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Cronistoria del conflitto israelo-palestinese (parte prima)

Vi proponiamo oggi la prima di tre parti di una cronistoria del conflitto israelo-palestinese scritta dal nostro redattore Pérez Gallo. La prima versione di questa ricerca era stata pubblicata nel sito di LA.P.S.U.S. (Laboratorio Progettuale di Studenti Universitari di Storia) il 23 aprile del 2012 e ripubblicata, modificata e in tre parti, sul sito de Il Caso S, nel maggio del 2013. Essendo entrembi i siti ormai estinti, abbiamo deciso di riprenderla sul nostro blog. Buona lettura!

Qui la seconda e la terza parte.

Sionismo e nazionalismo palestinese prima della nascita di Israele

Israele e PalestinaChissà a quante persone sarà venuta in mente, almeno una volta, a proposito della questione israelo-palestinese, la seguente domanda: come diavolo avrà fatto una terra dell’estensione dell’Emilia-Romagna, in gran parte occupata dal deserto, ad aver catalizzato per un secolo tensioni politiche, spinte ideologiche, interessi internazionali e rilevanza mediatica così accesi? Forse la risposta a questa domanda non la si darà mai, anche se, per chiarirci un po’ le idee, possiamo addentrarci oltre la superficiale pellicola del dibattito politico, per capire quali sono state le spinte culturali originarie che hanno generato il conflitto. Si tratta, nello specifico, di indagare la natura profonda di due nazionalismi contrapposti, il sionismo e il nazionalismo palestinese, e di capire come possano essere nati.

Sionismo, una definizione

Il sionismo si ritiene l’espressione politica della nazione ebraica e, ravvisando l’origine di tale nazione nell’antico Israele biblico, ne ricostruisce una narrazione tripartita che vede in principio l’età dell’oro di Davide e Salomone, poi la diaspora e infine la redenzione con la colonizzazione della Palestina in età contemporanea. Tale ricostruzione vuole legittimare, anticipandolo di alcuni millenni, quel concetto di nazione ebraica che trova in realtà la sua origine nel periodo ottocentesco, quello per l’appunto della nascita delle nazioni moderne. Inoltre, come ha sostenuto lo storico israeliano Shlomo Sand, non esiste alcun «popolo ebraico» omogeneo, costretto all’esilio dai romani e poi finalmente tornato sulla antica patria: «gli ebrei discendono da una pletora di convertiti, provenienti dalle più varie nazioni» (Shlomo Sand, L’invenzione del popolo ebraico, 2009). Continua a leggere