Note di Diego Lucifreddi. Quando un telo ti cambia la vita, ad Haiti

di Diego Lucifreddi, da Port au Prince

Soprattutto le donne camminano per strada caricando pesi sulla testa. Non solo cose pesanti, ho visto una ragazza portare in equilibrio il piatto da cui stava mangiando.

A distanza di un mese la gente continua a avere paura di una replica del terremoto.

La casa del nostro ospite è crollata, ma per fortuna l’ufficio è ancora in piedi, e infatti ci siamo sistemati qui. Evel ci ha assicurato che l’edificio è apposto, glielo ha detto un ingegnere, e che possiamo accomodarci con tranquillità dove vogliamo, stanno magari attenti che le cose là fuori non stiano tremando.

Lui comunque dorme all’aperto, prima su un materasso sistemato per terra, adesso in una delle tende che gli abbiamo portato.

Con 4 teloni di plastica blu, di quelli che noi chiamiamo da campeggio, ha involto il cortile che adesso ospita 6 persone, e tutti quelli che vengono occasionalmente durante la giornata.

Anche la cyberpostazione è sotto il tendone composta da un tavolo, due stampanti varie laptop dal vintage all’ultra moderno e una piccola tv, dove domenica scorsa sono riuscito a vedere la partita della Roma. Il sistema è alimentato da un generatore a benzina rumoroso e puzzolente e collegato per mezzo di un accrocco di cavi e trasformatori in cui scorazzano lucertoloni e topolini.

Siamo addirittura collegati a internet, un po’ alternativamente.

E tutto questo sotto e grazie ai teloni che proteggono dal sole, dalla notte e soprattutto, se fissati per bene, evitano che anomali temporali tropicali si portino tutto via.

È così efficace che lo useranno anche per la sala di accoglienza del prossimo centro medico che l’associazione vuole riattivare nel quartiere,

Il tapis quindi è diventato proprio un materiale da costruzione: leggero, adattabile, colorato, forse ecosostenibile ma non certo economico, infatti l’inflazione “sciacalla”, quella che fa alzare i prezzi in occasione delle sciagure, su questo bene necessario ha colpito del 50%.

Oggi una signora che forse mi ha visto bianco, mi ha chiesto perché non gliene regalavo un paio di metri.

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