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Toxic tour nel deserto messicano /1: Guadalcázar

di Marco Dalla Stella – da CarmillaOnLine

Narcos e guantoni

Una frenata brusca. Occhi incollati alle palpebre. Guadalcazar, finalmente.
La cittadina messicana risplende dei colori saturi del deserto. Era piena notte quando mi sono lasciato alle spalle la estacion central di San Luis Potosì, 120km a sud-ovest da dove mi trovo ora. In mezzo, una distesa di arbusti, gobernadoras e cactus yucca che prepara il terreno per quelli che più a nord diverranno i 520mila chilometri quadrati dello sconfinato deserto chihuahuense.
Polveroso insediamento fondato da spagnoli affamati di minerali, Guadalcázar è oggi una sonnolenta cittadina di 25mila abitanti in cui non arriva il segnale telefonico. Meglio così. Ci fosse, da queste parti sarebbe pieno di narcos.
Devo incontrarmi con Leonel, primo cittadino durante gli anni della mobilitazione contro la grande discarica di rifiuti tossici. Abita nel vicino villaggio di Abrego, dove proprio in questo periodo si stanno tenendo le tradizionali fiestas patronales.
Mentre faccio colazione, chilaquiles en salsa roja e una bella tazza di caffè americano, la proprietaria del modesto ristorantino che dà sulla piazzetta mi consiglia su dove appostarmi per l’autostop. Le feste di Abrego sono tra le più attese della regione e sarà facile trovare un passaggio sul retro di qualche vecchio pick-up marca Nissan. Cosa che effettivamente avviene poco dopo.
La famiglia che mi carica è composta da madre e tre figli. Il padre, penso, sarà chissà dove al nord. Risalgono ad Abrego dopo aver comprato rifornimenti per il loro stand di tacos, e lungo il viaggio mi spiegano che le feste patronali sono uno degli eventi più importanti dell’anno da queste parti. Persone da Cerritos, da El Oro, da Realejo e da tutti gli altri minuscoli ranchos dei dintorni si riversano in questa piccola località per rendere omaggio all’apostolo Santiago, rivedere amici di vecchia data e festeggiare come si deve con carne e cerveza in abbondanza.
Ma è soprattutto l’occasione per le persone emigrate al Norte di ricongiungersi con rami della famiglia che non vedono da tempo. Sono loro, specie quelli hanno oltrepassato la frontera, a far girare l’economia durante le feste.
Se c’è qualcosa su cui puoi scommettere a occhi chiusi è nell’irrefrenabile desiderio di sperperare denaro da parte del migrante messicano di ritorno al suo paese. Se non fai attenzione ti trascinerà in un vortice di tequila, ma de la más cara, solo per poter ostentare con i propri amici, e in faccia al gringo di turno, la propria fortuna, vera o presunta. Famiglie come quella che mi ha caricato fanno affidamento in tale dispendiosa euforia per concludere ottimi affari, di cui beneficeranno durante tutto l’anno.
Quasi tutti quelli che hanno abbandonato il deserto lo hanno fatto per andare a nord. Monterrey, ma soprattutto Stati Uniti. Gringolandia, com’è anche chiamato l’ingombrante vicino. Esiste perfino una località gemellata con Abrego, a uno sputo ben assestato dagli States. Si chiama Ciudad Mier. Continua a leggere

Vile assassinio di Javier Valdez, giornalista messicano che raccontava la terra del Chapo

javier valdez[Fabrizio Lorusso, da Huffington] Messico – Sono sei i giornalisti assassinati in Messico nei primi cinque mesi dell’anno. E ancora non scoppia nessuna rivoluzione. Certo è che il 15 maggio diventerà per tanti uno spartiacque, un po’ come lo è stata la notte del 26 settembre 2014, data della sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa.

Javier Valdez era un giornalista coraggioso, autore di libri come Gli orfani del narcotraffico, Mala-erba, Sequestri: storie reali di desaparecidos e vittime del narcotraffico e Narco-Giornalismo. Era stato tra i fondatori del noto portale Río Doce nel suo stato natale, il Sinaloa, ed era collaboratore dell’agenzia internazionale Afp e del quotidiano nazionale messicano La Jornada, tra gli altri.

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La verdadera noche de #Iguala, el muro de #Trump y las #drogas: entrevista con la periodista #AnabelHernández

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Anabel Hernández es una de las periodistas mexicanas más reconocidas en el mundo. Es autora, entre otros, de los libros de periodismo narrativo y de investigación titulados: México en llamas: el legado de Calderón, Los señores del narco y La verdadera noche de Iguala: la historia que el gobierno trató de ocultar, siendo ésta la más completa y actual investigación sobre el caso de los 43 estudiantes de la normal rural de Ayotzinapa, quienes fueron desaparecidos en Iguala, Guerrero, la noche del 26 de septiembre de 2014. Esta es la versión completa en español de la entrevista [Fabrizio Lorusso, de Desinformémonos, Entretextos Ibero León, Tamaulipas en Red, Resumen Latinoamericano]

¿Por qué tuviste que salir de México y cómo fue tu exilio en Estados Unidos?

Antes que nada debo explicar que México es uno de los lugares más peligrosos del mundo para ejercer el periodismo. Esto realmente no sólo es una frase. En México han sido asesinados más de 116 periodistas en los últimos diez años. Sólo el año pasado los asesinados fueron 16 y yo, por desgracia, soy uno de estos periodistas que ha sufrido violencia y atentados a consecuencia de mi trabajo. Continua a leggere

Parliamo di #Messico: #MiroslavaBreach e gli altri giornalisti uccisi su @vocidelmattino @Radio1Rai

Giornalisti messico

“La strage dei giornalisti in Messico” a Voci del Mattino, Radio Uno, un programma propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali.

Scarica l’intervista a Fabrizio Lorusso – link download diretto – Ascolta l’intera puntata di voci del mattino del 3 aprile 2017 – link – L’intervista sul Messico e sul caso miroslava Breach, giornalista uccisa il 23 marzo scorso nello stato di Chihuahua, dal minuto 6 circa.

Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice – In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri – Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santo e Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito.

Esce #Obama, Arrivano #Trump e il #Chapo Guzmán

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[Da Huffington Post Blog Fabrizio Lorusso – Vedi anche QUI su “Trump e il muro”] Il 20 gennaio comincia l’era Trump e si conclude quella del capo dei capi del narcotraffico mondiale, il messicano Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, alias El Chapo, boss del cartello di Sinaloa. Dunque s’insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti e lascia il posto Barack Obama dopo 8 anni di mandato. Il magnate neopresidente non ha risparmiato colpi bassi e dichiarazioni minacciose nei riguardi del Messico, promettendo di costruire un muro lungo i 3000 km della frontiera meridionale, anche se in realtà la barriera in parte già esiste, e di farlo pagare al paese latinoamericano!

Ha parlato anche di aumentare i rimpatri forzati, cioè di eseguire deportazioni massive di migranti irregolari. Non è che l’amministrazione Obama sia stata “morbida” in tal senso, dato che sono circa 2,8 milioni i clandestini che negli ultimi anni sono stati rimandati nel paese d’origine, ma senza dubbio Trump ha mostrato un discorso aggressivo e provocatore che sta influendo sui mercati e sulla politica messicana come mai prima.  Continua a leggere

Strage di #PlayadelCarmen: tragica quotidianità in #Messico

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[Da Huffington post] Il 16 mattina, pomeriggio in Italia, ci siamo svegliati in Messico con l’ennesima notizia di una strage, questa volta in un importante centro turistico dei Caraibi messicani, Playa del Carmen: una sparatoria all’entrata di una discoteca tra diversi soggetti armati, 5 assassinati (una messicana e quattro stranieri, di cui uno italiano, Daniel Pessina), 15 feriti e la notizia che rimbalza immediatamente su internet e sui media tradizionali.

All’inizio le autorità hanno escluso il movente terrorista e ipotizzato il (solito) regolamento di conti o l’estorsione, quindi la pista “narcos” che, va detto, viene spesso utilizzata come pass-partout, valido per qualsiasi situazione e adatto, in molte occasioni, a criminalizzare le vittime o a far passare l’idea che “si ammazzano tra di loro”. Non è il caso perché qui ci sono vittime straniere e pare che non ci siano poliziotti coinvolti da “giustificare”. Oggi il governatore del Quintana Roo ha parlato di un litigio tra due persone, cercando di liomitare ancor di più le possibilità di analisi e interpretazioni che possano spiegare meglio il contesto.  Continua a leggere

#NarcoPeriodismo Javier Valdez presenta su libro con Lydia Cacho en la @FILGuadalajara @jvrvaldez @lydiacachosi

El periodista sinaloense (Río Doce, La jornada…) Javier Valdez Cárdenas presenta su libro NARCOPERIODISMO (Link) junto con la periodista Lydia Cacho. Aquí, dos extractos de su conversación.

 

Recensione di #MessicoInvisibile sul nuovo numero di #NarcoMafie @Ed_Arcoiris

narcomafieSegnalo l’uscita del nuovo numero della rivista NarcoMafie in cui potete trovare la recensione di Piero Ferrante al mio libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, edito da Arcoiris di Salerno. Ecco l’indice completo della rivista. (Questo numero della rivisita è disponibile per il download singolo o in abbonamento. Per acquistarlo è necessario essere registrati allo store. Accedi oregistra un nuovo account)

L’EDITORIALE

Aspettando il reato di tortura

di Livio Pepino

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