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#AvenidaMiranda Puntata 45. Prima i messicani?

avenida-miranda-prima-i-messicani13 dic. – Da settimane più di duemila migranti centroamericani vivono ammassati in accampamenti di fortuna nella periferia di Tijuana. Sebbene la loro situazione inizi a migliorare, le tensioni con la popolazione locale hanno assunto forme che suonano di già sentito. “Prima i messicani”, “tornate a casa vostra” sono gli slogan che si alzano dalla marcia contraria ai migranti, organizzata dai cittadini di un’area urbana che proprio sulla vicinanza al confine ha costruito la sua fortuna.
Caterina Morbiato, antropologa e blogger di lamericalatina.net, ha seguito da vicino la realtà di Tijuana e della “carovana migrante”, e ne parla assieme a Marco Dalla Stella in questa puntata di Avenida Miranda.

Qui il PODCAST!

 

Actualización del éxodo migrante – 23-27 noviembre

Actualización 23 noviembre 2018

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Alrededor de las 10 de la mañana entre 500 y 700 personas aproximadamente salieron en una marcha pacífica del albergue Benito Juárez hacia la Garita Internacional El Chaparral; ante el bloqueo por diversos elementos federales y municipales en el puente vehicular del Chaparral, cientos de migrantes decidieron rodear el cerco y abrirse camino por las inmediaciones de la canalización del río Tijuana. Mientras, alrededor de la mitad de las personas decidieron regresar al ver que la manifestación se salía de control. Durante el avance de 500 personas hacia la barda fronteriza con Estados Unidos, algunos centroamericanos arrojaron rocas hacia el lado norteamericano y como respuesta las autoridades migratorias de Estados Unidos lanzaron en repetidas ocasiones bombas de gas lacrimógeno, sin importar la presencia de mujeres y niños en el área. Los puntos de acercamiento de algunos integrantes de la caravana fueron por las vías del tren, la canalización del río y la Garita El Chaparral.

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ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicados 18 y 21 noviembre

Zona Metropolitana de Guadalajara, 18 de noviembre de 2018

A las 06:00 h se informa a través de la Coordinadora del IJAMI que en la “Casa Cerro del Cuatro” se encuentran un total de 547 personas. Algunas de ellas llegaron en la madrugada.

A las 09:30, se asistió a la zona de “La Joya”, carretera Lagos de Moreno. Encontramos ahí a Protección Civil, y 3 patrullas municipales con 6 oficiales armados, los cuales indicaron que su primera indicación era esperar a los camiones y escoltarlos hacia afuera de la ciudad.

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Carovana sotto tiro, Tijuana spaccata. Oggi le due marce contrapposte

Di Caterina Morbiato e Andrea Cegna

Da Il Manifesto.

Sul confine Messico/Usa. Sassi e spazzatura contro i migranti, il sindaco della città di frontiera li tratta da balordi e i Latinos for Trump oggi scendono in piazza per cacciarli. Sul fronte opposto si manifesta contro le discriminazioni.

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La prima delle carovane migranti è divisa: 2.500 sono arrivati a Tijuana, 1.300 sono a Mexicali, e altri 1.700 si sono per ora fermati in Sonora. Altre due carovane da 2.000 persone l’una stanno attraversando il Messico alla volta del confine con gli Usa. Erano stati promessi pullman per andare da Mexicali a Tijuana, non sono mai arrivati perché nella città di confine non ci sono spazi sufficienti per accogliere nuove persone. Se non riusciranno ad arrivare tutti e tutte a Tijuana e se lì al confine non sapranno muoversi collettivamente le forze accumulate lungo gli oltre 3.500 km rischiano di svanire.

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Su @Radio24_news parliamo di #Narcos #Messico #Violenza #Tijuana #Cartelli con @Giampaz di @NessunLuogo24 #Podcast

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[di Fabrizio Lorusso] “Messico: il paese del cartello”. Nella puntata (link) di Nessun luogo è lontano (blocco iniziale o primi minuti) di Radio24 del 23 agosto abbiamo affrontato il tema dell’escalation di violenza che, di nuovo, vive il Messico e soprattutto la città di Tijuana (1000 omicidi dolosi in 7 mesi nel 2017).

“In Messico, terra di frontiera e di commercio di trafficanti.Per i giornalisti lavorare in questo paese sta diventando sempre più difficile e a rischio di morte, com’è successo ieri a Candido Rios. Dall’inizio di quest’anno sono morti 9 giornalisti e il mese di giugno è stato il mese più sanguinolento degli ultimi 20 anni con più di 2200 vittime causate dalla guerra tra narcotrafficanti e polizia”. Ascolta la puntata qui. O qui in MP3.

Nacqui / Nací (Poesia da Tijuana, Messico)

di Cynthia Franco* (Da CarmillaOnLine)

mandata-dallautriceCynthia Franco (1988), è una poetessa originaria di Tijuana (Messico) che si dedica principalmente alla poesia orale. “Nacqui” ho avuto l’occasione di ascoltarla declamata dalla stessa autrice. Mi ha colpito la sensibilità e l’intimità con la quale è messa in verso la condizione biografica degli abitanti delle zone settentrionali di frontiera. Una condizione che rimesta la violenza di una modernità senza scrupoli, con la speranza e la forza della visione ancestrale della vita umana, nella quale mescolanza l’ottimismo non può arrivare a lucente compimento, così come il nichilismo trova nella nuda vita un limite ultimo all’abbandono. In questa poesia, dolcezza e crudezza si mescolano nella poetica di una poetessa e donna del Nord messicano [Nino Buenaventura, traduttore].  Continua a leggere

#Haiti non esiste: i rifugiati haitiani alla frontiera di #Tijuana #Messico

haitiani-tijuana-1[Di Caterina Morbiato (foto di Heriberto Paredes) da Carmilla]. Tijuana é la cittá di frontiera per antonomasia: un approdo per naufraghi arrivati da ogni dove alla ricerca di un nuovo inizio o una nuova partenza. Esplorare le sue strade significa impastarsi le mani di una belleza sordida, nata dal transito di culture e di lingue che si ibridano e si contaminano. La frontiera plasma Tijuana con il continuo transito di genti diverse: ora i deportati dagli Stati Uniti; ora gli sfollati messicani che fuggono da zone seviziate dal narco e che cercano, invano, di essere riconosciuti come rifugiati; ora i migranti centroamericani che incarnano una crisi umanitaria che sembra non avere fine. Basterebbe osservare chi si muove attraverso e attorno a el bordo -come a Tijuana chiamano il confine, distorcendo la parola inglese “border”- per intuire quello che succede nell’intera regione. Da qualche mese una nuova presenza si somma a questa eclettica fusione di umanitá: sono le centinaia di uomini e donne haitiani che arrivano giornalmente dopo aver intrapreso un viaggio interminabile. Chi non riesce a trovare posto nei diversi centri di accoglienza, dorme in piccoli hotel o case di privati che hanno improvvisato alloggi informali, ma in molti si ritrovano a passare la notte per strada. Secondo l’Istituto Nazionale di Migrazione messicano da maggio di quest’anno ad oggi circa 14mila haitiani sarebbero entrati in Messico; a Tijuana sarebbero circa 6mila e ulteriori arrivi sono previsti nei prossimi mesi a causa dei danni provocati dall’uragano Matthew che a inizio ottobre si é abbattuto sull’isola.  Continua a leggere

Border Town #Film @YouTube su #Femminicidio #CiudadJuarez #Mexico #JenniferLopez

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

Bordertown è un film del 2006 scritto e diretto da Gregory Nava, ed interpretato daJennifer Lopez (anche produttrice), Antonio Banderas e Martin Sheen. Il film narra la vera storia delle numerose donne assassinate a Ciudad Juárez, e di una reporter americana mandata sul posto dal suo giornale per scrivere un articolo. In Italia è uscito nelle sale cinematografiche il 23 febbraio 2007. WikiPedia

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