America LatinaReportage

L’indebito uso commerciale della canzone Bella Ciao! in Messico e Argentina

 15/01/2008  Di: 

Il collettivo AlterIta di Città del Messico e la comunità italiana denunciano l’indebito uso commerciale della canzone Bella Ciao! in Messico e Argentina.
Foto da link

Come frutto del rinnovato attivismo politico e sociale della comunità italiana in Messico ed in particolare dei gruppi di docenti di lingua e cultura italiana in questo paese, sono state promosse numerose iniziative di sensibilizzazione che lentamente hanno suscitato l’interesse di un gran numero di cittadini italiani e messicani informati attraverso il quindicinale “Il Sole d’Italia”, giornale completamente in italiano stampato in Yucatan, dal blog dell’attivo collettivo di professori, accademici e giornalisti AlterIta (1) (http://alteritamessico.blogspot.com/) e dall’uso crescente delle reti di e-mail, utilissime in una realtà fatta di dispersione geografica e frammentazione.
I gruppi organizzati degli italiani in Messico, pur non rappresentando una maggioranza numerica significativa, hanno fatto sentire la propria voce pubblicamente in diverse occasioni guadagnandosi un ruolo più istituzionale, legittimo e accettato anche di fronte agli interlocutori tradizionali come l’Ambasciata, i parlamentari eletti all’estero, il Comites (comitato eletto che costituisce il primo livello di rappresentanza degli italiani all’estero) e il CGIE (Consiglio generale Italiani all’Estero) (2). In questo senso risulta utile continuare con questa opera informativa e di sensibilizzazione su temi sociali e politici che, se da una parte esulano dalla realtà italiana in senso stretto, dall’altra sono invece fondamentali per la comunità italiana in Messico e per altre che seguono i processi e gli esperimenti in atto in terra azteca.
In particolare, l’iniziativa più recente e meritevole di diffusione riguarda un comunicato che sta circolando in Messico (firmato da AlterIta) denunciando una nota multinazionale (Coca Cola Company) che ha recentemente realizzato uno spot televisivo il quale, per promuovere il suo nuovo prodotto chiamato Aquarius (lo riporto per dovere di cronaca), utilizza le note di una celebre canzone popolare italiana, la conosciutissma Bella Ciao!. Questo spot é attualmente trasmesso dai canali televisivi commerciali messicani ed argentini.
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Già di per sé, l’appropriazione di una melodia popolare per finalità di lucro appare come una scelta discutibile in quanto rappresenta l’utilizzo di un patrimonio collettivo per un puro e semplice guadagno privato. Questo caso specifico ci fa indignare visti i protagonisti della storia. Da un alto la Coca-Cola Company, dall’altro la canzone Bella Ciao! La prima è una nota multinazionale degli alimenti e delle bevande, che ha saputo in questi anni diventare una delle imprese più presenti e ricche a livello globale. Tale compagnia ha dimostrato spesso di esserci riuscita a scapito delle comunitá produttive e di consumatori dei paesi in cui è presente.
La seconda é una traccia musicale e della memoria collettiva mondiale ormai insostituibile, parte del vasto canzioniere della guerra partigiana contro il regime fascista e contro l’occupazione nazista in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.
La canzone, inizialmente diffusa solo in certi territori liberati dalla lotta partigiana, ha tuttavia assunto un ruolo da protagonista nel secondo dopoguerra, attraversando lotte e movimenti sociali che in Italia hanno costruito la sudata democrazia che oggi, ancora una volta, si rimette in discussone nel contesto della ricorrente crisi politica italiana. E seppur meno cantata nell’Italia di oggi, negli ultimi vent’anni Bella Ciao! ha attraversato mari e monti per imporsi come canto delle resistenze e le lotte per la democrazia e contro ogni fascismo nel mondo intero. Oggi Bella Ciao! si canta in spagnolo in tutta l’America Latina, riuscendo a rompere i muri che si erigono sulle frontiere visto che gira anche una celebre traduzione all’inglese negli USA. Non é la prima volta, né sará l’ultima, che questa o molte altre aziende si appropriano di note, linguaggi, modi, saperi e desideri che sono parte delle specificità nazionali e culturali dei popoli del mondo. Il collettivo AlterIta e i gruppi che stanno aderendo alla denuncia non vogliono farsi sorprendere dal facile tentativo di dimenticare, lasciar perdere, far passare.

E’ quindi da rifiutare l’associazione di Bella Ciao! ad un’azienda le cui pratiche commerciali e lavorative sono oggetto di molteplici denunce per violazioni dei diritti umani in diverse parti del mondo e che, volente o nolente, s’è fatta portatrice di un modello di consumo pericoloso e di una visione della vita assolutamente falsa e senza memoria. La memoria che, invece, desideriamo sostenere è fatta di dignità, pace e libertà, nella speranza che le note di Bella Ciao! possano continuare a condurre questi valori nei remoti angoli del globo per la costruzione di meno spot televisivi e più società giuste e libere.

(1) Il collettivo di italiani in Messico AlterIta è composto da Carlo Almeyra, Andrea Cirelli, Manuela Derosas, Matteo Dean, Fabrizio Lorusso, Edoardo Mora, Barbara Origlio.Tutti sono professori di lingua e cultura italiana in Messico e parallelamente svolgono attività accademiche, giornalistiche e di diffusione culturale.
(2) Alcuni esempi: raccolta di firme contro la discussa partecipazione dell’Italia al Festival Humanitas di Oaxaca lo scorso anno (http://www.articolo21.info/rassegne/generale21052007/Art00042.htm  e http://www.infonodo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=11111&Itemid=58 ); la promozione di accordi etici per le attività educative (http://indy-lo.ortiche.net/?q=node/3711 ); l’invio di comunicati e la convocazione o partecipazione a conferenze su temi politici importanti (http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=5771 ); infine l’appello agli imprenditori italiani in visita in Messico (http://liguria.indymedia.org/node/703 )
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