Archivi tag: Ni Una menos

La legge sull’aborto in Argentina: perché festeggiare la sconfitta

foto argentina 6di Susanna de Guio

foto del collettivo Antena Negra Tv

Un misto tra rabbia e tristezza è ciò che ci resta in bocca al temine del voto del Senato argentino contro la legalizzazione dell’aborto. 38 voti contrari e 31 favorevoli, una assente e due astenuti, è tutto. Sono passate le due di notte e siamo in piazza dal mattino, al freddo invernale si è sommata la pioggia, che è scesa costante tutto il pomeriggio, come una maledizione.

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Hijas del paro: femminismo popolare in Argentina

INTERVISTA A LUCIA CAVALLERO E MAISA BASCUAS

foto argentinaDi Giulia e Martino

A margine dell’assemblea tenutasi a Bologna il 5 Luglio 2018 con le compagne latinoamericane di Ni Una Menos abbiamo avuto occasione di farci raccontare da due di loro la complessità della lotta femminista in Argentina: dalla campagna per un aborto legale e gratuito alle mobilitazioni contro il femminicidio, dagli scioperi nell’economia popolare alla schiavitù del debito sui corpi al lavoro. Lucìa Cavallero è parte del Collettivo Ni Una Menos e Maisa Bascuas è attivista de La Dignidad-CTEP, sindacato dei lavoratori e lavoratrici dell’economia popolare.

Iniziamo parlando di come è andato crescendo il movimento dal 2015 ad oggi in termini di accumulazione di forza, di crescita degli strumenti organizzativi e di trasversalità

Lucìa: Nel 2015, il primo Ni Una Menos (il 3 giugno) sembra emergere come fenomeno “comunicativo”, come un hashtag di twitter che si viralizza e dà il via ad una mobilitazione massiva. Di fatto, esisteva da molti anni un lavoro sotterraneo di rete del femminismo, che in Argentina consta di due esperienze chiave in termini di organizzazione autonoma e trasversale: gli Encuentros Nacionales de Mujeres e la Campaña por el Derecho al Aborto legal, seguro y gratuito, un’articolazione trasversale nata nell’ambito degli Encuentros. Il salto del 2015 segna una massificazione del movimento a partire da un fenomeno che all’inizio è prevalentemente comunicativo. Quando si pone però il dilemma di come organizzare la manifestazione successiva, nel 2016, avviene una prima spaccatura all’interno del gruppo, tra chi vuole rimanere nell’ambito comunicativo e chi vuole adottare i metodi storici del femminismo, delle assemblee decisionali e dei cortei. Qui potremmo individuare il primo salto organizzativo. Nel 2015-2016, il Ni Una Menos si convoca tramite assemblee. Successivamente, dopo un caso di femminicidio che commuove particolarmente l’opinione pubblica (quello di Lucìa Perez, una ragazza molto giovane), si rafforza l’idea che bisogna uscire dall’indignazione virtuale. Inizia a circolare l’idea di convocare uno sciopero. In ottobre Ni Una Menos chiama un’assemblea nella sede della CTEP (Confederacion de Trabajadores de la Economia Popular) e lì avviene il secondo salto organizzativo: a quest’assemblea iniziano a sentirsi invitate compagne sindacaliste che inizialmente scindevano la loro militanza femminista da quella sindacale.

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Presentación del libro #NiUnaMás 40 escritores vs #Feminicidio: #Videos y nota @unamglobal @FFYLUNAM

Video de la presentación (de Diego Tapia) del libro Ni una más. Cuarenta escritores contra el feminicidio en la UNAM, el jueves 17 de agosto de 2017. Presentan los coordinadores de la versión mexicana, Fabrizio Lorusso y Clara Ferri, y la escritora Francesca Gargallo.  El libro: Editorial de la Universidad Iberoamericana León, 2017, ed. italiana de Elliot, Roma, coordinadora Marilú Oliva) – Consigue el libro en la Libreria Morgana CDMX (link) o aquí https://www.facebook.com/commerce/pro… – Lecturas: Alma lee “Fuego amigo” de Laura Costantini y Loredana Falcone; Mariana lee “Amable” de Lorenza Ghinelli; “No elijas el miedo” de Cristina Orlandi; “Sara” de Vittoria A. En seguida el video de Unam Global Tv y link a la nota aquí.

 

“El feminicida jamás es un loco, es un hijo sano del patriarcado”: #NiUnaMás. 40 escritores contra el #feminicidio @FFYLUNAM @IberoLeon

WhatsApp Image 2017-08-19 at 3.13.32 PMCiudad de México – De: Desinformémonos La cultura del feminicidio fue lo que marcó el inicio de la colaboración para el libro “Ni Una Más: Cuarenta escritores contra el feminicidio”, que reúne 38 cuentos basados en casos de la crónica real italiana sobre mujeres víctimas de asesinato para que trasciendan y desenmascaren la violencia de género, dijo Fabrizio Lorusso, escritor y coordinador (junto a Clara Ferri) del libro, durante su presentación en la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM). Con la presencia de estudiantes, artistas y miembros de colectivos en defensa de los derechos de las mujeres, Francesca Gargallo, Clara Ferri y Fabrizio Lorusso presentaron la versión en español de la obra “Nessuna Più: Quaranta scrittori contro il femminicidio”, a la que definieron como “un proyecto colectivo” que nació ante la urgencia de visibilizar y denunciar los asesinatos de mujeres a través de la literatura (link video de la presentación). [Al final de este post: lista de extractos, cuentos y reseñas on line de Ni una más] Continua a leggere

#NiUnaMenos: dal #Nicaragua l’allarme contro il governo reazionario della dinastia #Ortega

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Di Matilde Sponzilli. “C’è una buona notizia, vuoi saperla? Hanno arrestato il figlio di M.”. Per un attimo mi si gela il sangue. Com’è possibile che questa sia una buona notizia, com’è possibile che una madre desideri  vedere il proprio figlio allontanato e incarcerato, perché? Eppure quello di M. è stato un atto di coraggio, M. a differenza di tante donne ha avuto il coraggio di denunciare la violenza domestica subita da parte del figlio. M. si è messa da sola contro tutti: il marito che non ne voleva saperne niente, perchè tanto “è tuo figlio e sono affari tuoi”; i vicini che hanno chiuso gli occhi; la polizia, che l’ha accusata di non essere una buona madre, l’ha sbeffeggiata e derisa senza prendere sul serio le sue richieste; la giustizia che si è fatta gioco di lei, donna analfabeta, spingendola in un turbinio burocratico durato mesi che sembrava non avere né capo né coda. M. è andata avanti a volte con determinazione, altre per puro spirito di sopravvivenza, ma alla fine ce l’ha fatta, dimostrando che una donna non è costretta ad accettare la violenza.  Continua a leggere