterranno necessarie sui destini del servizio pubblico televisivo italiano per posizionarlo all’altezza dei tempi che viviamo, per liberarlo dall’abbraccio soffocante dei partiti e restituirlo alla missione culturale ed informativa per la quale e’ nato. Innanzitutto una grande raccolta di firme da inviare al Parlamento italiano e al Consiglio di Amministrazione della Rai chiedendo l’immediata apertura di un dibattito pubblico sui destini futuri del servizio pubblico.
Allo stesso tempo Parla di noi offrira’ quotidianamente una rassegna delle notizie di interesse pubblico ignorate dai mass media televisivi

Le adesioni si raccolgono sul sito face book Parladinoi, inviando una mail a
parladinoi@yahoo.it
o scrivendo a
Parladinoi, via Courmayeur,35, 00135 ROMA

Risorse web (ufficiali) sull’emergenza ad Haiti

Segnalo questa risorsa on line in inglese e spagnolo su Haiti e gli aiuti curata dal http://www.cinu.org.mx/haiti/

Centro d’Informazione dell’ONU per il Messico, Cuba e la Repubblica Dominicana che contiene video, articoli, copmunicati e dati utili su quanto accade nell’isola di La Hispaniola.

Un’altra impoertante fonte è la Red de Información Humanitaria para América Latina y el Caribe http://redhum.org/emergencias-362-Terremoto-en-Hait%C3%AD—enero-2010.html

Scarica il rapporto preliminare sul terremoto ad Haiti (Informe Preliminar del Terremoto en Haití), 16 gennaio, 6 pagine:

http://www.redhum.org/archivos/pdf/ID_6819_MS_Redhum_HT-_Christian_Aid_Informe_preliminar_del_Terremoto_en_Haiti-_CH_AID_HT-20100115.pdf

Foto: http://www.unmultimedia.org/photo/gallery.jsp?query=haiti

Videos (Con calidad de transmisión)

Distribución de víveres: 15 de enero, el Programa Mundial de Alimentos (PMA) continúa la distribución de víveres para los afectados.

Presidente de Haití: 15 de enero, René Préval observa los daños causados por el terremoto del martes.

Emigración/Haití:15 de enero, miles de personas intentan dejar la ciudad devastada.

Actualizaciones de la ONU: 15 de enero, John Holmes, Jefe Coordinador para emergencias de la ONU, Puerto Príncipe no esta siendo saqueado como aparece en algunos medios. UNTV

Declaraciones del Secretario General de la ONU Sr Ban Ki-moon: 15 de enero Casi tres dias después del terreomoto ocurrido en Haití el Secretario general Ban Ki-moon presenta el reporte de las devastaciones y anuncia su pronto viaje a la zona. UNTV

Actualización Haití : 15 de enero David Wimhurst, El portavoz de la Misión en Haití habla acerca del saqueo, la recuperación de los cuerpos, y el esfuerzo de los voluntarios y personal de la ONU. MINUSTAH

Conferencia de prensa sobre situación en Haití y asistencia de la ONU México. Máximo Romero: 15 de enero, Máximo Romero, Director General de Cooperación Técnica de la Secretaría de Relaciones Exteriores hablando sobre la situación en Haití.

Conferencia de prensa sobre situación en Haití y asistencia de ONU México. Jadranka Mihalic: 15 de enero, Jadranka Mihalic, Directora del Centro de Información de las Naciones Unidas en México.

Conferencia Prensa del Coordinador Residente de las Naciones Unidas en México: 15 de Enero: Magdy Martínez-Solimán, Coordinador Residente del sistema de Naciones Unidas en México habla sobre la situación en Haití.

UN / UNICEF HUMANITARIAN WRAP14 de enero EL jefe de las operaciones de emergencia Louis Georges Arsenault habla acerca de la situación en Haití. El coordinardor de emergencias de la UNICEF habla acerca de lo que se necesita en Haití. El Embajador haitano de las Naciones Unidas Leo Merores habla acerca del trabajo del gobierno haitiano en la emergencia. UNICEF

HAITI / EDMOND MULET (01:42)Haití: 14 de enero El Subsecretario General de Operaciones de Mantenimiento de la Paz, Edmond Mulet arrivó a Puerto Príncipe. Ayer el , Secretario General Ban Ki-moon envió a Mulet a Haití como jefe de la misión. MINUSTAH.

Haití /Haití: Respuesta humanitaria del PMA(Enero 14) El Director Regional para América Latina y el Caribe, Pedro Medrano, da un informe sobre la situación en Haití. El PMA actualmente se encuentra en el terreno y busca asistir a 2 millones de afectados por el terremoto.

Haití / Provisiones médicas y aéreas a Puerto Príncipe (01:30) (14/01/2010): La misión de paz de las Naciones Unidas está luchando para reagrupar y encabezar las misiones de reconocimiento en Puerto Príncipe a lo largo de la ciudad. MINUSTAH

Ginebra / Humanitario (02:03) (14/01/2010): Las agencias de las Naciones Unidas se encuentran redoblando esfuerzos de auxilio del devastador terremoto del martes en Haití que acabó con decenas de millares de vidas y dejó a muchos atrapados debajo de los escombros. UNTV

ONU / Haití Ban Ki-moon (01:27) (14/01/2010): El Secretario General Ban Ki-moon dice que casi dos días después del terremoto en Haití, el panorama general es aún impreciso y que los datos sobre las muertes son desalentadores. UNTV

Haití / Daños 1 (01:54) (14/01/2010): Los residentes de la azotada ciudad de Puerto Prícipe luchan para reconstruir sus vidas después de niveles masivos del terremoto en la ciudad el martes. Los cuerpos de las víctimas están apilados en las calles. La Cruz Roja estima que aproximadamente hay un saldo de 50,000 muertos. MINUSTAH

Ginebra / Respuesta a Haití (02:14) (14/01/2010): El experto de la OMS, el Dr. Eric Laroche, dice que con los años de conflicto en el país y los útlimos ciclones e inundaciones, las personas se encuentran desnutridas y son propensas a las enfermedades, “y además de ello, el alto nivel de VIH/SIDA, hechos que en conjunto dan como resultado un cóctel exposivo, el cual, si no se está preparado para lo peor, entonces habrá decepciones”. OMS

Haití / Daños 2 (02:22) (14/01/2010): Casi todos los edificios de gobierno de Puerto Príncipe se destruyeron, incluyendo al Palacio Presidencial, el edificio principal del parlamento, así como las prisiones, las esculas y los hospitales. MINUSTAH

Palabras del Coordinador Residente de las Naciones Unidas en México, Magdy Martínez-Soliman (14/01/2010): Primeras declaraciones sobre la situación de emergencia en Haití. CINU

Palabras de la Directora del Centro de Información de las Naciones Unidas, Jadranka Mihalic (14/01/2010): Primeras declaraciones sobre la situación de emergencia en Haití. CINU

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Enlaces LINK

Sitio especial del Programa de las Naciones Unidas para el Desarrollo (PNUD) para Haití

Sitio especial del Programa Mundial de Alimentos (WFP) para Haití

Sitio especial de la Organizacion Panamericanal de la Salud (OPS) para Haití

Sitio especial del Fondo de las Naciones Unidas para la Infancia (UNICEF) para Haití

Sitio especial de la Red Humanitaria para América Latina y el Caribe (REDHUM) para Haití

Transmisiones en vivo de las Naciones Unidas
(tiempo de Ciudad de México)
www.un.org/webcast

* Todas las transmisiones se realizan a través del sitio http://www.un.org/webcast a menos que se note lo contrario con un enlace distinto. Algunas transmisiones se realizan en idioma inglés. Este programa puede modificarse sin previo aviso.

Las transmisiones en vivo serán grabadas y pueden verse en forma diferida unas horas después en: www.un.org/webcast/2010.html

15 de enero de 2010

-11:00 hrs. Conferencia de prensa por el Portavoz del, Secretario General de las Naciones Unidas. Invitados: Funcionarios de las Naciones Unidas de la Misión de Estabilización de las Naciones Unidas en Haití (MINUSTAH), http://www.un.org/webcast

-10:00 hrs. Ban Ki-moon, Secretario General de las Naciones Unidas informa sobre la situación en Haití, http://www.un.org/webcast

-10:00 hrs. Conferencia de prensa sobre situación en Haití y asistencia de las Naciones Unidas en México. Magdy Martínez-Solimán, Coordinador Residente del sistema de Naciones Unidas en México; Máximo Romero, Director General de Cooperación Técnica de la Secretaría de Relaciones Exteriores y Jadranka Mihalic, Directora del Centro de Información de las Naciones Unidas en México.

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