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#Avenida Miranda, puntata 56. In Argentina per il Festival del Cinema dei Diritti Umani

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13 giu. – Avenida Miranda torna in Argentina per parlare dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso lo sguardo del Festival del Cinema dei Diritti Umani, che ha appena concluso la sua 18esima edizione a Buenos Aires. Florencia Santucho, direttrice del Festival, ci introduce alle molteplici problematiche che coinvolgono i più e le giovani nell’Argentina di oggi, dal dramma della povertà crescente, al tema della violenza istituzionale – il cosiddetto “grilletto facile” – dall’incubo della tratta e alle rivendicazioni legate all’infanzia trans.

Qui il Podcast della puntata!

 

«Basta grilletti facili di Stato». Esplode la rabbia in Argentina

Il caso. Quattro giovanissimi uccisi dalla polizia, la ministra della sicurezza Bullrich sotto accusa. In tre anni sono state 1303 le vittime della violenza istituzionale. E le madri chiedono giustizia in piazza.gatillo serena

[di Serena Chiodo per Il Manifesto]

Il dolore per la morte di quattro giovanissimi uccisi dalla polizia. La rabbia, tanta, e l’esasperazione. Si respirava questo, nella marcia convocata dal Comitato delle famiglie delle vittime del gatillo facil, il nome («grilletto facile») con cui in Argentina si indica la violenza istituzionale. Un corteo che ha visto sfilare migliaia di persone la sera di venerdì 24 maggio a Buenos Aires, da Congresso a Plaza de Mayo. «Basta grilletto facile / basta repressione / non è solo un poliziotto / è tutta l’istituzione», uno degli slogan più urlati. Continua a leggere

Argentina in sciopero

Da QCode Magazine

di Serena Chiodo e Susanna De Guio

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Foto di Valentina Bacco

Il suono dei tamburi e dei piatti rimbomba già dal primo mattino nelle strade di Buenos Aires, in questo freddo ma soleggiato 30 aprile, mentre le numerose bandiere sindacali si raggruppano verso il centro della città. Alla vigilia della giornata dei lavoratori e delle lavoratrici, in Argentina è sciopero nazionale, il primo di questo 2019, ma già il quinto realizzato durante il governo Cambiemos presieduto da Mauricio Macri, contro la povertà in aumento, l’inflazione crescente, i licenziamenti continui, il debito con il Fondo Monetario Internazionale.

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#AvenidaMiranda Puntata 51. La resistenza mapuche accanto alle Madres de Plaza de Mayo @cittadelcapo

4 apr. – 5 aprile – Nella puntata di oggi di Avenida Miranda, Susanna racconta la situazione attuale della resistenza delle comunità mapuche nella Patagonia argentina attraverso le voci di Isabel Huala e Ivana Huenelaf, intervistate ai microfoni della Red Nacional de Medios Alternativos. Le due rappresentanti mapuche hanno partecipato alla grande manifestazione dello scorso 24 marzo a Buenos Aires, che ogni anno ricorda l’inizio della dittatura civico-militare in Argentina nel 1976 e allacciano lo storico reclamo per la Memoria, la Verità e la Giustizia con l’attualità della lotta mapuche contro la repressione statale e dei grandi proprietari terrieri e per il recupero dei propri territori ancestrali.

Il racconto delle due donne ripercorre le aggressioni delle forze di polizia e le cause giudiziarie aperte contro le comunità mapuche dall’inizio del 2017, ma oggi “c’è una luce di speranza che tutte queste cause che hanno montato cadano” afferma Isabel Huala, riferendosi alla recente e importante sentenza in cui i suoi due figli Fernando e Facundo sono stati assolti dall’accusa di usurpazione e furto di animali imputata da Benetton.

Ascolta qui il PODCAST della puntata su Radio Città del Capo.

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Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​Tutte le puntate di Avenida Miranda.

 

 

 

Argentina, 24 marzo: le voci contro Macri nello storico appuntamento per la Memoria, la Verità e la Giustizia

[di Serena Chiodo e Susanna De Guio – foto di Antena Negra Tv]

La memoria è un esercizio collettivo

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“Son 30.000. Fu genocidio”. Questo lo striscione, il banderazo come viene chiamato qua, che campeggia sopra le circa 300mila persone scese in piazza a Buenos Aires per questo 24 marzo. Il 43esimo dall’inizio della dittatura di Videla, nel 1976, da quegli anni di torture, violenze e assassinii. Da allora la vita politica dell’Argentina è attraversata dalla ferita dei desaparecidos e dei loro figli. Trentamila furono le persone che la dittatura fece ‘sparire’ nei centri clandestini, nei campi, nelle acque del Rio de la Plata. E trecento sono, ad oggi, i nipoti che le Madres e Abuelas stanno ancora cercando: donne e uomini che, appena nati, vennero strappati ai genitori e adottati dai carnefici degli stessi. Persone che ancora non conoscono la propria storia e identità. Ad oggi, sono 128 le persone ritrovate dalle Abuelas – l’ultima lo scorso agosto – in un instancabile lavoro di ricerca.

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Arresti e lacrimogeni per gli artigiani nel quartiere turistico di Buenos Aires

Protestano gli artigiani di San Telmo, la polizia di Buenos Aires risponde con violenza e 23 arresti.

[Da Dinamopress, di Andrea Cegna e Susanna De Guio]

artesanos3I tamburi si ascoltano già dal fondo di via Defensa, la strada principale del quartiere di San Telmo, luogo di uno storico mercato dell’artigianato visitato da milioni di turisti ogni anno. Avvicinandosi alla storica piazza Dorrego si vedono cartelli appoggiati per terra, uno dice: «Basta repressione, vogliamo giustizia, ci stanno uccidendo di fame, vogliamo lavorare!».

Gli artigiani che da anni tutte le domeniche espongono i loro prodotti lungo la via popolata di turisti sono già stati sgomberati due mesi fa, da allora non possono più lavorare e la situazione per loro si sta facendo insostenibile. La protesta degli Artigiani Uniti dura da tempo dunque, ma non si era ancora vista una repressione feroce come quella che si è scatenata domenica 10 marzo.

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#AvenidaMiranda puntata 49. 8 marzo a Buenos Aires, parlano le dissidenze sessuali.

_MG_0342Alla vigilia dell’8 marzo la piazza del Congresso di Buenos Aires si prepara a una nuova immensa mobilitazione, il terzo sciopero delle donne.

Per entrare nel vivo del dibattito che ha attraversato le assemblee in preparazione dello sciopero, Susanna De Guio ha intervistato Florencia Guimaraes, rappresentante della comunità trans e travesti, attivista, comunicatrice e componente del collettivo Furia Trava.

Di fronte all’avanzare del discorso TERF (Trans-Exclusionary Radical Feminist) a diverse latitudini, in Argentina le dissidenze sessuali rispondono con la loro presenza politica allo Sciopero Internazionale delle Donne, Lesbiche, Bisessuali, Travesti e Trans.

Qui il Podcast, buon ascolto!

Giustizia per Lucía Pérez: dalla sentenza allo sciopero femminista

[di Susanna De Guio]

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Vivas y libres nos queremos, ci vogliamo vive e libere, questo è lo slogan, il coro, il messaggio che ci manda lo sciopero femminista dello scorso 5 dicembre in tutta l’Argentina. Nasce dal ripudio della sentenza per il feminicidio di Lucía Pérez, sedicienne violentata e assassinata a Mar del Plata l’8 di ottobre del 2016.

In quei giorni a Rosario era in corso il trentaduesimo Encuentro Nacional de Mujeres, la notizia della brutale violenza perpetrata sul corpo della giovanissima Lucía scatenò un’ondata di indignazione, rabbia e dolore che si convertí nel primo sciopero femminista argentino, il 19 ottobre di due anni fa, e che divenne immediatamente internazionale, che è stato ripreso in più di 150 paesi l’8 marzo scorso, e che continua ad essere uno strumento di lotta potente.

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