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Relazione finale della Commissione Civile Internazionale dei Diritti Umani sul caso Oaxaca

 30/06/2007  Etiquetas: , , , , , , ,

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La Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani (CCIODH) ha consegnato il primo marzo al Ministero dell’Interno messicano il rapporto che ha realizzato sulle violazioni alle garanzie fondamentali a Oaxaca, durante gli oltre 10 mesi di protesta popolare in quella regione. Le autorità si sono impegnate ad analizzare il documento e ricercare i responsabili visto che, secondo la ONG internazionale, ci sono almeno 23 casi di omicidio irrisolti.
Dopo oltre 7 ore d’attesa, alle 5 del pomeriggio i rappresentanti dell’organismo internazionale sono stati ricevuti dal vice-ministro dell’Interno, Abraham González Uyeda, con cui hanno tenuto una riunione di circa due ore.
Testimonianze degli attori coinvolti
La CCIODH, formata soprattutto da attivisti europei, ha consegnato il documento finale che raccoglie le ricerche che sono state portate a termine nello stato di Oaxaca, nel sud del Messico, nel dicembre e gennaio scorsi. Il report riunisce le testimonianze di tutti gli attori sociali coinvolti nel conflitto: membri della APPO, autorità statali, detenuti e difensori dei diritti umani, così come di organismi e persone che non sono in favore del movimento dei professori.
Per poter risarcire le violazioni alle garanzie fondamentali degli abitanti di Oaxaca, l’organismo internazionale raccomanda al governo messicano di sveltire le ricerche e sanzionare i responsabili.
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Oltre a una serie di videoregistrazioni con le testimonianze, la commissione fa un riepilogo puntuale di quali sono le violazioni commesse dai funzionari locali e federali, enfatizzando i danni sociali e psicologici delle loro azioni.
Secondo le dichiarazioni di Ignacio García, integrante della commissione, il viceministro s’è impegnato ad analizzare le denunce e testimonianze incluse nel documento, oltre a investigare i delitti in cui sono coinvolti funzionari. Ad ogni modo, sono state denunciate la lentezza e l’insufficienza della giustizia a Oaxaca. I rappresentanti della ONG hanno rilasciato interviste in una conferenza stampa in cui è stata richiesta la presenza a Oaxaca di una delegazione della Unione Europea e dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani visto che il conflitto non può darsi assolutamente per concluso. S’è sottolineato, inoltre, che urge un’azione dei governi locale federale per risolvere i problemi e le domande sociali che hanno dato origine al conflitto data la possibile ed imminente riattivazione della violenza nella regione. In effetti, si segnala la presenza di attori politici che si dedicano a riattivare le frizioni in modo violento come sta succedendo dopo la creazione fittizia dell’antagonista sezione 59 del sindacato dei docenti per ridurre le forze della “ribelle” sezione 22.
Grave, la non identificazione e incarcerazione di responsabili
La commissione ha avvertito che è grave che ci siano ancora circa 50 detenuti, senza prove concrete, appartenenti al movimento e che, tra i violatori dei diritti umani, “non ci sia stato nemmeno un arresto dopo tante morti e repressioni, fatto che induce sospetti” nei confronti delle autorità che, in questi casi, tendono a sviare e applicare misure diverse. “Uno stato di diritto che funziona deve basarsi sull’applicazione giusta della legge, senza discriminazioni ed esclusioni” e “il conflitto sociale non si risolve con la forza”, ha ribadito Ignacio Garcia.
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Data la vicinanza temporale dei gravi eventi repressivi di Atenco, Pasta de Conchos, Lazaro Cardenas e Oaxaca, la commissione internazionale ha richiesto la presenza della Unione Europea nella vigilanza del rispetto delle garanzie fondamentali in Messico, sulla base della clausola democratica contenuta nel trattato di libero commercio in vigore tra le due parti, la quale stabilisce l’eventuale rottura del trattato se una di queste non rispetta i diritti umani. La risoluzione del caso Oaxaca e delle violazioni di Atenco risultano importantissime per definire un precedente rilevante nel rapporto tra Stato e società e, soprattutto, per prevedere le modalità di negoziazione e rispetto dei diritti umani in futuro. Anche il Segretario Esecutivo della Commissione Nazionale dei Diritti Umani, organo che, in verità, è rimasto piuttosto al margine del conflitto, ha realizzato un incontro con i membri della commissione internazionale e ha garantito l’emissione di una relazione ufficiale in merito.
Commento di Fabrizio Lorusso, corrispondente dal Messico
Sebbene spesso discordino tra di loro, le dichiarazioni di diversi funzionari pubblici di Oaxaca (per es. http://www.jornada.unam.mx/2007/03/03/index.php?section=politica&article=004n1pol ) sottolineano, ancora una volta, la scarsa volontà politica di azione efficace nei confronti dei gravi problemi che affliggono la regione: povertà, violazione dei diritti umani, negazione del conflitto, omicidio per citare quelli tristemente più noti. Scaricare responsabilità e denunciare la scarsità delle risorse sono parte di una strategia implementata dai governanti locali per recuperare legittimità e margini di manovra.
Il governo di Ulises Ruiz sta cercando, attraverso una campagna televisiva che ha preso piede recentemente sulle catene nazionali, di restituire credibilità alle sue azioni senza risolvere a fondo i problemi. La distribuzione clientelare di risorse e la repressione fisica per sedare e incorporare i movimenti sociali nel Messico del PRI erano la norma ma la pratica recente non sembra comunque avere ceduto alle pressioni democratizzanti che provengono da alcune parti della società e dalle pressioni internazionali. In questo senso le campagne pubblicitarie che fomentano l’investimento, il turismo e l’idea di sicurezza, tanto usate anche nel caso del Chiapas dopo l’esplosione del conflitto dell’EZLN, costituiscono uno strumento di legittimazione ingannevole e oscurantista.
Leggi anche su: http://www.itanica.org/modules.php?name=News&file=print&sid=341
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Di:  In Categoria: America Latina, Español

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