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Zitta! #Video #Inchiesta Svalutazione delle #donne in #Italia @MariluOliva @ElenaAraldi @kinedimorae

Riporto di seguito il comunicato stampa relativo all’uscita di un’importante e interessante video inchiesta sulla svalutazione delle donne in Italia, il femminicidio e la violenza di genere in Italia.
La factory creativa Kinedimorae, in occasione della GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE,  è orgogliosa di presentare ZITTA!,  una video inchiesta realizzata dalla scrittrice Marilù Oliva e dalla filmmaker Elena Araldi con il fine di indagare quale sia la situazione delle donne in Italia, oggi.
Svalutazione delle donne, violenza e femminicidio: esiste un nesso?
Lo abbiamo chiesto agli scrittori Dacia Maraini e Matteo Strukul, all’inviato delle Iene Matteo Viviani e all’economista Marcella Corsi.
Ci siamo posti e abbiamo posto loro domande quali:
  • Esiste un collegamento tra violenza alle donne e svalutazione delle stesse?
  • In che senso si può parlare di svalutazione delle donne?
  • Sussiste una forma pervasiva e meno evidente di maschilismo?
  • Come si può colpire una donna, quando la si vuole svilire?
  • C’è una via d’uscita?
Questo progetto è un altro piccolo passo per cercare di capire cosa manca non tanto nel tessuto sociale quanto nelle strutture culturali. Il video lo trovate al seguente link e saremmo grati se lo condivideste:
https://www.youtube.com/watch?v=_pndFH_Mo8o&feature=youtu.be
ZITTA! è anche un blog, uno spazio appena nato dove pubblicheremo approfondimenti, notizie e opinioni sul tema.
https://zittablog.wordpress.com/
Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne
 
Contatti & Websites:
 
 
Elena Araldi
Twitter @ElenaAraldi
Kinedimorae – visual and aural factory 

Border Town #Film @YouTube su #Femminicidio #CiudadJuarez #Mexico #JenniferLopez

Per la Serie Film LatinoAmericanisti (qui link agli altri film)

Bordertown è un film del 2006 scritto e diretto da Gregory Nava, ed interpretato daJennifer Lopez (anche produttrice), Antonio Banderas e Martin Sheen. Il film narra la vera storia delle numerose donne assassinate a Ciudad Juárez, e di una reporter americana mandata sul posto dal suo giornale per scrivere un articolo. In Italia è uscito nelle sale cinematografiche il 23 febbraio 2007. WikiPedia

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Appello #MéxicoNosUrge per la Difesa dei Giornalisti e dei Diritti Umani in Messico

In seguito all’ennesima mattanza di giornalisti, reporter e attivisti in Messico sta circolando in italiano l’appello #MexicoNosUrge che riproduco qui e si trova nella nota Facebook a questo link – Per aderire vedi in fondo al testo:

“Fondamento dell’accordo. Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani fondamentali, così come si enunciano nella DichiarazioneUniversale dei Diritti Umani, ispira le politiche interne e internazionali delle parti e costituisce un elemento essenziale del presente Accordo.”

Art. 1 trattato di libero commercio tra il Messico e l’UnioneEuropea                   

Gli omicidi del foto giornalista Rubén Espinosa, dell’attivista Nadia Vera, della studentessa Yesenia Quiroz Alfaro e di altre due donne che si trovavano con loro, Nicole Simon e Alejandra, avvenuti a Città del Messico, venerdì 31 luglio scorso, ci impongono di non rimanere in silenzio.Dinanzi alla condizione che vive chi vuole denunciare la situazione che subiscono milioni di persone in un paese, il Messico, che l’Italia e l’UnioneEuropea riconoscono soltanto come importante socio commerciale, rimanere in silenzio sarebbe una forma di complicità.

Rubén Espinosa è l’ultimo giornalista ucciso in Messico in un massacro che sembra non avere fine. Sono più di cento i giornalisti assassinati dal 2000 ad oggi. Nello stato del Veracruz, dove Rubén lavorava raccontando gli abusi del governo statale e le violente repressioni contro gli oppositori politici, sono 14 i giornalisti uccisi durante il governo di Javier Duarte de Ochoa, soprannominato anche il mataperiodistas, l’ammazza giornalisti.

Rubén Espinosa e Nadia Vera erano fuggiti dallo stato del Veracruz proprio per le minacce ricevute da funzionari del governo di Javier Duarte, indicato mesi fa come responsabile di qualsiasi gesto di aggressione nei loro confronti. Non è stato sufficiente fuggire a Città del Messico,considerata finora un porto sicuro in cui ripararsi dalle aggressioni contro la libertà di stampa. Il messaggio è chiaro: non si è sicuri da nessuna parte.Tutti i giornalisti critici devono avere paura perché possono essere raggiunti nelle loro case, torturati e ammazzati.

La libertà di stampa in Messico viene violentata quotidianamente. Fare il giornalista in Messico è una delle professioni più a rischio e i dati delle più importanti organizzazioni di difesa dei giornalisti e della libertà di stampa (come Article19 o RSF) indicano chiaramente come la maggior parte delle minacce, aggressioni, intimidazioni, sparizioni e uccisioni di giornalisti, fotografi e comunicatori si debbano imputare alle istituzioni dello Stato.

Il Messico e l’Unione Europea sono vincolati dalTrattato di Libero Commercio che si basa su una clausola democratica, e i nostri paesi, i nostri Parlamenti – sia nazionali che quello europeo – non possono rimanere in silenzio di fronte a questa situazione.

Nel maggio del 2016 si compiranno dieci anni dal massacro diSan Salvador Atenco. Una Commissione Civile di Osservazione dei Diritti Umani –i cui componenti erano cittadini europei – nel giugno del 2006 ha presentato alParlamento Europeo un rapporto sui fatti e sulle gravi violazioni dei diritti umani in relazione allo sgombero forzato di una comunità per costruire il nuovo aeroporto di Città del Messico in una zona ejidal (cioè di proprietà collettiva) dello Stato del Messico.

Negli ultimi dieci anni la situazione si è fatta se possibile ancora più grave, con decine di migliaia di sparizioni forzate, violenza sistematica contro chi vuole difendere e promuovere i diritti umani, contro attivisti dei movimenti sociali e contro i giornalisti e fotografi che documentano la condizione di violenza strutturale scelta come forma di“politica attiva” dai governi di Felipe Calderón, prima, e di Enrique Peña Nieto (che nel 2006 era governatore dello Stato del Messico durante i fatti di Atenco), ora.

Tra gli attivisti e giornalisti minacciati e perseguitati ci sono anche cittadini italiani ed europei; tra le vittime ci sono anche cittadini italiani ed europei (come il finlandese Jyri Antero Jaakkola,assassinato dai paramilitari nello stato del Oaxaca nel 2010).

In questo panorama di violenza diffusa e repressione contro i civili ricordiamo la sparizione forzata dei 43 studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa,avvenuta la notte del 26 settembre del 2014 nella città di Iguala, stato del Guerrero, in cui sono coinvolti la polizia municipale di Iguala ed elementi dell’esercito messicano. Da dieci mesi i 43 giovani studenti sono vittime di sparizione forzata di persone.

Il 30 giugno 2014 l’esercito messicano, con un ordine scritto dall’Alto Comando Militare, fucilava 22 ragazzi in un’esecuzione extragiudiziale, una delle tante esecuzioni extragiudiziali portate a termine dall’esercito che ha l’ordine di “abbattere” civili considerati delinquenti senza alcun diritto ad avere un processo.

L’ONU ha recentemente spiegato come in Messico la tortura sia un metodo utilizzato in maniera sistematica negli interrogatori da tutte le forze di sicurezza.

Tutto questo accade nel silenzio della cosiddetta “comunità internazionale” e l’Unione Europea di fatto si disinteressa dei crimini dello stato messicano, continuando a mantenere relazioni commerciali con uno Stato che viola costantemente i diritti umani.

Tra il 2007 e il 2014 in Messico ci sono stati più di 164mila omicidi di civili. Negli stessi anni in Afghanistan e in Iraq si sono contate circa 104mila vittime. Il numero di persone sparite dal 2006 ad oggi, basandosi su dati conservativi del governo messicano, supera le 30mila persone. È indefinito il numero delle persone sfollate forzatamente all’interno del paese,ma molte organizzazioni di difesa dei diritti umani parlano di più di due milioni e mezzo di persone.

A fronte di tutto questo l’indifferenza dei grandi mezzi di comunicazione internazionali è impressionante e complice.

Per tutto questo, #MexicoNosUrge e non possiamo rimanere in silenzio.

Chiediamo che il Parlamento Europeo esprima la sua preoccupazione rispetto alla grave crisi dei diritti umani che vive il Messico, in particolare per le costanti aggressioni ai giornalisti e difensori dei diritti umani.

Chiediamo all’Italia e all’Unione Europea che si sospendano tutte le relazioni (politiche e commerciali) con il Messico fino a quando non si farà luce sui gravi casi di omicidio, violenza e sparizione forzata di persone. I paesi dell’Unione Europea devono applicare l’embargo agli investimenti in Messico e chiudere le loro Ambasciate, così come si è fatto nel caso di altri paesi che non osservano l’obbligo del rispetto dei diritti umani e del diritto alla vita dei propri cittadini.

Italia, Agosto 2015

Per aderire scrivere a mexiconosurge2015@gmail.com

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Firmano:

·       Dario Fo (attore, regista,scrittore. Premio Nobel per la letteratura)

·       Erri De Luca (scrittore)

·       Paco Ignacio Taibo II (scrittore)

·       Fr. Raúl Vera López, O.P. (Vescovodi Saltillo, Coahuila, Messico)

·       Roberto Saviano (scrittore)

·       Don Luigi Ciotti (Presidentedell’Associazione Libera e Fondatore dell’Associazione Gruppo Abele)

·       Collettivo di scrittori Wu Ming

·       Nando Dalla Chiesa (docente universitario,scrittore e politico)

·       Tonio dell’Olio (responsabile del settore internazionale di Libera)

·       Paloma Saiz (organizzatrice della Brigada Para Leer en Libertad)

·       Fondazione Antonino Caponnetto

·       Salvatore Calleri (presidenteFondazione Antonino Caponnetto e membro Fondazione Sandro Pertini)

·       Renato Scalia (Comitato FondazioneAntonino Caponnetto)

·       Centrode Derechos Humanos Miguel Agustín Pro Juárez A.C. (centro diritti umani gesuita, Messico)

·       Servicio Jesuita a Migrantes –México

·       Centrode Investigación y Promoción Social (CIPROSOC)

·       Valerio Evangelisti (scrittore)

·       Valerio Massimo Manfredi (scrittore)

·       Franco Berardi “Bifo” (scrittore,professore universitario)

·       Giacomo Costa, SI (gesuita,direttore di Aggiornamenti Sociali)

·       Alessandro Mannarino (cantautore)

·       Juan Villoro (scrittore, giornalista, drammaturgo)

·       Francesca Nava (giornalista)

·       Aldo Nove (scrittore)

·       Jessica Borroni (scenografa)

·       Loredana Lipperini (scrittrice e giornalista)

·       Alberto Prunetti (scrittore)

·       Fabrizio Lorusso (professore e giornalista freelance)

·       Lucia Capuzzi (giornalista)

·       Roberta Zunini (giornalista)

·       Cecilia Narducci (giornalista)

·       Girolamo de Michele (scrittore)

·       Sandro Mezzadra (Università diBologna)

·       Mauro Biani (disegnatore satirico de il manifesto)

·       Salvatore Palidda (sociologo,scrittore e docente Università di Genova)

·       Domenico Guarino (Consiglio Ordinedei Giornalisti Regione Toscana e Direttore Radio Cora)

·       Marilù Oliva (scrittrice)

·       Graziano Graziani (giornalista)

·       Thomas Aureliani (giornalista)

·       Fabio Cuttica (fotografo agenziaContrasto)

·       Francesca Volpi (fotografa)

·       Silvia Federici (scrittrice)

·       Andrea Bigalli (Libera RegioneToscana)

·       Federico Mastrogiovanni (giornalista)

·       Lorenzo Declich (giornalista e scrittore)

·       Alessandro Braga (Giornalista RadioPopolare)

·       Luca Martinelli (giornalista di Altreconomia)

·      Amaranta Cornejo Hernandez (Ricercatrice feminista e docente universitaria)

·       RubyE. Villarreal (Arquitecto, Cultural/Museum Broker)

·       La Spezia Oggi (http://www.laspeziaoggi.it/news )

·       Comitato Bolivariano La Madrugada

·       Associazione SUR (www.surnet.it)

·       Carovane Migranti (http://carovanemigranti.org )

·       Cynthia Rodríguez (giornalista dellarivista Proceso)

·       Cristina Morini (giornalista escrittrice)

·       Andrea Cegna (collaboratore di RadioOnda d’Urto e Radio Popolare)

·       Annamaria Pontoglio (Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

·       Christian Marazzi (ScuolaUniversitaria Professionale della Svizzera Italiana)

·       Riccardo Staglianò (giornalista)

·       Alessandra Coppola (giornalista)

·       Mario Portanova (giornalista)

·       Leo Reitano (giornalista)

·       Noura Tafeche (giornalista)

·       Emilia Lacroce (giornalista)

·       Yesenia de la Rosa (giornalista)

·       Federico Chicchi (Università diBologna)

·       Aldo Zanchetta (Fondazione Neno Zanchetta per l’America Latina)

·       Valentina Petrini (giornalista)

·       AssociazioneItalia-Cuba circolo di Firenze

·       Heriberto Paredes (fotografo e giornalista)

·       Valentina Valle Baroz (giornalista)

·       Gabriele Zagni (giornalista Piazza Pulita La7)

·       Marina Taibo (fotografa)

·        José Calvo (architetto)

·        Fabio Bianchi (attivista)

NarcoGuerra su Libera Radio – Radio Città del Capo

logo-liberaradio1(Da Libera Radio LINK) Si intitola NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga, fresca pubblicazione delle edizioni Odoya di Bologna, e il suo autore, Fabrizio Lorusso è giornalista freelance e professore universitario a Città del Messico, dove vive da tredici anni. Collabora con numerose riviste e testate messicane e italiane ed è redattore della web-zine Carmilla. Il libro inizia con il bilancio di un lungo e complicato conflitto che, solo dal 2006 al 2014, ha causato 100.000 morti e 26.000 desaparecidos.

Radio_citta_del_capoParte da queste cifre, questo mosaico di cronache e narrazioni, interviste e reportage, ma poi, come ci racconta lo stesso autore “parla di tanti casi che compongono il complesso puzzle della narcoguerra messicana. Ai numeri più crudi – dice – è normale aggiungere anzi, dettagliare cronache e casi concreti per capire quanto sta accadendo”. Il capitolo zero, la ferita impossibile da rimarginare da cui parte la narrazione di Lorusso è la notte del 26 settembre 2014.

A Iguala, nello stato del Guerrero, 43 studenti della scuola normale di Ayotzinapa vengono sequestrati dalla polizia, controllata dal sindaco e dai narco-boss locali, e poi consegnati a dei narcotrafficanti. Desaparecidos. Polizia e narcos collusi: la norma in tante città messicane. La notizia sfonda gli argini del silenzio, l’indignazione è globale.

Una parte del paese si mobilita, i genitori dei ragazzi non accettano le versioni ufficiali, la piazze di tutto il mondo pretendono che lo stato ammetta le sue responsabilità. Si riaccendono così i riflettori “sulla narcoguerra, sulle violazioni dei diritti umani, sulla guerra alle droghe come strumento di controllo sociale e delle risorse”, spiega ancora Lorusso. Un caso che tocca tutti gli aspetti di questa guerra al narcotraffico e i punti più sensibili della società messicana.

Info e Presentazioni NARCOGUERRA LINK

La larga noche de Cd. Juárez, mural de Luciano Valentinotti

[De: VariopintoAlDía] En el mes de abril pasado el gran mural del artista italiano, radicado en México, Luciano Valentinotti, “La larga noche de Cd. Juárez”, el cual está dando la vuelta a México y al mundo estuvo expuesto en el palacio legislativo de San Lázaro. En la ceremonia de inauguración del 4 de abril, estuvieron presentes Ricardo Monreal, del Movimiento Ciudadano, Porfirio Múñoz Ledo y numerosos diputados mexicanos y representantes de la comunidad italiana en el país.

He aquí algunas fotos de la inauguración y detalles de la obra. Nótense los contrastes entre la pintura, con sus denuncias contra las tragedias de Cd. Juárez, la militarización, la narco-guerra, el feminicidio, y las violaciones a  de los derechos humanos, con la representación de víctimas y del caso del campo algodonero, y la parte inferior del espacio, en donde se celebran la armada, aviación y marina de México.

La dureza de las imágenes vertidas sobre el lienzo por Valentinotti es solamente una aproximación a la realidad de una ciudad y de una frontera que se han vuelto tristemente famosas en los últimos veinte años y, aún más, durante la última década de recrudecimiento de las desigualdades económicas y sociales y empeoramiento de la seguridad humana y ciudadana. El arte es para sentir, recordar y reflexionar y el mural sobre esta larga noche de Juárez y tantas otras regiones de México abre una brecha para la luz del día y del despertar de las conciencias. Fabrizio Lorusso      @FabrizioLorusso

Mural Luciano Cd Juarez 143

Nell’aprile scorso il grande murale dell’artista italiano residente in Messico da oltre 40 anni, Luciano Valentinotti, intitolato “La larga noche de Cd. Juárez” (La lunga notte di Ciudad Juarez), che sta facendo il giro del Messico e del mondo, è rimasto esposto presso la sede del parlamento messicano. Durante la cerimonia d’inaugurazione del 4 aprile erano presenti Ricardo Monreal, del partito progressista Movimento Ciudadano, lo storico leader della sinistra messicana Porfirio Múñoz Ledo, vari deputati messicani e rappresentanti della comunità italiana nel paese. Presento qui alcune foto dell’evento e dell’opera. Si notino i contrasti tra il dipinto, con le sue denunce della tragedia di Juarez, della militarizzazione, della narcoguerra, del femminicidio, delle violazioni ai diritti umani, con la rappresentazioni delle vittime e del caso del “campo di cotone” (algodonero), e la parte inferiore dell’allestimento, in cui sono celebrati l’esercito, l’aviazione e la marina messicane. La durezza delle immagini trasferite su tela da Valentinotti è solo un’approssimazione alla realtà di una città e di una frontiera, quella con gli USA, che sono diventate tristemente famose negli ultimi 20 anni e, ancor più, nell’ultimo decennio di imbarbarimento, di incremento delle disuguaglianze economiche e sociali e peggioramento della sicurezza umana e cittadina. L’arte è per sentire, ricordare e riflettere. Il murale di questa lunga notte di Juarez e di tante altre zone del Messico apre una breccia per la luce del giorno e del risveglio delle coscienze. Fabrizio Lorusso      @FabrizioLorusso

Nessuna più: presentazione del libro a Busto Arsizio il 28 giugno

Nessuna Piu a Busto cartello

Amici milanesi e lombardi, venerdì sera io e altri autori e autrici di “Nessuna più – 40 scrittori contro il femminicidio” (di Elliot Edizioni ) siamo a Busto Arsizio, alla… Libreria UBIK. Ore 19, presentazione del libro! Partecipano Marilù Oliva, Mariangela Camocardi, Fabrizio Lorusso, Marina Marazza e Francesca Genti.

Sessismo in pubblicità (due video e una mentalità)

Inserisco due video sulla stessa tematica, o meglio, sulla stessa problematica. Il sessismo in pubblicità e nei mass media per decenni ha amplificato e distorto mentalità e comportamenti già esacerbati dal patriarcato, dal consumismo e dal privatismo (queste ultime sono due ideologie sottostanti e giustificatrici del momento attuale e degli sviluppi recenti del capitalismo).

La donna è oggetto, il maschio domina e il mercato smercia. In società maschiliste e patriarcali la vendita dei prodotti diventa vendita del corpo e di un immaginario sessista e, spesso, misogino. Il primo video raccoglie numerosi esempi italiani e  internazionali. Il secondo “Rappresentazioni di genere nella pubblicità” è un progetto scolastico creato dal gruppo sugli studi di genere e le donne (Women and Gender Studies class) alla University of Saskatchewan di Sarah Zelinski, Kayla Hatzel and Dylan Lambi-Raine. Mostra quanto possono essere ridicole le forme in cui i media ritraggono i ruoli di genere e gli stereotipi ad essi legati attraverso un ribaltamento dei ruoli uomo-donna (nella seconda parte del video).

Sessismoblachman-sessismo_620x410Foto di un estratto del programma sessista danese Blachman (o “uomini che guardano le donne e commentano”, definito come “il più sessista del mondo”). Leggi dell’iniziativa CASCOS ROSAS in Ecuador…