America Latina

A Città del Messico l'acqua è quasi finita…

 27/09/2009  Etiquetas: , , , , , , , ,

DF sin agua

Il cartello appeso in acuni supermercati di Città del Messico non lascia speranze né dà adito a dubbi circa la gravità della crisi idrica nella capitale messicana. Infatti, nonostante la città galleggi per metà su corsi d’acqua sotterrati e sull’antico lago di Texcoco e la piovosità media non sia così scarsa rispetto ad altre megalopoli come El Cairo (dove non piove praticamente mai, ma non c’è un’emergenza idrica imminente), l’annuncio è perentorio.

“Febbraio 2010: la città può restare senz’acqua. Città del Messico vive la peggiore siccità della sua storia. Ci rimane acqua solo per i prossimi 6 mesi. Non è un’avvertimento, è una realtà”.

Resta da verificare se, come spesso accade a queste latitudini, l’effetto annunci voluto dalle autorità, detto anche “al lupo, al lupo”, si basa su un’emergenza reale oppure su delle stime pessimiste o ancora sulla velata e preliminare impotenza nel risolvere il problema. Comunque la diffidenza che sfoggio in questo post è legittima in un sistema dove chi agisce per primo e con prudenza viene spesso punito mentre si privilegiano le soluzioni improvvisate all’ultimo momento e l’allarmismo sistematico.
Un ulteriore sospetto legittimo può affacciarsi furtivamente se consideriamo l’altro grande flagello di quest’anno in Messico: penso all’influenza porcina, o meglio A H1N1, con la sequela di panico televisivo, di misure governative e conseguenze economiche gravi per la popolazione che il “nuovo” virus e soprattutto la sua propagazione mediatica hanno causato da aprile in poi. Dopo la piaga del virus letale arriverà anche quella della siccità?
C’è da dire che il razionamento dell’acqua è già una realtà in alcune delegaciones (circoscrizioni cittadine) di Mexico City, meglio conosciuta come Mexico DF o Distrito Federal. In effetti sfamare e dissetare oltre 20 milioni di persone (ma forse sono 25 milioni o più, nessuno lo sa) è un’impresa ardua e sembra che il governo della città e il sindaco Marcelo Ebrard stiano cominciando ad avvisare noi abitanti inermi che la medicina sarà amara se gli sprechi continuano. Anzi, c’è proprio un ultimatum e un limite di 6 mesi dopo di che si dovrà attendere un’ora precisa per farsi la doccia o lavare i piatti.
In generale la gente è abbastanza sensibile al problema e proprio qui in Messico ho carpito alcune pratiche fondamentali che cerco di applicare per non sprecare l’acqua come insaponare i piatti quasi a secco per poi sciacquarli rapidamente alla fine o l’arte di farsi la doccia più o meno allo stesso modo.
Girano a decine le mail collettive sul trattamento dell’olio fritto che non va buttato nel lavandino ma in appositi contenitori e sulle bottiglie da mettere nella vasca che contiene l’acqua di scarico del water per risparmiare migliaia di litri all’anno del prezioso liquido. In certi periodi dell’anno scarseggia anche l’energia elettrica a dire il vero. I black out arrivano a ripetersi varie volte nel corso della giornata e possono durare addirittura alcune ore nei casi più sfortunati. A volte credo che vivere in Messico mi aiuti ad anticipare i tempi, ad abituarmi e prepararmi a come potranno diventare l’Italia e l’Europa in un futuro nemmeno troppo lontano. Spero si tratti solo di un vaneggiamento.

Di:  In Categoria: America Latina

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