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Haiti never dies

L’organizzazione AUMOHD di Haiti, e il suo Presidente, Evel Fanfan, stanno lavorando per realizzare 2 importanti progetti: 1) La Radio dei lavoratori; 2) L’acquisto di un immobile che diventi la Casa dei lavoratori. Nel settembre 2011 Evel è stato per la seconda volta in Italia (grazie all’associazione Nova) con una serie di conferenze intitolate “Haiti. L’isola che non c’è. L’emergenza continua”. Grazie a questo viaggio Aumohd ha potuto rinnovare gli appelli a non dimenticare Haiti ed è entrata in contatto con la Fiom per seguire i progetti in favore dei lavoratori a Porto Principe. Ho lavorato con Evel un mese nel febbraio 2010, poco dopo il terremoto del 12 gennaio che fece oltre 250mila vittime e un milione di sfollati, quando mi ospitò ad Haiti presso la sede della sua associazione, l’Aumohd, che rimase miracolosamente in piedi in mezzo alle macerie degli edifici vicini. Oggi rischia di scomparire e quindi lanciamo da Carmilla un appello. La giornalista Romina Vinci, appena tornata da Porto Principe, ha inviato un articolo per sensibilizzare sul tema e darci una testimonianza diretta della situazione. Scarica la lettera del presidente dell’Aumohd QUI.[Fabrizio Lorusso]

Di Romina Vinci. C’è chi chiede dieci euro di tivvù ai cittadini per dare vita ad un Servizio Pubblico, e chi considera la televisione solo una chimera, perché il suo Servizio pubblico vuol dire acqua potabile, istruzione, sanità, lavoro luce, elettricità.
Ma si sa, la rete non ha confini, e chissà se gli echi del picco di ascolti di un Servizio Pubblico andato in scena per due giovedì in Italia (rivisitato nella cornice ma non nei contenuti) sono arrivati fino oltreoceano, a toccare le coste del paese più nero d’America, Haiti.
Fatto sta che il giorno dopo, di buon mattino Evel Fanfan, presidente dell’AUMOHD, un’associazione che si occupa di difendere i diritti civili degli haitiani, ha lanciato un appello per l’acquisto di una casa dei lavoratori a Port au Prince. “Dears Friends of HAITI – si legge nella lettera – AUMOHD needs to buy urgently a house for the workers, You can support our work with only Ten (10) Euros, you, your group, your family and your friends”.

Certo, il mood diverge, e non poco: da una parte si cerca un sostegno per mettere su una trasmissione televisiva che dà spazio a evanescenti meteorine dello spettacolo, le quali si ritrovano catapultate nel mondo delle escort e dei bunga bunga. Dall’altra parte invece si chiede un aiuto per mantenere in vita un’associazione no profit che, nata nel 2002, ha dato una voce a migliaia di haitiani, difendendone i diritti. Ma il claim è sempre lo stesso: “dieci euro, solo dieci euro, tu, la tua famiglia, i tuoi amici”. Semplice coincidenza? Forse.
Quel che è certo è che in Italia sono stati raccolti 900 mila euro, frutto della donazione di ben 90mila cittadini, i quali hanno permesso di dare vita alla settima edizione di un talk show che lo scorso anno ha toccato uno share del 20,71%.

Ma basterebbe un decimo della stessa cifra,ad Haiti, per continuare a mantenere in vita un’associazione che, il prossimo mese di giugno, è costretta a sfrattare dal luogo che l’ha ospitata per quasi dieci anni.
“Nel 2004 AUMOHD ha offerto assistenza legale gratuita a 1.348 giovani finiti in carcere in dubbie circostanze. Nel 2008 – continua la nota dell’associazione – AUMOHD ha fornito sostegno a 296 lavoratrici licenziate illegalmente. Oggi i nostri uffici ricevono ogni giorno una decina di lavoratori che chiedono assistenza legale, formazione, possibilità di incontro e solidarietà”.
Il team di avvocati di AUMOHD ha a che fare con più di tremila lavoratori, ed è l’unica organizzazione effettivamente operativa a Port au Prince.

Haiti è il paese più povero d’America, ed anche il più densamente popolato. La vita media delle persone è di 16 anni. Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2011, redatto dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), Haiti occupa la posizione numero 158 su 187 paesi classificati analizzando i livelli di scolarizzazione, sanità e reddito pro capite.Haitigentebandiera.jpg Ma guai a mostrare questi numeri a Evel Fanfan, si rischia di mandarlo su tutte le furie. “Haiti non è il paese più povero delle Americhe – ribatte con fermezza il presidente di AUMOHD – sono loro che lo hanno fatto diventare tale, fino a qualche decennio fa Haiti era una perla dei Caraibi”.

E quando parla al plurale Evel Fanfan punta il dito contro gli abusi del colonialismo francese nel secolo diciottesimo e di quello americano a ripetizione dopo l’indipendenza ottenuta nel 1804. Ma si schiera anche contro la presenza militare dei caschi blu della Minustah (Missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione di Haiti), sul posto dal 2004, che gli haitiani considerano responsabili non solo dell’epidemia del colera (esplosa nell’ottobre 2010 ha già fatto registrare oltre seimila decessi), ma anche di abusi perpetrati ai danni della popolazione. L’ultimo episodio risale al mese di agosto e vede alcuni soldati uruguaiani accusati di violenza sessuale ai danni di un giovane haitiano.

“I vostri dieci euro saranno un mattone di una casa di cui ci sarà un unico padrone, il pubblico, ovvero voi”: afferma con grinta il messaggio lanciato da Servizio Pubblico che ha fatto il giro del web, auspicando “un pezzettino di televisione senza padroni economici e senza padrini politici”.
“Dieci euro per mantenere aperta la speranza di un futuro per Haiti”: chiede Evel Fanfan, uno a cui una casa serve davvero.
Chi vuole aiutare l’organizzazione haitiana può contattare il suo Presidente, EvelFanfan, al suo indirizzo mail: presidenteaumohd@yahoo.fr oppure visitare il sito operativo dal 2010: Haiti Emergency

L’iniziativa Haiti Emergency ha sostenuto le attività di Aumohd ad Haiti in diverse occasioni con la realizzazione di un carnevale per i bambini, il sostegno ai lavoratori ospitati e aiutati presso Aumohd, l’acquisto di materiali necessari per le attività e il primo viaggio di Evel Fanfan e Gaelle Celestine in Italia e in solidarietà con la città de L’Aquila nel 2010.
Questo video è una testimonianza di quel viaggio. Da allora l’emergenza post-terremoto non è rientrata, anzi, è anche insorta la piaga del colera che ha fatto oltre 6500 morti e 500mila contagi.

Haiti: mille bambini in carcere

In seguito alla visita in Italia di Evel Fanfan dell’organizzazione haitiana Aumohd e di Gaelle Celestine in rappresentanza di un’associazione di donne haitiane è stato pubblicato questo articolo di denuncia da L’Avvenire e da AIB (Amici dei Bambini). Lo riporto qui sotto e vi invito a rinnovare gli sforzi per aiutare attraverso questo portale degli amici di HaitiEmergency, Grazie!

Le immagini dei tanti bambini, affamati, feriti, che vagano soli tra le macerie dell’isola di Haiti hanno commosso tutto il mondo. Molti di questi bambini, privati di tutto dalla devastazione del terremoto, ora si trovano in carcere perché sorpresi a rubare tra le macerie. E’ questo un altro lato della drammatica situazione che coinvolge più di 1.000 minori haitiani, vittime dimenticate del terremoto.

Suze, Auguste, Joseph. I nomi sono diversi, le storie drammaticamente simili. Rimasti soli dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, hanno cominciato a rubacchiare e a vagabondare: è la legge della strada, l’unica che vale, spesso, nelle vie di Port-au-Prince dissestate dal sisma. Un giorno, la polizia li ha “beccati” e arrestati. Anche se sono solo dei bambini o al massimo adolescenti. I più piccoli hanno appena dieci anni.

Ora, attendono il processo – alcuni da un mese altri da un anno –, dietro le sbarre. In celle di 12 metri quadrati – costruite per quattro, ma abitate da decine di persone – fianco a fianco a individui che hanno almeno il doppio dei loro anni. I “piccoli prigionieri” di Haiti sono le vittime dimenticate del terremoto. Solo poche Ong si occupano di loro, le autorità li ignorano. Per legge, i minorenni non possono essere incarcerati insieme ai detenuti comuni: devono essere portati in istituti di correzione ad hoc. Questi ultimi, però, sono andati distrutti. Gli agenti, dunque, non sanno che altro fare coi troppi ragazzi sbandati in giro per la città. Nel dubbio, li portano nelle carceri per adulti. Dove restano a lungo. Nella capitale, le uniche due strutture rimaste in piedi – anche se danneggiate – sono il Penitenziario civile di Petionville e quello Nazionale. Una parte di quest’ultimo è stata spazzata via dalle scosse. Ora, arrangiato alla bene e meglio, il carcere è di nuovo operativo. E affollato: ci sono 4mila detenuti – la capienza e il personale sono relativi a 800 –, divisi in 6 camerate.

Almeno 200 sono minorenni. In totale, «un migliaio di ragazzini è recluso nelle undici prigioni degli altrettanti dipartimenti haitiani», denuncia ad Avvenire l’avvocato Evel Fanfan, presidente di Action des Unités Motivées pour une Haiti de Droit (Aumohd). L’associazione difende gratuitamente i carcerati indigenti, dato che nel Paese non esiste l’assistenza legale d’ufficio. «Solo per accettare di esaminare un caso, un esperto privato chiede almeno 60 dollari. Per mandare avanti il dossier, ce ne vogliono mille», spiega Fanfan. I tre quarti degli haitiani ne guadagnano 60 al mese. È stata proprio l’Aumohd a far esplodere lo scandalo dei minori carcerati: a settembre, durante una visita al Penitenziario Nazionale, Fanfan aveva notato la presenza di 54 ragazzini che gli avevano chiesto aiuto. Il legale è riuscito a far portare 25 di loro in una casa protetta e a far liberare gli altri 29. Troppi sono ancora in cella. Il fenomeno esisteva anche prima del sisma. Dopo, però, è diventato cronico. Perché sono aumentati i piccoli vagabondi. La polizia, spesso, li ferma anche quando non commettono alcun crimine, se non quello di “accattonaggio”. Non a caso, la maggior parte dei piccoli è dietro le sbarre in attesa di giudizio.

Già nel 2009, secondo fonti Onu, tra l’80 e il 90 per cento dei detenuti era in carcere preventivo. In condizioni che le stesse Nazione Unite – lo scorso aprile – hanno definito «inumane e degradanti». Nel caso dei minori, il rischio di abusi e violenze, poi, è ancora più alto. L’epidemia di colera ha peggiorato ulteriormente la situazione: il sovraffollamento e le strazianti condizioni igieniche fanno dilagare l’epidemia. Nessuno, però, sa quante siano i detenuti colpiti. «Non ci sono registri affidabili. Spesso, i poliziotti non scrivono nelle liste ufficiali i nomi degli arrestati. Perché sono minori o perché non fa comodo che risultino», aggiunge Fanfan. I decessi in carcere, inoltre, non vengono comunicati ai familiari. «I parenti si presentano alla visita una, due, dieci volte. Il colloquio viene puntualmente negato – sottolinea –. Così, deducono che il loro congiunto è morto».

(Fonte: Avvenire del 13/02/2011)

 

Haiti a Milano, Roma e Torino: gli eventi

LA SOCIETÀ CIVILE DI HAITI È IN ITALIA DAL 1° AL 16 FEBBRAIO 2011

L’avvocato Evel Fanfan, presidente dell’organizzazione “AUMOHD” di Haiti, e Gaelle Celestin, presidente dell’associazione di donne haitiane GFANM AYISYEN YO“, sono in Italia dal 1° al 16 Febbraio 2011, in rappresentanza della Società Civile di Haiti, per svolgere una serie incontri e conferenze indirizzate a far conoscere la reale situazione ad Haiti ad un anno dal terremoto.
Sono già previste date a Terni, Vicenza Udine, con le ONLUS Lo Scoiattolo ed “SOS Bambino“, e successivamente altri incontri a TorinoMilano con Selvas.Org, e in Val di Susa con i Comitati NO TAV.
Dal 9 Febbraio Evel Fanfan e Gaelle Celestin saranno a Roma, dove verranno organizzate conferenze e incontri pubblici.
Il viaggio è stato organizzato per dare la possibilità alla Società Civile haitiana e alla Società Civile italiana di potersi incontrare e sapere come i bambini, le donne e la popolazione di Haiti, stanno vivendo il post-terremoto e ora l’epidemia di colera.
Dal 10 al 15 Febbraio saranno organizzati una serie di incontri a Roma.

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TORINO 7 FEBBRAIO

Lunedì  7  febbraio 2011 alle ore 21,00
Caffè Basaglia
Via Mantova 34, Torino

Evel Fanfan
avvocato di Haiti dell’associazione AUMOHD
Gaelle M Celestin
presidente de Oeil des femmesHaitiennes” ( Gfanm Ayisyen yo)

Info:  Martin Enrico Iglesias
+39 339 5834637
mister.iglesias@gmail.com
www.comunicatorevisivo.com


MILANO

HAITI: la Società Civile invisibile
Incontro con l’avvocato Evel Fanfan e Gaelle Celestin

Milano, Martedì 8 febbraio alle ore 14.00
presso CISL di Via Tadino, 23 – 20124 Milano – Sala Emma

scarica il documento HAITI: la Società Civile invisibile scarica il volantino


ROMA

INCONTRA HAITI a un anno dal terremoto

11 Febbraio h. 17.30
presso “Officine Fotografiche”
via Libetta 1 – Roma

A un anno dal terremoto potremo incontrare direttamente Haiti, sapere qual’è la situazione reale nell’isola, dopo il terremoto del Gennaio 2010 e l’epidemia di Colera iniziata a Ottobre.
Potremo farlo attraverso l’incontro con due rappresentanti della SOCIETÀ CIVILE HAITIANA in questi giorni in Italia:

L’avvocato Evel Fanfan, presidente dell’associazione AUMOHD, un’organizzazione di avvocati che si occupa della difesa dei diritti umani e civili degli haitiani.

Gaelle Celestin, rappresentante dell’associazione di donne “GFANM AYISYEN YO” (L’occhio delle donne) che assiste le donne vittime degli abusi, diventati purtroppo sempre più diffusi nella situazione di promiscuità e violenza in cui si vive nelle tendopoli.
Evel Fanfan e Gaelle Celestin ci parleranno della realtà di Haiti, direttamente con le loro parole, senza i filtri della censura mediatica.
L’incontro vuole anche realizzare forme di gemellaggio tra la Società Civile d’Italia e quella di Haiti, al fine di portare una solidarietà diretta.

Appuntamento il giorno 11 Febbraio 2011 – h. 17.30
presso “Officine Fotografiche” in via Libetta 1 – Roma

Interverranno:
Evel Fanfan – Presidente dell’organizzazione AUMOHD di Haiti
Gaelle Celestin – Presidente dell’associazione di donne “GFANM AYISYEN YO”
Luciano Unmarino – della rivista Loop
Italo Cassa – Presidente della Scuola di Pace di Roma – Progetto Haiti Emergency
E’ stato invitato: Silvestro Montanaro – Giornalista RAI e autore di diversi servizi da Haiti

Per Info:
La Scuola di Pace – Progetto Haiti Emergency
www.haitiemergency.org
tel.: 3400585167

Rivista Loop – Luciano Unmarino
www.looponline.info

Progetto Haiti Emergency www.haitiemergency.org