America Latina

Vita, viaggio e delirio. Vecchie cronache attuali – II

 09/01/2010  Di: 

CAMPAGNA ELETTORALE 2006

Continuo con le note del viaggio permanente a Città del Messico. Siamo a 7 giorni dalle elezioni presidenziali più “democratiche” della storia del paese visto che, in pratica, si prevede un pareggio “tecnico” nelle inchieste tra il candidato della sinistra Andres Manuel Lopez Obrador e quello della destra Felipe Calderon. Hanno entrambi circa il 30-35% delle preferenze contro il 25-30% di Roberto Madrazo, candidato del PRI, il partito unico che ha governato per 71 anni il destino dei messicani. Screditare l’avversario spudoratamente e’ la tattica preferita per generare terrore e scompiglio nell’elettorato.

OSTRUZIONE VISIVA PRE-ELETTORALE

La città è invasa in ogni angolo (e vi assicuro che sono tanti) da manifesti e propaganda. Ormai ogni candidato offre di tutto e di più. Sconti, aumenti salariali, istruzione, salute, welfare e tra un po’

macchine di lusso, sicurezza su tutti i fronti e “Più Pilo Pè Tutti”…come direbbe il comico Albanese. Sul palo della luce sotto casa mia ci sono le facce di almeno 8 personaggi sorridenti che si arrampicano fino al punto più alto come sull’albero della cuccagna. Il loro destino sarà quello di rovinare a terra tra pochi giorni per la fine delle ostilità elettorali o, se c’è vento, di finire schiacciati sotto il peso del palo su cui sono appesi dato che più della metà di questi sono pericolanti, inclinati di 30 gradi e oltre oppure tenuti su miracolosamente da cavi d’acciaio che sgorgano da chissà dove.

In questo periodo, mese di giugno, fa un caldo torrido e di sera escono le zanzare a passeggiare dopo la classica ora di pioggia straziante e puntualissima che le rifocilla.

BISOGNA PARLARE DELLA METRO…

Premetto e prometto che in generale la Metro di Città del Messico è un buon mezzo di trasporto che copre distanze immense, è economico, esteso nel suo tracciato e abbastanza rapido…

La città del Messico sotterranea è una delle reti metropolitane e fognarie più lunghe del mondo. Le linee sono “solamente” 12 (due o tre in più nel 2010), ma la distanza tra le fermate e’ spettacolare. A volte puoi leggere un articolo di giornale intero tra due fermate o anche delle poesie abbastanza impegnative.

La quantità di vita brulicante nel sottosuolo è altrettanto impressionante. Nelle stazioni della metro si vende di tutto, dalle forbicine per le unghie all’ultimo DVD di Benigni o Jackie Chan. Il Messico è il terzo paese del mondo per i prodotti pirata e, quindi, la metro è uno dei market place più esclusivi.

AMBULANTI

La mafia dei venditori ambulanti, instancabili pellegrini che passano di vagone in vagone durante almeno 12 ore al giorno, fornisce ai propri “impiegati” dei materiali da vendere a meno di un euro tra cui spiccano i ricettari, le penne e pennarelli, l’incenso, i dischi pirata, i DVD, i quaderni, il codice della strada, la Costituzione politica degli Stati Uniti Messicani, i testi d’esoterismo spicciolo e quanto più d’altro vi possa venire in mente. I preservativi nelle carrozze non li vendono ancora, ecco.

TECNICA

Con la diffusione della tecnologia i metodi di vendita dei CD e dei DVD si sono perfezionati all’estremo: il venditore passa con uno schermo o uno stereo potentissimo da 600 watt e schiaccia PLAY sull’INTROMIX, un file o una canzone fatto da DJ espertissimi che raccoglie 20 secondi di ogni canzone o un riassunto del film o il video musicale. Il trailer insomma.

La parlantina, il tono e le frasi del venditore sono studiate nei dettagli. “Una volta ancora, vi porto alla vendita…” o “Spettabili e stimati usuari…ecco qua il disco compatto…con gli ultimi successi…150 canzoni in formato MP3…” e così via senza pietà per le decine di utenti che dormicchiano appoggiati al vetro con la gocciolina di sudare colante dalla fronte fino a terra. Il tono dello strillone venditore è simile a quello che usano nei supermercati per chiamare col microfono qualche cliente o responsabile di reparto, cioè è insopportabile e ridondante.

I venditori sono obbligati a rispettare certe tempistiche e modalità di vendita per non trovarsi in due o tre nello stesso vagone gridando e facendo sentire spezzoni musicali in contemporanea. Quindi ciascuno aspetta il suo turno per entrare. In definitiva una buona parte degli affari (“las gangas”) nell’acquisto di piccole cose si può realizzare nella metro sapendo, però, che si tratta di alimentare un circolo vizioso o una spirale delinquenziale bella e buona.

GLI INDIPENDENTI

I personaggi più disperati e realmente bisognosi (ma non sempre) sono quelli che chiamo “venditori indipendenti” i quali, sembra, non appartengono a nessuna “organizzazione” e cercano di commercializzare qualche prodotto “casereccio” (come libretti, stoffe, bracciali o dischi) oppure cantano, suonano, fanno (e a volte lo sono) i ciechi o semplicemente mostrano a tutti un certificato medico che dimostra la loro inabilitazione al lavoro. Elemosina insomma.

La prima volta che sono venuto in Messico, nel 2000, c’era un signore che chiedeva soldi alla fermata del metro Barranca del Muerto (“Crepaccio del morto”) e stava fermo in cima ai mille gradini che conducono negli inferi intonando un “por favor, por favor” e facendo vedere la gamba ingessata. 5 anni dopo l’ho ritrovato con la sua inconfondibile cantilena e la gamba sempre rotta col gesso un po’ più logoro e grigio di prima.

 MINACCE

I più minacciosi comunque sono dei ragazzi che entrano a petto nudo nel vagone e, dove c’è un po’ di spazio, gettano dei vetri rotti per terra e uno si sdraia sopra al comodo giaciglio per poi farsi passare sopra dal compagno di merende che lo calpesta e lo schiaccia sul comodo letto di vetri. Ah, se lo spazio non c’è i vetri per terra li lanciano lo stesso coprendo le scarpe degli avvenenti che a quel punto s’allontanano e creano il tanto agognato spazio libero.

Poi costoro passano tra i passeggeri e chiedono la monetina guardandoti in cagnesco.

Altri simpaticoni usano una retorica fatta di minacce implicite del tipo “signori e signore, POTREI STARE PER LA STRADA RUBANDO E ASSALTANDO LA GENTE, però ho deciso che era meglio trovare un metodo più onesto…vi chiedo una moneta che non comprometterà la vostra economia familiare…”. Bien.

Le donne non se la passano al meglio sui vagoni affollati. In generale abbondano i fumi balsamici provocati dai litri di profumo che utilizza il messicano medio per mantenere vive le sue relazioni

pubbliche. Inoltre l’inevitabile promiscuità in certi orari della giornata può scatenare la ricerca maniacale di alcuni gentiluomini che s’appropinquano alle donne per toccarle (“manosearlas”), sfiorarle, sfregarsi e, in definitiva, molestarle sessualmente.

Alcuni vagoni isolati di certe linee diventano, nelle ultime corse verso mezzanotte, un territorio di caccia per alcune categorie che cercano avventure. Per esempio un amico nordamericano, omosessuale, ci ha rivelato delle sue avventure nella metro semivuota dove ha rimorchiato spesso qualcuno per passarci la serata e magari la nottata insieme. Ci ha detto che non è molto comune però che era un modo di fare “amicizie” per alcuni gay della capitale più progressista dell’America Latina (ricordo che dal 2010 le coppie gay possono sposarsi in sede civile mentre prima potevano solo creare una società di convivenza; l’aborto per ragioni legate alle scelte di vita della donna è permesso nel Distrito Federal; c’è un sussidio di disoccupazione e sono stati allargati i servizi ospedalieri per chi non è assicurato; la morte terapeutica è in alcuni casi permessa ma non si parla di eutanasia).

PERIFERIA

Alcune stazioni periferiche ti portano nel mezzo del nulla e soprattutto la sera le uscite al capolinea hanno un fascino postmoderno suburbano che raccomando di evitare se non resistete ai cattivi odori d’olio fritto e tacos di carne, al rumore, ai mendicanti, al buio pesto di certe vie limitrofe, ai cani randagi, agli scarafaggi e all’invadenza degli autobus che raccolgono e smistano per le periferie (ancora più periferiche rispetto al capolinea della metro in cui si fermano) l’orda stanca di quotidiani avventori metropolitani.

Ogni tanto si scoprono delle meraviglie nel sottosuolo. Per esempio il Metro Copilco della linea tre è decoratissimo da murales splendidi e la fermata La Raza ha un sottopassaggio di oltre un chilometro con quadri illustrativi di tipo scientifico e astronomico. Il metro Auditorio ha un’esposizione permanente sulle metropolitane più famose del mondo.

Bene, ciao e continua…Fabrizio Lorusso

Di:  In Categoria: America Latina

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