Archivi tag: bambini

Intervista a Italo Cassa / Scuola di Pace @RadioTreSuite

Il 28 Gennaio 2012 Italo Cassa della Scuola di Pace è intervenuto alla trasmissione radiofonica “Radio 3 Suite” in merito alle iniziative per la nona edizione del “piccolo carnevale armonico”, il carnevale dei bambini del mondo.

La Scuola di Pace www.lascuoladipace.org

Iniziativa Haiti Emergency:

www.haitiemergency.org/

Evento a Milano per i bambini messicani

Tremate tremate!
Siamo tornate, più cariche che mai!
Ecco a voi una serata frizzante, scoppiettante, con gruppi coinvolgenti e travolgenti!
Vi piace la buona musica?Vi piace divertirvi in compagnia?
Credete nelle buone cause?
LO SCOPO E’ PIU’ CHE NOBILE, LA MUSICA E’ ALL’ALTEZZA E…
DIVERTENDOVI, FARETE DEL BENE!!!
Allora NON POTETE MANCARE!!
Vi aspettiamo TUTTI Sabato 9 aprile alle 21.30 allo Spazio Aurora di Rozzano!
SHABBADAY LA SUPERNOVA
+
GENI – TALI
LIVE 4 VILLALPANDO!

Spargete la voce, siete voi la nostra forza!

ps. per info sul progetto www.villalpando.it

OPPURE
diventate fan di Villalpando su Facebook!

Haiti: le Ong si sono intascate le donazioni

“Il 66% di tutte le donazioni che sono state fatte non sono state investite per la gente di Haiti, ma per il funzionamento delle Ong. Alcune hanno deciso di comprare fuoristrada da 40/50 mila dollari. Il 20% di queste donazioni sono state spese per pagare il personale delle organizzazioni”: è quanto ha denunciato Evel Fanfan, presidente dell’organizzazione “Aumohd-Action des Unités Motivées pour une Haiti de Droit”, organizzazione di avvocati che dal 2002 si occupa della difesa dei diritti umani e civili della popolazione.

“E’ impossibile che nonostante sia stato speso un miliardo di dollari per Haiti, la situazione sia quella che ancora vediamo e che l’epidemia di colera ancora non si riesca controllare. Noi possiamo dire che tutti questi soldi erogati sono stati spesi in progetti che non hanno aiutato”.

Evel Fanfan è impegnato in Italia per un ciclo di conferenze per far conoscere la reale situazione vissuta dalla popolazione dell’isola caraibica dopo il sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che, il 12 gennaio 2010, ha devastato la capitale dell’isola, Port au Prince ed i centri limitrofi, colpendo circa 3 milioni di persone, con un bilancio di circa 250 mila morti e 1,7 milioni di sfollati, di cui più di un milione ancora nelle tendopoli provvisorie. La situazione dei bambini è particolarmente drammatica con i fenomeni delle adozioni “selvagge”, l’abbandono e la microdelinquenza come ultima risorsa per sopravvivere. Così molti di loro finiscono in carcere con gli adulti per mancanza di strutture adeguate.

Leggi la nota: I bambini di Haiti

Ad un anno dal sisma, l’emergenza continua in un paese già piegato da dittature decennali (tra l’altro l’ex dittatore Duvalier ha fatto ritorno in patria dopo 25 anni), instabilità politica (con sospetti di brogli e continui rinvii delle elezioni presidenziali), corruzione, calamità naturali, degrado e povertà. In poco più di 12 mesi, solamente il 5% delle macerie è stato rimosso. La Commissione ad Interim per la Ricostruzione di Haiti (Cirh) è stata al centro di aspre polemiche per l’incapacità di gestire gli oltre 10 miliardi di dollari stanziati dalla “Conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione di Haiti”, tenutasi a New York il 31 marzo 2010, solo in minima parte erogati per la ricostruzione, che stenta a decollare, senza uno stato capace di far fronte alle emergenze.

Le elezioni del 28 novembre scorso e i brogli elettorali hanno contribuito ad esasperare il clima d’instabilità. Migliaia i morti provocati dall’epidemia di colera esplosa l’ottobre scorso. “In tutto circa 3.333 vittime e più di 148 mila contagi, che hanno messo in luce i limiti del sistema degli aiuti internazionali in un paese che beneficia di un apparato umanitario massiccio” – riporta la Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione di Haiti diffusa il 14 gennaio scorso.

Circa 12 mila organizzazioni soprattutto internazionali concentrate nel paese, che hanno fatto guadagnare all’isola delle Antille l’appellativo di “Repubblica delle Ong”. “Abbiamo discusso con l’80% delle organizzazioni non governative presenti e abbiamo chiesto di creare un osservatorio per evitare lo spreco di denaro e verificare la trasparenze delle spese.

La maggior parte non ha accettato una super visione e un controllo”. Conclude Evel Fanfan: “Stiamo preparando una petizione indirizzata alla Commissione per la Ricostruzione di Haiti, per chiedere che un piano di lavoro venga pensato insieme alla comunità haitiana. Pertanto siamo qui per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale per chiedere con noi trasparenza, per dire che questo tipo di aiuto non ha avuto alcun tipo di risultato ora e non che lo avrà in futuro e per chiedere alla comunità internazionale di cambiare il suo piano di azione, lavorando con la società civile locale senza escluderla”.

Aiuta e informati: www.haitiemergency.org

http://www.affaritaliani.it/m/news.aspx?idnews=191129

Haiti: mille bambini in carcere

In seguito alla visita in Italia di Evel Fanfan dell’organizzazione haitiana Aumohd e di Gaelle Celestine in rappresentanza di un’associazione di donne haitiane è stato pubblicato questo articolo di denuncia da L’Avvenire e da AIB (Amici dei Bambini). Lo riporto qui sotto e vi invito a rinnovare gli sforzi per aiutare attraverso questo portale degli amici di HaitiEmergency, Grazie!

Le immagini dei tanti bambini, affamati, feriti, che vagano soli tra le macerie dell’isola di Haiti hanno commosso tutto il mondo. Molti di questi bambini, privati di tutto dalla devastazione del terremoto, ora si trovano in carcere perché sorpresi a rubare tra le macerie. E’ questo un altro lato della drammatica situazione che coinvolge più di 1.000 minori haitiani, vittime dimenticate del terremoto.

Suze, Auguste, Joseph. I nomi sono diversi, le storie drammaticamente simili. Rimasti soli dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, hanno cominciato a rubacchiare e a vagabondare: è la legge della strada, l’unica che vale, spesso, nelle vie di Port-au-Prince dissestate dal sisma. Un giorno, la polizia li ha “beccati” e arrestati. Anche se sono solo dei bambini o al massimo adolescenti. I più piccoli hanno appena dieci anni.

Ora, attendono il processo – alcuni da un mese altri da un anno –, dietro le sbarre. In celle di 12 metri quadrati – costruite per quattro, ma abitate da decine di persone – fianco a fianco a individui che hanno almeno il doppio dei loro anni. I “piccoli prigionieri” di Haiti sono le vittime dimenticate del terremoto. Solo poche Ong si occupano di loro, le autorità li ignorano. Per legge, i minorenni non possono essere incarcerati insieme ai detenuti comuni: devono essere portati in istituti di correzione ad hoc. Questi ultimi, però, sono andati distrutti. Gli agenti, dunque, non sanno che altro fare coi troppi ragazzi sbandati in giro per la città. Nel dubbio, li portano nelle carceri per adulti. Dove restano a lungo. Nella capitale, le uniche due strutture rimaste in piedi – anche se danneggiate – sono il Penitenziario civile di Petionville e quello Nazionale. Una parte di quest’ultimo è stata spazzata via dalle scosse. Ora, arrangiato alla bene e meglio, il carcere è di nuovo operativo. E affollato: ci sono 4mila detenuti – la capienza e il personale sono relativi a 800 –, divisi in 6 camerate.

Almeno 200 sono minorenni. In totale, «un migliaio di ragazzini è recluso nelle undici prigioni degli altrettanti dipartimenti haitiani», denuncia ad Avvenire l’avvocato Evel Fanfan, presidente di Action des Unités Motivées pour une Haiti de Droit (Aumohd). L’associazione difende gratuitamente i carcerati indigenti, dato che nel Paese non esiste l’assistenza legale d’ufficio. «Solo per accettare di esaminare un caso, un esperto privato chiede almeno 60 dollari. Per mandare avanti il dossier, ce ne vogliono mille», spiega Fanfan. I tre quarti degli haitiani ne guadagnano 60 al mese. È stata proprio l’Aumohd a far esplodere lo scandalo dei minori carcerati: a settembre, durante una visita al Penitenziario Nazionale, Fanfan aveva notato la presenza di 54 ragazzini che gli avevano chiesto aiuto. Il legale è riuscito a far portare 25 di loro in una casa protetta e a far liberare gli altri 29. Troppi sono ancora in cella. Il fenomeno esisteva anche prima del sisma. Dopo, però, è diventato cronico. Perché sono aumentati i piccoli vagabondi. La polizia, spesso, li ferma anche quando non commettono alcun crimine, se non quello di “accattonaggio”. Non a caso, la maggior parte dei piccoli è dietro le sbarre in attesa di giudizio.

Già nel 2009, secondo fonti Onu, tra l’80 e il 90 per cento dei detenuti era in carcere preventivo. In condizioni che le stesse Nazione Unite – lo scorso aprile – hanno definito «inumane e degradanti». Nel caso dei minori, il rischio di abusi e violenze, poi, è ancora più alto. L’epidemia di colera ha peggiorato ulteriormente la situazione: il sovraffollamento e le strazianti condizioni igieniche fanno dilagare l’epidemia. Nessuno, però, sa quante siano i detenuti colpiti. «Non ci sono registri affidabili. Spesso, i poliziotti non scrivono nelle liste ufficiali i nomi degli arrestati. Perché sono minori o perché non fa comodo che risultino», aggiunge Fanfan. I decessi in carcere, inoltre, non vengono comunicati ai familiari. «I parenti si presentano alla visita una, due, dieci volte. Il colloquio viene puntualmente negato – sottolinea –. Così, deducono che il loro congiunto è morto».

(Fonte: Avvenire del 13/02/2011)

 

La Befana vola ad Haiti per i bambini


La Befana della Gioia vola ad Haiti per i bambini

La Scuola di Pace di Roma e l’organizzazione AUMOHD di Haiti stanno organizzando una GRANDE FESTA di GIOIA per i BAMBINI di HAITI, che si svolgerà il 2 Gennaio 2011 presso la sede dell’associazione nel quartiere di Delmas a Port au Prince.
Non potendo spedire i giocattoli ed il materiale didattico dall’Italia, perché sarebbe troppo costoso, abbiamo bisogno di inviare soldi per l’acquisto in loco di quanto necessario (giochi e materiale per la scuola).
Cerchiamo sottoscrittori e sponsor che possano aiutarci a realizzare il progetto e portare un aiuto concreto ai bambini di Haiti.

Le donazioni si possono fare dal sito

internet http://www.haitiemergency.org

La Scuola di Pace – Roma

L’iniziativa Haiti Emergency e come aiutare Haiti

bannerhaiti.jpgCon questo post voglio presentarvi un progetto a cui collaboro dal mio remoto rifugio di Città del Messico e che si realizza grazie a tante persone, vicine e lontane, che s’interessano alla drammatica situazione di Haiti ai tempi del colera, a quasi un anno dal terremoto devastante che, solo per un po’, ha suscitato l’attenzione del mondo e dei media. Il progetto, curato dalla Scuola di Pace di Roma, è agli inizi e ha bisogno di diffusione e sostegno. Si basa sulla solida esperienza dei volontari e delle organizzazioni coinvolte e sull’azione congiunta di haitiani e persone volenterose di tutto il mondo che amano Haiti e il suo popolo. Nasce dall’idea che è necessario aiutare e portare solidarietà, ma ogni aiuto deve favorire le possibilità di ripresa e autogestione degli haitiani, per poter uscire dall’impoverimento in cui il mondo li ha messi.

Cicloni, terremoto e ora il colera…1700 morti e oltre 20mila contagi in poco più di un mese. Una tempesta di sventure sembra accanirsi contro Haiti ma i motivi del disastro non sono da ricercare semplicemente nella sfortuna, nell’arretratezza o, come si insinuava in alcuni TG italiani, nella presunta “inciviltà” (sì, in un servizio del Tg3 hanno usato proprio questa parola dalle reminiscenze positiviste e coloniali) del popolo haitiano. Bisogna piuttosto guardare alla storia, alle vicende coloniali e postcoloniali ed anche alle depredazioni patite da questo paese. Insieme possiamo cambiare questa realtà e far trionfare la verità, la giustizia e i diritti per una nuova Haiti.

Chi siamo? Come già accennato, il progetto prende forma per iniziativa della Scuola di Pace di Roma. Già nel 2009 eravamo stati per 6 mesi all’Aquila, gestendo una ludoteca per i bambini del terremoto, nella tendopoli di Piazza D’armi, la più grande tra quelle allestite per l’emergenza del terremoto in Abruzzo.
All’indomani del terribile terremoto ad Haiti del 12 Gennaio 2010 ci siamo attivati con il progetto “Una scuola della gioia per i bambini di Haiti” che ci ha permesso di poter svolgere una prima missione umanitaria ad Aprile. La missione si è potuta attuare grazie ai primi contributi inviati daalcune scuole italiane.

Nel corso della missione abbiamo realizzato un primo intervento di “terapia della gioia” per i bambini di Port au Prince in Haiti. Inoltre è stato stabilito un rapporto di partenariato con l’organizzazione AUMOHD di cui è presidente il Sig. Evel Fanfan. AUMOHD si batte per difendere i diritti civili degli haitiani, delle donne e dei bambini.
Si sono poi stabiliti altri collegamenti con l’Ecole de Théâtre di Delmas a PaP, l’associazione “Adozioni Senza Frontiere” che, insieme a SOS bambini International Adoption Onlus, all’associazione “Lo Scoiattolo ONLUS” e alla “Missione delle Suore Salesiane di Don Bosco – Figlie di Maria Ausiliatrice”, stanno portando avanti un progetto per la ricostruzione di una scuola a Cité Militaire in Haiti, e altre organizzazioni e giornalisti già da tempo impegnati per Haiti. Tra questiFabrizio LorussoMartin Iglesias Silvestro Montanaro.

Abbiamo così potuto inviare altri aiuti ad Haiti per i progetti di scolarizzazione dei bambini, ed è stato stabilito un rapporto di collaborazione tra AUMOHD e Adozioni senza Frontiere, per il progetto di ricostruzione dell’edificio scolastico a Cité Militaire.
Ad Ottobre 2010 altre sciagure incombono su Haiti… Il Colera ha attaccato l’isola delle Antille provocando finora migliaia di morti e più di 50.000 contagi.
In questi mesi, da gennaio ad ora, sono stati tantissimi gli interventi a favore della popolazione haitiana, ma il divario tra la quantità degli aiuti e l’enormità di quanto accaduto è enorme… ancor’oggi un milione di persone, solo nella capitale Port au Prince, vive nelle tendopoli più o meno, o per niente, attrezzate, in mezzo a sporcizia, acqua e fango. L’epidemia di colera è come lo spettro dell’apocalisse su di una popolazione già duramente provata.
La Scuola di Pace, in collaborazione con gli amici e le amiche di Haiti, le scuole e tutti i sostenitori, in Italia e nel Mondo, si sta dando da fare per cercare di cambiare questa realtà. Questo può avvenire nella pratica, sviluppando tutta una serie di microprogetti ad Haiti, con l’aiuto di tutti i sottoscrittori, e può avvenire anche attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione pubblica, facendo uscire Haiti dal silenzio dei Media.

Progetto 2011 Haiti è un paese non povero ma impoverito. Impoverito da tutte le nazioni che, nel corso della storia, si sono impossessate delle sue risorse.
Un intervento nell’isola delle Antille deve tener conto di ciò e muoversi perché ogni aiuto sia una opportunità per recuperare le risorse che le sono state sottratte.
Ci muoviamo partendo dall’Emergenza e dalla Solidarietà, perché Haiti è in una continua emergenza. Vorremmo realizzare una prospettiva di liberazione dalle logiche dell’emergenza, perché gli haitiani possano ritornare ad essere gli attori del loro futuro.bimbo_haiti.jpg
Per far ciò è necessario AIUTARE, stimolando tutte le azioni che realizzano non solo attività nel presente ma costruiscano le fondamenta della casa del futuro.
L’educazione è il primo passo, soprattutto ad Haiti, dove il sistema educativo è disastroso e, data la ritirata pressocchè completa dello Stato, resta in balia di centinaia di istituzioni private, per lo più di origine confessionale e straniero, e inaccessibili per buona parte della popolazione. Per esempio, è attraverso la scolarizzazione dei bambini e la sensibilizzazione all’igiene che si può ottenere una migliore prevenzione del colera.

L’informazione è altrettanto o anche più importante degli aiuti materiali. Non ci sono solo le televisioni e la carta stampata. Nell’epoca della globalizzazione basta diffondere e comprendere le tante verità alternative e le prospettive rinnovate che ci si presentano di fronte quotidianamente affinchè queste pian piano si facciano strada per poter cambiare la realtà.
Ognuno può collaborare come crede: inviando una donazione, diffondendo le notizie, realizzando eventi, partendo come volontario, ecc.
Per l’aspetto culturale Haiti ha molto da dare, e noi possiamo unirci dando del nostro… Con le scuole realizzeremo gemellaggi culturali. Per il Carnevale 2011 faremo in modo che i ritmi e i colori di Haiti siano in tutto il mondo. Lo potremo fare con l’aiuto di tutti e anche con il tuo.

Leggi l’articolo sul nostro blog: Haiti al tempo del Colera

Ascolta l’intervista su Haiti, il colera e i problemi nella gestione degli aiuti: LINK


Il Link alla pagina delle Donazioni:
http://www.haitiemergency.org/dona.htm

PROMOTORE: La Scuola di Pace – C.P. 4096, 00182 Roma
www.lascuoladipace.orgTel.: 0039 + 0695558064 – 0039 + 3400585167
lascuoladipace@gmail.com
emergencyhaiti@gmail.com

AUMOHD – justice pour les pauvresaussi:  http://aumohddwamoun.blogspot.com/

SELVAS.org Osservatorio Informativo indipendente sulle Americhe: http://www.selvas.eu/

Pro haiti 2010: http://prohaiti2010.blogspot.com/

America Latina – Altri occhi e parole: https://lamericalatina.net/

Ecole de théâtre “Petit Conservatoire” Port au Prince: Daniel Marcelin a Radio Bobo
http://www.youtube.com/watch?v=1fJWiXe5-WU

Grazie per l’attenzione e per qualunque opera di diffusione e sostegno che vogliate realizzare!

Milano: evento in favore dei bambini messicani

Siamo lieti di invitarvi ad una serata di musica all’insegna delle beneficenza per i nostri bambini messicani. Questa volta con un motivo in più…I fondi che verranno raccolti durante la serata infatti, serviranno a finanziare i lavori di costruzione dell’asilo che purtroppo a causa di vari inconvenienti e problemi sono rimasti a meno della metà ed il disagio per i bambini quindi, come potete ben immaginare, è aumentato di gran lunga. Servono molti fondi per ultimare i lavori.

Vi chiediamo perciò un vostro piccolo contributo per poter sostenere il progetto (www.villalpando.it)

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

MARTEDI 26 OTTOBRE

AL TEATRO ROSETUM

(Via pisanello, 1)

alle ore 21

(per maggiori info gurdare la locandina in allegato)

SPARGETE LA VOCE e ricordate che è LA GOCCIA CHE FA L’OCEANO! A Martedì

Serata di musica all’insegna della beneficenza.Le offerte raccolte nella serata serviranno ad ultimare la costruzione dell’asilo in muratura per i nostri piccoli messicani, permettendo loro di avere un tetto dove trascorrere le loro giornate.

 

Evento a Milano per i bambini del Messico “Los pequeños de Villalpando”

Ci tengo a segnalare qui un evento organizzato dal Comitato di Solidarietà “Los pequeños de Villalpando” e le caratteristiche del loro progetto.

Il Messico è una realtà nella quale c’è un fortissimo contrasto tra ricchezza e povertà, non esiste una situazione intermedia: estrema ricchezza, da un lato, ed estrema povertà, dall’altro.
Noi ne siamo testimoni.
Infatti grazie agli scambi culturali effettuati (dal 2001 a oggi) tra il nostro Civico Liceo Linguistico “A. Manzoni” di Milano e l’Instituto de Humanidades y Ciencias (Inhumyc) di Città del Messico D.F. abbiamo potuto constatare, con grande rammarico, la difficile situazione in cui vive la maggior parte dei messicani.

In una “uscita didattica” organizzata durante lo scambio dalla scuola messicana abbiamo fatto visita a un Centro Comunitario di Sviluppo Infantile (C.C.S.I) “Los Pequeños de Villalpando” un asilo di circa 200 bambini (oggi sono già 250) assistiti da 6 maestre, da un’assistente sociale, da 3 cuoche e dalla Direttrice Doña Ramona Rivas Cordero.
Il suddetto asilo, in cui questi bambini passano le loro giornate, è situato vicino a Tlalpan, nel quartiere dei “forni” (“los hornos”), di estrema periferia e povertà in Città del Messico. L’asilo è composto da tre baracche, per di più malandate, prive di elettricità, acqua potabile ed adeguati servizi igienici.
I bambini, divisi in 7 gruppi, di età compresa dai sei mesi ai sei anni, versano in condizioni veramente drammatiche e in situazioni familiari estremamente preoccupanti: alcuni di loro hanno madri, la cui età oscilla tra i 15 e i 19 anni, prive di scolarizzazione, che si prostituiscono e/o padri emarginati e violenti che picchiano le loro mogli e che presentano gravissimi problemi dal punto di vista psicologico.

L’Instituto Inhumyc ha attivato, a partire dal 1995, un progetto chiamato “COMPARTE – T ” (CONDIVIDITI CON GLI ALTRI) che, oltre a fornire sussidi economici, si occupa essenzialmente di aiutare e sostenere le maestre nei lavori domestici e di accudire i bambini.
Anche il nostro Civico Liceo Linguistico A. Manzoni ha aderito con molto entusiasmo a questo progetto (diremmo lo ha fatto suo e lo ha rivitalizzato) e attraverso la generosità dei genitori, degli alunni, dei professori, della segreteria e dei commessi ha consegnato, nell’arco di questi 9 anni, nelle mani della responsabile della scuola Doña Ramona Rivas Cordero, consistenti contributi economici.
C’è da aggiungere che a partire dall’a.s. 2001/2002 si è formato un vero e proprio Comitato di Solidarietà che ha lavorato e lavora tutt’ora a favore de “los pequeños” organizzando eventi, mercatini di beneficenza, spettacoli a tema e momenti di incontro.
Il Comitato, con il progetto che qui presenta, vorrebbe sensibilizzarvi e rendervi partecipi della situazione di sofferenza e miseria che questi bambini sono costretti ad affrontare quotidianamente.

Gli obiettivi principali del Comitato sono:
1)-Garantire una sufficiente alimentazione ai bambini.
2)-Costruire una struttura adeguata alle loro esigenze o migliorare la loro misera qualità di vita.
3)-Finanziare vari progetti finalizzati all’educazione morale e culturale dei genitori dei bambini.

Lo scopo di questo progetto non consiste tanto nell’elargire pura e semplice beneficenza ma mira ad aiutare e ad incontrare qualcuno diverso da noi, essere solidali gli uni con gli altri, essere più attivi costruendo così un mondo un po’ più equilibrato.

In realtà si tratta di realizzare ciò che per logica dovremmo sempre garantire: donare un po’ del nostro amore e del nostro affetto anche a chi non ne ha.

Grazie all’esperienza di tutti questi anni vi possiamo assicurare che guardando quei piccoli occhi, desiderosi solo di trovare un amico e un sorriso nella persona che hanno di fronte, abbiamo capito quanto, con un piccolo gesto di solidarietà e d’amore, si può donare anche un po’ di gioia e serenità.

Ecco qui il manifesto dell’evento organizzato dal Comitato per l’11 dicembre prossimo:

Contatti:

Il Comitato di Solidarietà “Los pequeños de Villalpando”


Presidente e Fondatore: Prof. L. Piazzolla (luigi@villalpando.it )
Vice Presidente: M. Campiotti, ex alunna (miriam@villalpando.it )
Segretaria: J. Canzi, ex alunna (jessica@villalpando.it )
Consigliere: V. Festa, ex alunna (viola@villalpando.it )
Telefono: 3393260987 – 3334160791 – 3206388962 – 3280453584


Liceo Linguistico “A. Manzoni” Via Lamennais, 20
20153 Milano – Tel. 0248204764 – 0248203207.
Fax 024525270.
Nostro sito: www.villalpando.it
E-mail: info@villalpando.it