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Comitato Cerezo: 9 anni di lotta per la difesa dei diritti umani in Messsico

Comitato Cerezo: 9 anni di lotta per la difesa dei diritti umani, 9 anni di denuncia

Il Comitato Cerezo compie 9 anni dalla sua fondazione. Nasce in seguito alla detenzione di Héctor, Antonio e Alejandro Cerezo Contreras il 13 Agosto 2001. Oggi è un gruppo per la difesa dei diritti umani che è un quadro di riferimento nella lotta per la libertà di altri prigionieri politici, di coscienza e catturati ingiustamente.

La Storia

Il 13 agosto 2001 furono incarcerati Héctor, Antonio e Alejandro Cerezo Contreras, Pablo Alvarado Gómez e Sergio Galia Max, accusati di aver attaccato con degli esplosivi (petardi) tre succursali bancarie. Pur non avendo prove, è stata imposta loro la prigione formalmente per i delitti seguenti: criminalità organizzata, possesso di armi e proiettili, detenzione di fuochi artificiali ed esplosivi e danno alla proprietà altrui.

I fratelli Cerezo furono condannati a 13 anni e sei mesi di carcere. Pablo Alvarado Flores a 10 anni. Grazie a una serie di mobilitazioni e alla lotta sul piano giuridico queste sentenze furono ridotte a 7 anni e mezzo di prigione.

Sergio Galicia Max venne rimesso in libertà nel marzo 2002, Alejandro Cerezo fu liberato il primo marzo 2005 e Pablo Alvarado il 13 agosto 2006. Il 16 febbraio 2009 furono messi in libertà Héctor e Antonio Cerezo.

La violazione dei diritti umani, nuova fase nella criminalizzazione della protesta sociale

L’incarcerazione dei fratelli Cerezo Contreras si verifica nel contesto della criminalizzazione della gioventù. Due anni prima, nel 1999, era stata realizzata l’occupazione più lunga della storia della massima casa di studi, la Universidad Nacional Autònoma de Mèxico (UNAM), la quale finì con mille detenzioni nell’anno 2000. Gli studenti che difendevano l’educazione pubblica e gratuita furono stigmatizzati come pericolosi criminali.

I fratelli Cerezo Contreras erano studenti della Facoltà di Filosofia e Lettere e della Facoltà di Economia al momento della loro cattura arbitraria e furono i loro libri le “prove” che il pubblico ministero trovò per dichiarare che questi ragazzi erano dei pericoli per la società e, quindi, vincolarli in modo “ideologico” con gruppi terrorista. Questo fatto avrebbe segnato l’inizio Della strategia di criminalizzazione degli studenti della UNAM.

Il clima politico in Messico e a livello internazionale nel 2001 contribuirà a rendere più difficile la situazione dei fratelli Cerezo Contreras. In Messico c’era una transizione accordata tra i due partiti politici PRI (ex partito egemonico di regime, Partido Revolucionario Institucional) e PAN (di destra, Partido Accion Nacional) con la destra estrema al potere a livello federale con il presidente Vicente Fox che viene eletto nel 2000 in mezzo a speranze e aspettative di cambiamento. La realtà fu poi ben diversa. L’ascesa della destra al potere segna una nuova tappa di guerra sporca contro le organizzazioni sociali e, quindi, una fase grigia per i movimenti e le lotte sociali. Ciò viene spalleggiato dal contesto internazionale in seguito agli attentati alle Torri Gemelle di New York contro gli Stati Uniti e alla dichiarata “nuova” guerra al terrorismo e alla crimine organizzato. Chiunque risultasse fuori dalle “norme” di legge sarebbe stato punito come un terrorista. Nemico della libertà e della democrazia.

Fu così che inizialmente il Comitato Cerezo nacque solo con la partecipazione di Francisco ed Emiliana Cerezo e di alcuni amici solidali per mettere insieme una squadra che lottasse per l’ottenimento della libertà in favore dei fratelli Cerezo in carcere e degli altri loro compagni ingiustamente coinvolti.

La difesa dei diritti umani nel sistema penitenziario messicano

I fratelli Cerezo Contreras, così come Pablo Alvarado Gómez e Sergio Galicia Max, furono vittime di torture fisiche e psicologiche al momento dell’arresto. Fatti che sono stati denunciati in quei momenti e che, in seguito, vennero constatati grazie alle loro testimonianze anche da organi incaricati del monitoraggio dei diritti umani, nazionali e internazionali. Le pratiche di tortura fisica e psicologica sembrano costituire il “marchio” della transizione democratica del Messico, non solo per i Cerezo e gli altri detenuti insieme a loro, ma anche per altri casi importanti come quelli di Atenco e del movimento popolare di Oaxaca.

Attraverso le loro lettere, Héctor, Antonio e Alejandro hanno fornito un resoconto sul sistema carcerario messicano, sulle prigioni di massima sicurezza che, lungi dall’essere dei centri di riabilitazione, sono invece dei centri di sterminio in cui l’integrità dei detenuti risulta annullata. Così si cominciò un compito arduo: denunciare il sistema penitenziario messicano e difendere i diritti umani dei prigionieri politici, di coscienza e detenuti ingiustamente

Il Comitato Cerezo oggi

Con l’esperienza accumulata in 8 anni di lotta per esigere la libertà di Héctor, Antonio e Alejandro Cerezo Contreras, Pablo Alvarado Gómez e Sergio Galia Max il Comitato Cerezo oggi costituisce un riferimento nel campo della difesa dei diritti umani. Impartendo seminari per la sicurezza delle organizzazioni sociali. Aiutando a livello psicologico le organizzazioni e le famiglie con prigionieri politici, di coscienza o detenuti ingiustamente. Denunciando la tortura e il sistema carcerario messicano. Difendendo i diritti umani dei prigionieri politici, di coscienza e detenuti ingiustamente.

Per i 9 anni della sua nascita realizzeranno un evento il prossimo 25 agosto alle ore 16:00, presso il salone dell’università “Adolfo Sánchez Vásquez” Facultad de Filosofía y Letras (UNAM) Città del Messico.

Dallo spazio “Abajo los Muros de las Prisiones” (“Giù i muri delle prigioni”) mandiamo un saluto e i nostri auguri per il duro lavoro da loro svolto a tutti i membro del Comitato Cerezo.

Traduzione all’italiano di LamericaLatina.Net

Consulta: http://www.comitecerezo.org/

http://www.vientodelibertad.org/

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Raccolta firme per il caso di Emmanuel Hernandez, arrestato in Messico

Organizaciones  y amigos solidarios, nuevamente les pedimos que nos regalen su apoyo y solidaridad con una firma para lograr la libertad de un joven universitario, una víctima más de este sistema judicial que criminaliza la protesta social y la juventud. Les pedimos también que en la medida de sus posibilidades redacten cartas para ser enviadas a los medios de comunicación exigiendo la libertad de Emmanuel.
Favor de enviar sus firmas con el nombre de su organización y país o su nombre como ciudadano y país al correo electrónico LibertadEmmanuel@gmail.com y comitecerezo@nodo50.org
Saludos fraternales
Comité Cerezo México
Comité por la Libertad de Emmanuel

Carta de firmas por la libertad de Emmanuel Hernández Hernández
El 16 de marzo del 2006 en el marco de la marcha del IV Foro Mundial del Agua realizado en la Ciudad de México, Emmanuel Hernández Hernández junto con 8 de sus compañeros, todos estudiantes de la Escuela Nacional Preparatoria 8 de la UNAM, en el ejercicio de su derecho a la libre manifestación fueron detenidos sin causa justificada afuera del metro Insurgentes y trasladados a la agencia 50 del Ministerio Público, ahí fueron ilegalmente desnudados y fotografiados y se les inicio un proceso judicial por portación de objetos aptos para agredir, delito del fuero común, cabe destacar que todos excepto Emmanuel fueron exonerados de dicho delito por falta de elementos.Tres años después, el 23 de noviembre de este año, 2009, Emmanuel es detenido y enviado al Reclusorio Norte de la Ciudad de México por el mismo delito, ahora clasificado como del Fuero Federal, delito que no cometió.

Emmanuel ha atravesado por situaciones familiares difíciles, durante el proceso llevado en el 2006, su madre, único sostén familiar enfermó gravemente y lamentablemente falleció, dejando a Emmanuel con 20 años a cargo de su casa y de su hermano menor, esto lo obliga a interrumpir sus estudios que hoy con dificultad estaba retomando y seguir trabajando para mantenerse y mantener a su hermano menor, así como apoyar a su hijo de apenas 8 meses de edad.

Nosotros los abajo firmantes hacemos notar que Emmanuel con tan corta edad ha sido un joven solidario y responsable qué está pagando una injusticia más del Estado mexicano, por tanto le exigimos su libertad inmediata e incondicional y lo hacemos responsables de su integridad física y psicológica dentro de la prisión.

ATENTAMENTE
1.     Comité por la Libertad de Emmanuel
2.     Comité Cerezo México
3.     Estudiantes Independientes de la UNAM
Para ver en línea información del caso: http://www.espora.org/comitecerezo/spip.php?article660
Para mayor información y contacto: LibertadEmmanuel@gmail.com y comitecerezo@nodo50.org

Resumen del Caso de Emmanuel Hernández Hernández

El día 17 de noviembre de 2009 a las 11:45 am se presentaron dos sujetos vestidos de civil en su domicilio ubicado en la 1era cerrada del Camino Viejo a Mixcoac, pueblo de San Bartolo Ameyalco, delegación Álvaro Obregón, quienes preguntaron por Emmanuel, quien salió a ver qué se les ofrecía, le mencionaron que había un asunto judicial y que tenían que llevarlo para que firmara unos documentos, le preguntaron si no tenía un familiar para avisarle, Emmanuel refirió que no tiene padre y que su madre había fallecido, que sólo tenía un hermano, pero este era menor de edad.
Le pidieron que se subiera a la patrulla que estaba estacionada cerca, qué él ya sabía que tenía un problema jurídico y que mejor no opusiera resistencia, de ahí fue llevado a ala casa de su pareja a quién le comentaron que se lo llevarían al Reclusorio Norte, posteriormente es trasladado a un lugar que Emmanuel no puede precisar donde un juez le pidió que firmara un documento para poder ingresarlo al Reclusorio Norte, Emmanuel se negó y el juez le comentó que de todos modos se iba al RENO.
A las 15:16 horas, algunos de sus amigos estaban en el RENO esperando para verificar que efectivamente fuera ingresado, sin embargo aun no tenían noticias de él, por lo cual se comunicaron con la organización de Derechos Humanos Comité Cerezo México, quienes llamaron a la Comisión de Derechos Humanos del Distrito Federal para levantar una queja por presunta desaparición forzada, ya que habían pasado tres horas sin que fuera presentado ante un Ministerio Público.
A las 16:00 Emmanuel es ingresado a la garita del RENO, por lo cual se da por concluida la queja ante la CDHDF.

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¡LIBERTAD PRESOS POLÍTICOS Y DE CONCIENCIA!

Página del Comité Cerezo México (www.espora.org/comitecerezo)
Página de documentación de presos políticos y de conciencia en México (www.espora.org/vientodelibertad)
correo electrónico para documentar los casos de los presos políticos en México: cerezo.vientodelibertad@gmail.com
Skype: comitecerezo
DF: comitecerezo@nodo50.org
Oficina. (55) 56 55 94 65
Celular. (55) 10 47 20 31
Oaxaca: comitecerezoaxaca@gmail.com

“Por que ser defensor de los derechos humanos no es sinónimo de terrorista”
COMITÉ CEREZO MÉXICO