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Aldo Dávila è il primo deputato gay e sieropositivo della storia del Guatemala

di Simone Scaffidi da Il Manifesto

Aldo Davila è un attivista guatemalteco che il 14 gennaio scorso è diventato il primo parlamentare sieropositivo – pubblicamente dichiarato – nella storia del Guatemala. Aldo Davila è anche omosessuale e da molti anni si batte per difendere i diritti della popolazione Lgbtqi. Essere sieropositivo, omosessuale e attivista per i diritti umani sono tre elementi che da soli gli garantiscono uno status di eccezionalità nel panorama istituzionale guatemalteco e allo stesso tempo gli assicurano un trattamento speciale, condito di criminalizzazione e discriminazione, da parte di una classe politica machista e indifferente alla protezione degli attivisti e delle attiviste.

DALLA STRADA AL PALAZZO. La sua storia è fatta di strada e associazionismo, solidarietà e lotte sociali. Per anni è stato attivista e direttore di Gente Positiva, un’associazione che sostiene e accompagna le persone Hiv positive e la sua figura pubblica è riconosciuta dalle organizzazioni che si battono per i diritti umani nel Paese.

Per questa ragione diverse forze politiche gli hanno proposto di candidarsi e lui stesso ha dichiarato di aver scelto l’unico partito che gli garantiva, inserendolo come prima opzione nelle liste, reali possibilità di essere eletto. Si tratta del movimento politico Winaq, lo stesso partito che nel 2011 ha candidato alla presidenza della repubblica la premio Nobel per la pace Rigoberta Menchú, risultando ampiamente minoritario nelle preferenze. A dimostrazione delle difficoltà, anche con una candidata di peso come Menchú, di incidere in maniera significativa sul processo elettorale del Paese.

AUTONOMIA E DIRITTI UMANI. Si può dunque facilmente evincere dai suoi interventi pubblici che l’impegno di Aldo Davila non è tanto legato all’appartenenza al partito quanto più a portare dentro al Palazzo le istanze dei movimenti sociali, della comunità Lgbtqi e di tutte le comunità discriminate e vulnerate. Ci tiene a ribadire la sua autonomia di opinioni e non è un caso che una delle sue prime dichiarazioni sia stata di voler proseguire il lavoro iniziato da una deputata di un altro partito ma con una storia alle spalle di lotte per i diritti. Si tratta di Sandra Moran, la prima attivista lesbica – pubblicamente dichiarata – a entrare in Parlamento alle precedenti consultazioni nelle file di Convergencia, uno di quei partiti che hanno corteggiato Davila prima di questa tornata elettorale.

LE ISTANZE SOCIALI in Parlamento. Aldo Davila è una piccola speranza dentro quell’involucro classista e razzista che è il Parlamento guatemalteco. Una voce colorata che un esercito nero – conservatore, reazionario e militarista – cercherà di soffocare. Dagli Accordi di Pace ad oggi, per non parlare delle violazioni del regime militare, le istituzioni preposte all’esercizio del potere legislativo, esecutivo e giudiziario non hanno garantito la difesa dei diritti umani nel Paese.

Quello che Sandra Moran ha cercato di fare dal 2015 a oggi, e quello che Aldo Davila cercherà di fare dal 2020 è riempire quell’involucro provando a inserire nell’agenda politica la questione dei diritti umani e trasformandosi in megafono delle lotte sociali. È una sfida impari, ad armi impari, ma che risponde alla necessitá di una lotta trasversale, anche in un territorio insidioso e restio al cambiamento come il Parlamento del Guatemala.

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L’esperienza transessuale ci ricorda che i generi sono complesse finzioni sociali

di Simone Scaffidi da L’indiscreto

«Io non ho scelto fra maschio e femmina. Ho scelto se campare». Paola è in transizione di genere e con un tono della voce allo stesso tempo dolce e feroce racconta perché. «Ho vissuto identificata come maschio quasi tutta la vita, pur non sentendomi così. Non mi riconosco maschio ma non mi sento di dire che non ci sia una componente maschile in me. E non mi sento una donna. Mi sento una trans». Decidere di cambiare genere richiede un percorso personale complesso: «ero chiusa in questo mondo clandestino in cui non potevo sperimentare tutta una parte forte della mia vita all’aria aperta, a contatto con le persone. Fai questa recita che dura tantissimo e ti chiedi a beneficio di chi la fai». Per porre fine a questa recita Paola sa che non basterà ripensare le relazioni e gli spazi che attraversa – ha quarant’anni, una compagna e una figlia – ma che dovrà anche affrontare un percorso legale obbligato. Continua a leggere

Guatemala, attiviste e attivisti per i diritti umani sotto attacco

Elaborazione grafica: Manuela Cencetti

di Simone Scaffidi (da Repubblica.it)

Cittá del Guatemala. La copertura internazionale delle notizie relative all’America Centrale é storicamente molto limitata e negli ultimi anni sembra concentrarsi sull’esperienza migratoria – quando questa é relazionata con le politiche protezionistiche statunitensi – e sulla spettacolarizzazione del narcotraffico e dei suoi protagonisti. Il racconto del Guatemala in questo contesto quasi scompare e ritorna a galla solamente nel periodo delle elezioni, oppure quando un comico televisivo, Jimmy Morales, diventa presidente della Repubblica. Continua a leggere