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#SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

Open Arms Mediterraneo Solidaridad MEXICO#SolidaridadOpenArms – Comunicato di solidarietà a Open Arms dal Messico

[Pubblichiamo in italiano e in spagnolo questo messaggio lanciato da giornalisti, scrittori, attivisti, organizzazioni e parlamentari messicani in solidarietà con la Ong Open Arms e con le persone, migranti e membri dell’equipaggio, a bordo della loro nave da quasi 20 giorni al largo delle coste di Lampedusa]

Dal Messico, terra che storicamente è stata un simbolo del rifugio, e da tutta l’America Latina —in cui oltre 500 anni fa cominciammo a ricevere caravelle, imbarcazioni e carovane di migliaia di migranti illegali provenienti dai paesi europei—, vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’equipe della Open Arms e alle oltre cento persone che questa organizzazione, che si dedica a proteggere la vita umana in mare, porta a bordo della sua nave.

A 800 metri dal porto di Lampedusa l’imbarcazione attende da 19 giorni una risposta da parte dell’Italia per poter far sbarcare, seguendo il diritto internazionale del mare, tutte le persone che sono state salvate. L’offerta del governo spagnolo, che insiste affinché si dirigano verso un porto di quel paese, arriva tardi e in un contesto che è inviabile per la Open Arms, dato che l’organizzazione non possiede le risorse per affrontare questa ulteriore attraversata, considerando il logorio rappresentato dalla permanenza in mare per 27 giorni con un centinaio di persone in pessime condizioni di salute e psicologiche. La proposta, che è stata avanzata tramite i mezzi di comunicazione e senza consultare l’equipaggio è servita solo a intorpidire le gestioni dell’organizzazione per poter entrare nel porto sicuro più vicino e a confondere l’opinione pubblica.

E’ urgente che il porto di Lampedusa sia aperto a queste persone. Dobbiamo aprire le nostre braccia dinnanzi alla sofferenza umana.

Di fronte a questa situazione d’ingiustizia vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le persone, volontari e rifugiati, che in questo momento si trovano sulla Open Arms; diciamo NO alla criminalizzazione delle Ong che proteggono la vita in mare, è necessario aiutarle nel loro compito di protezione dei diritti umani e trovare insieme una soluzione alla crisi migratoria globale.

#PuertoSeguroYa

Sottoscrivono:

Collettivi/organizzazioni:

Comité 68 Pro Libertades Democráticas, Movimiento Migrante Mesoamericano, Movimiento de Solidaridad Nuestra América, América sin Muros México, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina-SICSAL, Hermanos en el Camino, Coalición Binacional Stop Trump Chicago-Los Ángeles, Coordinadora Regional del Sur y el Centro de Capacitación y Comunicación Social, A.C., Jóvenes Ante la Emergencia Nacional, Nueva Constituyente Ciudadana Popular, Fundación Francisco Enríquez Guzmán A. C. De Chiapas, Mujeres para el Diálogo, Comité Monseñor Romero, Red Migrantes del Sur México, Comunidad Autonomía y Libertad (Comunal), Red Eslabones de Derechos Humanos Humanos-Nuevo León, Eslabones Estado de México, Eslabones Morelos, Eslabones Ciudad de México, , Asamblea Nacional Catalana en México, Coordinación Ecuménica de la Iglesia de las y los Pobres (CEIPES), Fundación Hno. Mercedes Ruiz- FUNDAHMER, Comité en Defensa de la República Catalana en México, Candidatura de Unidad Popular (CUP) Exterior en México, Fundación Leonardo Sciascia, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con América Latina “Monseñor Romero”-México.

Persone:

Porfirio Muñoz Ledo, Ifigenia Martínez, Marta Sánchez Rafael Barajas “El Fisgón”, John Ackerman, Vidulfo Rosales, Daniel Jiménez Cacho, Marina Taibo, Marlene Fautsch, Gabino Palomares, Juan Carlos Bonet, Laura Carlsen, Claudio Albertani, María Luisa Capella, Federico Campbell, Aude Bénet, Montserrat Gispert, Selma Beraud, Guiomar Rovira, Diego Flore Magón, Alexandro Meléndez, Tauro Castrejón, César Pineda, Jésica Bastidas, Juventino Yitzek, Marta Mega, Alejandra Clausell, Bernardo Méndez, David Maciel, Jazmina Barreda, Teresa Velázquez, Susana Alcázar Leyva, Francisco Montes, Pablo Hernández, Manuel Arellano, María García, Carlos Arango, Beto O Rourke, Verónica Escobar, Elena Trapanese, Clara Ferri, Francesca Gargallo, Fabrizio Lorusso (Italiani in Messico), blog-colectivo lamericalatina.net.

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Appello #MéxicoNosUrge per la Difesa dei Giornalisti e dei Diritti Umani in Messico

In seguito all’ennesima mattanza di giornalisti, reporter e attivisti in Messico sta circolando in italiano l’appello #MexicoNosUrge che riproduco qui e si trova nella nota Facebook a questo link – Per aderire vedi in fondo al testo:

“Fondamento dell’accordo. Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani fondamentali, così come si enunciano nella DichiarazioneUniversale dei Diritti Umani, ispira le politiche interne e internazionali delle parti e costituisce un elemento essenziale del presente Accordo.”

Art. 1 trattato di libero commercio tra il Messico e l’UnioneEuropea                   

Gli omicidi del foto giornalista Rubén Espinosa, dell’attivista Nadia Vera, della studentessa Yesenia Quiroz Alfaro e di altre due donne che si trovavano con loro, Nicole Simon e Alejandra, avvenuti a Città del Messico, venerdì 31 luglio scorso, ci impongono di non rimanere in silenzio.Dinanzi alla condizione che vive chi vuole denunciare la situazione che subiscono milioni di persone in un paese, il Messico, che l’Italia e l’UnioneEuropea riconoscono soltanto come importante socio commerciale, rimanere in silenzio sarebbe una forma di complicità.

Rubén Espinosa è l’ultimo giornalista ucciso in Messico in un massacro che sembra non avere fine. Sono più di cento i giornalisti assassinati dal 2000 ad oggi. Nello stato del Veracruz, dove Rubén lavorava raccontando gli abusi del governo statale e le violente repressioni contro gli oppositori politici, sono 14 i giornalisti uccisi durante il governo di Javier Duarte de Ochoa, soprannominato anche il mataperiodistas, l’ammazza giornalisti.

Rubén Espinosa e Nadia Vera erano fuggiti dallo stato del Veracruz proprio per le minacce ricevute da funzionari del governo di Javier Duarte, indicato mesi fa come responsabile di qualsiasi gesto di aggressione nei loro confronti. Non è stato sufficiente fuggire a Città del Messico,considerata finora un porto sicuro in cui ripararsi dalle aggressioni contro la libertà di stampa. Il messaggio è chiaro: non si è sicuri da nessuna parte.Tutti i giornalisti critici devono avere paura perché possono essere raggiunti nelle loro case, torturati e ammazzati.

La libertà di stampa in Messico viene violentata quotidianamente. Fare il giornalista in Messico è una delle professioni più a rischio e i dati delle più importanti organizzazioni di difesa dei giornalisti e della libertà di stampa (come Article19 o RSF) indicano chiaramente come la maggior parte delle minacce, aggressioni, intimidazioni, sparizioni e uccisioni di giornalisti, fotografi e comunicatori si debbano imputare alle istituzioni dello Stato.

Il Messico e l’Unione Europea sono vincolati dalTrattato di Libero Commercio che si basa su una clausola democratica, e i nostri paesi, i nostri Parlamenti – sia nazionali che quello europeo – non possono rimanere in silenzio di fronte a questa situazione.

Nel maggio del 2016 si compiranno dieci anni dal massacro diSan Salvador Atenco. Una Commissione Civile di Osservazione dei Diritti Umani –i cui componenti erano cittadini europei – nel giugno del 2006 ha presentato alParlamento Europeo un rapporto sui fatti e sulle gravi violazioni dei diritti umani in relazione allo sgombero forzato di una comunità per costruire il nuovo aeroporto di Città del Messico in una zona ejidal (cioè di proprietà collettiva) dello Stato del Messico.

Negli ultimi dieci anni la situazione si è fatta se possibile ancora più grave, con decine di migliaia di sparizioni forzate, violenza sistematica contro chi vuole difendere e promuovere i diritti umani, contro attivisti dei movimenti sociali e contro i giornalisti e fotografi che documentano la condizione di violenza strutturale scelta come forma di“politica attiva” dai governi di Felipe Calderón, prima, e di Enrique Peña Nieto (che nel 2006 era governatore dello Stato del Messico durante i fatti di Atenco), ora.

Tra gli attivisti e giornalisti minacciati e perseguitati ci sono anche cittadini italiani ed europei; tra le vittime ci sono anche cittadini italiani ed europei (come il finlandese Jyri Antero Jaakkola,assassinato dai paramilitari nello stato del Oaxaca nel 2010).

In questo panorama di violenza diffusa e repressione contro i civili ricordiamo la sparizione forzata dei 43 studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa,avvenuta la notte del 26 settembre del 2014 nella città di Iguala, stato del Guerrero, in cui sono coinvolti la polizia municipale di Iguala ed elementi dell’esercito messicano. Da dieci mesi i 43 giovani studenti sono vittime di sparizione forzata di persone.

Il 30 giugno 2014 l’esercito messicano, con un ordine scritto dall’Alto Comando Militare, fucilava 22 ragazzi in un’esecuzione extragiudiziale, una delle tante esecuzioni extragiudiziali portate a termine dall’esercito che ha l’ordine di “abbattere” civili considerati delinquenti senza alcun diritto ad avere un processo.

L’ONU ha recentemente spiegato come in Messico la tortura sia un metodo utilizzato in maniera sistematica negli interrogatori da tutte le forze di sicurezza.

Tutto questo accade nel silenzio della cosiddetta “comunità internazionale” e l’Unione Europea di fatto si disinteressa dei crimini dello stato messicano, continuando a mantenere relazioni commerciali con uno Stato che viola costantemente i diritti umani.

Tra il 2007 e il 2014 in Messico ci sono stati più di 164mila omicidi di civili. Negli stessi anni in Afghanistan e in Iraq si sono contate circa 104mila vittime. Il numero di persone sparite dal 2006 ad oggi, basandosi su dati conservativi del governo messicano, supera le 30mila persone. È indefinito il numero delle persone sfollate forzatamente all’interno del paese,ma molte organizzazioni di difesa dei diritti umani parlano di più di due milioni e mezzo di persone.

A fronte di tutto questo l’indifferenza dei grandi mezzi di comunicazione internazionali è impressionante e complice.

Per tutto questo, #MexicoNosUrge e non possiamo rimanere in silenzio.

Chiediamo che il Parlamento Europeo esprima la sua preoccupazione rispetto alla grave crisi dei diritti umani che vive il Messico, in particolare per le costanti aggressioni ai giornalisti e difensori dei diritti umani.

Chiediamo all’Italia e all’Unione Europea che si sospendano tutte le relazioni (politiche e commerciali) con il Messico fino a quando non si farà luce sui gravi casi di omicidio, violenza e sparizione forzata di persone. I paesi dell’Unione Europea devono applicare l’embargo agli investimenti in Messico e chiudere le loro Ambasciate, così come si è fatto nel caso di altri paesi che non osservano l’obbligo del rispetto dei diritti umani e del diritto alla vita dei propri cittadini.

Italia, Agosto 2015

Per aderire scrivere a mexiconosurge2015@gmail.com

Seguiteci su www.facebook.com/mexiconosurge

Firmano:

·       Dario Fo (attore, regista,scrittore. Premio Nobel per la letteratura)

·       Erri De Luca (scrittore)

·       Paco Ignacio Taibo II (scrittore)

·       Fr. Raúl Vera López, O.P. (Vescovodi Saltillo, Coahuila, Messico)

·       Roberto Saviano (scrittore)

·       Don Luigi Ciotti (Presidentedell’Associazione Libera e Fondatore dell’Associazione Gruppo Abele)

·       Collettivo di scrittori Wu Ming

·       Nando Dalla Chiesa (docente universitario,scrittore e politico)

·       Tonio dell’Olio (responsabile del settore internazionale di Libera)

·       Paloma Saiz (organizzatrice della Brigada Para Leer en Libertad)

·       Fondazione Antonino Caponnetto

·       Salvatore Calleri (presidenteFondazione Antonino Caponnetto e membro Fondazione Sandro Pertini)

·       Renato Scalia (Comitato FondazioneAntonino Caponnetto)

·       Centrode Derechos Humanos Miguel Agustín Pro Juárez A.C. (centro diritti umani gesuita, Messico)

·       Servicio Jesuita a Migrantes –México

·       Centrode Investigación y Promoción Social (CIPROSOC)

·       Valerio Evangelisti (scrittore)

·       Valerio Massimo Manfredi (scrittore)

·       Franco Berardi “Bifo” (scrittore,professore universitario)

·       Giacomo Costa, SI (gesuita,direttore di Aggiornamenti Sociali)

·       Alessandro Mannarino (cantautore)

·       Juan Villoro (scrittore, giornalista, drammaturgo)

·       Francesca Nava (giornalista)

·       Aldo Nove (scrittore)

·       Jessica Borroni (scenografa)

·       Loredana Lipperini (scrittrice e giornalista)

·       Alberto Prunetti (scrittore)

·       Fabrizio Lorusso (professore e giornalista freelance)

·       Lucia Capuzzi (giornalista)

·       Roberta Zunini (giornalista)

·       Cecilia Narducci (giornalista)

·       Girolamo de Michele (scrittore)

·       Sandro Mezzadra (Università diBologna)

·       Mauro Biani (disegnatore satirico de il manifesto)

·       Salvatore Palidda (sociologo,scrittore e docente Università di Genova)

·       Domenico Guarino (Consiglio Ordinedei Giornalisti Regione Toscana e Direttore Radio Cora)

·       Marilù Oliva (scrittrice)

·       Graziano Graziani (giornalista)

·       Thomas Aureliani (giornalista)

·       Fabio Cuttica (fotografo agenziaContrasto)

·       Francesca Volpi (fotografa)

·       Silvia Federici (scrittrice)

·       Andrea Bigalli (Libera RegioneToscana)

·       Federico Mastrogiovanni (giornalista)

·       Lorenzo Declich (giornalista e scrittore)

·       Alessandro Braga (Giornalista RadioPopolare)

·       Luca Martinelli (giornalista di Altreconomia)

·      Amaranta Cornejo Hernandez (Ricercatrice feminista e docente universitaria)

·       RubyE. Villarreal (Arquitecto, Cultural/Museum Broker)

·       La Spezia Oggi (http://www.laspeziaoggi.it/news )

·       Comitato Bolivariano La Madrugada

·       Associazione SUR (www.surnet.it)

·       Carovane Migranti (http://carovanemigranti.org )

·       Cynthia Rodríguez (giornalista dellarivista Proceso)

·       Cristina Morini (giornalista escrittrice)

·       Andrea Cegna (collaboratore di RadioOnda d’Urto e Radio Popolare)

·       Annamaria Pontoglio (Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

·       Christian Marazzi (ScuolaUniversitaria Professionale della Svizzera Italiana)

·       Riccardo Staglianò (giornalista)

·       Alessandra Coppola (giornalista)

·       Mario Portanova (giornalista)

·       Leo Reitano (giornalista)

·       Noura Tafeche (giornalista)

·       Emilia Lacroce (giornalista)

·       Yesenia de la Rosa (giornalista)

·       Federico Chicchi (Università diBologna)

·       Aldo Zanchetta (Fondazione Neno Zanchetta per l’America Latina)

·       Valentina Petrini (giornalista)

·       AssociazioneItalia-Cuba circolo di Firenze

·       Heriberto Paredes (fotografo e giornalista)

·       Valentina Valle Baroz (giornalista)

·       Gabriele Zagni (giornalista Piazza Pulita La7)

·       Marina Taibo (fotografa)

·        José Calvo (architetto)

·        Fabio Bianchi (attivista)

Bomba all’Istituto Italiano di Città del Messico: rivendicazione di un gruppo anarchico

A questo link c’è la rivendicazione in italiano che copio sotto per completare l’informazione disponibile sul caso dell’esplosione avvenuta fuori dall’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico nella mattina del 12 dicembre 2011. E’ stata diffusa ieri dallo stesso gruppo che il 25 novembre inviò una busta con materiale esplosivo  all’arcivescovo di Città del Messico Norberto Rivera che è stato rivendicato qui. In spagnolo il comunicato sull’attentato si trova qui. La firma FAI sta per Federazione Anarchica Informale, da non confondere con la FAI (Federazione Anarchica Italiana che ripudia l’uso della violenza). Gabriella Segata Antolini era un’anarchica italiana catturata negli Stati Uniti a soli 19 anni e incarcerata per 14 mesi nel 1918. PGG sta per Práxedis G. Guerrero, rivoluzionario anarchico messicano morto in combattimento durante gli scontri con le forze armate controllate dal dittatore Porfirio Díaz nel 1910. CARI sta per Cellula Anarchica per la Rivoluzione Immediata e, infine, il riferimento o ispirazione dell’azione nell’esempio di Federico Buono: è un 36enne anarchico arrestato a Milano il 15 giugno scorso per porto di materiale esplosivo, scarcerato l’8 luglio e poi assolto il 1 dicembre. Ha rinunciato agli avvocati e a presenziare al processo come dichiara in questi documenti: qui (pensiero) e qui (rinuncia).

Sembra che i (piccoli?) gruppi anarchici (definibili come insurrezionalisti?) in Messico siano vari come risulta da questo post QUI (copio sotto la lista solo per il Messico ma ce n’è una che comprende molti altri paesi).

En México:
Las dos almas del insurrecionalismo mexicano (FLA-FLT) y las Celulas Autonomas de Revolucion Inmediata Praxedis G. Guerriero.
-Federacion Anarquista Informal/Acrata
-Frente de Liberacion de la Tierra (FLT)/ Red Internacional de accion y solidaridad Grupo Informal Anti-civilizacion
– Frente de Liberacion de la Tierra (FLT)/ Federacion Anarquista Informal- Red Global
-Nucleo Insurrecto Sole-Baleno de las Celulas Autonomas de revolucion inmediata Praxedis Guerriero/FAI
-Comando de Individuos Libres, Peligrosos, Salvajes e Incendiarios por la Peste Negra /FAI/Red Global
-Ludditas contra la domesticacion de la naturalezza Salvaje/FAI/Red Global
-Celula Eco Anarquista por el ataque directo/FAI/Red Global
-Brigada de accion Revolucionaria por la propaganda por el hecho y la accion armada-Simon Radowisky/FAI/ Red Global

comunicato della CELULA ANARQUISTA REVOLUCIONARIA-GABRIELLA SEGATA ANTOLINI/CARI-PGG FAI

Ieri notte, abbiamo deciso di dare una dimostrazione della nostra anti-indulgenza rispetto alle norme che reggono questa società, lo svergognato consumismo, la “comodità” del non pensare e l’astenersi davanti ad una infinità di alternative e come degli zombie lasciarsi condurre dalla merce, camminando senza una meta stabilita, senza un progetto, passando tra negozi, attività commerciali, caserme, musei dello Stato pieni di cultura e di “arte” inutile, che tengono molti alternativi come rincoglioniti, pensando che con dipinti su una irreale realtà si possa cambiare qualcosa, si possa vedere un mondo diverso e prefigurare un futuro senza violenza, senza odio, con degli accordi, senza conflitti… e la passività! Quest’ultima, eterna alleata dello Stato/Capitale, quelle inutili voglie di non far nulla, per se stessi, né per nessun altro, nulla per cambiare seppur minimamente la nostra situazione come individui. L’unico benefico cambiamento per la maggioranza di questa società è che l’economia ed il progresso crescano in maniera disperata, poter avere più degli altri, avere una miglior posizione di potere in questo mondo in cui ciascuno va per la miglior scommessa. E l’altra parte? Sono e siamo noi dalle nostre barricate -chiunque noi siamo- che ci manteniamo resistenti ed offensivi contro un sistema che non propone altro che l’accettazione e la rassegnazione ad una vita di piacevole schiavitù.

Comunque, siamo in tanti ai quali il discorso mediatico del pacifismo della nonviolenza e di conseguenza della pacificazione dei conflitti, così popolare nei nostri giorni, non ha tolto né la voglia né l’energia per uscire e combattere in ogni istante un mondo che non è il nostro, mantenere la nostra vita in una guerra costante e permanente contro lo Stato/Capitale, esprimere solidarietà, combattere attivamente, che per noi è molto meglio e più degno di restare seduti, proprio come spettatori, nell’attesa di incerti futuri, come maestri della penna, professionisti dell’insurrezione, ignorando altre realtà e screditando altre possibilità, vivendo eternamente rinchiusi nella “nostra stessa GALASSIA”.

E’ per questo che abbiamo deciso di affratellarci con la decisione del compagno anarchico “italiano” Fede Buono rispetto al suo processo, difesa… ovvero il totale rifiuto di qualsiasi strumento giuridico del sistema di giustizia dello Stato/Capitale, comprendendo non solo il rifiuto del processo, ma anche quello di una difesa basata sugli standard legali dello Stato. Sappiamo che è una decisione forte. Per questo, ieri notte, noi della CELULA ANARQUISTA REVOLUCIONARIA-GABRIELLA SEGATA ANTOLINI confluita nelle CELULAS AUTONOMAS DE REVOLUCION INMEDIATA -PRAXEDIS G. GUERRERO, abbiamo collocato e fatto detonare un ordigno esplosivo alle porte dell’Istituto Italiano di Cultura, appartenente alla “Ambasciata Italiana in Messico”, edificio che si trova in una zona residenziale della delegazione di Coyoacán, D.F. Con quest’azione abbiamo deciso di irrompere nella pace apparente e nella perfezione di questa città, e d’irrompere anche nella normalità delle istituzioni appartenenti allo Stato italiano, sabotarle come meritano, rivendicando la lotta che il nostro compagno Federico porta avanti, rivendicando anche la guerra che i nostri compagni anarchici hanno scatenato -e continuano a scatenare- in maniera diretta contro lo Stato/Capitale e le sue istituzioni, guerra passata e guerra presente! Con quest’azione cerchiamo di irrompere nelle relazioni diplomatiche tra questi due paesi in cui regna il Fascismo, dando la continuità alla campagna dei nuclei confluiti nella FAI dell’Europa per sabotare i potenti capitalisti ed i governi a livello internazionale. Con quest’azione rivendichiamo la nostra appartenenza alla FEDERACION ANARQUISTA INFORMALed al FRENTE REVOLUCIONARIO INTERNACIONAL!

Solidarietà con i nostri fratelli anarchici prigionieri in guerra nella Stato Italiano!!!

Solidarietà con il compagno Fede Buono!!!

Per il coordinamento internazionale anarchico!!

Per la cospirazione anarchica internazionale contro Stato/Chiesa/Capitale!!!

Viva la FAI!!!

CELULA ANARQUISTA REVOLUCIONARIA-GABRIELLA SEGATA ANTOLINI/CARI-PGG    FAI

Appello contro il razzismo (post Rosarno) – Comunicado contra el racismo en Italia después de los hechos de Rosarno, Calabria

L’Associazione di Amicizia e Solidarietà Italia-Nicaragua  esprime  solidarietà ai lavoratori migranti di Rosarno, a fianco di tutti/e coloro si trovano impegnati/e nella lotta alla discriminazione, al razzismo ed alla xenofobia. La bieca politica della “sicurezza” arma le mafie ma anche gli istinti più bestiali di una popolazione alla mercè di un governo parafascista. La “caccia al negro” non è frutto della disperazione ma di un progetto politico che non concepisce la diversità se non come forma di sfruttamento. A Rosarno non è andato in scena un pezzo di Mississipi, ma un dramma tutto italiano. Miserevolmente italiano.
Rinnoviamo la più incondizionata e totale solidarietà a tutte e tutti i/le migranti.
Nostra patria è il mondo intero.

IN SPAGNOLO – EN ESPAÑOL:

Es evidente la falsa integraciòn entre nosotros las y los inmigrantes en Italia en esta sociedad compleja, contradictoria e incapaz de profundizar un anàlisis que enfoque la cruda realidad de los hechos en los cuales nos encontramos.
Los decretos de leyes sobre la inmigraciòn controlada en base a las ideas de las izquierdas aliadas de las derechas, la famosa frase de ” gobernar la inmigraciòn ” como otras, se han hecho mil pedazos, el decreto-ley de ” Bossi-Fini ” y sus correcciones en la oscura noche de gobierno de las derechas màs cavernìcolas de la Uniòn Europea, todas esas leyes son un burla, una basura, un verguenza para un paìs y una sociedad que se auto-denomina moderno y democràtico.

Las y los inmigrantes organizados o no en el territorio Italiano nos sentimos sumamente indignados por los hechos que estan ocurriendo en el sur de Italia, en Rosarno, ” Reggio Calabria”, nuestro repudio es grandìsimo, nuestro sentimiento de solidaridad es enorme, nuestra indignaciòn no tiene lìmites en estos momentos, y es hora que todo el mundo sepa que en Italia hay una guerra clara y abierta contra las y los inmigrantes, el gobierno y poderes locales estan en una permanente campaña de represiòn de todo tipo, alimenta todos los dias el racismo en la poblaciòn, y las leyes de inmigraciòn producen indigencia y clandestinidad, las fabricas, empresas de servicio, en el trabajo agrìcola, los inmigrantes somos vistos a diario como mano de obra mecànica, como animales, como esclavos, esa es la verdad que debe saber todo el mundo.

Hace un año en la misma ciudad de Rosarno ya habìan disparado contra los inmigrantes, los militares les disparan en alto mar a los que desesperadamente escapan de la pobreza, incluso Irakenos, Afganos, etc. que escapan de una guerra genocida conducida por el imperio Norte Americano con la ayuda de sus perros fieles como Italia; esos inmigrantes son hijos de las consecuencias del proyecto de guerra global.

Hace dos dias, desde un auto les dispararon a varios inmigrantes africanos, y eso desencadenò una rabia descomunal de todos los inmigrantes paralizando la ciudad. Ante los violentos ataques de racistas y la mafia Italiana ante la complicidad de las estructuras del ESTADO, los inmigrantes se auto-organizaron y se defendieron violentemente contra los racistas y los ataques con fusiles de ciudadanos Italianos, explotando un clima de auto-defensa espontànea y semi-organizada de los inmigrantes como la UNICA garantìa de sobrevivencia. Eso implicò la destrucciòn de bienes pùblicos y privados para construir barricadas e impedir el acceso de la policia militar altamente represiva contra los inimigrantes y defenderse tambien de los ataques de los ciudadanos Italianos bajo la droga del racismo impulsado por EL GOBIERNO ITALIANO, las derechas màs ignorantes como el PARTIDO DE LA LEGA NORD COMPARADO CON EL PARTIDO FASCISTA DE MUSSOLINI, Italia vuelve a la època del fascismo; eso es màs que comprobable.

Son alrededor de 1,500 inmigrantes que en estos momentos estan bajo asedio de dos grupos, por un flanco los militares y por el otro flanco los racistas italianos, ambos grupos quieren exterminar a los inmigrantes, esto es algo que era previsto, todo lo que plantean los agentes del gobierno sobre la integraciòn pacìfica de las y inmigrnates es totalmente falso. Aquì no hay integraciòn, y no aceptamos la integraciòn que quiere imponer el gobierno fascista Italiano.

Aquì nadie se rinde, aquì nadie se vende, estamos en alerta a nivel nacional, todos los grupos organizados nos estamos poniendo de acuerdo para manifestaciones por todos lados, grandes y pequeñas, nuestra red de organizaciòn ya esta activa, ya se iniciò a salir a las calles en Milàn, la batalla para defender nuestra dignidad apenas inicia, no sabemos las consecuencias precisas, solo sabemos que no nos quedaremos de brazos cruzados, aquì no solo resistimos, avanzamos y atacamos, es màs importante el respeto hacia nosotros que los trabajos que ofrecen en este paìs. Seguramente reprimiran con fuerza los reaccionarios del gobierno, tripilicaran las campañas de racismo, pero nada podrà detener esta marcha que hemos iniciado.

El Movimiento Internacionalista LibertAmèrica en Milàn es une a esta batalla nacional contra la represiòn del gobierno y el racismo, contra la neo-esclavitud, contra la opresiòn de las y los obreros en Italia, contra la violaciòn a los derechos humanos.

Les pedimos que difundan las noticias desde Italia, para que el mundo sepa que aquì estan maltratando un pueblo, que el mundo sepa que Italia es fascista y posee un gobierno ignorante y estùpido, polìticos cobardes que no se meritan ser llamados humanos.
Luìs Alegrìa-
Coordinador General Movimiento Internacionalista LibertAmèrica
Milàn, Italia 10 enero 2010

Adhesión Coord.Asociación Italia-Nicaragua

Foto: http://www.flickr.com/photos/99227511@N00/

Comunicato stampa di Sin fronteras IAP (Diritti umani) e intervista sull’espulsione M. A. Beltran

logo_flickr di Sin Fronteras IAP

IL MESSICO HA VIOLATO I DIRITTI UMANI IN TEMA MIGRATORIO E DI ASILO NEL CASO DI MIGUEL ÁNGEL BELTRAN VILLEGAS

Comunicado de prensa SF/04/2009.

http://www.sinfronteras.org.mx/attachments/267_Comunicado%20de%20prensa%20Sin%20Fronteras%20IAP%2004%202009.pdf

26 de Mayo del 2009

MÉXICO VIOLÓ DERECHOS HUMANOS EN MATERIA MIGRATORIA Y DE ASILO EN EL CASO DE MIGUEL ÁNGEL BELTRAN VILLEGAS PDF Imprimir E-mail
Escrito por Paulo Martinez
Martes, 26 de Mayo de 2009 15:17
Comunicado de prensa SF/04/2009.


Le violazioni sistematiche che l’Instituto Nacional de Migración realizza contro  i diritti umani dei migranti hanno avuto l’effetto di mettere a rischio anche persone che possono essere oggetto di protezione internazionale nei termini stabiliti dalla Convenzione sullo Statuto dei Rifugiati ed il Protocollo sulla Statuto dei Rifugiati, firmato e ratificato dallo Stato Messicano, e dai differenti strumenti del diritto internazionale.

http://www.sinfronteras.org.mx/

MÉXICO VIOLÓ DERECHOS HUMANOS EN MATERIA MIGRATORIA Y DE ASILO EN EL CASO DE MIGUEL ÁNGEL BELTRAN VILLEGAS PDF Imprimir E-mail
Escrito por Paulo Martinez
Martes, 26 de Mayo de 2009 15:17
Comunicado de prensa SF/04/2009.
26 de Mayo del 2009

Las violaciones sistemáticas que el Instituto Nacional de Migración realiza en contra de los derechos humanos de migrantes, han logrado poner también en riesgo a personas que pueden ser objeto de protección internacional en términos de la Convención sobre el Estatuto de los Refugiados y el Protocolo sobre el Estatuto de los Refugiados, firmado y ratificado por el Estado Mexicano y de diferentes instrumentos internacionales.

INTERVISTA AL PROF JOSE MARIA CALDERON, DIRETTORE DEL CENTRO STUDI LATINOAMERICANI DI SCIENZE POLITICHE ALLA UNAM SUL CASO BELTRAN: