Archivi tag: El Chapo Guzman

“Javier no murió, el narcogobierno lo mató”. Fotogallery della veglia per denunciare l’assassinio di giornalisti

P1160125Foto di Dardo Neubauer e Caterina Morbiato

La sera del 16 maggio diverse centinaia di persone si sono riunite per ripudiare il vile assassinio di Javier Valdez e le tante morti di giornalisti che in Messico non fanno che crescere anno dopo anno. Valdez, tra i piú noti giornalisti messicani, per anni ha raccontato con serietá e dedizione il fenomeno del narcotraffico messicano e le sue interconnessioni con lo Stato. Il suo assassinio si è consumato nello stato del Sinaloa, sede dell’omonimo cartello criminale, tra i più forti al mondo, e che fu governato da “El Chapo” Gùzman. Di tutto questo ci ha parlato due giorni fa Fabrizio Lorusso in questo post.

Continua a leggere

Esce #Obama, Arrivano #Trump e il #Chapo Guzmán

muro_di_mattonil

[Da Huffington Post Blog Fabrizio Lorusso – Vedi anche QUI su “Trump e il muro”] Il 20 gennaio comincia l’era Trump e si conclude quella del capo dei capi del narcotraffico mondiale, il messicano Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, alias El Chapo, boss del cartello di Sinaloa. Dunque s’insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti e lascia il posto Barack Obama dopo 8 anni di mandato. Il magnate neopresidente non ha risparmiato colpi bassi e dichiarazioni minacciose nei riguardi del Messico, promettendo di costruire un muro lungo i 3000 km della frontiera meridionale, anche se in realtà la barriera in parte già esiste, e di farlo pagare al paese latinoamericano!

Ha parlato anche di aumentare i rimpatri forzati, cioè di eseguire deportazioni massive di migranti irregolari. Non è che l’amministrazione Obama sia stata “morbida” in tal senso, dato che sono circa 2,8 milioni i clandestini che negli ultimi anni sono stati rimandati nel paese d’origine, ma senza dubbio Trump ha mostrato un discorso aggressivo e provocatore che sta influendo sui mercati e sulla politica messicana come mai prima.  Continua a leggere

Su #Radio @cittadelcapo @liberaradio Arresto #ChapoGuzman, nuovo capitolo della #NarcoGuerra

[Audio dell’intervista di Federico Lacche per Libera Radio – Radio Città del Capo a Fabrizio Lorusso – Trasmessa il 13 gennaio 2016 – Qui link originale]

chapo1A sei mesi dalla sua rocambolesca evasione dal carcere, è stato ricatturato il latitante Joaquín Guzman Loera, meglio noto come el Chapo, il re del narcotraffico messicano. Capo del cartello di Sinaloa, uno dei più sanguinari del Paese, el Chapo era scappato da un carcere di massima sicurezza dove era rinchiuso dal febbraio del 2014, grazie a un tunnel scavato da alcuni complici. Il narcotrafficante è stato catturato in un hotel nei pressi di Los Mochis, località vicina alla costa nello Stato di Sinaloa (nord-ovest del Messico), la sua regione natale. Dopo l’arresto, Guzman è stato portato all’aeroporto di Città del Messico e imbarcato su un elicottero militare. “Per il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, è un momento di rivincita e festeggiamenti, mentre le voci critiche parlano di una finzione compiuta, alludendo alle incoerenze nelle narrazioni che si susseguono ora dopo ora, alle filtrazioni premeditate di informazioni e dettagli, secondo un copione occulto, e infine alla pomposità dello spettacolo presidenziale riprodotto dalle Tv. Tra l’altro la ricattura del boss arrivava proprio in un momento delicatissimo, con un timing e una precisione impressionanti. Il 2 gennaio, infatti, veniva uccisa Gisela Mota, neosindaca di Temixco, vicino a Cuernavaca, nella regione del Morelos, da un commando armato di presunti narcos del gruppo dei Los Rojos. Questi, come i tristemente famosi Guerreros Unidos, sono una cellula scissionista dell’ex potente cartello dei fratelli Beltrán Leyva, a loro volta fuoriusciti da quello di Sinaloa nel 2009. La notizia del crudele assassinio, perpetrato nella casa della giovane funzionaria nel secondo giorno del suo mandato di fronte ai suoi familiari, ha fatto il giro del mondo, mettendo nei guai il governo e il presidente, giusto nel mese in cui si preparava la sfilata nella vetrina del World Economic Forum. In terra azteca sono un centinaio i presidenti municipali, come sono chiamati i sindaci nei comuni, ammazzati negli ultimi dieci anni. Gisela non s’era piegata ai dettami della delinquenza organizzata della zona, sempre più confusa e infiltrata nelle polizie locali e statali“. Così sul suo sito scrive Fabrizio Lorusso, scrittore e docente universitario che vive da 13 anni a Città del Messico. A lui, autore anche di NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga, edito da Odoya nel 2015, abbiamo chiesto di offrirci una lettura di quello che appare come un ulteriore e significativo episodio della Narcoguerra che insanguina il paese dal 2006.