Archivi tag: Diritti Umani

Intervista con Padre @alejandrosolalinde @ilmanifesto: “La mia vita (a rischio) per i #Migranti” @HCIxtepec ‏

padre-solalinde-8c [Articolo/intervista di Fabrizio Lorusso, pubblicata su Il Manifesto del 21 ottobre 2017] Alejandro Solalinde è un sacerdote messicano, Premio nazionale dei Diritti umani 2012 e fondatore a Ixtepec (Oaxaca) del rifugio Hermanos en el camino (Fratelli in cammino) per i migranti centro e sudamericani che rischiano la vita per raggiungere gli Usa sul treno noto come «La Bestia». In questi giorni padre Alejandro Solalinde è in Italia per un tour di presentazioni dell’autobiografia (con prefazione di don Ciotti) «I narcos mi vogliono morto. Messico, un prete contro i trafficanti di uomini» (Emi), libro denuncia scritto insieme alla giornalista Lucia Capuzzi. Oggi sarà a Ventimiglia (Sant’Agostino, ore 16) e a Sanremo (San Giuseppe, ore 21). Lunedì 23 tappa a Fuorigrotta, Napoli (Parrocchia del Buon pastore, ore 19)

Che bilancio fa a 10 anni dalla nascita del rifugio?

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Denunciano Alitalia per maltrattamenti contro Ana Enamorado, del Movimiento Migrante Centroamericano e Orme della memoria @MMMesoamericano @huellasmemoria

huellas-de-la-memoriaDenunciamo la compagnia aerea Alitalia perché oggi, 31 maggio 2017, ha cancellato in modo ingiustificato il biglietto da Roma a Parigi di Ana Enamorado, cittadina honduregna ospite in Italia di Carovane Migranti e Amnesty per presentare la mostra itinerante sui desaparecidos Huellas de la memoria/Orme della memoria.

La sua destinazione finale era Città del Messico. Quando Ana ha trovato un posto in un volo successivo, arrivata a Parigi, non le hanno fatto prendere il volo per il Messico. Dopo molte discussioni è riuscita a ottenere un posto nel volo che parte domani. Ma nel momento in cui stava richiedendo di poter passare una notte in hotel, visto che in alternativa avrebbe dovuto passare la notte in aeroporto senza avere nessuna colpa, non solo questa possibilità non le è stata concessa, ma è stata anche maltrattata con la minaccia di chiamare la polizia.

Denunciamo il maltrattamento che ha subito Ana Enamorado da parte dei funzionari di Alitalia. Esigiamo delle scuse pubblicamente e una notte in hotel per la nostra compagna.

Collettivo Huellas de la memoria / Orme della memoria  Continua a leggere

Brasile: Accampamento Terra Libera 2017

Acampamento-Terra-Livre-2017-720x480[di Loretta Emiri, da Pressenza] Dal 24 al 28 aprile si è svolto a Brasilia il 14º Accampamento Terra Libera. L’iniziativa si è trasformata nella maggior mobilitazione indigena degli ultimi anni; da tutto il Brasile e appartenenti a varie etnie, sono intervenuti più di tremila indios. Momenti significativi ed eventi importanti hanno caratterizzato la manifestazione. La nota dolente si è verificata nel pomeriggio del 25 aprile. Gli indigeni sono usciti dall’accampamento, montato a fianco del Teatro Nazionale, trasportando circa 200 bare e uno striscione con la scritta “Demarcazione subito”. Le bare ricordavano i leader assassinati nella difesa delle proprie terre; secondo il Consiglio Indigenista Missionario, solo nel 2015 ne sono stati ammazzati 54.  Formando una gigantesca marcia  funebre gli indios hanno percorso la Spianata dei Ministeri; tra di loro centinaia di bambini, anziani e donne. Per quaranta minuti tutto si è svolto pacificamente, fino al momento in cui gli indigeni hanno cercato di lasciare le bare nello specchio d’acqua adiacente al Congresso.

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#MessicoInvisibile: Los Otros #Desaparecidos de #Iguala. Intervista a Xitlali Miranda Mayo

di Fabrizio Lorusso* da Carmilla – A oltre due anni dalla Iguala Noticias Aliadas 4notte di Iguala, nello Stato messicano del Guerrero, nella quale la polizia locale, con la connivenza della polizia statale e federale e dell’esercito, uccise sei persone e consegnò quarantatré studenti della Scuola Normale (magistrale) Rurale R. Isidro Burgos di Ayotzinapa a un gruppo di presunti narcotrafficanti, il caso resta irrisolto; e ciò nonostante siano oltre cento i detenuti e la procura abbia elaborato migliaia di pagine per integrare il fascicolo. Dunque non ci sono state condanne per i fatti violenti della notte del 26 settembre 2014, assimilabili a una persecuzione armata e un’operazione pianificata contro degli studenti inermi, come ha spiegato il Giei (Gruppo Interdisciplinare di Esperti Internazionali nominato dalla Commissione interamericana per i diritti umani per investigare sul caso), e non sono pochi gli osservatori delle vicende messicane che parlano di “terrorismo di Stato” e “narco-stato”, in riferimento all’evidente degenerazione e compenetrazione mafiosa delle istituzioni e delle funzioni pubbliche in Messico. A oggi la lotta dei genitori dei quarantatré studenti, che risultano ancora ufficialmente desaparecidos come altre 30 mila persone in Messico, continua per ottenere verità, castigo dei responsabili, restituzione con vita dei desaparecidos e soprattutto giustizia, grazie anche al sostegno di migliaia di attivisti, giornalisti, avvocati, persone solidali, collettivi, organizzazioni, difensori dei diritti umani e istituzioni, messicane e straniere, che li accompagnano.  Continua a leggere

#43 poeti per #Ayotzinapa. Voci per il #Messico e i suoi #desaparecidos @

[Da Nazione Indiana] A due anni dalla notte di Iguala, con la scomparsa dei 43 studenti di Ayotzinapa, vogliamo ricordare tutti i figli delle violenze in Messico attraverso alcuni stralci dal libro appena uscito: 43 poeti per Ayotzinapa. Voci per il Messico e i suoi desaparecidos (a cura di Lucia Cupertino, con prefazione di Fabrizio Lorusso e postfazione di Francesca Gargallo), Edizioni Arcoiris, 2016. Il libro sostiene la causa della scuola normale rurale di Ayotzinapa, storica fucina di cambiamento in Messico, appoggia le famiglie e tutti i membri della scuola e comunità e pertanto il ricavato sarà devoluto all’Associazione dei genitori della Scuola Normale Rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa.]

I 43 SONO FIGLI DI TUTTO IL MESSICO E I POETI LO SANNO

di Francesca Gargallo

43-poeti-per-ayotzinapa-copertina43 poeti per scacciare la morte, per dar sfogo a una indignazione vitale. La poesia come una affermazione, sono qui, sono con te, sono per tutti. Dove tutti significa molte persone, tutte le vive, tutte le sparite, tutte le torturate, tutte le assassinate di questo Messico contemporaneo, immerso in una guerra contro i poveri, contro chi si sente sicuro di fare il proprio dovere, contro chi vuole essere libero. Molte di più dei 43 studenti desaparecidos dall’esercito, la polizia e i narcotrafficanti ad Iguala la notte tra il 26 e il 27 settembre 2014. Però quei 43 ragazzi risvegliano la poesia: sono stati trasformati dal desiderio popolare di mettere fine alla violenza di stato e della delinquenza (nessuno sa dove finisce una e comincia l’altra) in semi di speranza. Continua a leggere

Gli haitiani alla frontiera USA e l’incognita Trump (intervista a Caterina Morbiato)

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Da frontiere news: INTERVISTA DI FABRIZIO LORUSSO, FOTO DI HERIBERTO PAREDES

Caterina Morbiato, antropologa italiana esperta di temi migratori in Messico, ha da poco visitato la frontiera tra Tijuana e San Diego presso cui sono bloccati migliaia di migranti haitiani che, dopo un viaggio estenuante e rischiosissimo dal Brasile al Centro America e al Messico, rischiano ora di non poter entrare negli Stati Uniti, loro obiettivo finale. La vittoria di Donald Trump alle presidenziali americana ha, ovviamente, complicato la loro situazione. 

In breve, come si spiega la presenza migliaia di haitiani bloccati a Tijuana, in Messico?

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Primeras Jornadas Derechos Humanos #Guanajuato #Mexico

derechoshumanoscartel-jpg21PRIMERAS JORNADAS DERECHOS HUMANOS EN EL ESTADO DE GUANAJUATO – Programa reproducido de: link Facebook – Video entrevista sobre las Jornadas por Zona Franca (ver al final del post o LINK) – Con vistas al día internacional de los Derechos Humanos, que cada año es conmemorado el 10 de diciembre, o sea el día en que en 1948 la asamblea General de las Naciones Unidas aprobó la Declaración Universal de los Derechos Humanos, se están realizando las Primeras Jornadas de Derechos Humanos en Guanjuato. En Guanajuato, los Derechos Humanos deben ser visibilizados e incrementar la participación de la población en virtud de ello, el Centro de Promoción de los Derechos Humanos de Niñas, Niños y Adolescentes NIMA convocó a colectivos, organizaciones, instituciones, grupos, activistas, artistas y población en general de Guanajuato a crear una agenda de actividades para visibilizar los Derechos Humanos denominándola “Primeras Jornadas Derechos Humanos en Guanajuato 2016”.

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#Haiti non esiste: i rifugiati haitiani alla frontiera di #Tijuana #Messico

haitiani-tijuana-1[Di Caterina Morbiato (foto di Heriberto Paredes) da Carmilla]. Tijuana é la cittá di frontiera per antonomasia: un approdo per naufraghi arrivati da ogni dove alla ricerca di un nuovo inizio o una nuova partenza. Esplorare le sue strade significa impastarsi le mani di una belleza sordida, nata dal transito di culture e di lingue che si ibridano e si contaminano. La frontiera plasma Tijuana con il continuo transito di genti diverse: ora i deportati dagli Stati Uniti; ora gli sfollati messicani che fuggono da zone seviziate dal narco e che cercano, invano, di essere riconosciuti come rifugiati; ora i migranti centroamericani che incarnano una crisi umanitaria che sembra non avere fine. Basterebbe osservare chi si muove attraverso e attorno a el bordo -come a Tijuana chiamano il confine, distorcendo la parola inglese “border”- per intuire quello che succede nell’intera regione. Da qualche mese una nuova presenza si somma a questa eclettica fusione di umanitá: sono le centinaia di uomini e donne haitiani che arrivano giornalmente dopo aver intrapreso un viaggio interminabile. Chi non riesce a trovare posto nei diversi centri di accoglienza, dorme in piccoli hotel o case di privati che hanno improvvisato alloggi informali, ma in molti si ritrovano a passare la notte per strada. Secondo l’Istituto Nazionale di Migrazione messicano da maggio di quest’anno ad oggi circa 14mila haitiani sarebbero entrati in Messico; a Tijuana sarebbero circa 6mila e ulteriori arrivi sono previsti nei prossimi mesi a causa dei danni provocati dall’uragano Matthew che a inizio ottobre si é abbattuto sull’isola.  Continua a leggere