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#AvenidaMiranda Puntata 4 su #Radio @cittadelcapo: Agroecologia indigena ed estrattivismo in #Messico

avenida-miranda-messico“Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net.  Va in onda ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.

Nella puntata di oggi, la quarta (ascolta qui link) di Avenida MirandaPerez Gallo intervista Pippo, lavoratore italiano del Desmi, un’organizzazione del Chiapas che promuove economia solidale, lavoro collettivo e commercio alternativo. Si parla del modello economico portato avanti in Messico negli ultimi anni (miniere, grandi opere, zone economiche speciali, privatizzazioni) ma anche delle alternative possibili e già esistenti: dalla terra collettiva, alla milpa, all’autonomia e autodeterminazione indigena.

Tutte le puntate di Avenida Miranda.

Zapatisti, Elezioni e CoScienze per l’Umanità

alunni-telescopiodi Perez Gallo – da Carmilla – [Una necessaria corrispondenza dal Chiapas, le foto sono di Gianpa L.]

Mentre da Ankara ad Aleppo, da Berlino ad Istambul, il 2016 si è chiuso con il sangue degli attentati e con i preludi di un possibile nuovo scontro planetario, nelle montagne del Sudest messicano le e gli zapatisti, che di quarta guerra mondiale parlano da almeno vent’anni, hanno puntato forte sull’organizzazione, affinché di fronte alla “tormenta” in arrivo quelle e quelli in basso e a sinistra possano non essere solo vittime di una carneficina, ma artefici e protagonisti di un cambiamento possibile. Lo hanno fatto a modo loro: spiazzando. È così che nel giro di dieci giorni, dal 26 di dicembre del 2016 al 4 di gennaio del 2017, hanno messo in piedi, loro indigeni spesso associati in modo stereotipato ai saperi ancestrali, alle antiche credenze religiose e a civiltà ormai defunte, un incontro internazionale sulle scienze dure: fisica, astronomia, medicina, agro-ecologia, cibernetica, ingegneria energetica. Ospiti ben 82 scienziati provenienti dal Messico e altri 10 paesi.  Continua a leggere

I Linguaggi della #NarcoGuerra @Odoyaeditore #Recensione su @MilitantBlog

Militant libro i-linguaggi-della-narcoguerra

[Riproduco di seguito una parte della recensione al libro NarcoGuerra, che è in compagnia di quella dei romanzi di Don Winslow e della serie Narcos, dal blog di Militant] La “guerra alla droga” è lo strumento politico attraverso cui gli Stati uniti mantengono il controllo amministrativo ed economico di alcuni Stati dell’America Latina e centrale. Non è una lotta del “bene contro il male”, soprattutto laddove il primo è rappresentato dagli Usa o, peggio ancora, dalle sue particolari agenzie repressive (Cia, Dea, Nsa); l’obiettivo non è quello di estinguere il problema, sia perché questo è il prodotto di una domanda incontrollabile dei paesi occidentali, sia perché droga e narcos costituiscono privilegiati strumenti di controllo di territori e dinamiche sociali da utilizzare come “agenti di prossimità”; è, infine, una questione eminentemente politica e non semplicemente criminale, d’ordine pubblico, militare o in qualche modo tecnica: è politica perché deriva da specifiche cause sociali che la determinano; perché è prodotto diretto degli accordi neoliberisti di libero scambio tra paesi subalterni all’economia Usa; perché serve ai politici locali per costruire legittimazione che poi riversano controle popolazioni povere dei rispettivi contesti e per facilitare gli accordi di libero scambio di cui sopra. Sebbene scomparsa dai radar dei media occidentali, la lotta alla droga costituisce uno dei più rilevanti ambiti di gestione imperialista dei territori. In questi anni è soprattutto il mondo della cultura di massa ad essersene occupata, con linguaggi e obiettivi differenti, a volte opposti. E’ interessante capire come avviene il racconto della “guerra alla droga”, alla luce di alcuni specifici lavori usciti in questo anno, che contribuiscono a dare una panoramica degli interessi e delle sensibilità sul tema in questione. Continua a leggere

I Silenzi di #PapaFrancesco in #Messico

papa-francisco-ayotzinapa-desaparecidos-cnnSono molti i punti critici e salienti della visita di Papa Francesco in Messico, svoltasi dal 12 febbraio al 17, che non sono (quasi) apparsi sui media fuori dal Messico e che si riferiscono non solo a cosa ha fatto Bergoglio, ma soprattutto alle sue omissioni e ai suoi silenzi, senza dubbio molto significativi. Strategicamente ha coperto il territorio e alcuni settori della società, concentrandosi però sulle élite. Queste hanno avuto pieno accesso al pontefice, mentre i rappresentanti della società civile sono comparsi come figuranti. Geograficamente è passato dal centro (Città del Messico, Ecatepec, Michoacán) al sud (Chiapas, frontiera meridionale) e al nord (Ciudad Juárez, frontiera con gli USA). L’asse Nord-Sud è un elemento importante del pontificato di Bergoglio e la denuncia degli eccessi del capitalismo, delle disuguaglianze e della povertà ne è un asse portante. Per cui il suo discorso si riproduce come un canovaccio ovunque con qualche variazione sul tema.  Continua a leggere

#Messico il #Papa in #Chiapas: ne parliamo su @radiondadurto

Papa MessicoMESSICO: LA VISITA DEL PAPA ARRIVA IN CHIAPAS – Da Radio Onda D’Urto

Il pontefice arrivato in il 12 febbraio oggi è arrivato in Chiapas. Alle 17.00 ore italiane ha iniziato la prima messa ufficialmente parlata non solo in spagnolo ma anche in Tzeltal, Tzotizl e Chol.

Il viaggio del Papa sembra sempre più incentrato nel recuperare simpatie che la Chiesa Cattolica sta perdendo progressivamente a favore di altre dottrine.

Papa Francesco è stato accolto nuovamente come persona capace di rompere con la tradizione e di attaccare i poteri forti si è rivelato per quel che è e che rappresenta: dietro a scelte simboliche come quella della messa e di visitare la tomba di Don Samuel Ruiz ci sono le decisioni di non incontrare la comunità Las Abejas di Acteal, i genitori dei 43 studenti di e la scelta di non parlare degli accordi di San Andres. 

L’immagine del Papa non va mai ad urtare davvero con i poteri che agiscono nelle città e nei paesi. Il lavoro di questo Papa sembra sempre più legato a dare un’immagine diversa della chiesa, più vicina ai poveri e agli ultimi, ma senza davvero andare ad intaccare le regole del sistema che creano la presenza di poveri ed ultimi.

Parliamo di tutto questo con Fabrizio Lorusso, giornalista free lance che vive in Messico.

Ascolta o scarica [Download]

@DonWinslow e #IlCartello: #Intervista di Daniel Bilenko @RSIonline #Mexico

Nel video qui sopra: intervista (doppiata in italiano) del giornalista Daniel Bilenko allo scrittore americano Don Winslow, autore de IL CARTELLO (2015) e IL POTERE DEL CANE (2005), romanzi sui narcos messicani, il narcotraffico, i legami con la politica e lo stato. Anche una nota interessante sull’EZLN e il Chiapas, tematiche cui Winslow aveva dedicato un capitolo, poi stralciato, de Il potere del cane. Andata in onda il 2 gennaio 2016, programma Finestra Sera Aperta, RSI Rete Due. QUI LINK alla II parte della trasmissione sulla NARCOGUERRA e il MESSICO.

La Ley de Herodes – La Legge di #Erode #Film #Messico #AmericaLatina

Per la Serie Film LatinoAmericanisti(qui link agli altri film)

La ley de Herodes es una película mexicana de 1999 dirigida por Luis Estrada. Se trata de una comedia satírica sobre lacorrupción política en México durante el largo mandato del PRI.

Frases relevantes del film
  1. ¿Por qué no quieren que la veas? (Frase de los comerciales del filme, para indicar que a pesar del intento de veto en México se logró estrenar)
  2. ¡El que no transa no avanza! (este refrán sirve para justificar a todo funcionario público que lucra indebidamente (transgredir = transar) con su cargo público, alegando que solo así prosperará notablemente).
  3. ¡Este país no tiene solución! (frase usada para quejarse por no ver un progreso significativo en un país y por sí ver los mismos problemas sociales, políticos y económicos).
  4. ¡Ahora si me saliste más cabrón que bonito! (frase que se utiliza para referirse a alguien que salió mejor (si así le podríamos decir) de lo que se esperaba).
  5. ¡Te tocó la ley de Herodes, o te chingas o te jodes! (refrán que se refiere a que debes hacer algo que no quieres, pero te obligan a hacerlo y lo debes hacer por el bien propio).
  6. ¡Están jodidos porque quieren! (frase para decirle a los ciudadanos que sufren carencia y falta de prosperidad por sus actitudes, y no por culpa del gobierno como ellos alegan).
  7. ¡Ah que mi licenciado, igual que los demás, na’más llegandito y ya quiere su mordida! (Expresión delicada, que se refiere al soborno que exigen varios funcionarios públicos recién iniciando su cargo para permitir actividades ilegales).
  8. Si en este país hubiera democracia, el presidente usaría sotana. (sirve para recalcar la influencia del catolicismo en México.)
  9. ¡Para tus impuestos no tienes, pero que tal para esto, eh! (Comentario que se refiere a los ciudadanos evasores de impuestos que derrochan su dinero en otras cosas).
  10. ¡La dictadura perfecta! (Frase que se refiere a que el sistema de gobierno de un solo partido político que gana todas las elecciones presidenciales, fue llamado así porMario Vargas Llosa, escritor peruano. En realidad, esta frase fue acuñada por Vargas Llosa unos 15 ó 20 años después de los años en que transcurre “La Ley de Herodes”) Da: https://es.wikipedia.org/wiki/La_ley_de_Herodes 

Ley de herodes