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#Messico: sempre più crepe dopo il terremoto #19S #CDMX @cittadelcapo

Messico terremoto[di Perez Gallo, Fabrizio Lorusso e Nino Buenaventura (lamericalatina.net) da RCDC] “Andatevene a casa, non serve più aiuto”, intimano alcuni poliziotti federali a una brigata di cittadini solidali a San Gregorio, uno dei rioni del sud di Città del Messico dove il terremoto del 19 settembre ha fatto crollare una cinquantina di edifici. Alla difficoltà di organizzarsi negli aiuti, nel recupero di cibo e materiali, e negli scavi tra le rovine, fisiologiche in una megalopoli da 20 milioni di abitanti, è venuto ad aggiungersi col passare delle ore un atteggiamento ostile da parte delle autorità. “Nella capitale la polizia, la marina e soprattutto l’esercito in 45 punti critici stanno impedendo l’accesso ai volontari e chiudono del tutto i siti alle 9 di sera, proprio quando c’è più silenzio ed è più facile individuare le persone sotto le macerie”, spiega un comunicato dei Topos, organizzazione nata dopo il terremoto dell’85 e tra le più organizzate ed efficaci negli aiuti. “Il fatto è che agiscono goffamente, entrano negli edifici pieni di paura, si lamentano per il freddo, non danno informazioni, non fanno nulla pur essendoci migliaia di volontari disposti a entrare per cercare i loro cari, e così si perdono preziosi minuti per incontrare persone vive per cui ci sono cibo e braccia in abbondanza, ma l’esercito impedisce i salvataggi”, conclude il testo.  Continua a leggere

Appello Verità e Giustizia per Ibrahim @ExOpgJeSoPazzo

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Ibrahim Manneh aveva 24 anni, era nato in Costa d’Avorio, era cresciuto in Gambia e da anni viveva qui a Napoli. Ibrahim è morto nella notte tra il 9 e il 10 Luglio di malasanità e di razzismo. I suoi amici, i suoi familiari, i suoi compagni, non sanno ancora come sia stato possibile morire così. Eppure, ciò che ha ucciso Ibrahim non è frutto del caso: il semplice racconto delle sue ultime 24 ore di vita è esemplare dello stato attuale di questo Paese, del clima di odio e di indifferenza all’interno del quale vogliono gettarci,  di un sistema ingiusto e spietato dove i diritti più elementari vengono negati.

Scriviamo questo appello per mandare un messaggio chiaro: non possiamo far finta di niente, riteniamo sia doveroso far emergere tutta la verità sulle ultime ore di vita di Ibrahim e che venga fatta giustizia perché quanto successo non accada più.  Continua a leggere

La Strage Silenziosa dei Genitori dei Desaparecidos in Messico

Attivista uccisa in Messico[di Fabrizio Lorusso da Huffington Post] Nel Messico dell’ipocrita guerra al narcotraffico il valore della vita umana s’avvicina drammaticamente allo zero. Il 10 maggio, giorno della Festa della Mamma, Miriam Elizabeth Rodríguez Martínez, una delle fondatrici ed esponente in vista della Collettivo dei Desaparecidos nello stato del Tamaulipas, è stata ammazzata dai sicari di un commando armato che, arrivati fuori da casa sua, hanno gridato il suo nome e poi hanno fatto fuoco. Qual era la sua colpa? Fare l’attivista? Denunciare? Parlare troppo con la stampa? Avere avuto una figlia sequestrata, fatta sparire nel nulla e aver condotto da sola le indagini fino a ritrovarla, morta, per poi continuare comunque la lotta per la giustizia affianco ad altre madri come lei?

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Parliamo di #Messico: #MiroslavaBreach e gli altri giornalisti uccisi su @vocidelmattino @Radio1Rai

Giornalisti messico

“La strage dei giornalisti in Messico” a Voci del Mattino, Radio Uno, un programma propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali.

Scarica l’intervista a Fabrizio Lorusso – link download diretto – Ascolta l’intera puntata di voci del mattino del 3 aprile 2017 – link – L’intervista sul Messico e sul caso miroslava Breach, giornalista uccisa il 23 marzo scorso nello stato di Chihuahua, dal minuto 6 circa.

Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice – In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri – Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santo e Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito.

La vera notte di Iguala e il caso Ayotzinapa: intervista con Anabel Hernández

[di Fabrizio Lorusso – da Carmilla e FrontiereNews] Anabel Hernández è una delle giornaliste d’inchiesta più riconosciute del Messico. E’ autrice, tra gli altri, dei libri La terra dei narcos. Inchieste sui signori della droga[*], Messico in fiamme. L’eredità di Calderón e La vera notte di Iguala, l’inchiesta più attuale e contundente sul caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, scomparsi a Iguala, nel meridionale stato messicano del Guerrero, la notte del 26 settembre 2014. Per le minacce e le aggressioni ricevute, che hanno coinvolto direttamente lei, la sua famiglia e i suoi vicini, Anabel vive da più di sei anni sotto scorta. Dall’agosto del 2014 e all’agosto del 2016, s’è dovuta rifugiare negli Stati Uniti, dove ha potuto vivere coi suoi figli grazie a una borsa di studio del programma di studi in giornalismo dell’Università della California a Berkeley. Ho conversato con lei delle sue scoperte sul caso dei 43 studenti desaparecidos di Ayotzinapa, sulla corruzione delle autorità e il ruolo dell’esercito, sulla situazione dei cartelli del narcotraffico, sul muro di Trump e sulla legalizzazione delle droghe. Questa è la versione integrale dell’intervista di cui alcuni estratti sono usciti su Huffington e su Ctxt. Esce oggi su Carmilla in collaborazione con Frontiere News [Foto “Ayotzinapa” di Diego Simón Sánchez / Cuartoscuro].  Continua a leggere

Esce #Obama, Arrivano #Trump e il #Chapo Guzmán

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[Da Huffington Post Blog Fabrizio Lorusso – Vedi anche QUI su “Trump e il muro”] Il 20 gennaio comincia l’era Trump e si conclude quella del capo dei capi del narcotraffico mondiale, il messicano Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, alias El Chapo, boss del cartello di Sinaloa. Dunque s’insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti e lascia il posto Barack Obama dopo 8 anni di mandato. Il magnate neopresidente non ha risparmiato colpi bassi e dichiarazioni minacciose nei riguardi del Messico, promettendo di costruire un muro lungo i 3000 km della frontiera meridionale, anche se in realtà la barriera in parte già esiste, e di farlo pagare al paese latinoamericano!

Ha parlato anche di aumentare i rimpatri forzati, cioè di eseguire deportazioni massive di migranti irregolari. Non è che l’amministrazione Obama sia stata “morbida” in tal senso, dato che sono circa 2,8 milioni i clandestini che negli ultimi anni sono stati rimandati nel paese d’origine, ma senza dubbio Trump ha mostrato un discorso aggressivo e provocatore che sta influendo sui mercati e sulla politica messicana come mai prima.  Continua a leggere

Su @Radiondadurto #Messico Arresto del #Chapo e #NarcoGuerra #Intervista di @a_cegna

MESSICO: L’ARRESTO DE EL CHAPO E LA NARCO GUERRA

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LOS MOCHIS, SINALOA, 08 ENERO 2016.- En un operativo realizado por la Marina Armada de México durante la madrugada, fue recaptrado Joaquín “El Chapo” Guzmán Loera. FOTO: ESPECIAL /CUARTOSCURO.COM

Su Radio Onda D’Urto intervista di Andrea Cegna a Fabrizio Lorusso – 14 gennaio 2016. El Chapo è stato arrestato nuovamente. Dopo la grande fuga di diversi mesi fa, marines messicani hanno catturato il boss del narcotraffico più ricercato al mondo qualche giorno fa.

Un tassello fondamentale per la cattura del narcos sarebbe stata l’intervista di Sean Penn realizzata per Rolling Stones.

Stavolta sembra che la via dell’estradizione negli Stati Uniti d’America sia aperta e possibile.

Quello che più rende particolare la vicenda, e crea forti dubbi sulla narrazione offerta dal governo,  è la tempistica: l’arresto del Chapo arriva qualche giorno dopo l’ennesimo omicidio ascrivibile alla conflitto con il mondo della malavita messicana: Gisela Mota.

Della vicenda e della così detta guerra al narcotraffico che attraversa il paese da quasi 10 anni abbiamo parlato con Fabrizio Lorusso, giornalista free lance e autore del libro Narcoguerra.  Ascolta o scarica l’audio [Download

La Terza del Chapo Guzmán: Radio-Intervista a #Modem @RSIonline #NarcoGuerra

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A questo link potete ascoltare la puntata integrale di Modem programma di Radio Svizzera Italiana RSI – Rete Uno – andato in onda il 12 gennaio 2015.  Scarica/Ascolta QUI l’MP3. Parliamo della cattura del Chapo Guzmán e la NarcoGuerra o guerra alle droghe in Messico, in studio l’antropologa Chiara Calzolaio e l’esperto di narcotraffico Piero Ferrante, conduce il giornalista Nicola Lueoend.

E’ considerato il più ricco e potente narcotrafficante al mondo, Joaquin “El Chapo” Guzman è stato riacchiappato lo scorso venerdì. “Missione compiuta, ha annunciato con un tweet il premier messicano Enrique Pena Nieto che, in un breve intervento televisivo, ha parlato di un trionfo per lo stato di diritto. Una cattura che ora fa discutere anche perché forse agevolata da un’intervista concessa dal boss del cartello di Sinaloa al noto attore, regista ed attivista americano Sean Penn, anche lui sotto inchiesta. Ma quale significato dare a questo arresto?

E’ la terza volta che “El Chapo” finisce in carcere. Ma nei casi precedenti, la prigionia si è sempre trasformata in fuga. Gli Stati Uniti hanno chiesto la sua estradizione e lo scenario qui potrebbe essere diverso. Ma anche se così fosse, cambierà qualcosa per le mafie messicane del narcotraffico, organizzazioni criminali tanto potenti quanto spietate, e vero e proprio stato nello stato?

A Modem ne discutiamo con l’esperto di narcotraffico Piero Innocenti e con l’antropologa Chiara Calzolaio, autrice di studi sulla violenza in Messico.

In registrato, l’intervista al giornalista e docente universitario Fabrizio Lorusso, residente in Messico; e la testimonianza della madre di quattro figli uccisi dai narcos.