Archivi categoria: America Latina

#AvenidaMiranda Puntata 14. Tropicalia, l’eterna primavera della rivoluzione musicale brasiliana

foto_Tropicalia_AvMiranda

La terza edizione del Festival de Música Popular Brasileira verrà ricordata come “O festival da virada”, il festival del cambiamento. Il primo premio se lo porterà a casa Edu Lobo, ma in pochi se lo ricorderanno. A rimanere impresse nella memoria di un popolo saranno le esibizioni di Caetano Veloso e Gilberto Gil, che riveleranno al mondo il movimento tropicalista, constringendoli poi ad un esilio che contribuirà a mettere a nudo la vigliaccheria e la paura per il cambiamento della dittatura militare.
Per celebrare i 50 anni da quel momento così importante per la società e la cultura brasiliana, Marco Dalla Stella (collaboratore del blog lamericalatina.net) cura una puntata in cui vengono ripercorse alcune tappe fondamentali di quell’epoca di incredibile fermento culturale e sociale.

Qui il PODCAST!

Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.

Santiago Maldonado: lo Stato dell’arte.

di Raúl Zecca Castel

_20170824202710-kxIB--656x437@LaVanguardia-Web

L’avevamo capito sulla pelle di Salcedo e Pinelli che gli anarchici non sanno volare. Ora abbiamo anche scoperto che i Mapuche non sanno nuotare. Quantomeno ci resta una conferma: che la creatività degli Stati, a qualsiasi latitudine e tempo, è davvero inesauribile. Tra malori attivi, improvvise perdite d’equilibrio, suicidi e congetture politico-mediatiche di ogni sorta, non sarebbe quindi azzardato pensare a un’inedita forma di governo: lo Stato dell’arte.

A 77 giorni dalla scomparsa di Santiago Maldonado, avvenuta il 1 agosto 2017 in occasione di una protesta organizzata dalla comunità indigena Mapuche Pu Lof di Cushamen, nella provincia di Chubut, in Argentina, e duramente repressa dall’intervento violento di un contingente armato della Gendarmeria Nazionale, il corpo di un uomo è stato trovato galleggiare proprio sulle acque del fiume Chubut, tra le radici di un salice in lacrime, come un’improbabile Ofelia patagonica.

Continua a leggere

Nessun venezuelano in classe

asd

Foto: AFP

Di Marco Dalla Stella, Corpi Civili di Pace in Ecuador

Nell’ultimo anno circa i flussi migratori verso l’Ecuador, uno dei Paesi che accoglie più richiedenti asilo in America latina, sono andati intensificandosi.

La maggior parte delle persone proviene dalla Colombia, in fuga da porzioni di territorio che permangono in mano di gruppi criminali e paramilitari. I tanto auspicati accordi di pace tra governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia saranno forse valsi a Juan Manuel Santos un Nobel per la pace, ma non sembrano aver beneficiato allo stesso modo la popolazione.

Continua a leggere

Las Gardenias di #Tepito: una squadra di calcio queer protagonista della festa popolare-religiosa del “barrio bravo”. #Fotogallery

[Testo e foto di Stefano Morrone] – Naomi, parrucchiera transessuale originaria dello stato di Michoacàn, ha un salone che porta il suo nome nel barrio di Tepito. Il 4 di ottobre di ogni anno, giorno della festa di San Francesco d’Assisi, lei e e le sue compagne, in maggioranza donne trans, si uniscono per giocare nell’equipo di calcio chiamato “Gardenias de Tepito” . la squadra è nata più di 50 anni fa, quando un gruppo di donne e uomini transessuali e travestiti decisero di alzare la voce contro il machismo e l’ omo/transfobia presenti nel quartiere. Finalmente, 25 anni fa, una squadra di uomini eterossessuali, Ebrayet, decide di rompere il muro della disciminazione e accetta di giocare contro Las Gardenias. Da allora la partita delle Gardenias è diventato uno degli eventi festivi più famosi e importanti del barrio Bravo, che porta allo stazio del quartiere centinaia di persone, che fanno della partita un vero e proprio show, con invasioni di campo continue, regole/non regole eccezionali e fuochi d’artificio. Lo scorso 4 ottobre siamo andati prima all’estetica di Naomi, e poi alla partita, vinta dalle Gardenias 4-1. Qui vi proponiamo il resoconto fotografico della giornata.

 

 

Entrevista a Emory Douglas: arte, Black Panthers y zapatismo

douglas

Por Pérez Gallo y Martino Sacchi desde Desinformemonos

Hoy, 15 de octubre de 2017, se celebran los 51 años del nacimiento en Oakland, California, del Partido de las Panteras Negras. El año pasado en la misma fecha publicamos para el portal independiente italiano Carmilla, esta entrevista que hicimos hace 3 años. La reproducimos ahora en este blog traducida al español.

En el diciembre de 2013 encontramos en San Cristobal de las Casas, Chiapas, a Emory Douglas, Ministro de la Cultura del Black Panther Party hasta la disolución de este movimiento. Como nosotros, Douglas fue uno de los 5000 estudiantes que asistimos a la escuelita zapatista: momento en el cual las comunidades zapatistas del sureste mexicano abrieron sus casas para hospedar activistas de todo el mundo y enseñar sus caminos de autonomía llevados adelante a lo largo de más que veinte años de lucha. Algunos meses después tuvimos la posibilidad de encontrarlo otra vez en su casa en la periferia de San Francisco, y le hicimos esta entrevista, que más que otra cosa ha sido una charla sobre su biografía de militante, de artista, de internacionalista. Como buen camarada, afroamericano, heredero de una tradición de lucha que se ha desarrollado sobre todo a través de líneas de fuga, movimientos, deportaciones y éxodos (desde el middle passage atlántico a las experiencias anti-esclavistas del cimarronaje), no nos sorprendió su natural capacidad de poner en relación resistencias y luchas en diversos contextos como lo de una periferia como Oakland en la década de 1960 y 1970 y lo de las montañas y las selvas indígenas del sureste mexicano hoy en día. A partir de las descripciones directas de un artista callejero como Emory Douglas, es posible rastrear aquellos circuitos políticos revolucionarios que han ligado las Panteras Negras a la China de Mao, a las páginas de Fanon y a los movimientos de liberación en Angola. En el arte de Douglas se entrelazan estas trayectorias transnacionales, desde el arte de la Revolución Cultural a los manifiestos por la Conferenza Tricontinental de Cuba en 1966, hasta el proyecto “Zapantera Negra”, empezado en el año 2012 en apoyo a las luchas en Chiapas.

Continua a leggere

Réplicas del sismo: miles de trabajadores sin derechos laborales

[di Caterina Morbiato – da Chilango]

El viernes, por fin, cuelgan el dictamen de Protección Civil. Según éste, el edificio de Telvista de Bolívar 38, en donde laboras como telefonista, está en condiciones seguras. Ahora deberías sentirte más tranquilo. Pero no: tú y tus colegas fueron de los obligados a trabajar tras el sismo, desde el miércoles siguiente. Durante dos días estuvieron dentro de ese edificio sin la certeza de que no se vendría abajo.

Te lo dijeron el mismo martes en la noche: que se iba a operar de manera normal, así, sin ninguna explicación. Apenas habían pasado unas ocho horas del temblor y uno de tus gerentes les informaba que Protección Civil había dado luz verde a la empresa. Los daños —todo aquel derrumbe de plafones y muros que había aterrorizado a todos— eran superficiales. Había que presentarse puntuales al día siguiente.

Cuando llegaste al trabajo, notaste las dos estructuras que componen el edificio separadas entre sí, además de las grietas que partían varios muros. Los gerentes de este call center te repetían que no había daños estructurales. ¿Cómo podías tú estar seguro? Sobre todo después de que se enfadaran con ustedes los del personal administrativo. Algunos habían subido fotos de las instalaciones a las redes sociales, les pidieron borrarlas. «Ustedes sólo hablan por hablar», les dijeron enfadados. No saben nada. Los que se quejan son porque están ardidos.
Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 13. Diritti civili in Italia e Usa: intervista a Silvia Baraldini

avenida-miranda-silvia-baraldini12 ottobre 2017 – A 30 anni esatti dalla nascita di Radio Città del Capo, Avenida Miranda dedica la trasmissione di oggi al tema dei diritti civili. A partire dalla campagna per l’approvazione della legge sullo Ius Soli in Italia, Raúl Zecca Castel ci porta negli Usa a fianco dei movimenti in lotta per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani. Sono gli anni della guerra in Vietnam, del movimento femminista e delle Black Panthers, ma sono anche gli anni in cui una giovanissima italiana di nome Silvia Baraldini si compromette a tal punto per la causa dei diritti civili da pagarne un prezzo altissimo. Direttamente dalla voce di Silvia Baraldini ecco allora il racconto di quegli anni di lotta, della prigione e delle speranze per il futuro.

Qui il PODCAST!

Continua a leggere

Omaggio al ‘Che’. Fotogallery cubana e video-intervista ad Aleida Guevara

di Raúl Zecca Castel 

Continua a leggere