Archivi categoria: America Latina

#AvenidaMiranda Puntata 39. Finca Alemania: uno spazio liberato a Oaxaca sotto attacco di governo e paramilitari


Codedi-avenida-miranda14 giugno – Nella puntata di oggi Pérez Gallo  intervista Matteo ed Eleonora, due membri del collettivo Nodo Solidale, che ci raccontano il supporto del loro collettivo all’organizzazione indigena Codedi (Comité por la Defensa de los Derechos Indìgenas ), e la lotta che quest’ultima ha svolto negli ultimi 20 anni nella regione di Oaxaca, attraverso la formidabile esperienza della Comune di Oaxaca del 2006 e la successiva occupazione di Finca Alemania, oggi vero e proprio centro di capacitazione politica punto di riferimento per circa 2000 famiglie e 50 comunità.

Proprio su Finca Alemania, Matteo ed Eleonora hanno appena realizzato un documentario, “Las semillas de la libertad”, che porteranno presto in giro per l’Italia. Infine, Eleonora e Matteo ci raccontano anche le vicessitudini degli ultimi mesi, e in particolare l’imboscata architettata dallo stesso stato di Oaxaca che il 12 febbraio ha colpito 5 compagni del Codedi, portando alla morte di 3 persone, di cui 2 minori. Proprio a partire da allora, Codedi e Nodo Solidale hanno lanciato la campagna internazionale #CodediVive.

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Aggiornamenti su Codedi, proiezioni e reperibilità del documentario.

#AvenidaMiranda Puntata 38. Ballano i demoni: nadaismo e controcultura colombiana nei primi anni Settanta

7 giu. – La musica e la (contro)cultura dei primi anni Settanta torna tra le pagine di Avenida Miranda. Dopo gli speciali sul Tropicalismo brasiliano e sul Festival di Avándaro in Messico, oggi Marco Dalla Stella ci accompagna in una Colombia meta di viaggiatori e disertori della guerra in Vietnam, dove la corrente culturale nadaista e l’irruzione delle prime droghe psichedeliche creano i presupposti affinché veda la luce il grande festival di Ancón, pochi chilometri a sud di Medellín.

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Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​

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Cattiva reputazione/4 Petro: il grande Lebowski

da Semana, 24 maggio 2018

«Noi politici di provincia non siamo altro che semplici tirapiedi dell’élite bogotana», mi disse una volta con sarcasmo un importante leader dell’uribismo. «A Serpa[1] hanno chiuso la strada verso la Presidenza perché è nato in un paesino, ha studiato all’università pubblica, indossa abiti economici e porta un baffo da sempliciotto», aggiunse. «Ma dai!», gli dissi ridendo, «per essere un uribista hai un bel senso dell’umorismo». Il  copione, pensai, è scritto affinché una manciata di famiglie occupino il trono di Bolivar. È una politica già scritta, che risveglia soltanto sbadigli e astensionismo.

Così stavano le cose fino a che non è entrato in scena qualcuno che veniva dato per spacciato: Gustavo Petro. La scenografia che era stata preparata cadde a terra. Gli autori del copione avevano già emesso la sentenza sulla sorte di Petro, così come fa l’autoritario e spietato vecchio oligarca del Grande Lebowski, lo straordinario film dei fratelli Coen: «La vostra rivoluzione è finita signor Lebowski, condoglianze. Gli sbandati hanno perso». “Drugo” (interpretato da Jeff Bridges) rifiuta il ritornello del vecchio e decide di cercare per conto suo le persone che gli hanno pisciato sul tappeto.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 37. #Messico, violenza a un mese dalle elezioni @cittadelcapo

USA Mexico Cartels31 mag. – Gustavo Claros, conduttore del programma Latinoamericando di Radio Cooperativa intervista Fabrizio Lorusso sulla situazione della violenza in Messico e nello stato del Tamaulipas a un mese dalle elezioni presidenziali. La campagna elettorale e i sondaggi, che vedono in testa il candidato progressista Andrés manuel López Obrador, domina le prime pagine dei giornali locali insieme ad omicidi, stragi e sparizioni forzate che sono ormai endemici e strutturali in Messico, specialmente in seguito alla militarizzazione della sicurezza pubblica e le riforme neoliberiste degli ultimi anni. Un ringraziamento va a Latinoamericando per la collaborazione.

      Avenida Miranda – 31 maggio 2018 – ASCOLTA QUI LA PUNTATA

Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​

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#Avenida Miranda Puntata 36. Evo Morales, il presidente che ha tradito gli indigeni

Bolivia-Morales24 mag. – Questo giovedì, 24 maggio, Pérez Gallo intervista il ricercatore boliviano Pavel López, che racconta il grande tumulto antiliberista che si è avuto in Bolivia tra il 2000 e il 2005 e il successivo periodo di governo del leader “cocalero” Evo Morales. Arrivato al potere sulla spinta delle rivolte dei movimenti sociali indigeni e contadini, il presidente di origini aymara ha secondo López tradito le aspettative, non solo depotenziando il nuovo processo costituente e trasformandolo nello strumento del suo potere personale, ma anche costruendo un modello economico che ha portato l’attacco alla natura e ai popoli indigeni a livelli ancora più alti che nel periodo neoliberista. In ultimo, il recente disconoscimento del risultato di un referendum popolare, che aveva bocciato la possibilitá di Morales di essere rieletto per la quarta volta, è secondo López fonte di preoccupazione per la tenuta democratica del Paese.

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Caminar y buscar: hacer memoria ante el horror de la desaparición forzada en México @FranGargallo

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Ponencia presentada en el MUAC, C.U. (CDMX), 23 de mayo de 2018 – de Francesca Gargallo Celentani

A finales del siglo pasado, un grupo de feministas empezamos a desplazarnos de Chile a Bolivia, a Guatemala, a México. Nos reuníamos  para hablar de los derechos humanos de las mujeres entre la sorna de los abogados y las dudas de la filósofas: ¿si las mujeres somos humanas, por qué un tipo específico de derechos humanos, acaso no somos iguales? Eran los años en que se extinguían las dictaduras de América del Sur y se firmaban documentos de paz en toda Centroamérica. Nosotras conversábamos y nos pasábamos la palabra sobre el tema del cuerpo. El cuerpo que quiere ser libre, que es tangible, que cruza fronteras y que se transforma en la historia. El cuerpo que se desplaza, narra, se pasa la palabra.

También el cuerpo  instrumento del hacer política y de la reivindicación de justicia. Margarita Pisano, en particular, insistía en que es en el cuerpo donde leemos las vicisitudes del ser humanos: las huellas de la tortura, del hambre, del miedo, así como de una vida con derechos a la alimentación y a la libertad de movimiento. El concepto de Habeas Corpus literalmente se traduce como Que Tengas Cuerpo, es decir que lo puedas exhibir. Para las mujeres era un concepto fundamental para explicar porque lo personal es político: exhibir el cuerpo de las mujeres contraviene la reclusión doméstica, las limitaciones a su libertad de movimiento y afirma su derecho a la integridad física y moral. Habeas Corpus ante la desaparición del cuerpo prueba, del cuerpo vida, del cuerpo libertad.   Continua a leggere

Cattiva Reputazione/3 Acqua cheta rovina i ponti

da Semana, 16 maggio 2018

Prima erano massacri, ora sono catastrofi. Avvengono una dietro l’altra. Mietono vite, devastano l’ambiente e sono pagate dai contribuenti. La Colombia detiene la medaglia d’oro in catastrofi causate dall’azione umana: tre nel corso del 2018. Prima è stato il crollo del ponte Chirajara nel quale sono morti nove operai. Poi è arrivato lo sversamento di 24.000 barili di petrolio sopra Caño Muerto e La Lizama, due corsi d’acqua che sfociano nel fiume Sagamoso. Ora i responsabili di Hidroituango, il controverso megaprogetto idroelettrico, hanno perso il controllo sul canyon e sul fiume Cauca.

Federico Gutiérrez, sindaco di Medellín, sostiene che si siano dette “barbarità” attorno alla catastrofe di Hidroituango. Iván Duque, che aspira a governare la Colombia, ha chiesto “appoggio alle autorità” a fronte del disastro causato. La logica del sindaco Gutiérrez e del candidato Duque fa pensare che ciò che viene realizzato con denaro pubblico non meriti il vaglio della cittadinanza, dell’accademia, della politica e dei mezzi di comunicazione. Qualcosa di simile a quanto raccomandava il dittatore spagnolo Franco ai suoi ministri “Fate come me, non mettetevi in politica”.  Continua a leggere

La #SantaMuerte dal libro #MessicoInvisibile @Ed_Arcoiris

Santa Muerte[Estratto del libro di Fabrizio Lorusso Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, Ed. Arcoiris LINK] Nelle Americhe c’è una santa non presente sul calendario, ma con un esercito di milioni di devoti. Soprannominata Niña blanca o bonita (Bambina bianca o carina), è una santa popolare affascinante e controversa.

La Santa Muerte e le sue origini

Il 31 ottobre di ogni anno, dal 2001, si festeggia il compleanno della famosa Santa Muerte di Tepito, la prima che è stata esposta in pubblico e che ha avviato la diffusione massiccia del culto in Messico, negli USA e anche in Europa e Asia. Ed è sempre un momento di bilanci e di revisione. In Messico le tesi dedicate a questa devozione invadono i dipartimenti di antropologia, storia e sociologia.

Sopravvissute alle persecuzioni dell’Inquisizione, che aveva proibito nella Nuova Spagna (gli attuali Messico e Centroamerica), le immagini e figure di legno della Parca con la Falce sono state nascoste da famiglie umili e indios durante l’epoca coloniale (1521-1810) e oltre. Alcune antiche raffigurazioni della Muerte, che la Chiesa aveva portato dall’Europa per evangelizzare gli indigeni e realizzare le processioni del Venerdì Santo, iniziarono ad essere utilizzate dai locali per realizzare rituali “pagani” non tollerati dalle istituzioni ecclesiastiche e arrivarono indenni al Ventesimo secolo, custodite gelosamente da alcune famiglie o conservate in qualche museo di provincia. Ancora negli anni ‘60 del Novecento il culto era riservato a nuclei familiari e a zone rurali, urbane marginali e popolari, ed era tramandato di generazione in generazione, quasi di nascosto. Negli anni ‘90 questo culto si diffuse a tal punto che nacque il mito della Narco Santa e della Madonna dei Criminali, come se questo culto così complesso e antico si potesse considerare una semplice superstizione di loschi individui.Ricercatori e giornalisti di tutto il mondo iniziarono ad analizzare il fenomeno in modo più rigoroso, arrivando ai primi anni Duemila, quando si è scatenata una serie di effetti a catena di cui ancora oggi non possiamo comprendere le conseguenze e le evoluzioni.

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