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Nessuna Più, antologia contro il femminicidio

NessunaPiuCoverGrande

 AA.VV

(a cura di Marilù Oliva)

NESSUNA PIÚ

FUORI COLLANA

pp. 264 – euro 15,00

Quaranta scrittori, tanti racconti che hanno come protagoniste donne vittime della violenza maschile.

I proventi del libro andranno a sostegno del Telefono Rosa che conduce da 25 anni una battaglia civile

necessaria e improrogabile

Ogni anno oltre cento donne vengono uccise, nella maggioranza dei casi per mano di un uomo che ha avuto una relazione affettiva con la vittima o che comunque la conosceva. Un numero che aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce, ma si può attribuire a una mancata cultura, a una modalità distorta di vivere una relazione, a una deformazione dell’amore in smania brutale di possesso. Tutti gli autori hanno scritto – senza ricevere alcun compenso – un racconto dedicato alle tutte le migliaia di donne uccise da mariti, compagni, conviventi, ex fidanzati, padri e fratelli, ma anche da estranei o da semplici conoscenti quali vicini, amici, colleghi. Per ciascuno di loro è stata un’esperienza che li ha coinvolti fin nel profondo perché, oltre allo sgomento nell’immaginare l’evento, si sono misurati con il momento dell’immedesimazione e del vissuto: in entrambi i casi, l’impatto si è rivelato di una violenza indicibile. Niente in confronto alla violenza subita dalle vittime e perpetrata ai danni dei loro genitori, figli, fratelli, parenti e amici. Anche a questi, in qualche modo, è dedicato Nessuna più, dove, oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, si cerca una speranza verso un futuro più umano.

Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Loredana Falcone, Vittoria A., Romano De Marco, Maurizio de Giovanni, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marina Marazza, Marco Marsullo, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagaria, Gianpaolo Zarini

TELEFONO ROSA

L’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa – ONLUS – è il frutto dell’intuizione di cinque donne che, venticinque anni orsono, il 2 febbraio del 1988, decisero di fare un’inchiesta sulla “violenza domestica”, che veniva accuratamente occultata sia dalle vittime che dai loro carnefici. Una delle fondatrici è l’attuale presidente Maria Gabriella Moscatelli. Oltre a Roma, ha sedi a Torino, Verona, Mantova, Perugia, Napoli, Ceccano (Frosinone), Bronte (Catania).

Il Telefono Rosa fornisce consulenza legale-psicologica-bancaria gratuita e si avvale di ottime avvocatesse, psicologhe e psichiatre. Gestisce una casa di accoglienza per conto del Comune di Roma e dal 19 febbraio 2012 ha la responsabilità del 1522, numero nazionale istituito dal Ministero delle pari opportunità per aiutare le donne vittime di violenza, operativo 24 ore per 365 giorni all’anno.

Inoltre si occupa di corsi di formazione nei centri di pronto soccorso di alcuni ospedali di Roma e provincia per preparare il personale medico e le Forze dell’Ordine all’accoglienza di donne stuprate o picchiate, perché possano individuare i segnali di violenza che spesso sono negati dalle vittime stesse.

Organizza nelle scuole di Roma e provincia incontri con gli studenti delle classi superiori per parlare della differenza di genere, del bullismo e della discriminazione sotto qualsiasi forma. Si è sempre attivato per sostenere e promuovere leggi contro lo stalking e per l’allontanamento del violento, la firma e la ratifica del trattato di Istanbul.

www.elliotedizioni.com

Sorci verdi. Storie di ordinario leghismo

Nel 1936, la 205esima squadriglia della Regia aeronautica adottò come stemma tre sorci verdi. Da lì “Ti faccio vedere i sorci verdi” significa dare filo da torcere, sconfiggere, umiliare. Negli ultimi venti anni la Lega Nord ha certamente fatto vedere “i sorci verdi” all’Italia. Le sue campagne, i suoi motti, la sua propaganda hanno permeato il sentire popolare affermando una vera e propria egemonia culturale.
Quando le amministrazioni leghiste del Nordest hanno cercato di mettere al bando libri di autori italiani che in parte sono presenti in questo volume, è scattata una reazione collettiva che ha prodotto iniziative e dibattiti: “Scrittori contro il rogo”, attorno all’idea che i “roghi” costituiscano un colpo pesante alla democrazia. Sempre, a prescindere dal motivo che li ispira.
Ne è nata un’impresa collettiva e “militante”, questa, che ci restituisce con mirabile precisione quella cultura quotidiana, spesso metodica e paziente, che ha imbarbarito le relazioni sociali e umane e modificato il tessuto civile di questo paese.
“Sorci verdi” è un libro di racconti, non un saggio politico.
Uno spaccato di (dis)umanità, a volte descritto con ironia e leggerezza, come se una cinepresa fosse piantata negli occhi dei protagonisti, per raccontare un mondo di ordinario razzismo. Un libro che colpisce allo stomaco e spesso lo oltrepassa. E che, nonostante la fantasia e l’invenzione dei suoi personaggi, racconta un’Italia vera.

Autori:
Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce.

Gli autori e le autrici di questo libro non hanno voluto alcun compenso. Gli eventuali utili di questo lavoro saranno destinati a sostenere la biblioteca del carcere di Padova. Ordinalo a questo  Link

L’antifascismo non è un valore…

Riporto una lettera di protesta inviata da una lettrice al blog Salva la Scuola Pubblica che si lamenta giustamente di quanto sta accadendo a Vicenza con la diffusione della rivista dei giovani Pdl (gruppo Giovane Italia) Stile italiano nelle scuole e con le iniziative inquietanti di alcuni politici locali.

Un esempio è rappresentato proprio dall’autrice dell’articolo “L’antifascismo non è un valore”(se vuoi leggerlo  scaricalo qui, dal numero di dicembre 2010) di cui si parla nella lettera, cioè l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della regione Veneto, Elena Donazzan (Leggi il dossier su di lei), già nota per la proposta di distribuire Bibbie gratis (o meglio a spese dei contribuenti) in tutte le scuole primarie e anche per i tentativi di censura di queste ultime settimane contro alcuni autori italiani e stranieri.

Mi riferisco alla minaccia d’inviare una lettera ai presidi sconsigliando alcuni libri che riprende la scandalosa proposta, trasformata in una vera e propria mozione di Raffaele Speranzon, consigliere comunale a Venezia che l’ha presentata il 25 gennaio scorso. Leggi la rassegna stampa e di interviste sul caso “rogo di libri” in Veneto.

Ecco il post:

Postiamo una lettera che ci è arrivata ieri.
Mette un altro tassello nel quadro di un’Italia, e di molti personaggi, che vanno proprio in direzione opposta a quella che sembra giusta a noi e per la quale noi, caparbiamente, vogliamo continuare a lavorare.

Vi scrivo perché l’indignazione che provo ormai risulta insopportabile: questa mattina la mia scuola (di Vicenza) era intasata da centinaia di fascicoli della rivista “Stile Italiano” della Giovane Italia; l’editoriale è firmato dall’assessore regionale veneto Elena Donazzan e il titolo è “L’antifascismo non è un valore”.

Questa volta non ho letto l’articolo, ho fatto per una volta come milioni di italiani che si fermano al titolo e ho pensato che il messaggio in fondo è semplicemente questo, al di là delle argomentazioni proposte.

Non ho parole che esprimano il senso di rabbia e di impotenza che provo e che proviamo noi che cerchiamo di trasmettere i valori costitutivi della nostra nazione. Ormai la misura è colma, dopo che sono stati messi all’indice gli autori che io amo oppure ammiro o semplicemente sono contenta che esistano! Non sarà l’ora di chiedere le dimissioni di questa signora?

Beatrice Peruffo

Messico: bruciano libri di Carlotto, Evangelisti e Wu Ming per ottenere un seggio

Da http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003760.html#003760

fogatabis.jpgAnche un botto di italiani all’estero odia Battisti e tutti coloro i quali hanno firmato l’appello in suo favore e con fervore nel 2004. E pure loro vogliono visibilità e amano fare “la politica”.
Ecco alcuni sentori da terra americana riportati a caldo. S’espandono a macchia d’olio (di ricino) le loro pretenziose azioni d’inesistenza civile per voler riaffermare una carta d’identità smarrita “ci siamo anche noi, dateci seggi, pane e…già si sa” – dichiara un’anonima protestante di origini veneziane, alias La Asesora Serenissima.
Continua “l’assessuora”: “somos estanchi, alla proxima elecsione del parlamento ci candidiamo anche nosotros con ITALIA e adesso bruciamo i libri per solidaridad, così ci cacano un poquito estos caprones de Roma. Il seggio per los italianos all’estero sarà nuestro, capito?”. A seguire le notizie.

Puerto Escondido, Messico, 19 gen 2011 d.C.
Sconcertante e avvenente atto di ribellione da parte di un gruppo di italiani all’estero. Una decina di manifestanti italiani, da anni ridenti nella residente località della regione di Oaxaca, ha impugnato le torce e la gasolina per innalzare al cielo una pira sacrificale con le copie in italiano e spagnolo de Il Collare di fuoco, Tortuga, Altai e Il Fuggiasco. Lanciato nel fuoco anche un sacchetto di ganja, cioè la famosa e pura mota messicana.

Capeggiati dal regista Bruno Liegi-Baston-Liegi (vincitore del Golden gol 2012 ed ex sceneggiatore dei filmi di Maccio Capatonda) e da Josè Guadalupe Speranzone, noto abitante dei due mondi, gli eroici hanno messo al rogo une ventina di esemplari proprio durante una cerimonia propiziatoria cui partecipavano dei surfisti tedeschi in una spiaggia poco lontana dal centro cittadino.
Attirati dai fumi dell’odio e dagli umori emessi dall’erba gatta, i germanici hanno subito pensato ai soliti italiani che si fanno la spaghettata di mezzanotte o una semplice indianata, ma poi hanno appreso con pudore che si trattava di un’apologia del fascismo e li hanno menati colle tavole.

La Asesora aveva addirittura buttato nel falò un paio di copie del Vangelo secondo Giovanni pensando che c’entrasse qualcosa con quell’Evangelisti lì, così “tanto per essere più sicuri”.
Due ore dopo, sempre pronta, è intervenuta la polizia federale messicana che ha incarcerato ed espulso le italiche “persone sgradite” applicando loro la legge del taglione: i censori bruciatori sono stati obbligati a visionare per 37 ore consecutive alcuni movies come La polizia s’incazza e Pierino 1,2 e 3 di Alvaro Vitali, opere certamente non proscritte e che il mondo c’invidia. Ci siamo fatti proprio riconoscere, come disse Abatantuono dopo una scaramuccia con Bisio nella pellicola Puerto Escondido di Salvatores.

Playa del Carmen, Messico, 20 gen 2011, d.C.
Marìa del Carmen y Consuelo Donnazzanna Dolores Mango, pizzaiola escort popolarissima da queste parti, alias Fernet Sunrise, alias La hermana de la Asesora, ha deciso di scendere in mezzo al campo, nuda. “Yo Tengo Huevos”. Yo Ho Le Palle. Ha dichiarato ai giornaletti, “non siamo mica come quei due là che hanno lanciato la provocazione sputando in qualche biblioteca e poi si son ritirati come due bastonati alemanni. Yo vado avanti e anche qui a Playa del Carmen, pieno Yucatan autonomo y sovrano, si daranno alle fiamme un po’ di libri con la marijuana, come hanno fatto a Puerto Escondido e nelle terre dei nostri padri veneziani”.
“Se quelli di Puerto li hanno menati, noi invece meneremo e bruceremo. Tedeschi, francesi, americheni, iracheni, battisti, anabattisti, ma che ce freca?”.

A Playa e dintorni ci sono circa 10mila italiani d’Italia che votano e prosperano nuotando nei Caraibi. La speranza dei censori infiammatori è che anche qui la pira dei libri di autori firmatari dell’appello Battisti diventi il simbolo della libertà di pensiero e propizi gli spiriti romani affinché intercedano in favore di un candidato pescato tra loro per il mitico seggio all’estero, circoscrizione America del nord. Tanto tra un po’ si vota, meglio approfittare, no?

Insomma son proposte. Manca il faro, ardiamo i libri che fanno luce. Manca la carta igienica, usiamo le pagine delle edizioni più sopraffine e delicate. Manca la cultura, armiamoci di ferro ignorante. Sillogismi, logica, passione e ¡Viva Mèxico cabrones!, come si grida sempre in terra azteca prima d’ingollare un sorso di tequila alla goccia. Anche qua, sempre duro.

Infine il console disonorato in Yucatan, Paride A.C. Crosta, ha deciso anche lui di passare all’azione e inviare una lettera di carta stagnola, un’e-mail spam, un twitt e una nota FaceBook a tutti i presidi, i caudillos, i governatori, i narcos, le escort e le cadillac per bloccare la vendita delle opere di certi autori amici dei terroristi cattivi e far ritirare loro il passaporto, così non vengono più in Messico, ecco.

L’inconsolabile console ha sbattuto in lista nera, con tanto di epiteti da narcotrafficanti (forse amici suoi?), due dei Wu Ming, alias Los chinos, (chissà perché solo due, forse per la cabala), Valerio Evangelisti (The mexican antrax ranger), Massimo Carlotto (El malo), Tiziano Scarpa (El pintor), Nanni Balestrini (El bueno) e così via tutti quanti…Giuseppe Genna (El mota), Girolamo De Michele (El mascarita), Vauro (El Santo rojo), Lello Voce (El canta), Pino Cacucci (El polvorìn), Loredana Lipperini (La Blue Demon), Laura Grimaldi (La reina del pacífico), Stefano Tassinari (El chofer) e tantissimi altri.
Una strage della madonna (di Guadalupe, la più famosa vergine messicana). Chiaramente il piccolo Console ha letto i nomi da una lista fornitagli direttamente dal sindacato della Policia Municipal de Playa del Carmen (Coisp=Coordinamento Italiano Sicurezza a Playa, Operazione Spiagge Insicurezza).

Da Citta del Messico, vi corrisponde Fabrizio Lorusso (El ruso)

Caso Censura Link Utili

Origini del caso
Sviluppi del caso
Dibattiti sul caso
Risposte sul caso
Lettera alle scuole e presidi
Lettera dei pidiellini, era il caso?

 

Nuovo appello degli scrittori latinoamericani per l’Honduras

DSC00397“Aún estoy vivo”

Francisco Morazán

¿Es hoy, ayer, mañana? Tú lo sabes.

Hermanos, amanece (Y Morazán vigila).

– Pablo Neruda-

Los escritores, poetas y artistas de Latinoamérica

y el mundo

Decimos:

La resistencia popular al golpe del poder económico, político y militar en la nación centroamericana es heroica. La gente resiste pacificamente frente a tanques, fusiles, brutales palizas de la policía y los grupos paramilitares, organizaciones entrenadas en el Plan Cóndor y el siniestro intervencionismo imperial de los años de plomo en la región.

Escritoras y escritores, poetas y artistas de Latinoamérica estamos de pié uniendo nuestras manos a las del pueblo hondureño, sus escritoras y escritores, poetas y artistas, rechazando el golpe de Estado civico militar perpetrado contra el sistema democrático hondureño el pasado 28 de junio de 2009, que conllevó al secuestro y alejamiento de su patria del Presidente Constitucional Manuel Zelaya; la imposición del estado de sitio maquillado de toque de queda; la brutal represión desatada contra el pueblo de Honduras que resiste la dictadura; los asesinatos del periodista Gabriel Fino Noriega, el joven Isis Obed Murillo y del activista del Bloque Popular, Roger Bados; la militarización de los medios de comunicación y la censura a la libertad de expresión y la libertad de prensa, violaciones del elemental derecho a la información amparado por la Declaración Universal de los Derechos del Hombre, suscripta también por Honduras; la continua y premeditada violación de los derechos humanos; el ejercicio pleno desde el poder de facto de la violencia física y psicológica contra el pueblo, con agresiones, persecuciones, amenazas, encarcelamiento y torturas;

Suscribimos el “Manifiesto 1” de los escritores, docentes, intelectuales y artistas de Honduras, emitido en las horas del golpe de Estado. uno de cuyos artículos declara:

“Ante la brutal arremetida de las instituciones usufructuadas por una minoría económicamente todopoderosa, sus medios de manipulación y sus cómplices amanuenses en contra de esta propuesta es indispensable la unidad del pueblo para evitar que se imponga, una vez más, un fracaso histórico que va a sumirnos en la ignominia, la sumisión y la imposición de la misma democracia clasista y autoritaria a caballo sobre los partidos tradicionales y las oligarquías. “

Decimos que junto al avasallamiento de todos los derechos del pueblo hondureño también se ponen en peligro todos los derechos de los pueblos latinoamericanos para determinar con libertad su propio destino.

Denunciamos que la instauración en el poder hondureño del dictador Micheletti y sus colaboradores está dando paso a la acción de grupos terroristas que intimidan, amenazan y persiguen luchadores de la resistencia democrática, y que el accionar subversivo que se ampara en las filas golpistas es el mismo protagonizado por militares y paramilitares que en los años 70 y 80 conformaron los aberrantes escuadrones de la muerte.

Exigimos el inmediato restablecimiento del presidente Manuel Zelaya Rosales y una contundente acción judicial – de las cortes nacionales e internacionales-, que echen luz sobre el proceso golpista, sus mentores, partícipes y colaboradores, y todas y cada una de las responsabilidades que a estos competan por las violaciones a la Constitución de Honduras, a los derechos humanos y particularmente por los asesinatos cometidos bajo la dictadura.

“La soberanía reside en el pueblo”

También decimos que el pueblo de Honduras tiene derecho a discutir y reformular su Carta Magna, a vivir con dignidad y justicia y a forjar su propio destino; que las naciones no son el coto de caza privado de los selectos grupos de poder ni pueden sobrevivir arrodilladas a los mandatos de los poderosos de mundo; que cada hondureña y cada hondureño son artífices de su propio futuro y sólo ellos deben decidirlo sin intervenciones de organismos internacionales que no siempre observan el interés de los pueblos.

Demandamos el cese del toque de queda, el pleno ejercicio de la libertad de expresión y de tránsito, la libertad inmediata de los detenidos, el respeto a la vida y a la integridad física de cada hondureño y de los miembros del Gabinete Ministerial y familiares del Presidente de Honduras y el reposicionamiento en sus puestos de los trabajadores y funcionarios cesanteados o suspendidos por los burócratas golpistas.

Recordamos que la Constitución de Honduras establece en su Artículo 2 que la suplantación de la soberanía popular y la usurpación de los poderes constituidos son tipificados como delitos de Traición a la Patria y su responsabilidad es imprescriptible.
Exhortamos a los gobiernos latinoamericanos y del mundo entero a asumir con firmeza el respeto a la voluntad soberana del pueblo hondureño, no reconociendo, por ningún motivo, a los usurpadores de las funciones que le corresponden únicamente al presidente Zelaya.

Hacemos un llamado a mantener, profundizar y fortalecer la unidad y la integración del pueblo latinoamericano, a fin de prevenir y evitar todo intento golpista en cualquier país de nuestra Patria Grande.

Llamamos a todos los escritores, poetas, intelectuales, artistas del mundo, y sus organizaciones representativas, a sumar su solidaridad y estrechar fraternalmente la causa de la libertad, la democracia y la soberanía del pueblo hondureño.

19 de julio de 2009.

Firman:

http://sociedaddeescritoresdechile.blogspot.com/2009/07/las-organizaciones-culturales-de.html

Estamos actualizando las firmas a documento en:

http://sociedaddeescritoresdechile.blogspot.com/

http://isla_negra.zoomblog.com (seccion Periodico)

Adhesiones: impaglioneg@yahoo.es
Foto: Arrivo di Zelaya a Santiago in Cile, 13 agosto 2009.
http://1.bp.blogspot.com/_rrqpYjKUY4Y/SoSWG3ebTlI/AAAAAAAAAeM/x9PLHuLIsNo/s1600-h/DSC00397.JPG