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Il reguetón visto da una prospettiva di genere: el perreo hasta abajo, el feminismo hacia arriba

di Stephanie Demirdjian da La Diaria

traduzione di  Lorenzo Tore

 

Il motivo della sua esplosione, le critiche ai testi machisti e il risveglio del reguetón femminista

Nell’ottobre del 2016 il cantante colombiano Maluma ha pubblicato la canzone “4 babys”, dove racconta del legame con quattro donne e descrive in maniera piuttosto esplicita quello che voleva fare – e che fa – insieme a loro in camera da letto: “Estoy enamorado de cuatro babies / siempre me dan lo que quiero / chingan cuando yo les digo / ninguna me pone pero”. “Sono innamorato di quattro ragazze / mi danno sempre quello che voglio / mi scopano quando glielo dico / e nessuna fa mai obiezione”.

La canzone è diventata rapidamente una delle più ascoltate dell’anno. D’altra parte, ha generato una reazione massiva di ripudio da parte di attiviste femministe, accademiche, giornaliste e utenti delle reti sociali; che la consideravano una canzone dal contenuto machista che promuove la violenza di genere, oggettivando la donna e alludendo a relazioni sessuali non consenzienti. Il rifiuto è stato tale che è stata lanciata una petizione sulla piattaforma online Change.org per chiedere che il video venisse ritirato da YouTube. L’iniziativa ha raccolto circa 92.700 firme. Continua a leggere

La lotta per l’aborto legale in Argentina raggiunge l’Uruguay con la proiezione del documentario “Que sea ley”

Le testimonianze delle donne che hanno abortito in clandestinità si incontrano con la forza della marea verde in questo film di Juan Solanas

di Stephanie Demirdjian (da La Diaria, 19/08/2019)

traduzione di Lorenzo Tore

La Campagna Nazionale per il Diritto all’Aborto Legale, Sicuro e Gratuito, a marzo dello scorso hanno ha presentato, per la settima volta, una proposta di legge per depenalizzare l’interruzione volontaria della gravidanza in Argentina. Le procedure fomali sono state le stesse delle altre volte e la situazione urgente come sempre: si stima che nel paese si pratichino intorno ai 500.000 aborti clandestini ogni anno, e che 60.000 donne vengano ospedalizzate per complicazioni derivate dall’intervento, o muoiano direttamente. Questa volta, nonostante tutto, il contesto era differente. La presentazione dell’iniziativa ha scatenato, come mai prima d’ora, la mobilizzazione di migliaia di donne di ogni provenienza o età, che si sono riversate nelle piazze e nelle strade di tutto il Paese, esigendo il diritto a decidere sui propri corpi, tra canti e percussioni, pugni in alto, abbracci e glitter. Los pañuelos verdes – oggi emblema della lotta delle donne argentine e simbolo del femminismo latinoamericano – hanno iniziato a moltiplicarsi. Continua a leggere