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#AvenidaMiranda Puntata 30. Ni una menos e la memoria di Berta Cáceres: intervista a Francesca Gargallo

berta-cáceres8 mar. – Nella puntata di Avenida Miranda di oggi Pérez Gallo intervista Francesca Gargallo, scrittrice e femminista italiana in Messico da 38 anni. Francesca è in procinto di partire per il caracol zapatista di Morelia, in Chiapas, per l’”Incontro internazionale, politico, artistico, sportivo e culturale delle donne che lottano”.

E ci racconta le origini del movimento globale di Non Una di Meno, l’attivismo della sua amica Berta Cáceres, ambientalista indigena e femminista honduregna assassinata il 2 marzo 2016 dai sicari di un’impresa idroelettrica, e l’attuale criticissima situazione dell’Honduras, in mobilitazione permanente dopo il golpe elettorale di novembre.

Qui il PODCAST!

Vogliamo cambiare tutto. Intervista a Verónica Gago sullo sciopero delle donne in Argentina

[Oggi 8 marzo, sciopero transnazionale delle donne, riprendiamo con piacere questa intervista a Veronica Gago, intellettuale e attivista argentina, sul movimento argentino #NiUnaMenos].

di Maura Brighenti e Paola Rudan – da Connessioni precarie

Pubblichiamo sul nostro sito ‒ e in contemporanea su euronomade.info ‒ un’intervista a Verónica Gago, compagna Argentina impegnata nel percorso di NiUnaMenos e nell’organizzazione dello sciopero dell’8 marzo. Verónica pratica da tempo quella che in Italia chiamiamo «inchiesta militante», all’interno del Colectivo Situaciones e della casa editrice indipendente Tinta Limón. Nella sua militanza ha incrociato movimenti dei disoccupati, collettivi di migranti, esperienze femministe latinoamericane e molte situazioni di lotta con l’intento di tracciare le mappe complesse dell’economia popolare in Argentina e nella regione latinoamericana[1]. Proprio questo sguardo, che riconosce il ruolo fondamentale delle donne e del loro lavoro nel conferire vitalità all’economia popolare, offre una prospettiva privilegiata per osservare lo sciopero globale dell’8 marzo.

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La giornalista Lydia Cacho a Roma per la mostra “Testimoni dell’Oblio”

Riprendo volentieri la segnalazione del blog Diario Latino e vi segnalo per martedì 13 dicembre alle ore 18.30 l’arrivo della giornalista messicana Lydia Cacho, vincitrice nel 2008 del premio mondiale Unesco per la libertà di stampa, a Roma per una presentazione all’Istituto Cervantes nell’ambito delle attività culturali della mostra “Testigos del olvido”, Testimoni dell’oblio. Ecco come la presenta l’Istituto Cervantes (link info): nel 2005 Lydia Cacho pubblica in Messico “Los Demonios del Eden” e la sua vita cambia inesorabilmente. Jean Succar Kuri, noto proprietario di alberghi, uno degli imprenditori messicani più facoltosi è accusato di essere coinvolto in un giro di pornografia infantile e prostituzioneinsieme a importanti esponenti politici e loschi uomini d’affari. Per questa inchiesta, supportata dalle dichiarazioni delle vittime e da prove filmate con videocamera nascosta, Lydia Cacho viene citata per diffamazione e arrestata illegalmente da un gruppo di poliziotti, picchiata e rinchiusa nel lontano carcere di Puebla. Qui sotto il video dell’ultima intervista (in spagnolo) a Lydia di Reporte Indigo.

Nel suo ultimo libro, Memorias de una infamia (Grijalbo), (Memorie di un’infamia) la giornalista racconta le sue origini come attivista sociale per i diritti umani e il suo sequestro-arresto che ha sofferto per ordine di potenti politici denunciati nel suo libro. “Lydia Cacho è un modello per chiunque voglia fare giornalismo. È una donna di grande coraggio che ha sopportato la prigione e la tortura per difendere una minoranza che nessuno ascolta, per attirare l’attenzione sugli abusi che bambine e donne devono subire in Messico e nelle parti più povere del mondo. Ha raccolto informazioni mai venute alla luce prima, ha rischiato in prima persona facendo i nomi di politici e imprenditori.” Roberto Saviano.

Guarda la presentazione che fa di Lydia Cacho la giornalista Carmen Aristegui

Penalizzazione dell’aborto in Messico

Proprio nella Giornata Internazionale per la Depenalizzazione dell’Aborto, il 28 settembre, la Corte Suprema messicana, il massimo tribunale del paese, ha annullato le speranze di milioni di attivisti e attiviste che da anni lottano per il riconoscimento dei diritti delle donne in America Latina. La Corte ha infatti sancito la costituzionalità della riforma che lo Stato della Bassa California aveva approvato per garantire il diritto alla vita a partire dal momento della concezione. In questo modo diventa un reato perseguibile penalmente qualunque tipo di interruzione della gravidanza e non importano le cause e le condizioni di ogni singolo caso.

Ci volevano 8 voti ma i giudici a favore dell’abrogazione della riforma erano solo 7. Amnisty International ha definito la decisione come un passo indietro per i diritti delle donne e delle ragazze in Messico. Ieri la Corte s’è espressa anche su un’analoga riforma approvata nello stato centrale del San Luis Potosí mantenendola in vigore: si apre quindi la porta a riforme simili che la Corte non potrà mai invalidare dato che non ha una maggioranza di membri a favore e quindi, stato per stato, si potrebbe arrivare alla penalizzazione dell’aborto in tutto il paese. Il voto decisivo è stato emesso dal giudice Jorge Mario Pardo che nel febbraio scorso era stato nominato  dal Presidente della Repubblica Felipe Calderón e sostenuto dal suo partito, il conservatore PAN (Partido Acción Nacional).

Ogni governo locale potrà stabilire con il placet della Corte quando si deve fissare l’inizio della vita e quando cominciano ad esistere i diritti costituzionali. Solo a Città del Messico è possibile praticare legalmente l’interruzione di gravidanza che è stata depenalizzata nell’aprile del 2007: la maggiore trasparenza e il diritto all’assistenza medica, seguiti alla legalizzazione, ha avvicinato la capitale del Messico ai tassi di mortalità (quasi nulli) dei paesi che hanno normato e permesso questa pratica.

Convegno nazionale per il diritto a decidere delle donne in Messico

FORO NACIONAL POR EL DERECHO A DECIDIR DE LAS MUJERES – 5 Y 6 DE DICIEMBRE 2009

CIUDAD DE MEXICO – CONVOCATORIA

Las votaciones en los 17 congresos locales del país, estableciendo “el derecho a la vida desde la concepción” se inscriben en una estrategia para cancelar en el país entero la posibilidad de la despenalización del aborto. Estamos testificando el acuerdo político de los partidos Acción Nacional y Revolucionario Institucional, que contempla en algunos lugares, revertir el derecho de las mujeres a la interrupción del embarazo aún en caso de violación, lo cual significa un retroceso con respecto a la legislación anterior, aunado a la persecución y encarcelación de mujeres por haber ejercido su libertad a decidir. Todo ello configura un escenario de violencia y opresión contra las mujeres contrario al avance de nuestros derechos.

En todo el país, distintas organizaciones no gubernamentales, diputadas,  organizaciones, colectivos, redes, activistas feministas y de derechos humanos, han llevado a cabo acciones con el fin de parar esta ofensiva. Varias compañeras participantes de estas actividades, hemos llegado a la conclusión de que es necesario sumar esfuerzos para potenciar el impacto de las acciones que realizamos en lo local, estatal, y regional, es decir, nacionalmente.

Frente a  la magnitud de la ofensiva nos interesa reflexionar y analizar lo que está pasando, encontrarnos todas para este espacio de socialización. Conocer en voz de las protagonistas en la lucha local, estatal, regional y nacional: ¿Cuál es la situación que se enfrenta? ¿Cuáles las estrategias? ¿Cuáles las conclusiones? ¿Cuáles las propuestas para superar la fragmentación en la que estamos sumergidas?

Por lo que convocamos al:

FORO NACIONAL POR EL DERECHO A DECIDIR DE LAS MUJERES

Sábado, 5 de diciembre, de 9 a 19 horas

Domingo, 6 de diciembre de 9:30 a 14 horas

LUGAR: Auditorio principal del Sindicato de Telefonistas de la República Mexicana, Av. Villalongin # 50. Hay otra entrada por Río Neva #16. El STRM, está cerca del Monumento a la Madre y el cruce de Reforma con Insurgentes. Estación Reforma del Metro-bus. México, D.F.

EJE GENERAL DE TRABAJO: analizar y construir estrategias nacionales de lucha y coordinación sumando fuerzas y esfuerzos en la lucha por la despenalización del aborto y parar la persecución de las mujeres por ejercer su derecho a decidir.

UNITARIAMENTE

ORGANIZACIONES

Baja California Norte:  Alaide Foppa, A.C. ; Mujeres Unidas: OLympia de Gouges, A.C; Tod@s Ciudadan@s de Mexicali; Red Iberoamericana Pro Derechos Humanos A.C de Tijuana; Yeuani, A.C. Baja California Sur: Centro Mujeres, A.C.; Centro Cultural Esperanza Rodríguez, A.C. Colima: Centro  de Apoyo a la Mujer, A.C.; Grupo Ciudadano por la Vida de las Mujeres, A.C. Distrito Federal: Feministas Socialistas; Colectivo Feminista Socialista Rosa Chillante; APIS DF: Fundación para la Equidad A. C. ; Católicas por el Derecho a Decidir, A.C.; Centro de Estudios Interdisciplinarios de Género de la UACM, Constituyente Feminista; Círculo Autónomo Feminista; DIDAXIS, Proyectos y Comunicación, S.C; Diversidad, Equidad Social y Democracia; Fundación Arcoíris por el Respeto a la Diversidad Sexual; Grupo Derecho a Decidir; Grupo de Educación Popular con Mujeres, A.C. (GEM); Kinal Antzetik, A.C., Modemmujer Red de Comunicación Electrónica, A.C.; Mujeres en frecuencia, A.C.; MujeresNet.Info; Mujeres Trabajadoras Unidas, A.C. (MUTUAC); Producciones y Milagros Agrupación Feminista, A.C.; Red de Investigadoras por la Vida y la Libertad de las Mujeres, SPATIUM LIBERTAS, A.C.; UPREZ 5 de Julio. Estado de México: Colectivo Zotavento-Extremo Oriente, Grupo de Mujeres de Chalco; Asociación de Mujeres Mejorando el Orizonte Regional,  A.C. (AMMOR);

Guanajuato: Alianza Interestatal por el Derecho a Decidir de las Mexicanas (Guanajuato, Michoacán y Veracruz). Hidalgo: Constituyente Feminista de Hidalgo. Jalisco: Agenda Feminista de Jalisco; Comité de América Latina y el Caribe para la Defensa de los Derechos de la Mujer. (CLADEM-Jalisco). Michoacán: Diversa capítulo Michoacán; Grupo Universitario de Derechos Humanos; Educación y Capacitación para el Desarrollo Social NIPANI A.C. Morelos: Academia Morelense de Derechos Humanos, A.C.; Comisión Independiente de Derechos Humanos de Morelos; Comité de América Latina y el Caribe para la Defensa de los Derechos de la Mujer. (CLADEM-Morelos); Comunicación, Intercambio y Desarrollo Humano para América Latina A.C. (CIDHAL).

Nuevo León: Comunicación e Información de la Mujer en Nuevo León, A.C. (CIMAC); Género, Ética y Salud Sexual, A.C. Oaxaca: Colectivo Bolivariano de Oaxaca; Consorcio para el Diálogo Parlamentario y la Equidad Oaxaca, A.C.; Mujeres Unidas en torno al Género, la Equidad y la Reivindicación, MUGER, A.C.; Por Nuestros Derechos, Mujeres en Red-Oaxaca. Puebla: Observatorio de Violencia Social y de Género de la Sierra Norte de Puebla. Querétaro: AQUESEX, A.C.; Salud y Género, A.C. Quintana Roo: Servicio Educación Sexualidad y Salud, SEEDSSA, A.C.; Balance Promoción para el Desarrollo y Juventud, A.C. Veracruz: Articulación por el Derecho a Decidir de Veracruz; Colectivo Feminista de Xalapa, A.C.; EQUIFONIA, Colectivo por la Ciudadanía, Autonomía y Libertad de las Mujeres;  HACERES A.C. ;  XOCHIQUETZAL, AC. Yucatán: Centro de Apoyo Solidario, Documentación y Estudio A.C.; Centro de Promoción y Defensa de los Derechos Humanos Laborales, A.C. (CEPRODEHL); Por Nuestros Derechos… Mujeres en Red; Servicios Humanitarios en Salud Reproductiva, A.C.; Unidad de Atención Sicológica, Sexológica y Educativa para el Crecimiento Personal, A.C. (UNASSE).

Zacatecas: Mujeres Hispanas, A.C. (Capítulo Zacatecas).

A TITULO PERSONAL

Baja California Norte: Izhaleth Angulo Castañeda, Eva Ascencio Jaquez , Meritxell Calderón Vargas, Sarah Calderón Vargas, Aidé Grijalva, Elsa Jiménez Larios, Talia Jiménez , Kimi Mariano González, Laura Gutierrez L. , Martha Aurora Mejía, María del Carmen Rioseco.  Baja California Sur: Mónica Jasís Silberg, Alma Oceguera Rodríguez. Coahuila: Hortencia Hernández Méndez. Colima: Martha Flores Ochoa, Ma. De los Ángeles Márquez Gileta, Clementina Nava Pérez, Catalina Suárez Dávila. Estado de México: Mariana Domínguez Aguilar, Leticia Olvera Domínguez, Ivonne Vizcarra Bordi. Guanajuato: Verónica Cruz  Sánchez. Jalisco: Ángela García Reyes, Ma. Eugenia Hernández  Mercado, Ma. Guadalupe Ramos Ponce, Angélica Reveles, Luz Elena Rosas, Violeta Sánchez Luna. Michoacán: Anitzel Ramos Velázquez, Ireri María Marcos Bravo.

Morelos: Ma. Luisa Becerril Straffon, Patricia Bedolla, Sylvia Marcos, Luisa Rivera Izábal,

Nuevo León: Juana Ma. Nava Castillo,  María Aurora Mota, Juliana Quintanilla.

Oaxaca: Flor Ma. Cervantes, Ana Ma. Hernández Cárdenas , Patricia Jiménez Alvarado,   Iris Marcela López Díaz, Beatriz López Rosado. Puebla: Gabriela Cano Azcárraga.  Querétaro: Gisela Sánchez Díaz de León, Nadia Sierra. Quintana Roo: Vanesa González-Rizzo, Diana Ibarra Villarreal. Sonora: Leticia Burgos, Silvia Núñez, Patricia Barrón salido. Tabasco: Ma. Lourdes Ruiz Pavón. Tamaulipas: Teresa Cueva Luna, Cirila Quintero. Veracruz: Rossana Castellanos Oliveros, Montserrat Díaz, Araceli González Saavedra, Adriana Saavedra Hernández. Yucatán: Socorro Chablé, Bertha Elena Munguía, Sandra Peniche Quintal,  Adelaida Salas. Zacatecas: Griselda Carrillo, Jezabel Galván Ortega.

Distrito Federal:

Anaís Abreu, Alejandra Ancheita, Margarita Argott, Mayela Barbosa, Adina Barrera, Ruth Betancourt, Ingrid Elisheva Camarena, Gloria Careaga, Josefina Chávez, Elsa Castellanos L., Leonor Cortés, Heather Dashner, Fanny Dargence, Gabriela Dávila Madrid, Teresita De Barbieri, Andrea De La Barrera M., Gabriela Delgado Ballesteros, Mariana Domínguez Aguilar;  Rotmi Enciso, Julia Escalante De Haro,  Arcelia Flores Castro, Leticia García, Lourdes García, Muriel García, Isabel González, Rosa Ma. González Jiménez, Rogelia González Luis, Frida Hartz, Ana Ma. Hernández Cárdenas,  Ana Ma. Hernández López, Keren Apuk Hernández, Naomi Yoko Hernández, Susana Huerta, Aimé Jezabel, Marcela Lagarde,  Elsa Lever, Dulce Ma. López Vega, Sara Lovera, Esther Madrid B.,  Georgina Martínez, Alicia Mendoza, Rocío Mejía J., Patricia Mercado Castro. , Melisa Morán Esteva, Sandra Moreno, Martha Nava, Rosario Novoa, Leticia Olvera Domínguez, Guiet-Zuun Ortiz López, Rosario Ortiz, María Pantoja, Marielena Pedraza, Reyna Pérez Castillo, Ma. Guadalupe Pérez Guillén, Yolanda Pineda, Columba Quintero, Yolanda Ramírez León, Patricia Ravelo Blancas,  Paula Regueiro, Dunia Rodríguez, Alejandra Rivera Quintero, Alejandra Rojas Pérez, Sara Román Esquivel,  Axela Romero, Rosa Salazar,  Elena B. Salcedo Monroy, Ma. De los Ángeles Sánchez, Irma Saucedo, Esthela Suárez-Aguilar, Karime Suri Salvatierra, Martha Tagle, Elena Tapia Fonllem, Gloria Tello, Enoé Uranga Muñoz, Susana Vidales R., Carmen Vidaurri, Milisa Villaescusa V.,  Patricia Yllescas,  Gabriela Zanabria y Samantha Zaragoza

Por favor envíen sus correos a: feministassocialistas@yahoo.com.mx

Aborto sí, aborto no, eso lo decido yo: la manifestazione a Città del Messico

di Clara Ferri

Città del Messico. Lunedì 28 settembre, ore 16:00. Sfidando Tláloc, varie migliaia di persone, tra uomini, donne e transessuali di ogni età e strato sociale, si è concentrato nell’emblematica Piazza del Monumento alla Madre per dar vita ad un agguerrito ma non meno gioioso corteo in difesa del diritto delle donne di decidere liberamente sul proprio corpo e maternità.

Al grido di “Aborto legale, diritto fondamentale” e nell’ambito della Giornata Latinoamericana e Caraibica per la Legalizzazione dell’Aborto, sono sfilate le principali organizzazioni femministe che difendono i diritti e la salute sessuale e riproduttiva delle donne, insieme a liberi/e cittadini/e preooccupati/e per la recente ondata reazionaria di riforme costituzionali dei singoli stati (per l’esattezza, 16 su 32) che mirano a limitare ulteriormente la ristretta casistica in cui è legalmente consentita l’interruzione volontaria della gravidanza in Messico: violenza carnale, grave malformazione del feto e pericolo di vita per la gestante.

Il corteo si è snodato lungo la centralissima Avenida Paseo de la Reforma fino a giungere all’Emiciclo a Juárez, simbolo nazionale della difesa dello Stato laico. Su un carro trascinato a mano da un gruppo di “pecoroni” con il volto e il nome dei governatori degli stati “inquisitori”, venivano portate verso la prigione delle donne colpevoli di “aver deciso liberamente”. Seguiva l’immancabile e contagiosa batucada aperta da quattro trampoliere che si sono anche cimentate in un trascinante hip hop liberatorio. Non potevano mancare i principali attori politici (per lo meno, le loro silhouettes) che hanno permesso e propiziato le recenti riforme costituzionali statali: in primis, il presidente Felipe Calderón, ma anche Mario Fabio Beltrones e Beatriz Paredes del PRI, la leader vitalizia del sindicato dell’educazione Elba Esther Gordillo e il vero impulsore di queste riforme, l’oscurantista cardinale Norberto Rivera. L’evento si è concluso con una libera interpretazione in chiave legalizzatrice di I will survive di Gloria Gaynor.

Secondo il “Manifesto per il Diritto di Decidere e la Difesa dello Stato Laico” letto da una delle organizzatrici, la giornalista Denise Dresser, in Messico tra il 2002 e il 2006 l’80% delle donne incinte non voleva esserlo. Attualmente il 36,2% delle gravidanze non desiderate si verifica in ragazze d’età inferiore ai 20 anni e le complicazioni per gli aborti clandestini rappresentano la quinta causa di morte materna a livello nazionale. Pur avendo legislazioni tra le più restrittive nel mondo, l’America Latina e i Caraibi registrano 4,1 milioni di aborti insicuri all’anno.

Galleria di immagini: http://www.youtube.com/watch?v=KOIbsRzI1Tg