Le ragazze del porno: voci fuori dal coro

Chi sono le ragazze del porno? Sono un progetto. Per fare che? Per la realizzazione di alcuni cortometraggi. Ma chi sono? Donne, attrici, artiste, tra i 25 e i 75 anni. Di dove sono? Varie città d’Italia. Ne parla un articolo su KLP Teatro del giornalista Giacomo D’Alelio, anche lui, come me, smarrito da un po’ nelle lande messicane. Ne riprendo una parte, ma prima azzardo un commento. Si tratta di un interessante progetto cinematografico che prova a offrire punti di vista e proiezioni al di là degli stereotipi e le chiusure di una società fondamentalmente sessista e maschilista come la nostra. Una società che rispetto ad alcune realtà latino-americane come Città del Messico, l’Argentina o l’Uruguay, è rimasta ferma per quanto riguarda i diritti civili, il dibattito sulla regolazione delle droghe leggere, l’eutanasia. Sono solo alcuni esempi in una società che appare statica, soprattutto se vista dall’estero, e in cui la morale pubblica e la privata si tirano i capelli una con l’altra, il cattolicesimo impregna menti e istituzioni e la politica si mostra incoerente e ipocrita. Il progetto s’intitola “Le ragazze del porno” ed è portato avanti da alcune attrici e autrici italiane. Lascio quindi la parola alla descrizione dell’iniziativa e a una breve intervista a una di loro. Cito dall’articolo di D’Alelio:

“La scintilla l’ha lanciata la scrittrice Tiziana Lo Porto, che tempo fa, sulla rivista “Mezzocielo”, parlava dei loro intenti: ”Le ragazze del porno sono un gruppo di registe, tutte donne, tutte italiane, che da un po’ di tempo lavorano a un progetto di film pornoerotici. L’idea è nata un paio di anni fa, mentre scrivevo di un progetto di porno al femminile messo in piedi in Svezia da una regista indipendente, Mia Engberg, diventato un bellissimo film di corti che si chiama “Dirty Diaries” e che ha avuto una felice distribuzione ovunque nel mondo tranne che in Italia. Mia Engberg, che per il suo “Dirty Diaries” ha avuto un finanziamento di 50mila euro dallo Svenska Filminstituten, l’organizzazione che eroga finanziamenti statali per la produzione, distribuzione e proiezione pubblica dei film svedesi, ha anche scritto un manifesto bellissimo”. 

Finanziamenti statali… In Italia sembra lontano un tale obiettivo, e proprio per questo da marzo hanno attivato un sistema di crowdfunding (LINK) per poter girare i primi tre segmenti del film (dal titolo provvisorio “My Sex”): “Seratina” diAnna Negri, “Queen Kong” di Monica Stambrini e “Mano di velluto” di Regina Orioli. Le altre voci (fuori) dal coro sono quelle di Mara Chiaretti, Titta Cosetta Raccagni, Lidia Ravviso, Emanuela Rossi, Slavina e Roberta Torre. Ma sono coinvolte anche le ragazze di Industria Indipendente, Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, che avevamo conosciuto al Valle Occupato per lo spettacolo “È tutta colpa delle madri” e recentemente tra i protagonisti della riapertura del Rialto Sant’Ambrogio a Roma. Ma che ora troviamo in tutt’altra veste: “Realizzeremo un corto il cui titolo sarà ‘Più di ogni altra cosa al mondo vorrei’. Non vogliamo dire altro al momento perché siamo nelle ultime fasi di scrittura”.

Erotismo e pornografia si sono sdoganati in diversi ambiti della società e della cultura, ma la morale convenzionale e i luoghi comuni sono duri a morire. Per esempio nell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, istituzione pubblica dipendente dal Ministero degli Affari Esteri, è stato sospeso un evento, proprio il giorno prima della sua realizzazione, che aveva per titolo “Pornocultura: lo spettro della violenza sessualizzata nei media”. Era la presentazione del libro, critico e sociale, sulla Pornocultura dello scrittore messicano Naief Yehya che ha lamentato su FaceBook la cancellazione dell’evento sostenendo che l’Istituto “ha avuto in mano per settimane un libro che non nasconde di cosa tratta.Sapevano anche che avremmo proiettato alcune immagini legate al testo. Un giorno prima dell’evento apparentemente si sono accorti di cosa significava la parola Porno, si sono scandalizzati e hanno cancellato l’evento”.

Dulcis in fundo riporto alcuni commenti ripresi dalla rete sul progetto delle “Ragazze del Porno” che hanno un tono tra il misogino e il moralista e confermano perfettamente i commenti di cui sopra.

Prendiamo allora a larghe manate e subito alcuni dei commenti apparsi in rete alla notizia di questo progetto pornoerotico:

“Che schifo. È un declino morale della società perversa, in cui i valori adeguati e virtù non sussistono”.

“Gesù bambino piange e gli fa male il cuore quando legge di cose brutte brutte come la pornografia”.

“Povere donne!”

“Brave donne continuate a copiare tutti i vizi degli uomini (ovviamente dei più ignoranti) così sarete sempre più uguali a loro e sempre più prese in giro. Complimenti! Ma non sapete proprio ragionare con la vostra testa?… Però, chiedo scusa. non mi riferisco a tutte le donne, perché la maggior parte hanno altro cui pensare, ma solo a queste poverette che cercano così un po’ di visibilità senza sforzare troppo il loro ‘cervelletto’. Io sono donna ma mi vergogno sempre quando leggo certe cose”.

“Benvenute…”

“Al circo della pornografia… è l’ultima stazione prima di Salò e le 120 giornate di Sodoma (p.s. lo avete già visto? Ve lo consiglio). Confondere il desiderio con la pulsione dell’adrenalina è un errore fatale… prima della definitiva sconfitta”.

L’intervista alle attrici e altri dettagli sono qui (link).

ragazze del porno 

Industria IndipendenteMartina Ruggeri ed Erika Z. Galli

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