Archivi tag: Diritti Umani

Vídeo Trailer. Bienvenidos a México: alla scoperta del Messico di Narcos @NetflixIT @Thevisioncom

Bienvenidos a México. Un viaggio alla scoperta del Messico di Narcos – Quarta stagione della serie di Netflix ambientata in Messico. Leggi l’articolo legato a questo video qui su The Vision: https://goo.gl/asX9Uc o qui su L’America Latina: https://bit.ly/2QJlGPW

Trascrizione testo video: Il Messico è un Paese di estreme meraviglie e contraddizioni. Il suo nome significa “nell’ombelico della luna”, un crocevia di traffici e popoli, frontiera tra l’America latina e quella anglosassone. Oggi è tra i luoghi più visitati al mondo, sebbene viva un conflitto armato, povertà e disuguaglianze, un terreno fertile per il crimine e i patti narco-politici. Le grandi disuguaglñianze e un conflitto armato per il controllo delle risorse hanno fatto 250mila morti e 37mila desaparecidos, mentre il business della droga resta fiorente grazie alla corruzione a sud e a nord del confine.

narcos mexico

 

Migranti d’America, la carica dei 7.500 sfida quattro governi @ilmanifesto #EsodoMigrante #Messico

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[di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto del 24/10/2018]

Aggiornamento all’articolo. In nottata volontari o agenti con la giacca del “governo del Chiapas” hanno sparso gas tossici anti-zanzare, cioe’ hanno fatto la disinfestazione, proprio nella piazza dove dorminvano i migranti della carovana intossicando alcuni di loro. Intollerabile e in mala fede. 8 centroamericani che erano rimasti indietro sulla strada Tapachula-Huixtla sono stati sequestrati delle autorità migratorie e portati a Taopachula in un centro di reclusione. Gli altri che erano con loro sono stati vessati e bloccati prima di riprendere la marcia. ieri giornata di lutto per i due honduregni morti in incidenti, caduti dai camion su cui viaggiavano stipati. La carovana continua verso Mapastepec, 70 km a nord di Huixtla, sempre in Chiapas.

La última frontera. La carovana degli honduregni in Messico dopo 10 giorni di marcia. Destinazione Usa. Trump: «Emergenza». E c’è una seconda carovana in arrivo. La presenza dei media offre la protezione che di solito qui manca. Ma molti finiscono comunque in arresto.

Stanno sfidando il sole, la fame, le intemperie e l’opposizione di ben quattro governi i 7.500 migranti centroamericani, in gran parte dell’Honduras, che dal 13 ottobre marciano verso nord per raggiungere gli Stati uniti.

È UN ESODO INEDITO per la quantità di persone che si sono unite per inseguire il “sogno americano” e, dopo dieci giorni consecutivi di marcia, gli ultimi tre in Messico tra Ciudad Hidalgo e Tapachula, gli integranti della carovana hanno deciso di fare tappa a Huixtla, nel Chiapas, a 70 km dal confine. «Oggi (ieri, ndr) riposano tutto il giorno e la notte, le loro forze sono esaurite», dice Rodrigo Abeja della Ong Pueblos sin Fronteras che accompagna la carovana.

Grazie alla solidarietà della gente e ad alcune strutture preposte dalle autorità, i migranti hanno potuto lavarsi e rifocillarsi prima di passare la notte in rifugi temporanei e in accampamenti improvvisati nelle piazze del centro. Mentre si preparano per altri 2000 km di cammino, arriva la notizia di una seconda carovana di 1.500 persone partita domenica, che sta attraversando il Guatemala.  Continua a leggere

Neoliberalismo de guerra en México @ZonaFrancaMx @Desinformémonos

neoliberalismo de guerra.jpgUna de dos. Neoliberalismo, política, militarización

En redes circula un texto interesante del colectivo Antónima. Educación alternativa y popular que vale la pena retomar en algunas partes. Dice: el mito del esfuerzo individual es una creencia generalizada y uno de los pilares de la ideología neoliberal. Siempre nos presentan historias de “éxito” en que algún individuo pobre logra un ascenso social o se vuelve millonario, pero en realidad eso ocurre con un porcentaje ínfimo de la población pobre.

Bueno. Pensar que la desigualdad deriva de que unos se esfuercen y otros no es un discurso ideológico según el cual todas las carencias de una personas dependen sólo de su acción individual. Las frases “es pobre porque es flojo” o “si quieres, puedes” son prejuicios comunes en el mito de la meritocracia.

El mito promueve el individualismo, rompe la solidaridad social y esconde que pobreza y desigualdad son fenómenos estructurales. Nos enseñan a ver al pobre como una excepción, distante de los demás.

Lo mismo ocurre con la violencia y la militarización, cuyas víctimas son presentadas como daños colaterales o hasta culpables por el gobierno y algunos comunicadores.

Se cree que “los malos se están matando entre ellos” para tener una falsa serenidad de que no nos va a pasar nada.

Pero así se esconde la dimensión política, las decisiones que están detrás de estas violencias, económicas y físicas, que tanto nos afectan.  Continua a leggere

Messico: commento all’elezione di AMLO

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Enrique Peña Nieto, presidente in carica, e Andrés Manuel López Obrador, presidente eletto, il 3 luglio a Palacio Nacional, Città del Messico

Da Città del Messico intervista a un compagno del Nodo Solidale su Radio Onda Rossa. Commentiamo l’elezione del nuovo presidente messicano Andrés Manuel López Obrador.

Qui il PODCAST!

Italiani scomparsi in #Messico: #Desaparecidos in «un posto tranquillo» #Tecalitlan da @ilmanifesto @movNDMX

desaparecidos-en-mexico-tras-verse-con-policias-b0c29ba39fbbef8c6be2fe930272e1e7[Di Fabrizio Lorusso dal quotidiano Il Manifesto del 24/02/2018] Nei pressi di Tecalitlán, città messicana del Jalisco dove il 31 gennaio sono scomparsi tre italiani, le sparizioni forzate non sono una novità. Nel Jalisco sono 3000 le persone ufficialmente desaparecidas e nel Michoacán, molto vicino a Tecalitlán, sono oltre 1100. In gran parte si tratta di vittime di rapimento e occultamento da parte del crimine organizzato o delle autorità, spesso conniventi con questo.

Raffaele Russo, sessantenne, si trovava in Messico da alcuni mesi e faceva il venditore ambulante, mentre suo figlio Antonio e suo nipote, Vincenzo Cimmino, erano lì da pochi giorni. Il primo a sparire è stato Raffaele. Vincenzo e Antonio sono accorsi a cercarlo perché non rispondeva più al cellulare e, secondo un whatsapp che hanno potuto inviare prima che si perdessero le loro tracce, sono stati intercettati in una pompa di benzina da una pattuglia e una moto della polizia di Tecalitlán che li ha invitati a seguirli.

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Stato di polizia in #Messico con la nuova legge di sicurezza #SeguridadSinGuerra @ilmanifesto

images (1)(Di l quotidiano Il Manifesto del 17 12 2017) Narcoguerra come scusa. Le norme appena varate contestate da opposizione sociale e organizzazioni internazionali, impugnate come anticostituzionali, ma saranno operative nel 2018, anno elettorale e potranno conferire ai militari poteri quasi illimitati, incluso per sedare conflitti sociali e politici

Il Messico non aveva mai ricevuto così tante critiche contro l’approvazione di una legge come nell’ultima settimana. Con i voti del partito del presidente Peña Nieto, il Pri (Partido Revolucionario Institucional) e dei suoi alleati delle destre, il Senato ha approvato venerdì la contestata legge sulla sicurezza interna tra le proteste della società civile, unita nel collettivo #SeguridadSinGuerra (Sicurezza senza guerra), e di istituzioni internazionali come l’Onu, l’Europarlamento e la Commissione interamericana dei diritti umani.

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#Desaparecidos: nuova legge in #Messico, ma non basta da @espressonline

donde estan desaparecidosIl 17 novembre in Messico è entrata in vigore la Legge Generale in Materia di Sparizioni Forzate e Commesse da Privati, frutto del lavoro e delle pressioni di gruppi organizzati di familiari dei desaparecidos. Tanto di quelli degli anni ’70 e ’80, epoca della “guerra sporca” dello stato messicano contro i movimenti sociali e popolari, quanto di quelli creati più recentemente, con l’esplosione delle sparizioni nel contesto della cosiddetta “guerra alle droghe”. Un desaparecido non è semplicemente una persona che s’è persa, un “non localizzato”, ma è una vittima di violazioni gravi ai diritti umani, ossia una persona che è stata privata della libertà da un funzionario statale (o con la sua complicità) oppure da altri soggetti e della quale non vengono date notizie. Le sparizioni forzate sono compiute da un funzionario pubblico, per esempio un soldato o un poliziotto, o con l’acquiescenza di quest’ultimo, mentre ci si riferisce alle desapariciones commesse da privatiquando sono altri soggetti, come per esempio membri della delinquenza organizzata, a portarle a termine. Per capirci, sono simili ai sequestri di persona o rapimenti, ma per i desaparecidos non viene chiesto nessun riscatto e, anzi, il fine ultimo sta proprio nel nascondere il destino e il luogo di reclusione (o assassinio e occultamento) della vittima, creando una situazione d’incertezza costante e di terrore nei parenti, negli amici, nei vicini e, più in generale, nella società.  Continua a leggere

Intervista con Padre @alejandrosolalinde @ilmanifesto: “La mia vita (a rischio) per i #Migranti” @HCIxtepec ‏

padre-solalinde-8c [Articolo/intervista di Fabrizio Lorusso, pubblicata su Il Manifesto del 21 ottobre 2017] Alejandro Solalinde è un sacerdote messicano, Premio nazionale dei Diritti umani 2012 e fondatore a Ixtepec (Oaxaca) del rifugio Hermanos en el camino (Fratelli in cammino) per i migranti centro e sudamericani che rischiano la vita per raggiungere gli Usa sul treno noto come «La Bestia». In questi giorni padre Alejandro Solalinde è in Italia per un tour di presentazioni dell’autobiografia (con prefazione di don Ciotti) «I narcos mi vogliono morto. Messico, un prete contro i trafficanti di uomini» (Emi), libro denuncia scritto insieme alla giornalista Lucia Capuzzi. Oggi sarà a Ventimiglia (Sant’Agostino, ore 16) e a Sanremo (San Giuseppe, ore 21). Lunedì 23 tappa a Fuorigrotta, Napoli (Parrocchia del Buon pastore, ore 19)

Che bilancio fa a 10 anni dalla nascita del rifugio?

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