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¡Vivas! Femminicidio e normalizzazione dell’orrore in università #SiMeMatan

Lesvy Osorio UNAM Messico (5)[di Caterina Morbiato – da Carmilla – Galleria fotografica nel post a cura di C. Morbiato e Roberta Granelli]

Lesvy Berlín Osorio: #SiMeMatan

Sono le due di pomeriggio del 5 maggio. Il corteo inizia a muoversi dalla facoltà di Scienze Politiche lungo, rabbioso. Avanza lento e grida forte. La testa è formata da un contigente di sole donne, gli uomini sono ammessi ma devono restare nella parte posteriore. Quando svolta verso la zona delle facoltà scientifiche il passaggio si restringe e i corpi si comprimono, il passo rallenta mentre i tamburi della batucada e centinaia di lingue pestano nelle orecchie: non una di più: non una assassinata in più! Non è stato un suicidio: è stato un femminicidio! No no no, non è un caso isolato: i femminicidi so-no-un-cri-mi-ne-di-Sta-to!

Da quanto gli stessi slogan? Ci sono momenti in cui la loro interminabile ripetizione provoca uno smarrimento profondo

– applaudite! applaudite! non smettete di applaudire che il maledetto machismo deve morire!

e la sensazione che le cose non potranno mai migliorare può diventare devastante.

La notte tra il 2 e il 3 di maggio Lesvy Berlìn Osorio è stata assassinata nell’area della facoltà di Ingegneria dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Il suo corpo esanime è stato ritrovato legato a una cabina telefonica con il cavo dell’auricolare. Secondo i primi accertamenti Lesvy sarebbe rimasta fino alle quattro di notte nelle strutture dell’università in compagnia di alcuni amici e del suo ragazzo. I due si sarebbero poi separati dopo un litigio.  Continua a leggere

Vogliamo cambiare tutto. Intervista a Verónica Gago sullo sciopero delle donne in Argentina

[Oggi 8 marzo, sciopero transnazionale delle donne, riprendiamo con piacere questa intervista a Veronica Gago, intellettuale e attivista argentina, sul movimento argentino #NiUnaMenos].

di Maura Brighenti e Paola Rudan – da Connessioni precarie

Pubblichiamo sul nostro sito ‒ e in contemporanea su euronomade.info ‒ un’intervista a Verónica Gago, compagna Argentina impegnata nel percorso di NiUnaMenos e nell’organizzazione dello sciopero dell’8 marzo. Verónica pratica da tempo quella che in Italia chiamiamo «inchiesta militante», all’interno del Colectivo Situaciones e della casa editrice indipendente Tinta Limón. Nella sua militanza ha incrociato movimenti dei disoccupati, collettivi di migranti, esperienze femministe latinoamericane e molte situazioni di lotta con l’intento di tracciare le mappe complesse dell’economia popolare in Argentina e nella regione latinoamericana[1]. Proprio questo sguardo, che riconosce il ruolo fondamentale delle donne e del loro lavoro nel conferire vitalità all’economia popolare, offre una prospettiva privilegiata per osservare lo sciopero globale dell’8 marzo.

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¡Berta Cáceres presente!

Un testo e una poesia per ricordare Berta Cáceres.

La notte tra il 2 e il 3 Marzo del 2016, l’attivista ecologista, indigena e femminista Berta Cáceres fu assassinata nella città La Esperanza (Honduras). Berta ha speso la sua vita lottando contro il sistema di sfruttamento e morte che in America Latina distrugge la natura e miete vittime. È stata uccisa proprio dai difensori degli interessi delle transnazionali. Prima di morire Berta si stava opponendo alla costruzione di una grande diga sul fiume Gualcarque che avrebbe ristretto l’accesso all’acqua e al cibo per le popolazioni locali. L’Honduras è il paese più pericoloso del mondo per quanto riguarda l’attivismo ambientalista: secondo l’inchiesta di Global Witness dal 2010 sono stati assassinati più di 120 persone in lotta contro megaprogetti di sfruttamento della terra. Per quanto Berta sapesse di essere a rischio, non si è tirata indietro e ad ha continuato la lotta. All’emittente Al Jazeera ne 2013 aveva dichiarato:

“L’esercito possiede una lista di 18 difensori dei diritti umani da uccidere ed il mio è il primo nome. Io voglio vivere perché ci sono ancora tante cose che desidero fare ma non ho mai pensato di smettere di combattere per il mio territorio e per una vita dignitosa anche perché la nostra battaglia è legittima. Io faccio attenzione alla mia sicurezza personale ma nel mio paese, dove l’impunità è totale, sono vulnerabile. Mi vogliono morta, e alla fine ci riusciranno”.

Oggi ricorre un anno dal vile omicidio, ma la voce, il coraggio e la determinazione di Berta Cáceres continuano a dare coraggio e speranza in America Latina a tutti quelli che oppongono il loro corpo e le loro convinzioni ai crimini delle transnazionali.

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Di Helena Scully Gargallo e Nino Buenaventura – da CarmillaOnline

A un anno dalla scomparsa riproponiamo un testo di Helena Scully Gargallo sull’attivista Berta Cáceres, vilmente uccisa il 3 marzo 2016 in Honduras. La sua lotta e la memoria non si fermano e rivivono oggi nelle battaglie per i diritti e nello sciopero della donne dell’8 marzo (LINK). Questo testo è stato letto il 23 Marzo 2016, ore 19.34, calendario Mediterraneo, Circolo Anarchico Berneri, Bologna. Di seguito riportiamo una poesia di Nino Buenaventura dedicata a Berta, “Ritratto d’amore con assassinio”, scritta in italiano e tradotta in spagnolo dallo stesso Nino.

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#Video #Foto de la Marcha #25N contra la Violencia de Género en #León #GTO #México #NiUnaMenos #DiaNaranja

Arriba. Video crónica de la marcha en León, Guanajuato, de 1 a 20 horas del 25 de noviembre de 2016. Realizada con smartphone. Abajo: dar clic sobre una foto para zoom. Más abajo: el breve comunicado informativo para el 25N del Programa universitario de mujer y relaciones de género de la la universidad Iberoamericana de León.

programa-genero-ibero-leonEl día de hoy, 25 de Noviembre, conmemoramos el Día Internacional de la Erradicación de la Violencia contra las Mujeres, es un día para hacer un alto y cuestionar las razones por las cuales esta violencia continúa y aumenta. Tres datos:

1. De cada 3 mujeres ha vivido situaciones de violencia física y sexual en todas las regiones del mundo. (Médicos del Mundo. Nov 2016)

2. Cada día mueren en promedio al menos 12 latinoamericanas y caribeñas por el solo hecho de ser mujer”. (CEPAL Oct 2016)

 3. En México 7 mujeres son asesinadas cada día. (ONU, 2015)

Los Estados tienen la obligación de garantizar a las mujeres el derecho a vivir una vida libre de violencia.

Marilú Oliva y Francesca Gargallo: discriminación de género en la literatura @JornadaSemanal @LaJornada

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(De Jornada Semanal del 5 – 11 – 2016 link) Marilú Oliva es una escritora italiana de novela negra, policíaca y ensayos. Su obra narrativa se basa en la introspección psicológica y el develamiento de los estereotipos, en profundas, amargas y catárticas visiones filosóficas sobre el tiempo y la vida y, finalmente, en análisis irónicos y despiadados sobre las contradicciones de la sociedad y los personajes multifacéticos que la pueblan. Pero también es maestra, en la acepción amplia del término: docente en las aulas de las preparatorias de Bolonia, Italia, y luchadora dentro de un entorno social y, en lo específico, de un sector como el medio editorial y literario, en donde la discriminación de género y las prácticas antiéticas son notorias. Lo hace a través de batallas sobre el terreno y de escritos críticos, por ejemplo el publicado en el número 934 de este suplemento, “Feminicidio y barbarie contemporánea”, y muchos más en medios italianos como CarmillaOnLine,Huffington Post, Thriller Magazine, radio, canales televisivos y en Libroguerriero, el blog colectivo coordinado por la autora. En 2013, Oliva también coordinó la colección de cuentos Nessuna più. 40 scrittori contro il femminicidio (Ni una más. 40 escritores contra el feminicidio), una obra coral única en el panorama editorial de Italia, en la cual participan cuarenta narradores y narradoras a partir de un caso defeminicidio reportado por la prensa en los últimos años. El libro, que está siendo traducido al español por un equipo de traductores de la carrera de letras italianas de la unam, es un esfuerzo para dar visibilidad a un fenómeno cultural y social complejo, indignante y deliberadamente ignorado o distorsionado por los medios de comunicación y la clase política.  Continua a leggere

L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán

di Fabrizio Lorusso – Da Carmilla

chapo pensoso[La narrazione viaggia su cinque capitoli, intervallati da alcuni video e foto. Si può pure saltare da uno all’altro in caso di necessità. Indice: 1. Il Cartello  2. Ayotzinapa  3. La terza cattura  4. Estradizione?  5. Triangolo: Kate del Castillo, Sean Penn e “El Chapo” Guzmán]

“A cosa starà pensando El Chapo?” Questa semplice domanda, contenuta in un tweet del giornalista messicano Diego Enrique Osorno diventa virale la sera dell’8 gennaio. Sono passate poche ore dalla cattura, la terza, del narcotrafficante più ricercato al mondo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, capo dell’organizzazione criminale di Sinaloa. Più conosciuto ormai per il suo alias, “El Chapo”, ossia il tozzo o tarchiato, il capo rinchiuso è diventato un numero: prigioniero 3870 del penitenziario di massima sicurezza El Altiplano, prima La Palma. Nel tweet di Osorno è incorporata una delle foto diffuse dalla stampa dopo l’arresto. Continua a leggere

Zitta! #Video #Inchiesta Svalutazione delle #donne in #Italia @MariluOliva @ElenaAraldi @kinedimorae

Riporto di seguito il comunicato stampa relativo all’uscita di un’importante e interessante video inchiesta sulla svalutazione delle donne in Italia, il femminicidio e la violenza di genere in Italia.
La factory creativa Kinedimorae, in occasione della GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE,  è orgogliosa di presentare ZITTA!,  una video inchiesta realizzata dalla scrittrice Marilù Oliva e dalla filmmaker Elena Araldi con il fine di indagare quale sia la situazione delle donne in Italia, oggi.
Svalutazione delle donne, violenza e femminicidio: esiste un nesso?
Lo abbiamo chiesto agli scrittori Dacia Maraini e Matteo Strukul, all’inviato delle Iene Matteo Viviani e all’economista Marcella Corsi.
Ci siamo posti e abbiamo posto loro domande quali:
  • Esiste un collegamento tra violenza alle donne e svalutazione delle stesse?
  • In che senso si può parlare di svalutazione delle donne?
  • Sussiste una forma pervasiva e meno evidente di maschilismo?
  • Come si può colpire una donna, quando la si vuole svilire?
  • C’è una via d’uscita?
Questo progetto è un altro piccolo passo per cercare di capire cosa manca non tanto nel tessuto sociale quanto nelle strutture culturali. Il video lo trovate al seguente link e saremmo grati se lo condivideste:
https://www.youtube.com/watch?v=_pndFH_Mo8o&feature=youtu.be
ZITTA! è anche un blog, uno spazio appena nato dove pubblicheremo approfondimenti, notizie e opinioni sul tema.
https://zittablog.wordpress.com/
Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne
 
Contatti & Websites:
 
 
Elena Araldi
Twitter @ElenaAraldi
Kinedimorae – visual and aural factory 

Border Town #Film @YouTube su #Femminicidio #CiudadJuarez #Mexico #JenniferLopez

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

Bordertown è un film del 2006 scritto e diretto da Gregory Nava, ed interpretato daJennifer Lopez (anche produttrice), Antonio Banderas e Martin Sheen. Il film narra la vera storia delle numerose donne assassinate a Ciudad Juárez, e di una reporter americana mandata sul posto dal suo giornale per scrivere un articolo. In Italia è uscito nelle sale cinematografiche il 23 febbraio 2007. WikiPedia

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